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Pic du Cap Roux e Sainte-Baume anello da Pointe Sainte-Barthelemy

Pic du Cap Roux e Sainte-Baume anello da Pointe Sainte-Barthelemy

12-02-2011
Pointe Saint-Barthelemy (30) - Rocher Cabrier (220) - Sentier Balcon - Pic du Cap Roux (450) - Baume Saint-Honorat (250) - Pointe Saint-Barthelemy (30).
Io ho fatto 17 Km., ma ho ripetuto due volte buona parte dell’anello, con un giro più logico si dovrebbero fare circa 12 Km.
Io ho fatto circa 950 metri, che si potevano ridurre a circa 700.
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E, per escursionisti medi, tutto, tranne l’eventuale salita alla Rocher Saint-Barthelemy che, seppur non difficile (gradini nella roccia) è assai repellente per la notevolissima esposizione, per la quale propenderei per una valutazione F (alpinistico facile), però, non essendo arrivato in cima, la mia non è certo un’opinione particolarmente illuminante in merito.
Da Genova con l’A10 fino a Ventimiglia per poi continuare sull’autostrada Francese fin oltre Cannes e si esce a Mandelieu-la-Napoule. Da Mandelieu si continua lungo il mare in direzione ovest per raggiungere Theoule sur mer e quindi Trayas, seguendo la magnifica strada ‘en bord de mer’ che offre meravigliose viste sui rossi Calanques de l’esterel. Si supera Cap Roux, l’adiacente Pointe de l’Observatoire e quindi, dopo poco più di un Km si raggiunge il Calanque di Saint-Barthelemy, 250 metri dopo il quale si trova un ampio parcheggio (forse c’è spazio anche in corrispondenza del Calanque, ma non mi ricordo, ma, in ogni caso, d’inverno i parcheggi non sono un problema…).
Dal parcheggio si torna indietro 200 metri lungo la strada per trovare un sentierino nascosto dalla vegetazione che si dirige verso l’evidente grotta che si apre alla base del Rocher de Saint-Barthelemy. La vera partenza del sentiero è probabilmente 20 metri più avanti lungo la strada, ma non avendolo percorso, non lo posso garantire, in ogni caso dopo una cinquantina di metri i 2 sentieri si riuniscono e, guarda caso, finisce anche l’infrascamento. Alla congiunzione dei 2 sentieri, se invece di prendere a sinistra si continua dritti per un centinaio di metri, su una vaga traccia sempre più infrascata, si raggiunge la grotta di cui ho parlato in precedenza; può valere la pena di battagliare con qualche spina per visitare la predetta grotta, anche se è sicuramente più bella vista da sotto. Continuando invece sul sentiero a sinistra si inizia a salire a fianco dell’imponente Rocher de Saint Barthelemy si giunge dopo 500 metri a incrociare la strada asfaltata. Qui è possibile ‘tentare’ l’esposta, ma breve, salita alla Rocher de Saint Barthelemy; il sentiero continua invece, attraversata la strada, verso nord ovest. Dopo 500 metri una deviazione verso sud, un poco esposta la stretta cresta, permette di raggiungere in breve la vetta del Rocher Cabrier, dal quale vi è una bella vista sull’imponente guglia di fronte. Da quest’ultimo bivio in 400 metri si giunge al bivio col Sentier Balcon (così almeno mi è parso di leggere sulle rocce, ma sicuramente è comunque un nome appropriato). Il bivio non è evidentissimo, anche perché il nuovo sentiero è parallelo, ma in direzione opposta e a pochissima distanza, a quello che stiamo percorrendo. Molto più facile è individuare il successivo incrocio sul crinale (appena a 40 metri di distanza) col sentiero proveniente dal Plateau d’Antheor dal quale, eventualmente, si può tornare indietro pochi metri per percorrere l’assai più interessante Sentier Balcon. Si percorre quindi il bellissimo sentiero pressoché pianeggiante fino a raggiungere un primo bivio sulla destra, dove si incrocia il sentiero del ritorno; si continua quindi a sinistra per raggiungere dopo 200 metri, nuovamente il crinale, dove si incrocia nuovamente il sentiero proveniente dal Plateau d’Antheor. Si imbocca quest’ultimo sentiero verso destra per giungere in breve sulla vetta del Pic de Cap Roux (453 m.). Goduta della magnifica vista si ridiscende qualche decina di metri e si continua sullo stesso sentiero verso nord (almeno nella prima parte), per giungere poi ad un bivio sulla destra, seguito immediatamente da un altro (entrambi comunque vanno verso il Col de Lentisques, essendo il primo nient’altro che una breve scorciatoia, pur recando un segnavia diverso) che useremo per il ritorno. Proseguendo a sinistra si giunge, dopo 700 metri, a un nuovo bivio, dove prendiamo a sinistra per visitare i ruderi dell’Eremo di Saint Honorat. Si torna quindi indietro fino al primo bivio, dove si prende a sinistra. Dopo 300 metri si incrocia un nuovo sentiero, che imbocchiamo verso destra (sud-est). Si procede per 400 metri in tale direzione per incrociare il sentiero proveniente dalla Pointe Maubois. Si imbocca tale sentiero verso destra e percorsolo per 500 metri bisogna prestare attenzione a non svoltare a sinistra perchè così facendo scenderemmo verso il mare. Bisogna invece proseguire dritti e in piano sulla traccia davanti a noi, che, però, in questo punto è nascosta dalla vegetazione. Se, in ogni caso, si sbaglia si può anche rimediare più che decentemente prendendo a destra al successivo bivio, proprio dove il sentiero segnato piega in direzione opposta; così facendo si imbocca un sentiero non perfettamente pulito ed evidente (segnato comunque con qualche macchia verde) ma su cui è facile orientarsi seguendo sempre la direzione ovest. Quest’ultimo sentiero porta, in 500 metri assai panoramici, sulla strada asfaltata che abbiamo incrociato all’andata, seppur 800 metri più a est e da qui si può velocemente ritornare al punto di partenza. Avendo invece indovinato il sentiero giusto, in poco più di un Km ci si ritrova al bivio dove all’andata ci si è diretti verso Cap Roux. Da qui è possibile percorrere a ritroso il sentiero dell’andata, o seguire il meno interessante sentiero a nord del Saint-Pilon che bisogna comunque lasciare quando si arriva al bivio pochi metri sopra a quello col Sentier Balcon imboccato all’andata; qui si prende a sinistra e si ridiscende sul percorso dell’andata.
L’anno scorso ero già salito al Pic de Cap Roux, ma a parte lo splendido panorama di vetta, ero rimasto un po’ deluso dalla gita: non che fosse brutta, ma dall’Esterel mi aspettavo ben altro… In effetti i sentieri da nord sono ben al di fuori dal ‘cuore’ rosso delle cime sorgenti dall’acque, e protagonista di quella gita era stato molto di più il bel Canyon del Mal Infernet che non le maestose e tormentate vette. I sentieri da sud, invece, penetrano in tutti gli anfratti più nascosti rivelando aspetti e prospettive che le pur belle viste dalla strada della ‘corniche d’or, non fanno intuire… Insomma l’Esterel, sia mare che montagna, è un posto da non perdere e, a mio parere, vale sicuramente quanto la più celebrata, escursionisticamente parlando, zona dei Calanques dei Marsiglia.
12-02-2011
Pointe Saint-Barthelemy (30) - Rocher Cabrier (220) - Sentier Balcon - Pic du Cap Roux (450) - Baume Saint-Honorat (250) - Pointe Saint-Barthelemy (30).
Io ho fatto 17 Km., ma ho ripetuto due volte buona parte dell’anello, con un giro più logico si dovrebbero fare circa 12 Km.
Io ho fatto circa 950 metri, che si potevano ridurre a circa 700.
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Pic du Cap Roux e Sainte-Baume anello da Pointe Sainte-Barthelemy


