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Pointe des Cerces e Pointe de la Plagnette anello per Sagnes Froides e Aiguille Violette da Laval

Pointe des Cerces e Pointe de la Plagnette anello per Sagnes Froides e...

Percorso Inedito
21-08-2021
Chalets Laval (2030) – Vallon des Sagnes Froides (2070-2730) - Lac Sorcier (2755) – Aiguille Violette (3045) – Anticima Pointe des Cerces (3060) – Col des Cerces (2570) – Col des Rochilles (2496) – Col de la Plagnette (2540) – Pointe de la Plagnette (2717) - Lac Rond (2460) – Lac de la Clarée (2435) – Refuge Drayeres (2190) – Chalets Laval (2030).
17,8 Km. circa, io ne ho effettuati 19,6 essendo tornato indietro a fare il giro del Lac Rond.
1250 m. circa.
Ivonne, Amerigo e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E (per escursionisti medi) fino all’inizio del Vallon des Sagnes Froides, EE (per escursionisti esperti) la risalita del Vallone, non per la presenza di qualche difficoltà, ma per la totale assenza di tracce nella prima parte, si va a vista scegliendo il percorso che si preferisce, necessita solo di sapere dove andare. EE dal colletto sotto il Lac Sorcier fin quasi alla cresta, prima una paretina di I subito sopra il colle, quindi ghiaioni non troppo ripidi e con traccia. Nell’ultima parte della salita verso la cresta, la traccia si perde e il ghiaione diventa molto più ripido con difficoltà ed impegno paragonabile ad un F, tanto più se si sceglie di salire tramite il canalino viola a sinistra, dove l’uso delle mani è necessario. La cresta dell’Aigulle Violette è in genere EE, anche piuttosto facile nella prima parte, ma l’attraversamento dell’Aiguille Violette e la cresta successiva sono tutta un’altra cosa, si tratta di circa 20-30 metri espostissimi, con passaggi tra il I ed il II grado, alcuni per di più in discesa, e su roccia assai poco affidabile, specie subito dopo l’Aiguille Violette, per cui la mia valutazione è PD (alpinistico poco difficile). Si tratta in ogni caso di 20 metri da fare con la massima calma ed attenzione, dove purtroppo è praticamente impossibile fare sicurezza. Il successivo tratto di cresta è EE fino all’anticima della Pointe des Cerces. La discesa dall’anticima su cresta è semplice e tracciata e non ci si può sbagliare, quindi la valuterei E (per escursionisti medi), come la discesa successiva sulla via normale al Col des Cerces, con un solo punto che potrebbe essere classificato EE, un breve canalino ripido di un paio di metri. E poi anche il successivo tratto fino al Col de la Plagnette, mentre EE la salita alla Pointe, che avviene a vista senza traccia e senza difficoltà. La salita alla vetta da dietro, come da me effettuata è perlomeno F (alpinistico facile) per un paio di passi tra il I ed il II grado, ma non è necessaria in quanto si può salire e scendere dall’altro versante, il che risulta molto più semplice. Tutto il resto E.
Da Genova fino a Voltri, per qui prendere la A21 fino ad Alessandria, dove si prende la A26 per Torino. A Torino si segue la tangenziale per prendere poi la A32 per Bardonecchia. Giunti a Bardonecchia ci si dirige verso la Francia passando per Melezet e, al confine, si prende a sinistra per il Colle della Scala; superato il Colle della Scala si giunge a Nevache (tenere presente che qui la strada per Laval chiude alle 10) e quindi si prosegue dritti fino al parcheggio al termine della strada asfaltata.
