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Pointe de la Mine anello per Lacs de la Casse Blanche da Fontcouverte

Pointe de la Mine anello per Lacs de la Casse Blanche da Fontcouverte

Percorso Inedito
05-09-2021
Fontcouverte (1875) – Lac Chardonnet (2225) – Lac Chatelard (2305) – Lacs de la Mine (2640) – Pointe de la Mine (2913) – Lacs Casse Blanche (2700) – Lac de la Cee Basse (2500) – Chalets du Queyrellin (2010) – Fontcouverte (1875).
14 Km. circa.
1070 m. circa.
Stefy. Gheroppa, Kay, Ornella, Maury76, Ivonne e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E (per escursionisti medi) fino ai Lacs de la Mine, EE (per escursionisti esperti) la salita alla Pointe de la Mine per il sentiero vicino alla cresta (un po’ ripido e vago in certi punti), noi però abbiamo seguito la cresta quasi integralmente e la valutazione sale ad F (alpinistico facile), ma in ogni momento si può riportarsi sulla traccia. F+ (alpinistico facile superiore) la discesa della prima parte del canale, molto ripido e con alcuni passaggi su roccia di I, ma delicati, effettuati anche per evitare il troppo ripido ed insidioso pendio erboso, mentre la seconda parte del canale può essere anche considerata EE. E tutto il resto.
Da Genova fino a Voltri, per qui prendere la A21 fino ad Alessandria, dove si prende la A26 per Torino. A Torino si segue la tangenziale per prendere poi la A32 per Bardonecchia. Giunti a Bardonecchia ci si dirige verso la Francia passando per Melezet e, al confine, si prende a sinistra per il Colle della Scala; superato il Colle della Scala si giunge a Nevache (tenere presente che qui la strada per Laval chiude alle 10) e quindi si prosegue dritti per 6 Km circa, fino al camping di Fontcouverte, di fronte al quale si parcheggia sulla destra della strada.
dal parcheggio attraversiamo la strada asfaltata e imbocchiamo la sterrata di fronte che passa a sinistra del campeggio e, dopo meno di cento metri, troviamo i cartelli che indicano a sinistra per il Refuge Chardonnet e in questa direzione svoltiamo. Seguiamo quindi la carrareccia, raggiungendo, a quota 1950 circa, gli Chalets di Laraux, oltre i quali continuiamo a seguire la carrareccia, per giungere quindi, a quota 2150 circa, a un ponte, in corrispondenza del quale la carrareccia si biforca; qui prendiamo a destra traversando il ponte sul Torrente Raisin. Dopo 350 metri circa un secondo ponte ci riporta ad attraversare il torrente, giungendo subito dopo al Refuge Chardonnet, presso il quale vi è una fonte. Subito dopo il rifugio lasciamo la traccia segnata per prendere a a destra una traccia non evidentissima, che si dirige verso i sottostanti prati, superando nuovamente il torrente Raisin su due assi di legno; da qui seguiamo quindi una traccia verso destra che in 150 metri circa ci porta al Lac Chardonnet. Dal lago, continuando 150 metri nella stessa direzione sarebbe possibile poi raggiungere una bella palude, ma non lo sapevo e l’ho visitata con altro percorso al ritorno. Dal Lago poi invertiamo marcia e ci dirigiamo verso il sentiero che abbiamo lasciato tagliando in diagonale i prati verso sinistra, cercando di guadagnar metri e non perdere quota, cosa comunque non molto difficile. In meno di 300 metri in effetti mi trovo a guadare nuovamente il torrente Raisin e, pochi metri dopo, raggiungo il sentiero segnato, che imbocco verso destra in salita. Neanche 100 metri dopo l’ennesimo ponte mi fa nuovamente cambiare sponda del Raisin e, ancora 300 metri dopo, giungo in vista di quel che resta del Lago Chatelard, attualmente più una palude che altro e pure piuttosto in secca. Passato quindi il lago giungiamo ad una nuova e pittoresca palude in un’ampia area pianeggiante, palude che possiamo visitare a scelta all’andata o al ritorno, io l’ho fatto all’andata con una breve deviazione a destra. Tornati quindi sul sentiero segnato notiamo sul ripido pendio a sinistra due aguzze guglie, che nell’occasione non sono andato a visitare, ma ne vale sicuramente la pena. Per farlo ci si dirige a vista salendo il versante prima erboso e poi di sfasciumi, che si fanno più ripidi giunti alle guglie. Passiamo quindi sulla destra delle guglie, ignorando un canalino che sale su diretto, per traversare più facilmente, ma neanche tanto, verso la cresta soprastante. Visitate quindi eventualmente le guglie, riscendiamo sul percorso di salita, o più in diagonale per diminuire la pendenza, fino a tornare al sentiero segnato che imbocchiamo verso sinistra. Dopo neanche 200 metri, deviando pochi metri a sinistra, possiamo visitare una prima palude, mentre, più avanti, a quota 2500, una seconda palude molto più bella merita sicuramente la visita, con una breve deviazione, stavolta a destra, ma salendo non è facile individuare il punto in quanto la palude non si vede. Visitata o no quest’altra palude (nell’occasione nn l’abbiamo fatto), riprendiamo a salire