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Punta Leynir e Punta Bes anello dal Rifugio Savoia

Punta Leynir e Punta Bes anello dal Rifugio Savoia

Percorso Inedito
11-07-2021
Rifugio Savoia (2550) – Lago Rosset (2710) – Laghi Chanavey (2800-2890) – Col Rosset (3023) – Anticima Punta Leynir (3225) – Punta Leynir (3238) – Colle Punta Bes (3130) – Punta Bes (3195) - Colle Punta Bes (3130) – Lago Nero (2760) – Laghi Trebecchi (2740) – Rifugio Savoia (2550).
13,3 Km. circa.
900 m. circa.
Ornella, Maury76, Em e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E (escursionisti medi) fino al Col Rosset, i tratti fuori sentiero per i laghi sono in effetti semplici e intuitivi. EE (escursionisti esperti) particamente tutta la cresta fino alla Punta Leynir, sempre piuttosto facile, tranne in un punto: subito dopo un colletto prima della anticima vi è una placca inclinata e senza appigli e pure abbastanza esposta che bisogna superare in aderenza o in maggiore esposizione grazie una spaccatura a sinistra. Può non essere male portare dieci metri di corda per aiutare chi non se la sentisse. Il singolo passaggio lo valuterei di II+, e la valutazione del breve tratto equivale per me ad un F+, anche se è improprio usare la valutazione globale per un singolo passaggio, direi che può rendere l’idea. Oltre la placca non ci sono più difficoltà fino in vetta. In generale si può dire che la cresta presenta qualche passaggio leggermente esposto e può capitare di usare le mani, ma un sentierino sotto e a destra di solito permette di evitare i tratti un poco più esposti. La discesa dall Punta è pienamente EE nel primo tratto, assai ripida e sfasciumosa, poi diventa più semplice. La salita alla Punta Bes è EE, senza particolari difficoltà, tranne un singolo passaggio in cui una roccia aggettante obbliga ad un passaggio un po’ stretto, forse evitabile passando più sotto, in ogni caso tutto EE. EE tutta la discesa senza sentiero fino al Lago Nero, soprattutto la prima parte che presenta alcuni passaggi ripidi e sfasciumosi, forse evitabili quando non c’è più neve. Nelle condizioni attuali non sempre abbiamo seguito gli ometti, ma il pendio non è mai troppo difficile, ma neanche elementare in alcuni punti. Giunti poi in fondovalle vi è un tratto facile e segnato che può essere considerato E, anche dopo aver lasciato a destra il sentiero segnato, ma poi la traccia diventa stretta ed esposta e torniamo nell’EE fino al lago. Un tratto EE anche dopo il lago, un ripido canalino, evitabile imboccando il più lungo sentiero segnato in corrispondenza del lago. Tutto il resto E.
Da Genova con l’A10 fino a Voltri, dove si prende l’A26 (Alessandria-Torino) e la si segue fino a poco oltre Casale Monferrato, dove si prende per Santhià e Aosta e si prosegue fino ad Ivrea dove si esce dall’autostrada. Passato lo svincolo si prende a sinistra per Cuorgnè e, passatolo, si prosegue sulla Sp460 fino a Ceresole Reale, dove si prosegue per il Colle del Nivolet (strada chiusa dopo le 9,30 nei weekend estivi) e, quindi, superatolo, si scende brevemente fino al Rifugio Savoia, di fronte al quale si parcheggia.
Dal parcheggio di fronte al Rifugio Savoia si attraversa la strada, si passa davanti al Rifugio e si sale lungo una delle numerose tracce che risalgono la ripa erbosa sovrastante (quella più larga che compie un tornante a destra è quella segnata), si giunge quindi a una malga (Alpe Riva), dove si prende la traccia a destra, lasciando a sinistra il sentiero per la Punta Basei. Subito dopo, al successivo bivio, ci teniamo sulla sinistra, lasciando a destra il sentiero per il Taou Blanc, giungendo quindi al lago Rosset, che costeggiamo sulla sinistra, per poi passare invece a destra del Lago Leita. Continuiamo quindi dritti sul sentiero segnato che sale verso il Col Rosset, risalendo un ripido pendio sulla sinistra di una cascata. Giunti al pianoro soprastante lasciamo il sentiero segnato per puntare a sinistra verso il primo dei Laghi Chanavey. Visitato il primo lago continuiamo, comunque su traccia, seguendo il corso del torrente immissario, senza tornare al sentiero segnato che prosegue parallelo e non troppo distante sulla destra. Si sale quindi facilmente e senza possibilità di sbagliare, fino ai successivi 3 laghi Chanavey (il primo era ricoperto di neve), il più alto dei quali si trova in corrispondenza dell’inizio della rampa che sale al Col Rosset. Giunti all’ultimo lago, una breve deviazione verso destra ci avrebbe consentito di visitarne un altro, ma convinti di ripassare al ritorno la abbiamo evitata, peccato, essendo che poi non siamo ripassati. Dall’ultimo lago prendiamo quindi a sinistra il sentiero