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Punta Violetta anello per la cresta sud e i Laghi Losere dalla strada del Nivolet

Punta Violetta anello per la cresta sud e i Laghi Losere dalla strada ...

Percorso Inedito
04-07-2020
Colle Nivolet (2495) – Cresta ovest (2810-3030) – Punta Violetta (3030) – Cresta sud (3030-2840) – Laghi Losere (2590-2490) - Colle Nivolet (2495).
9 Km. circa.
600 m. circa.
Em, Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
L’ultima parte della cresta, in salita ed in discesa, di Punta Violetta non va sottovalutata, pur non presentando passaggi che richiedano tecnica alpinistica, è comunque piuttosto scomoda ed insidiosa dati i massi instabili, i buchi e la possibilità di finire anche in punti esposti o difficili, dato il percorso non chiarissimo, quindi la valuterei F (alpinistico facile), EE (per escursionisti esperti) la parte precedente di cresta sia in salita che in discesa. EE anche il canalino di discesa ai laghi Losere attraverso un canale non troppo ripido, ma pur sempre un canale senza sentiero. Da considerare poi che buona parte del percorso ai laghi del ritorno si svolge sì su terreno facile, ma senza traccia né segnavia e quindi a vista, occorre quindi affrontarlo con buona visibilità o con traccia GPS, non è sbagliato quindi valutare anche questo EE, nonostante non vi siano difficoltà e si possa praticamente camminare dove si vuole, perlomeno per buona parte del percorso, mentre vi sono comunque alcuni punti dove bisogna scegliere la via migliore e quindi un po’ di esperienza è necessaria. Resta il percorso di andata quindi, dove qualche traccia e segnavia si trova e quindi direi che rimaniamo nell’E, per escursionisti medi.
Da Genova con l’A10 fino a Voltri, dove si prende l’A26 (Alessandria-Torino) e la si segue fino a poco oltre Casale Monferrato, dove si prende per Santhià e Aosta e si prosegue fino ad Ivrea dove si esce dall’autostrada. Passato lo svincolo si prende a sinistra per Cuorgnè e, passatolo, si prosegue sulla Sp460 fino a Ceresole Reale, dove si prosegue per il Colle del Nivolet (strada chiusa dopo le 9 nei weekend estivi). Non arriviamo però in cima fino al colle, ma ci fermiamo a quota 2495, su uno slargo a sinistra, subito dopo aver superato un lago sulla destra.
dal parcheggio continuiamo sulla strada in salita per circa 70 metri, quindi prendiamo una traccia a destra segnata anche da un cartello, ma comunque non tanto evidente. Proseguiamo quindi dritti in direzione nord-nord-est seguendo il fondovalle per circa 475 metri, quindi pieghiamo a destra senza traccia per salire un dosso erboso sulla destra, poco dopo aver superato un traliccio dell’alta tensione. Appena scollinato raggiungiamo un grazioso laghetto, dalla sponda sinistra del quale (nord), pieghiamo a sinistra in direzione nord, seguendo qui un qualche ometto e traccia, fino a raggiungere un paio di laghetti gemelli in poco meno di 500 metri. A monte del secondo laghetto, pieghiamo decisamente a sinistra (est) per raggiungere un ulteriore laghetto, più paludoso e meno interessante, anche perché situato presso un traliccio. Da questo nuovo laghetto riprendiamo a destra (nord), trovando anche ometti e segnavia che ci portano in breve ad una zona palustre che forma un ulteriore laghetto. Qui noi abbiamo traversato a destra, dirigendoci a vista alla cresta ovest della Punta Violetta, ma si poteva anche continuare a sinistra, seguendo ometti e traccia che portavano comunque alla cresta in questione, seppur con un giro più largo. La cresta comunque si può raggiungere più o meno in qualsiasi punto e il terreno consente di scegliere il percorso a piacimento. Giunti quindi alla cresta la seguiamo facilmente, su traccia segnata, verso destra, traccia che segue il filo di cresta fino all’ultimo risalto prima della ripida cuspide sommitale, ultimo risalto che viene evitato sulla destra. La risalita poi verso la vetta diventa un po’ più complicata e ci sono ometti in diverse direzioni, noi abbiamo seguito più il filo di cresta, trovando anche una finestra carina sulla Grivola, dopo la quale però abbiamo incontrato un punto un po’ più delicato ed esposto, tra le pareti strapiombanti a sinistra e qualche crepaccio nelle rocce a destra, ma comunque fattibile con un poco di attenzione, punto comunque evitabile tenendosi più sulla destra e seguendo meglio gli ometti. Giunti comunque in vetta si scende a vista verso sud-ovest seguendo la cresta (dalla vetta se ne diparte anche un’altra, più affilata e segnata subito da ometti, in direzione sud-est) che nella prima parte non è segnata da alcun ometto, eccetto forse uno grosso all’inizio. Superata la prima parte più ripida iniziano gli ometti e si alternano tratti su rocce accatastate ad alcuni di sentiero, per giungere quindi ad un risalto, che conviene aggirare sulla destra. Aggirato il risalto continuiamo sul filo di cresta per poco meno di 300 metri, per dirigerci quindi a sinistra, senza traccia, al primo dei laghetti a sinistra appunto della cresta. Dal primo laghetto visitiamo anche il secondo a fianco, quindi riprendiamo a scendere in direzione sud-est verso un terzo e più grande laghetto, che in breve raggiungiamo. Dalla sponda destra di questo laghetto, prendiamo verso destra (sud-ovest) per giungere ad un ulteriore laghetto, Da questo laghetto scendiamo poi ancora in direzione sud ovest, per giungere agli ultimi due laghetti, gemelli, posti a circa 450 metri dal precedente. Da qui invertiamo marcia, compiendo quasi un tornante dalla sponda destra del laghetto di destra (scendendo) per risalire dolcemente in direzione nord-ovest, verso un evidente e non distante colletto sulla cresta che abbiamo abbandonato per scendere ai laghi. Ritornati quindi in cresta scendiamo sull’altro versante, puntando al grande Lago Losere in fondo al pendio. La discesa del largo canale si rivela piuttosto facile e troviamo anche qualche traccia di sentiero. L’ultima parte della discesa, nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata, presentava un nevaio a sinistra ed uno a destra, abbiamo deciso quindi di dirigerci verso quello a destra, volendo raggiungere un ulteriore lago posto appunto a destra di quello più grande a cui stiamo puntando. Il nevaio in questione è risultato facile da attraversare, ma terminava in un alto salto discosto di un metro dalla successiva barra rocciosa che creava una specie di canyon tra la neve e la predetta barra. Abbiamo così deciso di scendere lungo il bordo del nevaio, per infilarci poi nel canyon in un punto in cui il salto diventava più basso, per giungere quindi al lago e, con un breve guado verso destra, riuscire quindi a superare la fine della barra rocciosa, per poi iniziare a seguirne la costa sempre verso destra. Superato quindi l’immissario del lago, ne lasciamo le sponde per dirigerci a destra verso il vicino laghetto superiore. Visitato il laghetto superiore riprendiamo a contornare il precedente più grande lago sulla sponda destra, al termine della quale, proseguiamo nella stessa direzione (sud) per affacciarci da un salto ad un ulteriore lago, per scendere al quale occorre seguire un facile canale erboso sulla destra. Costeggiamo quindi sulla destra il nuovo lago per giungere quindi, proseguendo nella stessa direzione, ad uno successivo e assai vicino, che costeggiamo stavolta sulla sponda sinistra. Giunti al termine anche di questo lago, ci teniamo sulla sinistra del canyon formato dall’emissario, allontanandocene in diagonale verso sinistra, fino a giungere sul bordo di un salto, che scendiamo piegando a destra lungo un facile costone erboso e ghiaioso, che ci porta nei pressi di un traliccio dell’alta tensione, dal quale scendiamo al sottostante ultimo lago adiacente alla strada asfaltata. Imbocchiamo quindi la strada asfaltata verso destra in salita ed, in breve, siamo al parcheggio.
gita che per sviluppo e dislivello potrebbe essere compiuta comodamente in mezza giornata, ma la lunga cresta che non permette certo di correre e i tanti tratti fuori sentiero alla ricerca dei laghi, allungano parecchio i tempi. Si tratta comunque di un’escursione in ambiente rilassante, e trovo sia bello poter camminare anche liberi dai sentieri, ma potendo scegliere a vista il percorso da fare, da un senso di libertà e di armonia con la natura che sicuramente aggiunge un qualcosa alla gita, comunque carina, per la presenza di molti bei laghi e la vista sempre aperta in particolare sul Gran Paradiso. Non varrà certo la gita alla Punta Basei o al Taou Blanc, ma certo vale la pena. Peccato per i tanti tralicci dell’alta tensione, soprattutto all’andata.
Percorso Inedito
04-07-2020
Colle Nivolet (2495) – Cresta ovest (2810-3030) – Punta Violetta (3030) – Cresta sud (3030-2840) – Laghi Losere (2590-2490) - Colle Nivolet (2495).
9 Km. circa.
600 m. circa.
Em, Maury76 e soundofsilence.
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