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Mont Colmet dal Colle San Carlo

Mont Colmet dal Colle San Carlo

Percorso Inedito
27-08-2018
Colle San Carlo (1935) – Lago d’Arpy (2050) – Lago Pietra Rossa (2560) – Mont Colmet Nord (3015) – Mont Colmet (3020) – Lago Pietra Rossa (2560) – Lago d’Arpy (2050) – Colle San Carlo (1935).
17,4 Km. circa.
1200 m. circa.
Colle San Carlo (1935) – Lago d’Arpy (2050) – Lago Pietra Rossa (2560) – Mont Colmet Nord (3015) – Mont Colmet (3020) – Lago Pietra Rossa (2560) – Lago d’Arpy (2050) – Colle San Carlo (1935).
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E, per escursionisti medi, fino al Lago Pietra Rossa. EE, per escursionisti esperti, la pietraia e fino in vetta al Colmet Nord, facile ma con percorso non sempre chiarissimo. Direi F, alpinistico facile, la cresta per salire alla vetta, specie se si cerca di seguirla pressochè integralmente (in effetti volendola seguire proprio tutta perfettamente le difficoltà sono decisamente maggiori), mentre sarebbe EE se si seguono scrupolosamente gli ometti sul sentierino che passa sotto a sinistra (salendo), ma l’ambiente esposto ed impervio, oltre al fatto che può capitare di sbagliare percorso, mi fa comunque propendere per l’F. Breve tratto EE poi nella deviazione fatta al ritorno per vedere meglio il Lago di Arpy dall’alto per una breve ripida discesa su cespugli che può risultare insidiosa, anche se non sicuramente pericolosa.
Da Genova a Voltri sull’autostrada dei Fiori, quindi si prende l’A26 Alessandria-Torino e la si segue fino a poco dopo Casale Monferrato, dove si prende l’A4 per Santhià. A Santhià si prende l’A5 per la Valdaosta che si segue fino all’uscita di Morgex. All’uscita di Morgex ci troviamo sulla SS26 che imbocchiamo verso sinistra e, alla prima rotonda, dopo 600 metri, prendiamo a sinistra per il Colle San Carlo, che raggiungiamo dopo circa 10 Km e qui parcheggiamo negli ampi spazi a disposizione.
dal colle imbocchiamo il sentiero, o meglio la sterrata, sulla sinistra della strada da cui siamo arrivati. Dopo 700 metri circa di strada pressochè in piano, giungiamo ad un bivio sulla destra (segnalato con un cartello in legno recante indicazioni per il Colle Santa Croce), ma noi continuiamo dritti. Dopo poco meno di 500 metri sempre pianeggianti, una ripida rampa consente di salire dritti ed evitare una curva della sterrata. Salita la rampa e ripresa la sterrata dobbiamo proseguire ancora per oltre 1,5 Km., sempre praticamente in piano (si guadagnano solo 50 metri di quota in questo tratto) per giungere alla sponda nord del lago. Giunti al Lago d’Arpy lo costeggiamo sulla sponda destra (ovest), passando anche a sinistra di due altri contigui laghetti. Passato il lago continuiamo sulla sinistra del Torrente Arpy, iniziando a prendere quota gradatamente nell’attraversare la piana alluvionale prospiciente il lago, per poi innalzarsi sopra di essa iniziando a salire un poco più ripidamente, e passando quindi nelle vicinanze di due cascate. Passate le cascate il sentiero compie un paio di lunghi cambi di direzione, sempre comunque segnati chiaramente con ometti e segni gialli, per arrivare quindi al lago di Pietra Rossa a quota 2560 circa. Giunti al lago prendiamo a destra, sul sentiero che ne costeggia dall’alto la sponda ovest. Giunti alla testata del lago ci innalziamo qualche metro e notiamo una chiara traccia a destra, che imbocchiamo. La traccia, dopo pochi metri, si perde nelle pietraie, ma gli ometti ci consentono di seguire il percorso, percorso che quindi sale per un tratto su una rampa erbosa, lasciandola poi dove