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Pic Est e Ouest Cote Belle anello dal Col Izoard

Pic Est e Ouest Cote Belle anello dal Col Izoard

Percorso Inedito
29-09-2019
Col d’Izoard (2360) – Lac Soulier (2500) – Pic Ouest de la Cote Belle (2860) – Pic Est de la Cote Belle (2925) – Col Perdu (2500) – Col d’Izoard (2360).
11 Km circa, ma tenere presente che la cresta alpinistica tra le due vette prende parecchio tempo.
1000 m. circa.
Maury76 (http://finoincima.altervista.org/) e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la discesa dagli archi naturali alla strada, su ghiaioni non ripidissimi, ma decisamente insidiosi. EE la risalita dalla strada al sentiero, a tratti assai ripida e sempre senza sentiero. F, alpinistico facile, la cresta dal colle al Pic Est de la Cote Belle, sempre piuttosto delicata, con scarsi ometti e vari tratti esposti ed infidi. Il punto più difficile è rappresentato da un canalino di II di pochi metri, che sbuca in una strettissima forcella, passaggio comodo, ma non difficile, per poi scendere su terreno sfasciumoso ed insidioso. EE la discesa del ghiaione verso il Col Perdu, ghiaione però non molto difficile, anche se assai lungo. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
da Genova sulla A10 fino a Voltri, poi si prende la A21 fino ad Alessandria, dove si prende la A26 per Torino. A Torino si segue la tangenziale per prendere poi la A32 per Bardonecchia, che seguiamo fino all’uscita di Oulx circonvallazione. Da Oulx seguiamo le indicazioni per Cesana ed il Colle del Monginevro e, passata Cesana, continuiamo sulla SS24 che ci porta prima a Claviere e poi, passando in territorio francese, fino al predetto Colle, dal quale scendiamo a Briancon ed imbocchiamo il Col de l’Izoard, in cima al quale parcheggiamo sulla sinistra, vicino ad un grande obelisco.
dal colle continuiamo sulla strada asfaltata per 80 metri circa, scendendo sull’altro versante, per poi imboccare una sterrata sulla sinistra, che passa immediatamente sotto a dei servici igienici in legno. La sterrata continua trasformandosi in sentiero, che, risalito un dosso si dirige chiaramente verso la zona dei torrioni attraversando in piano un ghiaione su chiara traccia. Giunti alla zona dei torrioni, visitiamo un bell’arco naturale doppio sulla sinistra, quindi ci dirigiamo a destra sulla sommità di una collinetta sulla quale sorgono i torrioni. Dalla cima della collinetta ci dirigiamo a sinistra, per scendere un largo canale in mezzo ai torrioni su terreno in parte ghiaioso e anche un poco erboso, ma decisamente ripido. Giunti al termine del canale, pieghiamo a destra sui ghiaioni in discesa dal Pic Ouest e raggiungiamo quindi la strada asfaltata. Percorriamo quindi la strada asfaltata per poco meno di 300 metri, fino a notare una chiara traccia a sinistra, che si dirige verso alcuni torrioni. In realtà non consiglierei di fare lo stesso nostro percorso, in quanto la traccia in questione si esaurisce quasi subito e costringe ad una ripida e scomoda risalita e quindi ad un lungo traverso fuori sentiero nel bosco, prima di raggiungere il sentiero segnato, senza aggiungere quasi niente a livello panoramico; si può invece proseguire su asfalto per altri 250 metri ed imboccare quindi il sentiero segnato a sinistra. Giunti comunque in un modo o nell’altro al sentiero segnato, saliamo gradatamente fino al Lac Soulier, dal quale imbocchiamo il sentiero sulla sinistra dello stesso, che inizia a salire più ripidamente verso l’evidente colletto tra i due Pics de la Cote Belle. Giungiamo quindi ripidamente, ma senza difficoltà, al colletto, e quindi prendiamo a sinistra fino alla vetta del Pic Ouest, segnata da un paletto. Torniamo quindi sui nostri passi fino al colletto, e continuiamo poi per cresta nella direzione opposta. La cresta va seguita abbastanza scrupolosamente, anche