segnato che sale ripidamente al Col Rosset, caratterizzato da una zona rocciosa giallastra in cima, che, probabilmente, gli dà il nome. Raggiunto il colle imbocchiamo la cresta verso destra e saliamo senza difficoltà, volendo tenendosi sempre in cresta (qualche passaggio leggermente esposto e qualche altro che richiede uso delle mani) oppure stando leggermente sotto ed a destra su un sentierino più facile. Giungiamo quindi ad un prima anticima, dalla quale si scende ad un colletto in cui per continuare sull’altro versante occorre superare, non facilmente, una ripidsa e liscia placca esposta, che si supera più facilmente, ma più espostamente, passando in una spaccatura a sinistra. Superata la placca si arriva senza difficoltà all’anticima sulla quale troviamo un grosso ometto di pietra, e, quindi, dopo una breve discesa, alla cima vera e propria. Dalla cima si torna indietro neanche 100 metri e quindi si individua una traccetta sulla sinistra che scende verso la sottostante Punta Bes. La prima parte è ripida e scivolosa, ma poi si scende meglio e su traccia più chiara, arrivando in breve al Colle sottostante alla nuova Cima, che si raggiunge salendo il crinale, salvo l’ultimo pezzo dove il sentierino si tiene a sinistra, evitando alcuni risalti. Arriviamo così al termine della cresta e, piegando a destra ed indietro, in pochi passi raggiungiamo la vetta. Torniamo quindi sui nostri passi fino al colle, quindi scendiamo sulla destra, cercando di individuare ometti o dove il pendio sembra migliore. Dopo una prima parte non ripida il terreno compie un salto ed occorre quindi seguire gli ometti che ci guidano in una cengia verso sinistra, dopo la quale si riprende a scendere più ripidamente. In questo tratto abbiamo seguito il pendio scegliendo i punti migliori e cercando di dirigerci alla pozza d’acqua in scioglimento che abbiamo visto dall’alto, ma non c’è problema a scendere a piacimento, raggiunto in effetti il fondovalle si incoccia, in un punto od in altro, il sentiero segnato proveniente dal Taou Blanc che imbocchiamo verso destra. Proseguiamo quindi in leggera discesa fino ad un bivio, dove il sentiero segnato si dirige in salita verso destra, mentre noi continuiamo a scendere il vallone, che qui è decisamente facile e si può passare più o meno dove si vuole, anche se si trova qualche traccia ed ometti. La traccia in ogni caso segue piuttosto fedelmente e da vicino il torrente fino ad arrivare ad un punto in cui la pendenza si accentua notevolmente ed il torrente scende con una cascata. Qui una traccetta verso destra, stretta ed esposta, consente di scendere il pendio fino ad arrivare al Lago Nero, che contorniamo sulla destra. Esaurita la sponda destra noi abbiamo continuato dritti, scendendo un ripido canalino erboso per raggiungere il sottostante e visibile sentiero segnato, ma sarebbe bastato piegare a sinistra continuando a contornare il lago per imboccarlo senza difficoltà. In ogni caso imbocchiamo il sentiero segnato verso destra e lo seguiamo prima in piano e poi in leggera risalita, Giunti in vista dei laghi 3 Becchi, lasciamo il sentiero che prosegue verso sinistra, e costeggiamo invece i laghi sulla sinistra. Passati i 3 laghi continuiamo nella stessa direzione, o piegando a sinistra, giungendo quindi ad un quarto più piccolo lago e quindi al sentiero segnato che imbocchiamo verso sinistra. Il sentiero segnato passa quindi alto ed a sinistra del Lago Rosset, per ricollegarsi poi, in vista del Rifugio Savoia, al sentiero dell’andata che in breve ci riporta alla macchina.
difficile rimanere delusi da una gita in partenza dal Nivolet, i posti sono meravigliosi, sia per i tanti bellissimi laghi, sia per la vista sul Gran Paradiso e le altre imponenti montagne circostanti. Detto questo il giro è stato sicuramente molto bello, non inferiore al Taou Blanc, forse alla Punta Basei, che in più ha la vista ravvicinata del ghiacciaio. Il ritorno dovevamo effettuarlo nello stesso vallone dell’andata e visitare i laghi ad est di quelli dell’andata, il che può costituire una valida alternativa, ma abbiamo preferito scendere nel vallone dello splendido Lago Nero, attirati anche da una pozza in scioglimento e direi che la scelta si è rivelata azzeccata.
Percorso Inedito
11-07-2021
Rifugio Savoia (2550) – Lago Rosset (2710) – Laghi Chanavey (2800-2890) – Col Rosset (3023) – Anticima Punta Leynir (3225) – Punta Leynir (3238) – Colle Punta Bes (3130) – Punta Bes (3195) - Colle Punta Bes (3130) – Lago Nero (2760) – Laghi Trebecchi (2740) – Rifugio Savoia (2550).
13,3 Km. circa.
900 m. circa.
Ornella, Maury76, Em e soundofsilence.
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