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Monte Avic anello dalla Val Clavalitè

Monte Avic anello dalla Val Clavalitè

16-08-2017
Clavalitè (1535) – Grand Bellalanaz (2300) – Colle Raye Chevrere (2705) – Monte Avic (3007) – Bivacco Verthuy (2625) - Lac Gelè (2610) – Lac des Heures (2765) – Punta Medzove (2835) – Lago Leita (2540) – Colle Medzove (2615) – Lago Medzove (2400) – Savoney (2140) – Bioley (1530) – Clavalitè (1535).
24,5 Km. il percorso pulito, 25,2 Km quelli fatti da noi con un paio di indecisioni di percorso.
2000 m. dislivello circa contando tutti i saliscendi, noi abbiamo fatto 50 metri in più per un errore di percorso.
Em e soundofsilence.
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Tutto E, per escursionisti medi, tranne la salita all’Avic, che, nella prima parte dal colle Raye Chevrere fino al colletto sotto la cupola sommitale, è EE, per escursionisti esperti, anche andando fuori sentiero all’andata come abbiamo fatto noi, mentre l’ultima parte si può definire F (alpinistico facile), essendo un poco esposta e con passaggi di arrampicata di I, II e anche, a mio parere, un breve passo di III. Sempre a mio parere quello che viene definito il punto chiave, cioè una paretina di 5-6 metri poco prima della vetta, non è il punto più difficile, essendo in effetti molto ben appigliata e pure divisa in due da un piccolo terrazzino, seppur verticale, mentre si trova in precedenza una placchetta di circa un metro e mezzo che scarseggia molto di appigli e appoggi e che forse non viene considerata troppo nelle relazioni perché si tratta di un passaggio piuttosto basso e che, per esempio, in discesa può essere reso molto più semplice con un salto, ma che a mio avviso se affrontato arrampicando presenta difficoltà di III grado. Detto passaggio può anche essere evitato imboccando un canalino sulla destra poco prima dello stesso, ma le difficoltà non sembrano molto diverse e il passaggio sembra più scomodo.
Da Genova a Voltri sull’autostrada dei Fiori, quindi si prende l’A26 Alessandria-Torino e la si segue fino a poco dopo Casale Monferrato, dove si prende l’A4 per Santhià. A Santhià si prende l’A5 per la Valdaosta che si segue fino all’uscita di Nus, dove prendiamo a sinistra per Fenis e, quindi, in tale località, imbocchiamo la strada comunale Clavalitè, che seguiamo fino al divieto di circolazione, a quota 1535 circa.
dal parcheggio continuiamo sulla strada prima asfaltata, e poi sterrata, Dopo un breve tratto in piano la strada incomincia a scendere e subito troviamo una deviazione a sinistra per Petit Bellalanaz, che ignoriamo, scendendo ancora per una ventina di metri, passando a destra di un bel laghetto artificiale. Riprendiamo quindi a camminare in piano sulla sterrata (quota 1500 circa), e, 800 metri dopo, il primo bivio, ne troviamo un secondo a sinistra (sentiero 3 per Grand Bellalanaz), che imbocchiamo. Seguendo i segni gialli per poco meno di 300 metri giungiamo nei pressi di una casotto in cemento dell’acquedotto, qui dobbiamo prendere un’evidente traccia a sinistra, ma bisogna prestare attenzione perché non vi sono più i segni gialli del sentiero, che ricompariranno più avanti. Il sentiero sale assai ripidamente, e lungamente, nel bosco senza presentare bivi per quasi 2,5 Km. Dopo tale distanza troviamo infatti un bivio a destra (sentiero 4b) che traversa verso il sentiero 4, proveniente dal Colle e dal Lago Medzove; ignoriamo tale bivio e continuiamo a salire nel bosco e dopo poco più di 600 metri, usciti finalmente dal bosco, arriviamo in località Grand Bellalanaz, dove troviamo a sinistra il sentiero proveniente dalla Petit Bellalanaz. Noi continuiamo invece dritti verso il Colle Raye Chevrere, che raggiungiamo seguendo ometti e segni gialli, nella prima parte non sempre chiarissimi, dati i vari cambiamenti di direzione, senza alcuna difficoltà. Al Colle abbiamo preso a sinistra, cercando di mantenere la quota, traversando senza sentiero le pietraie verso il Monte Avic. Occorre quindi traversare pressochè in piano (noi in realtà abbiamo preso una trentina di metri di quota), cercando di passare dove il terreno è più agevole, e dirigendosi verso l’intaglio tra la cupola sommitale del Monte Avic e la precedente cresta rocciosa (Monte Raye Chevrere). Non è strettamente necessario effettuare tale percorso perché il sentiero corre al massimo una cinquantina di metri più in basso ed è sicuramente più comodo, tuttavia questo fuori sentiero consente di non ripetere lo stesso percorso al ritorno e di vedere i sottostanti laghetti dall’alto. Arrivati infine ad intercettare la via normale per l’Avic, proveniente dai sottostanti laghetti, iniziamo a seguirla, salendo ripidamente verso il colletto sotto la cupola sommitale dell’Avic. Il sentiero è segnato con ometti, ma è comunque sempre ben tracciato