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Tete de Fer anello per Tete Parassac e Tete d’Eyssalps da Larche

Tete de Fer anello per Tete Parassac e Tete d’Eyssalps da Larche

Percorso Inedito
18-08-2020
Larche (1700) – Lac Parassac (2395) – Lac du Quartier d’Aout (2520) – Tete d’Eyssalps (2660) – Tete de Parassac (2770) – Tete de Fer (2895) – Larche (1700).
18,3 Km. circa, tenere presente poi che sui tempi di percorrenza incide molto la lunga cresta fino alla Tete de Fer (2,8 Km.), che pur non presentando grosse difficoltà in buona parte non si può percorrere camminando tranquillamente e ciò fa allungare assai i tempi.
1450 m. circa.
Em e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
fino alla Tete de Parassac si potrebbe dire E, per escursionisti medi, ma con qualche difficoltà a reperire il sentiero non sempre presente e raramente segnalato, quindi anche la valutazione EE, per escursionisti esperti, può essere appropriata, pur senza alcuna difficoltà tecnica. La cresta verso la Tete de Fer presenta una prima parte facile, che man mano va verso l’EE, per la presenza di tratti ripidi e su terreno un poco instabile ed esposto, nonché la necessità di scegliere il percorso per evitare qualche risalto, cosa comunque di solito facile, tranne che nell’ultima parte; ultima parte che potrei valutare F (alpinistico facile), in quanto caratterizzata da numerosi risalti, di solito superabili a sinistra, di cui uno un po’ più ostico, che abbiamo superato traversando prima a sinistra e poi risalendo indietro verso la cresta, con qualche passo in cui abbiamo usato le mani, niente di che indubbiamente, ma il terreno è un po’ delicato. Dalla vetta al Lago in cresta EE, ma semplice, si scende su sfasciumi e ghiaia senza sentiero, con tratti ripidi, ma non troppo. EE, ma decisamente più sostenuto, la discesa dal lago nel vallone di Courrouit che presenta una prima parte molto ripida e poi una traversata in cui occorre saper scegliere dove passare e aver confindenza con ghiaioni ripidi ed insidiosi. Il resto E, anche se pure qui su sentieri non segnati e a tratti non riconoscibili. In definitiva consiglierei di usare la traccia GPS, buona regola in ogni caso, ma qui particolarmente.
Da Genova fino a Savona sull’Autostrada dei Fiori, poi fino a Mondovì sulla Savona Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poi, per Borgo San Dalmazzo e il Colle della Maddalena. Si segue la strada per il Colle della Maddalena e si svalica in Francia dove si giunge, dopo pochi Km. dal colle a Larche. A Larche, in corrispondenza della Gite d’Etape du Lauzanier (le Gites d’Etape in Francia sono ostelli-rifugi) si gira a sinistra e si percorre la route du Lauzanier, che noi abbiamo percorso per circa 1,4 Km, fino ad un grande prato a sinistra dove si può parcheggiare. Volendo si può andare avanti ancora per circa 600 metri e parcheggiare in un piccolo slargo a sinistra, che può ospitare 2-3 macchine.
dal parcheggio si prosegue su asfalto per quasi 700 metri, per imboccare a destra quindi un sentierino segnato da un grosso ometto e, dopo 450 metri circa, ci si immette su una pista forestale, che si segue verso destra in salita. Dopo oltre 600 metri, e poco sopra i 1900 metri di quota, la pista si trasforma in sentiero e sbuchiamo in un pianoro più aperto, da dove incominciano ad intravvedere le cime. Attraversiamo quindi praterie piuttosto pianeggianti qualche decina di metri sopra il fondovalle, dove scorre il Ravin du Pis, al quale procediamo paralleli per poco più di un Km., per poi svoltare a destra risalendo il versante, come indicato da alcuni ometti, per una ventina di metri (da quota 2030 circa a 2050 circa), raggiungendo così un pianoro, dove è presente una baita, sulla destra della quale le mappe segnalano un laghetto, che però abbiamo trovato asciutto. Riprendiamo quindi a procedere paralleli al torrente, scendendo quindi sulla riva dello stesso, perdendo i 20-30 metri che avevamo salito per il lago. Dopo qualche decina di metri a destra del torrente il sentiero lo guaderebbe per procedere sulla riva opposta, ma noi abbiamo continuato a destra, dirigendoci verso la lontana, ma evidente, Cascata del Pissal, onde ammirarla da vicino, cosa naturalmente non obbligatoria. Proseguiamo quindi ancora paralleli al torrente, per poi divergere a destra verso la cascata, per fermarci quindi di fronte alla stessa, dove il pendio inizierebbe a salire più ripido; qui abbiamo traversato verso sinistra, guadando il torrente e risalendo alla meglio il ripido