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Monte Bego traversata al Lac des Mesches dal Jas du Basto

Monte Bego traversata al Lac des Mesches dal Jas du Basto

Percorso Inedito
10-09-2010
Jas du Basto (1700) – Baisse di Valmasque (2549) – Monte Bego (2872) – Lac des Mesches (1435).
20,5 Km circa + 6 Km. di asfalto per chiudere l’anello, percorsi da me in bicicletta per andare a riprendere la macchina.
1350 m. circa + 300 m. in bicicletta.
Aldo, Enrico, Lusciandro e soundofsilence.
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EE, per escursionisti esperti, solo la traversata del Monte Bego (che però costituisce una buona parte del percorso..): la salita della cupola terminale per qualche passaggio ripido e leggermente esposto, anche se senza reali difficoltà (attenzione però ad eventuale presenza di ghiaccio: noi abbiamo trovato qualche placca, tra l’altro poco visibile perché in ombra…), la discesa per notevolissimi problemi di orientamento. Già dalla vetta è facile sbagliare, dopo i primi evidenti ometti, e seguire fedelmente la cresta, incontrando così anche qualche passaggio quasi alpinistico (I grado al massimo) invece di passare poco sotto sulla destra; poi, dopo un tratto di evidente sentiero, da quando sulla destra si diparte la deviazione verso il Rifugio des Merveilles, il sentiero non esiste più, solo distanti ometti di pietra non sempre visibili, Il primo tratto di questa discesa senza sentiero non crea però eccessivi problemi, in caso di buona visibilità, in quanto il percorso è decisamente intuitivo seguendo la facile cresta erbosa; quando però si inizia a scendere nel bosco i problemi aumentano parecchio, non essendoci più un percorso logico (a parte quello di scendere a valle…) e anzi essendoci, a volte, ometti in più direzioni e una costante assenza di qualsiasi traccia… Il resto del percorso non presenta invece nessun problema ed è classificabile E, per escursionisti medi.
Da Genova fino a Ventimiglia sull’A10, da Ventimiglia si imbocca la Val Roya passando prima Olivetta San Michele, poi da Breil sur Roya e quindi arrivare a Saint-Dalmas-de-Tende, dove si volta a sinistra per la Val des Merveilles e Casterino. Arrivati presso il Lac des Mesches si sale ancora qualche centinaio di metri per lasciare il primo mezzo (noi abbiamo lasciato una bicicletta, ma, indubbiamente, si può fare anche con 2 macchine o, anche, ‘rassegnarsi’ a fare questi ulteriori 6 Km. a piedi…) in corrispondenza dell’inizio sentiero e quindi si prosegue col secondo mezzo fino a Casterino e quindi al Jas du Basto dove una sbarra impedisce di continuare il percorso.
Dal Jas du Basto si segue la strada a sinistra (indicazioni per il Refuge Valmasque) che sale molto lentamente verso il Rifugio. Dopo 3,5 Km. di strada cartelli (per il Refuge e la Baisse de Valmasque) indicano di svoltare a sinistra su sentiero, abbandonando la strada, che si ritroverà più avanti, che continua sulla destra. Poco dopo essere ritornati sulla strada, si incontra il bivio per il Refuge de Valmasque sulla destra e si continua invece a sinistra, evitando di scendere al vicino Rifugio. Si passa quindi accanto ai 3 grandi laghi (Vert, Noir e du Basto) con un lungo percorso in piano, per poi salire fino alla Baisse de Valmasque. Dalla Baisse si prende l’unico evidente sentiero a sinistra che porta verso il Monte Bego. Con qualche saliscendi e con percorso più lungo di quello che ci aspettavamo dalla Baisse si arriva in vetta. Poco sotto la vetta un grosso ometto di pietra verso sud, oltre a svelare un bel panorama sui laghi intorno al Refuge des Merveilles; indica il percorso da seguire per il ritorno. Per evitare però qualche difficoltà occorre spostarsi leggermente più in basso, verso destra, poco sotto la cresta che presenta, appunto, alcuni passaggi in cui potrebbe essere necessario usare le mani. Dopo circa 500 metri di sentiero si incontra il bivio sulla destra per il Refuge des Merveilles, proseguendo invece dritti e superando uno sbarramento di pietre che sembrerebbe indicare, non a torto, che sarebbe meglio girare per il predetto rifugio ci si trova a scendere senza alcuna traccia ma con qualche ometto di pietra, ogni tanto, ad indicare il percorso. Più che seguire gli ometti, che fanno soltanto perdere tempo nel cercarli, conviene piuttosto puntare dritti verso un restringimento della cresta erbosa chiaramente visibile qualche centinaio di metri più in basso. Qui, data la minore ampiezza della zona si ritrovano facilmente gli ometti e, da qui in poi, può convenire seguirli con maggiore attenzione; così facendo ci si immette in una zona dove la spoglia prateria incomincia a far spazio a qualche albero e a cespugli bassi e, in breve, si giunge a un bivio: ometti segnano il percorso sia a sinistra in discesa, ma in senso contrario a quello in cui stavamo andando, sia a destra in leggera salita. Noi prendiamo a sinistra, avendo una traccia GPS che pare puntare più in quella direzione e, per fortuna, più avanti il sentiero curva e riprende la giusta direzione. Siamo però ormai in un bosco, per fortuna rado, sempre senza alcuna traccia, e seguire gli ometti è sempre più difficile. Dopo molto vagare però, a quota circa 1900, incontriamo finalmente un sentiero: occorre prenderlo verso sinistra, verso destra, infatti, il sentiero si dirige sì, all’inizio in discesa, verso la valle della Miniere (quella del Lac des Mesches), ma poi (dopo un guado) prende a salire, facendo supporre di dirigersi verso le Refuge des Merveilles. Prendendo invece a sinistra, nel giro di 150 metri ci si immette sul sentiero in discesa dal Vallone di Fontanalba e dalla Baisse de Vallaurette che, a sua volta, in un Km. circa porta sul sentiero del Vallon de la Miniere che, in 3 Km circa, porta alla strada poco sopra il Lac des Mesches.
Molto meglio, dal Bego, scendere al Refuge des Merveilles e farsi per intero il Vallon de la Miniere: certo un po’ più lungo, ma decisamente più veloce (la stessa differenza che c’è tra un’autostrada e la statale che porta al Passo dello Stelvio…) e più panoramica. Per chi invece fosse amante dell’avventura (per non dire masochista) e volesse fare come noi, il consiglio può essere quello di non perdere di vista il torrente e seguire più quello piuttosto che cercare gli ometti, fino a trovare il guado sopra descritto a quota 1900 circa dove si incrocia il sentiero che porta, in breve a quello segnato in discesa dalla Baisse de Vallaurette. Dal punto di vista panoramico sono belli sicuramente i 3 grandi laghi che si costeggiano all’andata (peccato per le dighe) e quelli che si ammirano dall’alto nel Vallon de la Miniere, la vista più bella resta comunque quella che si ha dal Bego sull’aguzza Maledia e sul Gelas e il Clapier che la contornano. In conclusione però il panorama è inferiore da quello che si gode da molte vette nel ‘cuore’ delle marittime, dove si incontrano anche laghetti, spesso, più suggestivi di quelli che abbiamo incontrato noi. Sicuramente una visita ai laghi che si incontrano nella parte che abbiamo saltato, tra la Baisse de Valmasque e il Refuge des Merveilles, avrebbe aumentato il valore panoramico della gita, ma resta il fatto che, a mio parere, la Val des Merveilles, pur bella, non abbia niente di eccezionale, paragonata ad altre zone delle Marittime, a parte i graffiti, che, però, facendo il percorso testè descritto, non si vedono…
Percorso Inedito
10-09-2010
Jas du Basto (1700) – Baisse di Valmasque (2549) – Monte Bego (2872) – Lac des Mesches (1435).
20,5 Km circa + 6 Km. di asfalto per chiudere l’anello, percorsi da me in bicicletta per andare a riprendere la macchina.
1350 m. circa + 300 m. in bicicletta.
Aldo, Enrico, Lusciandro e soundofsilence.
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Monte Bego traversata al Lac des Mesches dal Jas du Basto