questa si irripidisce per dirigersi verso un elevazione rocciosa soprastante, per piegare a sinistra verso le pietraie, di cui percorriamo il limitare destro. Giungiamo quindi ad attraversare il fondo di una depressione delimitata da una ripa di sfasciumi a sinistra. Ci si dirige quindi verso destra (nord-ovest) lasciando la pietraia ed iniziando a risalire il versante del monte e, dopo un centinaio di metri, si piega a sinistra (direzione sud-ovest, che seguiremo fino al colle tra le due cime), alternando tratti erbosi ad altri più pietrosi. In questo tratto comunque, oltre agli ometti, si distingue anche una traccia abbastanza chiara che facilita nel seguire il percorso. Giungiamo quindi ad una specie di colle, un falso colle in realtà perché ci apre la vista su un secondo e anche, finalmente, sulle cime a cui siamo diretti, prima celate dal pendio. Qui vediamo quindi a destra la Cima Nord, preceduta dai ruderi di una caserma, mentre a sinistra possiamo notare la più distante Cima sud (la più alta). Ci dirigiamo quindi verso la caserma e, quindi, pieghiamo a destra, sempre su facili sfasciumi non troppo ripidi, giungendo in breve per cresta alla vetta. Dalla vetta riscendiamo alla caserma e quindi proseguiamo dritti sul crinale, che da sfasciumoso si trasforma in roccioso, con vari risalti di roccia, che proviamo a superare direttamente finche possibile senza eccessive difficoltà, avendo comunque l’alternativa di un sentierino sottostante a sinistra che permette di evitare i problemi. Giunti al castello di vetta si deve passarlo tramite una cengia sulla sinistra che da accesso subito ad una via di salita già più facile (si tratta comunque di almeno un F, con passaggi ben appigliati, ma direi vicini al II, lungo un canalino sulla parete est), ma che non è la via più semplice, che si raggiunge invece completando l’aggiramento della cima per salire poi dal più facile versante ovest. Ridiscendiamo quindi per la stessa via fino a quota 2280 circa, dove, in corrispondenza di alcuni gradini di pietra, lasciamo il sentiero per tagliare a destra puntando verso un crinale erboso sormontato da un grosso ometto, cercando una bella visione panoramica sul Lago di Arpy. Traversiamo quindi il pendio facile, ma un poco malagevole per cespugli che celano le asperità, prendendo qualche decina di metri di quota fino a giungere al citato ometto, dal quale vediamo già bene il lago. Possiamo comunque dirigerci a destra, scendendo un poco, per avere una visione ancora migliore. Tornati al grosso ometto scendiamo lungo il facile crinale in direzione sud-ovest per giungere quindi a due piccoli laghetti con una ripida discesa. Dai laghetti scendiamo facilmente e brevemente in direzione sud al già visibile sentiero che imbocchiamo verso destra e percorriamo a ritroso fino al parcheggio.
Splendidi laghi, belle viste sul massiccio del Monte Bianco e molto bella la frastagliata cresta sommitale, indubbiamente vale la pena del lungo viaggio, che, tra l’altro, noi abbiamo allungato uscendo dall’autostrada a Quincinetto, onde non pagare gli esosi prezzi dell’autostrada valdostana.
Percorso Inedito
27-08-2018
Colle San Carlo (1935) – Lago d’Arpy (2050) – Lago Pietra Rossa (2560) – Mont Colmet Nord (3015) – Mont Colmet (3020) – Lago Pietra Rossa (2560) – Lago d’Arpy (2050) – Colle San Carlo (1935).
17,4 Km. circa.
1200 m. circa.
Colle San Carlo (1935) – Lago d’Arpy (2050) – Lago Pietra Rossa (2560) – Mont Colmet Nord (3015) – Mont Colmet (3020) – Lago Pietra Rossa (2560) – Lago d’Arpy (2050) – Colle San Carlo (1935).
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