sul sentiero segnato e, poco dopo, a quota 2580 circa, in corrispondenza di un torrentello che attraversa il sentiero, possiamo risalirlo verso sinistra per visitare un bel lago doppio, per poi tornare al sentiero segnato (cosa che anche questa non abbiamo fatto nell’occasione). Continuando sul sentiero arriviamo in breve in vista del Col Chardonnet sulla sinistra, colle che possiamo raggiungere o invece passare più a destra per visitare meglio i Lacs de La Mine, come abbiamo fatto. Passati i laghi ci si dirige sul sentiero che continua sul crinale dal Colle Chardonnet e raggiuntolo, lo si segue fino a che non scende sulla sinistra abbandonando il crinale, mentre noi continuiamo su traccia, seguendo il crinale o a ridosso sulla destra. La vetta da raggiungere a questo punto è evidente davanti a noi e possiamo raggiungerla seguendo fedelmente la cresta (più difficile) o passare a ridosso sulla destra, o ancora seguire una traccia più sulla destra che passa, probabilmente più facilmente, al centro del pendio. Giunti quindi in vetta riscendiamo sui nostri passi per 90 metri, quindi imbocchiamo il pendio erboso a sinistra, molto ripido, ed iniziamo a scenderlo con attenzione, tenendoci preferibilmente sulle roccette a sinistra, che presentano qualche saltino, ma non si rischia di scivolare pericolosamente come sull’erba. Scendiamo quindi il canalino erboso sempre sulle roccette a sinistra, finche il canalino confluisce in un altro canale pietroso proveniente da destra (canale che può essere una buona alternativa per la prima parte della discesa). Da questo punto in poi scendiamo dritti verso i sottostanti laghi, dirigendoci poi alla fine del pendio verso sinistra per raggiungere prima il Lago superiore. Dal Lago superiore scendiamo facilmente all’inferiore ed intercettiamo quindi una traccia omettata che seguiamo verso sinistra in discesa. Il sentiero scende quindi facilmente al doppio bel lago de La Cee Basse, quindi traversa sotto le imponenti pareti della Crete du Queyrellin, per poi arrivare a costeggiare la sottostante palude, dove possiamo scegliere tra varie tracce per superarla sulla sinistra, non tutte senza problemi (in particolare rimanendo più vicini alla palude c’è qualche passaggio un po’ più scomodo). Giunti al termine della palude continuiamo quindi dritti (a destra ci ricongiugeremmo in breve al percorso dell’andata) e paralleli all’emissario della palude. Dopo oltre 300 metri il sentiero sembra terminare, occorre invece guadare il torrente a sinistra e prendere l’evidente traccia che continua la discesa sulla riva opposta. Dopo ulteriori 130 metri troviamo un bivio a destra, dove una non evidentissima traccia scende la pietraia sottostante, imboccandola si può andare a visitare un’ulteriore palude, comunque visibile da questo punto, ma nell’occasione siamo andati invece dritti, scendendo senza ulteriori bivi fino a giungere alle case degli Chalets du Queyrellin a quota 2005, dove imbocchiamo una carrareccia curvando a destra. Sessanta metri dopo quindi, subito prima di una cappelletta, la carrareccia si biforca e noi la seguiamo verso sinistra in discesa. Carrareccia che seguiamo fino a quando non svolta a sinistra per giungere alla vicina strada asfaltata, mentre noi proseguiamo dritti su sentiero che ci porta dritti fino ad un ponte pericolante (il ponte non c’è proprio più adesso), che non mi è sembrato il caso di attraversare; ho piegato quindi verso sinistra, seguendo il torrente fino a sbucare sull’asfalto, che, imboccato verso destra, porta in pochi metri al parcheggio.
gita molto bella e varia tra paludi colorate, suggestivi laghi e la bella cresta rocciosa verso la vetta, indubbiamente una conclusione più interessante rispetto all’anello fatto l’anno scorso per la Crete Chatelard e la Crete Chardonnet, in cui però avevo visitato le imperdibili guglie sopra la palude Chatelard e anche un ulteriore bel lago senza nome sotto la Crete Chardonnet, nonché un paio di paludi, una veramente bella, ma sono tutte cose che si possono aggiungere senza grosse deviazioni per rendere la gita ancora più indimenticabile. La discesa dal canalone verso i Laghi della Casse Blanche, pur splendida per la vista sugli stessi e la sovrastante omonima montagna, è molto delicata e non è consigliabile a tutti, anche se, forse, evitando la prima parte erbosa del canalone fatto noi per scendere da un altro, pietroso, posto un poco più in basso, può rendere le cose più semplici e meno pericolose.
Percorso Inedito
05-09-2021
Fontcouverte (1875) – Lac Chardonnet (2225) – Lac Chatelard (2305) – Lacs de la Mine (2640) – Pointe de la Mine (2913) – Lacs Casse Blanche (2700) – Lac de la Cee Basse (2500) – Chalets du Queyrellin (2010) – Fontcouverte (1875).
14 Km. circa.
1070 m. circa.
Stefy. Gheroppa, Kay, Ornella, Maury76, Ivonne e soundofsilence.
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