dal parcheggio proseguiamo poco più di 100 metri, quindi imbocchiamo il sentiero a sinistra per il Lac des Beraudes attraversando subito un ponte, dopodichè svoltiamo a destra imboccando il sentiero che corre a sinistra della Clarèe, lasciando invece a sinistra quello per il Lac des Beraudes. Seguiamo quindi il sentiero pressochè pianeggiante per circa 700 metri, arrivando quindi a guadare il Torrente delle Sagnes Froides, di cui dovremo risalire la valle. Noi siamo andati avanti ancora oltre 200 metri, 80 dopo aver passato un secondo guado, ma non è detto sia la scelta giusta, si può indubbiamente deviare a sinistra molto prima ed in vari punti, non fa molta differenza. Noi abbiamo scelto di farlo in questo punto seguendo una traccia GPS, ma è probabile che deviando molto prima si possa trovare una qualche traccia di sentiero, cosa che noi non abbiamo trovato fino ad arrivare all’altezza delle pareti che chiudono la parte alta della valle. A proposito delle pareti che chiudono la valle delle Sagnes Froides, specie se si va senza traccia GPS da seguire, occorre sapere che sono, a sinistra la Crete des Beraudes e, a destra, la Main de Crepin e la Crete de Moutouze; sarebbe meglio saperle riconoscere onde sapersi orientare a vista verso il vallone giusto. Inutile quindi dare descrizione del percorso da noi effettuato verso le rocce che racchiudono il vallone (neanche tanto a dire il vero che il vallone è sempre molto largo), basti dire che posto di orientarsi a vista o con GPS, si può salire un po’ dove si vuole che non cambia niente e non ci sono particolari difficoltà. Giunti così all’imbocco del vallone reperiamo finalmente una traccia di sentiero con ometti che ci guida nei ghiaioni iniziali, anche qui comunque non strettamente necessaria perché il terreno si mantiene facile. La traccia di sentiero si mantiene prevalentemente poco a sinistra del Rio delle Sagnes Froides risalendo la non ripida vallata, fino a giungerne in vista della testata, dove la traccia risale la ripida ripa del ghiaione ancora più a sinistra, scavalcata ala quale si giunge as un colletto dove arriva anche il sentiero proveniente dal Lac des Beraudes. Saliamo quindi la paretina di fronte, con passaggi di I, un po’ insidiosi per il ghiaietto, per poi giungere in breve al ripiano erboso soprastante, dove ritroviamo traccia ed ometti, che ci dirigono in breve verso sinistra al bel Lac Sorcier. Costeggiamo quindi il lago sulla sponda destra (est) e iniziamo a salire, seguendo traccia ed ometti, verso la evidente cresta della Pointe des Cerces, di cui dobbiamo raggiungere la parte sinistra. La prima parte del ghiaione si sale agevolmente e su chiara traccia, ma poi questa si perde, ed occorre puntare a sinistra, cosa che ha comportato anche l’attraversamento di una grande canale di scolo, non facilissimo in questa occasione, dopo il quale la salita si fa decisamente più ripida ed impegnativa. Puntiamo quindi alle rocce viola sulla sinistra che delimitano il ghiaione, preferibilmente mantenendoci vicini, o entrando nel canale viola, che è salibile, ma bisogna usare le mani in vari passaggi di I grado, fino a raggiungere con un poco di fatica la cresta. Seguiamo quindi la cresta verso destra, inizialmente senza difficoltà, difficoltà che iniziano avvicinandosi all’Aiguille Violette, dove la cresta si assottiglia e diventa rocciosa. Superiamo quindi aggirando appena sulla destra un tratto affilato di cresta e quindi ci troviamo all’Aiguille Violette che va attraversata su una chiara cengia prima in discesa, e poi in salita verso fin quasi in cima, per poi scendere con tantissima attenzione al successivo tratto di cresta affilata ed espostissima, che per una decina di metri ci fa desiderare di essere in qualsiasi altra parte del mondo… Passato questo tratto la cresta si fa decisamente più semplice, ma non elementare, fino a giungere ad un’anticima, da qui, con neanche 200 metri di facile sentiero, si giunge in vetta alla Pointe des Cerces, ma, nell’occasione, avendo troppa voglia di vedere la cresta nord che si diparte dall’anticima, non sono neanche andato in vetta e ho subito preso a sinistra la chiara cresta. Percorriamo così la