Dover condensare in una sola giornata un trekking che molte guide danno effettuabile in 3 o 4 giorni necessita alcuni astuti accorgimenti che mettono alla prova anche un EE (escursionista eccentrico) come me… Decido così, innanzitutto, di ricorrere alla bici per percorrere i 6 Km di asfalto che separano il Lac des Mesches dal Jas du Basto. Astutamente deciderò di farli in salita per non perdermi i divertenti tratti al 20% e onde non rovinare la media del percorso a piedi con un veloce tratto in discesa… Fin qui naturalmente potrebbe arrivare anche un escursionista normale, ma io non mi farò mancare neanche stavolta il mio consueto colpo di genio che consisterà nello spostare, nel rimontare la bici portata senza ruote nel bagagliaio, un poco i tacchetti dei freni, quel tanto che basta per farli strisciare sul cerchione, in modo che nessuno possa permettersi di dire che è comodo fare le escursioni in bicicletta… Altra azzeccata decisione sarà quella di tagliare un poco il percorso passando per il Monte Bego, tagliando così la discesa per la Valmasque e buona parte del Vallon de la Miniere, dopotutto cosa sono mai 400 metri di dislivello in più? Pensando però di aver accorciato un po’ troppo, non ci faremo mancare 3 Km di ravanaggio nel sottobosco senza alcun sentiero, cercando disperatamente, senza riuscirci peraltro, di seguire a piedi una traccia GPS di scialpinisismo, altro vero colpo di genio di cui vado giustamente fiero… Forse perderà un po’ di importanza rispetto alle precedenti ragguardevoli realizzazioni testè descritte, ma credo meriti, infine, una citazione anche l’essere riusciti a girare tutta la Valle delle Meraviglie senza vedere neanche un graffito…