se almeno un risalto va aggirato, mentre altri presentano punti di passaggio insospettati. A tratti si individua anche una qualche traccia e qualche sporadico ometto che aiutano a scegliere il percorso migliore, occorre però come detto, non allontanarsi mai troppo dalla cresta. Dopo un primo tratto abbastanza evidente si raggiunge comunque un poggio roccioso molto aereo, con bella vista su un torrione sottostante. Scendiamo quindi ripidamente sull’altro versante, seguendo alla meglio il filo di cresta, dopodichè aggiriamo sulla destra il secondo risalto mentre affrontiamo direttamente per filo il terzo (almeno così mi pare di ricordare), giungendo quindi ad un colletto (dal quale riscenderemo al ritorno sull’altro versante), per poi continuare a sinistra su ripidissimo ghiaione che ci porta nei pressi di una prima anticima, per raggiungere la quale dobbiamo attraversare il punto chiave del percorso. Trattasi di un breve canalino di II, che da accesso a uno strettissimo passaggio che sembra dare sul vuoto, ma invece consente di scendere alcuni metri su terreno insidioso per gli sfasciumi, ma non difficile. Superato questo passaggio il successivo percorso verso la vetta appare evidente e decisamente meno difficile, anche se la vetta che da qua scorgiamo è un’ulteriore anticima, stavolta però poco distante dalla vera vetta, che raggiungiamo comunque senza difficoltà ulteriori. Dalla vetta abbiamo quindi proseguito un poco per filo di cresta per vedere di individuare possibilità di discesa verso nord, ma non ne abbiamo trovate di più facili di quella da cui poi siamo discesi, anche, se, in effetti, si sarebbe potuto continuare ancora per cresta. Torniamo quindi indietro sui nostri passi fino al colletto citato in precedenza, e scendiamo verso destra i ghiaioni, attraversandoli in diagonale in direzione nord-ovest. La lunga traversata ci porta in vista del sentiero segnato che unisce il Col Perdu al Col de la Porte, che però noi non abbiamo raggiunto, preferendo seguire una chiara traccia parallela che ci ha permesso di risparmiare qualche metro di discesa. La traccia in questione è sì chiara, ma in effetti se ne trova più di una, tutte comunque parallele ed è indifferente seguirne una piuttosto che un’altra. Quella che abbiamo seguito comunque ci ha portato a raggiungere il sentiero segnato poco sotto il Col Perdu, che in breve raggiungiamo imboccando il sentiero verso sinistra. Dal Col Perdu scendiamo sull’altro versante e seguiamo quindi il sentiero segnato scendendo in breve fino al Col d’Izoard, dove abbiamo parcheggiato.
giro nato per visitare i bellissimi torrioni e archi naturali che caratterizzano la zona del Col d’Izoard e che vi unisce la salita ai due interessanti Pics de la Cote Belle, salibili più brevemente partendo direttamente dal Col de la Platriere (sulla strada che ci ha condotto all’Izoard), ma perdendosi così appunto tutta la bellissima zona dei torrioni. D’altronde la gita anche così non è molto lunga, anche se richiede decisamente più tempo di quanto lunghezza e dislivello farebbero pensare, dato lo svolgimento in parte alpinistico e, per la maggior parte, fuori sentiero. Si poteva anche realizzare un anello alternativo scendendo per la cresta sud del Pic Ouest e quindi risalire per la strada asfaltata, che avrebbe consentito altre visuali sui torrioni, ma ci è sembrato più logico invece scendere sull’altro versante e risalire al Col Perdu.
Percorso Inedito
29-09-2019
Col d’Izoard (2360) – Lac Soulier (2500) – Pic Ouest de la Cote Belle (2860) – Pic Est de la Cote Belle (2925) – Col Perdu (2500) – Col d’Izoard (2360).
11 Km circa, ma tenere presente che la cresta alpinistica tra le due vette prende parecchio tempo.
1000 m. circa.
Maury76 (http://finoincima.altervista.org/) e soundofsilence.
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