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Crete de Buguet e Crete des Granges anello da Chalets d’Izoard

Crete de Buguet e Crete des Granges anello da Chalets d’Izoard

Percorso Inedito
14-08-2020
Chalets d’Izoard (2175) – Sommet de la Crete des Granges (2840) – Col de la Roya (2705) – Crete de Buguet (2765) - Chalets d’Izoard (2175).
9,8 Km. circa.
750 m. circa.
Em e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino al Lago, anche se vi siamo giunti senza sentiero è comunque possibile seguire il sentiero segnato in alternativa. EE, per escursionisti esperti, fino alla cresta in quanto senza traccia e su terreno anche ripido, seppur non pericoloso. EE la cresta per la Sommet des Granges, a tratti ripida ed in altri un po’ esposta. E poi la crete de Buguet fin quasi alla cima, dove abbiamo un passaggio EE per superare un grande torrione che sbarra la strada, passaggio indubbiamente più semplice di quello che può sembrare a prima vista, solo un poco ripido e leggermente esposto. E il successivo tratto di cresta sommitale, mentre il canalino che consente di scendere al colletto sottostante è molto ripido ed insidioso e vale anche qualcosa di più di un EE, lo paragonerei ad un F per impegno. Il successivo tratto di cresta è poi EE su sentierino stretto e sfasciumoso, F la salita alla piccola elevazione che abbiamo poi effettuato, su molto ripidi sfasciumi e assai esposta in cima, indubbiamente salita non necessaria e che non aggiunge molto comunque. EE la discesa poi prima su traccia e poi a piacimento per ghiaoni e ripidi prati fino al sentiero segnato che è E.
da Genova sulla A10 fino a Voltri, poi si prende la A21 fino ad Alessandria, dove si prende la A26 per Torino. A Torino si segue la tangenziale per prendere poi la A32 per Bardonecchia, che seguiamo fino all’uscita di Oulx circonvallazione. Da Oulx seguiamo le indicazioni per Cesana ed il Colle del Monginevro e, passata Cesana, continuiamo sulla SS24 che ci porta prima a Claviere e poi, passando in territorio francese, fino al predetto Colle, dal quale scendiamo a Briancon ed imbocchiamo il Col de l’Izoard, per fermarci poi 3 Km prima del colle in curva dopo una serie di tornanti, in corrispondenza della quale si diparte una sterrata sulla destra.
dal parcheggio seguiamo la sterrata per neanche 200 metri, per prendere quindi un sentierino a sinistra che ne scorcia un’ampia curva. Ci riimmettiamo quindi sulla sterrata ormai in vista dei ruderi degli Chalets d’Izoard, dai quali incominciano anche a scorgere la cresta che andremo a percorrere. Agli Chalets il sentiero si biforca, a destra va al Col Peygu, mentre dritto a sinistra si va al Col des Ourdeis, andrebbe bene seguire il sentiero di destra, ma noi invece abbiamo ignorato la deviazione per proseguire poco meno di 200 metri sul sentiero per il Col des Ourdeis, per poi abbandonarlo per prendere a destra senza traccia segnata, seguendo ogni tanto comunque alcuni sentierini creati dalle greggi, ma potrebbe essere meglio seguire invece il sentiero segnato che corre parallelo e poco a destra del percorso effettuato da noi. La nostra meta, a cui dobbiamo puntare, è il colle erboso a destra del tratto di cresta rosso sangue, precisamente quindi tra il Col de la Roya a sinistra, e la Sommet des Granges a destra, che però non visibile subito, ma spunta 600 metri dopo aver abbandonato il sentiero segnato, occorre quindi tenere la direzione ovest e avere presente che il colle in questione è sulla destra della cresta che riusciamo a scorgere. In ogni caso dovremmo giungere ad un laghetto, dove incontriamo nuovamente il sentiero per il Col Peygu, qui prendiamo a sinistra senza traccia, puntando al predetto colle erboso e lasciando a destra il sentiero segnato. Dopo poco una ripida elevazione prevalentemente erbosa ci sbarra la strada, noi l’abbiamo superata sulla destra, per poi piegare a sinistra su pendii prativi molto ripidi e giungerne alla sommità della cresta, ma forse era meglio aggirarla sulla sinistra, probabilmente su percorso meno ripido. Giunti in ogni caso alla sommità di questa elevazione, ci appare chiaro il percorso da seguire fino al colletto erboso a destra delle rocce rosse, al quale saliamo a piacimento, senza alcuna traccia. Giunti al Colle seguiamo la cresta verso destra, trovando anche una traccia e qualche ometto, fino a giungere in cima, sempre seguendo il filo di cresta, o mantenendosi un poco a sinistra dove questo diventa troppo esposto, alla Sommet des Granges, indicata da un bastone, anche se il punto leggermente più elevato sembra essere qualche decina di metri prima. Torniamo quindi sui nostri passi fino al colletto erboso ed iniziamo a seguire la cresta in direzione opposta. Dopo un centinaio di metri una deviazione a sinistra ci consente di entrare nel cuore delle rocce rosse ed averne delle belle visuali, dopodichè riprendiamo la cresta e giungiamo in breve al Col de la Roya. Dal colle la cresta prosegue facile