facile cresta fino a giungere, dopo 300 metri, a delle spettacolari guglie viola, poco oltre le quali, il sentiero piega a destra e scende il ghiaione sottostante per ricongiungersi alla via normale in discesa dalla Pointe des Cerces, che imbocchiamo in discesa verso sinistra. Subito incontriamo l’unico passaggio un poco impegnativo della discesa, un canalino di 2 o 3 metri, forse di I grado, dopo il quale il sentiero continua senza difficoltà, passando prima per un laghetto e quindi scendendo al Col des Cerces. Dal Col des Cerces scendiamo quindi verso destra, arrivando dopo 200 metri circa ad un bivio, qui prendiamo a sinistra il sentiero che scende verso il Lac du Grand Ban. Raggiungiamo quindi prima il Col des Rochilles, da dove, prendendo a destra, scendiamo verso il lago e lo costeggiamo sulla sua sinistra, prima sulla sponda ovest e quindi sulla nord. Giunti a circa un terzo della sponda nord del lago lasciamo il sentiero che lo costeggia per imboccare sulla sinistra una traccetta non segnata che rimonta una ripa erbosa, per poi continuare su traccia segnata fino al Col de la Plagnette, segnato da dei cartelli. Qui lasciamo il sentiero segnato per salire i prati sulla sinistra verso la soprastante Pointe de la Plagnette. Il percorso è compeltamente libero, non essendovi né traccia, né segnavia, ed il pendio consente di scegliere quasi senza problemi dove passare, tranne che nell’ultima parte, un po’ più ripida dove bisogna scegliere meglio dove passare: io mi sono tenuto più a destra, poco sotto il crinale e, quindi, ho raggiunto la cresta sommitale per salire la vetta da dietro con un paio di passaggi tra il I ed il II grado. Sono sceso poi più facilmente dal versante opposto, per traversare poi con attenzione verso sinistra fino a ricongiungermi al percorso dell’andata, per tornare dunque sui miei passi fino al Col de la Plagnette. Dal Colle si scende per prati verso sinistra, puntando al sottostante sentiero tra il Lac du Grand Ban ed il successivo Lac Rond, che si raggiunge senza difficoltà. Imbocchiamo quindi verso sinistra il sentiero segnato che costeggia il Lac Rond e continuiamo quindi scendendo al vicino Lac de la Clareè, dopo il quale scendiamo a destra di una parete colorata con alcuni bunker scavati nella roccia, quindi continuiamo in piano su largo sentiero lastricato, passando quindi in una zona con alcuni laghetti sulla destra, che possiamo brevemente visitare. Visitati i laghetti continuiamo a scendere fino al Refuge des Drayeres, dove ignoriamo il bivio a sinistra per il Lac Rond e il Col des Muandes, per poi trovare un bivio a destra, dove possiamo scegliere se continuare dritti sulla sterrata, o prendere il sentiero sulla destra; in questo caso ho scelto di continuare sulla più corta sterrata che in circa 2,5 Km riporta al parcheggio.
ritorno dopo un anno all’Aiguille Violette per percorrere la cresta nord dall’anticima, breve pezzo mancato l’anno scorso, e rimango esterefatto di quanto anche questa cresta sia stupenda, non da meno di quella dell’Aiguille Violette. Che dire di più, solo queste due brevi creste sono uno dei posti più incredibili in cui io sia mai stato, ma anche tutto il resto del giro è meraviglioso e vario, meraviglie che bisogna guadagnarsi però coll’ostico passaggio dell’Aiguille (chi non se la sentisse può dividere in due il percorso andando e tornando dall’Aiguille da una parte e dall’altra). Infine in questa occasione ho introdotto anche la variante di salita dalle Sagnes Froides, ma indubbiamente è decisamente più bella e comoda la salita dal Lac Beraudes come ho effettuato l’anno scorso.
Percorso Inedito
21-08-2021
Chalets Laval (2030) – Vallon des Sagnes Froides (2070-2730) - Lac Sorcier (2755) – Aiguille Violette (3045) – Anticima Pointe des Cerces (3060) – Col des Cerces (2570) – Col des Rochilles (2496) – Col de la Plagnette (2540) – Pointe de la Plagnette (2717) - Lac Rond (2460) – Lac de la Clarée (2435) – Refuge Drayeres (2190) – Chalets Laval (2030).
17,8 Km. circa, io ne ho effettuati 19,6 essendo tornato indietro a fare il giro del Lac Rond.
1250 m. circa.
Ivonne, Amerigo e soundofsilence.
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