e non è difficile seguirlo. Giunti infine a quota 2935 al predetto colletto, prendiamo a destra, iniziando subito ad usare le mani. Da qui in poi occorre attenzione nel seguire gli ometti, onde non trovarci in punti difficili e/o esposti. Con percorso un po’ articolato giungiamo quindi alla Madonnina di vetta. Dalla vetta torniamo sui nostri passi fino al punto in cui avevamo incrociato la via normale, che continuiamo poi a seguire in discesa giungendo ai bei laghetti che avevamo ammirato dall’alto. Giunti ai laghetti possiamo procedere a piacimento, onde ammirarli meglio sfruttando le piccole elevazioni soprastanti, per poi intercettare il sentiero segnato in discesa dal Colle Raye Chevrere, che imbocchiamo verso sinistra in discesa. Seguiamo quindi il nuovo sentiero che, con qualche piccolo saliscendi, ci porta al Bivacco Verthuy, dal quale scendiamo brevemente al Lac Gelè. Costeggiamo quindi sula lato sinistro il predetto lago e quindi saliamo la ripa successiva che ci porta ad un pianoro di sfasciumi, dove possiamo ammirare il bellissimo Lac des Heures, ai piedi del Mont Iverta. Dal Lac des Heures prendiamo a sinistra, seguendo sempre i segnavia gialli del sentiero n. 6, per salire in breve alla Punta Medzove. Dalla Punta scendiamo abbastanza ripidamente sempre sul sentiero 6 verso il Grand Lac. Giunti a quota 2635 noi abbiamo lasciato il sentiero segnato per traversare a destra per prati verso il Lago Leita; si può invece continuare a scendere fin quasi ad un rifugio privato (quota 2530 circa), dove si prende a destra il sentiero 5c per il Lago Leita e il Colle Medzove. Raggiunto quindi il Lago Leita, in un modo o nell’altro, continuiamo sul sentiero segnato verso il Colle Medzove, che raggiungiamo con poco dislivello. Dal colle iniziamo a scendere, seguendo il sentiero 4, verso il bel Lago Medzove, che giungiamo a costeggiare sulla sponda destra. Subito dopo il lago troviamo un bivio, dove dobbiamo prendere a destra (a sinistra si va verso il Col Etsely), in salita verso un grosso cippo. Raggiunto il cippo, dove sono presenti varie segnalazioni, continuiamo in discesa verso nord sul sentiero 4. A quota 2250 troviamo un cartello indicante un albero monumentale, qui il sentiero segnato piega all’indietro sulla sinistra e scende poi verso il torrente, ma è possibile invece continuare verso l’abero monumentale, in quanto i due sentieri più avanti si riuniscono e pare che anche quest’ultimo sia segnato in giallo. Seguendo invece il sentiero a sinistra si giunge ad un guado su un ponticello in parte sommerso che occorre guadare con molta attenzione, in quanto scivolosissimo. Al successivo ponticello, in buono stato, ci ricolleghiamo al sentiero proveniente dall’Albero Monumentale e, quindi, arriviamo alle malghe della località Savoney a quota 2140 circa. Continuiamo quindi a scendere a lungo, sempre con pendenza moderata, fino a raggiungere la strada della Val Clavalitè, che imbocchiamo sulla destra in leggera discesa. Continuiamo quindi sulla bella sterrata, ignorando alcune deviazioni segnalate a sinistra, attraversando varie località con belle case nei prati. La sterrata, in leggera discesa e poi in piano ci porta a raggiungere quindi il bivio imboccato all’andata per Grand Bellalanaz, da quale continuiamo sui nostri passi fino al parcheggio.
giro assai lungo e faticoso, ma sempre bello e panoramico, a parte la salita iniziale nel bosco. Peccato per la giornata non nitidissima che ha influito probabilmente sul colore di alcuni laghi, in particolare del Lac Gelè, con colore molto più smorto rispetto al giro che avevo fatto l’anno scorso e non ha permesso di ammirare al completo la corona delle altissime vette valdostane. Purtroppo anche il Lago Medzove è risultato molto meno colorato dello splendido lago ammirato da distante l’anno scorso, pur restando indubbiamente molto bello. A parte questi piccoli lati negativi, a cui spero di rimediare tornando il prossimo anno, la gita è indubbiamente splendida per i tantissimi i bei laghi che ci permette di ammirare, alcuni veramente splendidi (Lac des Heures, Lago Medzove, Lac Gelè e anche alcuni dei laghetti nelle pietraie sotto il Monte Avic) e per il bel panorama che si gode dalle vette…
16-08-2017
Clavalitè (1535) – Grand Bellalanaz (2300) – Colle Raye Chevrere (2705) – Monte Avic (3007) – Bivacco Verthuy (2625) - Lac Gelè (2610) – Lac des Heures (2765) – Punta Medzove (2835) – Lago Leita (2540) – Colle Medzove (2615) – Lago Medzove (2400) – Savoney (2140) – Bioley (1530) – Clavalitè (1535).
24,5 Km. il percorso pulito, 25,2 Km quelli fatti da noi con un paio di indecisioni di percorso.
2000 m. dislivello circa contando tutti i saliscendi, noi abbiamo fatto 50 metri in più per un errore di percorso.
Em e soundofsilence.
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