versante fino a raggiungere la traccia (EE), che sale a mezzacosta a superare sulla sinistra la balza rocciosa della cascata e sbucare su un pianoro erboso. Qui la traccia proseguirebbe a destra verso una casa, ma noi dobbiamo invece continuare a sinistra, seguendo il pendio di fondovalle e, magari, qualche traccia, se la troviamo. In ogni caso, dopo 400 metri circa, dovremmo vedere a destra, sotto di noi, il Lac de Parassac, al quale volendo possiamo scendere per una visita. Visitato il lago procediamo verso sud, guidati nella direzione anche da un grande ometto su una elevazione alla nostra destra, alla quale non siamo saliti ma ne abbiamo raggiunto la cresta successiva, dalla quale, in breve, si giunge al Lac du Quartier d’Aout. Dal lago puntiamo quindi leggermente a destra per risalire il successivo pendio erboso e, quindi, in corrispondenza di una pozza quasi asciutta, tagliare a sinistra per salire alla cresta della Tete d’Eyssalps, che, in breve, raggiungiamo seguendone il facile filo. Da qui in poi seguiamo la cresta fedelmente, facile fino alla Tete de Parassac, per continuare poi, sempre seguendo il filo, o evitando i risalti più ostici, di solito sulla sinistra, fino al punto più alto della cresta (intorno ai 2900 m.), leggermente più alto anche della successiva Tete de Fer. Superato il punto più alto la cresta si fa più ostica e caratterizzata da parecchi risalti che sembrano insormontabili, ma che si superano invece solitamente a sinistra e aiutati anche dagli esagoni verdi che segnano il confine del parco, ma che possono anche aiutare a capire dove passare. Superati quindi tutti i risalti, scendiamo ad una forcella da cui si risale il pendio terminale che porta alla Tete de Fer. Dalla vetta scendiamo sul filo di cresta verso un evidente laghetto sulla destra, Al quale giungiamo senza difficoltà. Visitato il laghetto, risaliamo sulla destra dello stesso (ovest), sfruttando una evidente e ripida cengia, per tagliare quindi, alla fine della stessa, ad una forcella che si raggiunge con qualche passo verso destra. Da qui un ripido ghiaione consente di scendere nel vallone di Courrouit. Dopo poco più di duecento metri di discesa iniziamo a traversare verso sinistra, tagliando i ghiaioni più o meno in orizzontale, facendoci guidare nella traversata, oltre che dal terreno, dalle rocce rosse che si vedono in lontananza sotto lo Chateau Lombard. Attraversiamo i ghiaioni quindi fino a giungere in vista dei successivi pendii erbosi, per raggiungere i quali dobbiamo però indovinare il giusto passaggio, intuendolo dall’andamento dei declivi, in quanto il alcuni punti i ghiaioni terminano su salti di roccia. Giunti quindi ai prati, scendiamo alle rocce rosse, alla destra delle quali troviamo una chiara traccia, che seguiremo in seguito, meglio in effetti, panoramicamente parlando, scendere prima lungo il ripido pendio di rocce rosse, comunque sempre facilmente camminabile, per poi raggiungere il sentiero che scende alla destra del torrente (Ravin du Chateau Lombard). Il sentiero e gli ometti poi, si dirigono più a destra, staccandosi dal torrente, per poi riavvicinarcisi in seguito e intercettare un sentiero segnato, che scende quindi parallelo e sulla destra del Ravin du Courrouit, per poi attraversarlo e procedere sulla sinistra per oltre 700 metri, dove lo attraversa di nuovo e quindi divergere a destra su zona pietrosa e scendere infine alla strada asfaltata, che ripercorriamo verso sinistra fino al parcheggio.
bella gita, anche se non entusiasmante, specie in confronto ad altre in zona, ma che presenta alcune particolarità, da non perdere soprattutto il lago in cresta al ritorno, così come le rocce rosse percorse sempre al ritorno, belli anche i due laghi visti all’andata, specie quello del Quartier d’Aout, la cresta invece non è propriamente entusiasmante per i miei gusti, il panorama è piuttosto monotono in effetti, ma è pur sempre una cresta, e quindi la visuale spazia molto più libera che a fondovalle.
Percorso Inedito
18-08-2020
Larche (1700) – Lac Parassac (2395) – Lac du Quartier d’Aout (2520) – Tete d’Eyssalps (2660) – Tete de Parassac (2770) – Tete de Fer (2895) – Larche (1700).
18,3 Km. circa, tenere presente poi che sui tempi di percorrenza incide molto la lunga cresta fino alla Tete de Fer (2,8 Km.), che pur non presentando grosse difficoltà in buona parte non si può percorrere camminando tranquillamente e ciò fa allungare assai i tempi.
1450 m. circa.
Em e soundofsilence.
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