per circa 350 metri, per poi aggirare a destra un primo torrioncino e trovarsi la strada sbarrata da uno decisamente più grande, che però si riesce a superare più facilmente di quello che sembra, seguendone il filo sulla sinistra e giungendo quindi sulla sommità della Crete de Buguet che seguiamo fino al suo termine, segnato da un torrioncino a destra, mentre a sinistra un rosso canalino scende ad una forcella sottostante. Imbocchiamo il ripido canalino con prudenza ed in breve giungiamo alla forcella, dalla quale un sentierino procede poco sotto il filo di cresta sulla destra. Lo stretto sentierino giunge ad un punto in cui sembra perdersi e allora tagliamo verso l’alto a sinistra, puntando ad una successiva selletta sormontata da un’elevazione di pochi metri. Giunti alla selletta aggiriamo l’elevazione sulla sinistra ed arriviamo quindi ad un più ampio colletto sotto un’imponente torrione verticale. Qui il sentiero continuerebbe aggirando il torrione, ed i successivi, sulla destra, ma preferiamo invertire marcia e aggirare la vicina predetta elevazione sulla sinistra, da dove, riusciamo anche a salirla tramite un breve canalino sfasciumoso assai ripido in cui occorre un minimo di prudenza. Superato il canalino la vetta in questione si eleva di ancora un paio di metri, da superare con breve passaggio esposto di I grado (Non è comunque certamente necessario salire a questa piccola vetta senza nome che poco aggiunge alla gita). Ridiscesi dalla vetta riprendiamo la traccia verso destra e invece di scendere verso la traccia bassa seguita all’andata, ci manteniamo alti su traccetta che si dirige verso la successiva e più alta elevazione, che aggiriamo sulla sinistra. Si ripassa quindi sul versante destro, dove la traccia sembra interrompersi e per giungere al colletto successivo occorre affrontare un passaggio un poco più impegnativo, passaggio comunque non obbligato, in quanto esistono almeno 3 alternative di passaggio. La prima, forse più facile consiste nel rimontare a sinistra su facili rocce alla sommità della cresta, mentre la seconda, che è quella che abbiamo seguito, richiede di scendere poco più di un metro e quindi risalire fino al colletto (passaggio leggermente scomodo, I), oppure ancora scendere qualche metro in più e risalire su sfasciumi mobili. Superato questo passaggio ritroviamo il sentierino in cresta che ci porta ad un’ulteriore forcella a circa 50 metri di distanza, dove a destra un sentiero scende ripido ma evidente sul versante destro, mentre piegando a sinistra torneremmo in pochi metri sulla traccia percorsa all’andata; prendiamo quindi a destra e scendiamo in diagonale sul ripido sentiero, per poi immetterci su ripidi prati che scendiamo seguendo il sentiero sulla massima pendenza. Il sentierino quindi punta a destra a ridosso delle pareti, tornando a percorrere una zona di sfasciumi, qui, in effetti, poteva essere meglio, e sicuramente più breve, continuare a scendere dritti per i ripidi prati, ma noi invece abbiamo preso appunto a destra, dove la traccia sembrava più evidente. Il sentierino imboccato continua a traversare a destra su ghiaioni, mantenendo più o meno la stessa quota, evidentemente diretto al lontano Col des Ourdeis, ma dopo aver superato una zona in cui il sentierino è stato distrutto da una frana e ci obbliga a risalire subito sotto le pareti, decidiamo che non è più il caso di seguirlo e, quando i ghiaioni sottostanti ci paiono più facilmente scendibili, pieghiamo a sinistra e scendiamo senza traccia. A quota 2490 circa incrociamo quindi un sentierino, che imbocchiamo verso destra. Mantenendo più o meno la stessa direzione quando la traccia tende un po’ a perdersi o a confondersi con altre. Puntiamo quindi verso il fondovalle più o meno a piacimento (noi ci siamo diretti abbastanza verso i bianchi calanchi alla base del Clot la Cime per osservarli meglio) fino a raggiungere la carrareccia segnata che lo percorre e che imbocchiamo verso sinistra, dirigendoci verso i non lontani Chalets d’Izoard, che da qui si iniziano a scorgere, dove ritroviamo il percorso dell’andata che percorriamo a ritroso.
stupenda gita in un ambiente selvaggio e veramente particolare, una cresta caratterizzata da pareti e torrioni dolomitici e da rocce rosso sangue che si può percorrere ed esplorare a piacimento è sicuramente il pezzo forte, ma anche il resto della gita su magnifici prati a cui fa corona la predetta cresta, e altre montagne tutte particolari, come il Grand Peygu e il Clot la Cime è decisamente più che piacevole, come anche la libertà di poter camminare a vista senza obbligo di seguire sentieri, che, d’altronde, per buona parte del tragitto, non vi sono neanche.
Percorso Inedito
14-08-2020
Chalets d’Izoard (2175) – Sommet de la Crete des Granges (2840) – Col de la Roya (2705) – Crete de Buguet (2765) - Chalets d’Izoard (2175).
9,8 Km. circa.
750 m. circa.
Em e soundofsilence.
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