Nei miei sogni più sfrenati da escursionista terminale le Dolomiti sono rosse e sorgono dal mare, proprio di fronte a casa mia… L’Esterel avrà pure il piccolo difetto di non essere propriamente di fronte a casa mia, ma, per il resto, direi che ci siamo in pieno… Cosa saranno mai, quindi, 250 Km di distanza e, soprattutto, quasi 50 euro (A/R) di pedaggio, in confronto alla realizzazione dei propri sogni? Per me niente, ma per i miei abituali compagni di gita, evidentemente molo più materialisti e attaccati alla vile pecunia di me, sono, probabilmente, un ostacolo insormontabile, tanto che, per l’ennesima volta, all’Esterel ci vado da solo… Peggio per loro, mi viene da dire, io invece dovrò consolarmi con la compagnia dei ‘randonneurs’ (e delle ‘randonneuses’…) d’oltralpe. Mi ci vorrà un po’ però per riuscire a rompere il ghiaccio, ma grazie al fatto di aver percorso più volte lo stesso percorso, diventerò una presenza talmente abituale che, dopo avermi incontrato per la terza volta in senso opposto, saranno i francesi stessi a rivolgermi la parola, forse preoccupati di non riuscire a liberarsi di me… Così, con l’entusiasmo di chi non vuol perdersi niente e non si preoccupa di ripartire alle 15,30 dal punto di partenza per un nuovo giro di 5 Km, in cui, in realtà, di nuovo c’è solo 1 Km, si conclude una magnifica gita che, in realtà, così bene non era iniziata… Già al parcheggio, infatti, consumerò la mia solita battaglia con quell’aggeggio infernale che io chiamo affettuosamente ‘catetere’ e che mi permette di bere dalla bottiglia infilata nello zaino, tramite una cannuccia di plastica applicata al tappo. Me la caverò, comunque, anche stavolta, più che egregiamente, solo una macchia bagnata sui pantaloni, seppur in un punto un po’ compromettente… Poi la delusione della grotta, non così bella come speravo vista dall’interno… Infine il vano assalto al Rocher de Saint-Barthelemy: sempre un po’ pauroso quando sono da solo (e anche quando sono in compagnia…) e scoraggiato dal forte Mistral sull’esile ed espostissimo filo di cresta, decido che mi basta la soddisfazione interiore di sapere che ce la posso fare, il resto è solo un’inutile dimostrazione esteriore, che lascio ai più vanagloriosi e aridi collezionisti di vette… Tenterò comunque, per fare un po’ di invidia a Maury (così impara a non venire…) anche l’ascesa alla successiva Rocher Cabrier: il GPS mi dirà che l’ho raggiunta, ma l’ardita guglia che mi è comparsa di fronte come dal nulla, proprio quando ero convinto di essere sul punto più alto, mi ha fatto venire, sul momento, qualche dubbio… Dopo di ciò soltanto l’estasi delle rosse guglie dolomitiche…