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Bec Renon e Cima della Battaglia anello da Scalaro

Bec Renon e Cima della Battaglia anello da Scalaro

27-07-2017
Scalaro (1440) – Alpe Torrione (1615) – Alpe Balma Piatta (1835) – Bec Renon (2250) – Cima Battaglia (2295) – Alpe Cima Bracca (1905) – Cavanna Nuova (1705) – Alpe Fumà Superiore (1630) – Alpe Fumà Inferiore (1585) – Scalaro (1440).
10,4 Km. circa, ma occorre decisamente più tempo di quanto si potrebbe credere a percorrerli dato il percorso disagevole e scomodo, sia in cresta che nella discesa.
1200 metri circa.
Stefs e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, anche se un po’ stretto e a tratti scomodo il sentiero di salita alla cresta dell’andata. EE, per escursionisti esperti, la cresta per salire al Bec Renon, che presenta anche un facile tratto attrezzato. EE la cresta dal Bec Renon al Corno Battaglia, comunque semplice, seppur in qualche punto un poco esposta, specie se si segue il filo di cresta anche nei punti in cui il sentiero lo abbandona (in questo caso vi è forse un punto anche F – alpinistico facile). EE la discesa dal Corno Battaglia e la successiva risalita alla Cima Battaglia. In questo tratto vi sono cartelli che indicano di usare imbragatura e set da ferrata e molte relazioni valutano di conseguenza questa parte di sentiero EEA, per escursionisti esperti attrezzati, ma a me, sinceramente, il sentiero attrezzato è sembrato molto facile e sono assai pochi i punti, forse due, in cui i cavi servono veramente, quindi l’utilizzo dell’imbragatura mi sembra esagerato essendo che si può scendere e salire tranquillamente senza usare le attrezzature in quasi tutto il percorso. EE il tratto di cresta successivo alla Cima Battaglia e la discesa fino all’Alpe Fumà, scomoda, su erba scivolosa, stretta e piena di buchi, da fare con attenzione.
Da Genova si prende l’autostrada A10 fino a Voltri, dove si prende l’A26 per Gravellona Toce, che si segue fino a Casale Monferrato, dove si prende l’A4 per Santhià. A Santhià si prende l’A5 per la Valdaosta che si segue fino all’uscita di Quincinetto. Usciti a Quincinetto si prende subito a sinistra seguendo le indicazioni per Scalaro, dove si parcheggia, dopo 10 Km di salita, in un ampio spazio.
dal parcheggio si continua sulla strada asfaltata dalla vediamo sotto di noi il paese e, subito dopo, troviamo i cartelli che indicano sulla sinistra il sentiero per il Bec Renon, che imbocchiamo. Saliti poco oltre 1600 metri incontriamo il primo alpeggio, l’Alpe Torrione, qui, come da segnalazioni, con una breve deviazione a destra, possiamo visitare una prima coppella incisa sulla roccia. Risaliamo quindi attraverso le case abbandonate dell’alpeggio, che, volendo, possiamo visitare. Riprendiamo quindi a salire finche giungiamo in vista di un nuovo alpeggio (Alpe Balma Piatta 1835 circa), caratterizzato da una lunga costruzione addossata ad un enorme masso. Qui, fronte all’alpeggio, pieghiamo a destra passandogli davanti, e riprendiamo quindi a salire raggiungendo velocemente quota 1940 circa. Qui troviamo una zona prativa un poco più pianeggiante e un palo di legno, probabilmente un tempo munito di cartello ad indicare nuove incisioni. Qui troviamo in effetti numerose e più interessanti incisioni, non solo coppelle, ma anche quadrati e croci. Visitato comunque questo sito, a pochi metri dal sentiero, che è comunque piazzato su un bel poggio panoramico, riprendiamo a salire, ora ripidamente, verso la cresta del Bec Renon. Intorno a quota 2100 raggiungiamo finalmente la cresta, che ci apre ampi panorami sulla Valdaosta, e saliamo verso il Bec, superando un facile tratto attrezzato con funi e staffe, tutto sommato superflue. Giunti in vetta continuiamo in cresta seguendo le indicazioni per il Corno e la Cima Battaglia. Seguiamo quindi la cresta quasi sempre fedelmente, volendo lo si può fare con qualche piccola difficoltà in più anche nei punti in cui il sentiero vi si discosta un poco. Giungiamo quindi ad una cengetta attrezzato con cavo che aggira il crinale a sinistra, per poi invece passare a destra del Corno Battaglia, sul suo versante nord-ovest (volendo si può salire facilmente alla cima). Giungiamo quindi ad una forcella, dalla quale il sentiero scende un ripido canalino attrezzato con cavi; qui vi sono anche indicazioni per imbragarsi, ma a noi è sembrato superfluo. Sceso il canalino si risale verso le pareti rocciose del Corno Battaglia, che risaliamo poi con nuovi tratti attrezzati, i primi decisamente ancora superflui, un po’ più utili invece i seguenti quando si lascia la zona prativa per salire su quella rocciosa che ci porta fino ad una nuova forcella, dalla quale scendiamo sulla destra della Cima Battaglia, per quindi risalire fino alla cresta, dalla quale con una breve deviazione a sinistra, si può giungere in vetta. Ritorniamo quindi sui nostri passi e continuiamo sulla cresta verso ovest, fino a quando troviamo una deviazione a sinistra con indicazioni per il sentiero dei Fiori (volendo si sarebbe potuto anche continuare in cresta per poi iniziare a scendere più avanti, sempre seguendo un sentiero segnato). Il nuovo sentiero scende con percorso assai accidentato e ben poco rettilineo (attenzione a seguire i segnavia), fino all’Alpe Cima Bracca (1905 circa). Da qui scendiamo ancora, seguendo segnavia e ometti, fino ad incrociare una strada sterrata. Invece di imboccare la sterrata continuiamo quindi dritti tagliandone due ampi tornanti, giungendo così, a quota 1705 cica, in località Cavanna Nuova, dove ritroviamo il sentiero segnato che avevamo lasciato al bivio per il Sentiero dei Fiori. Imbocchiamo quindi il nuovo sentiero che, anch’esso, taglia un nuovo tornante della sterrata, portandoci quindi all’Alpe Fumà Superiore, dalla quale, sempre seguendo il sentiero, scendiamo fino all’Alpe Fumà Inferiore, dove incontriamo nuovamente la strada, ora asfaltata, che imbocchiamo verso sinistra e seguiamo fino al parcheggio.
giro abbastanza vario e con alcune cose interessanti da vedere, dai numerosi alpeggi abbandonati alle incisioni, nonché ai bei panorami sulla Valdaosta e le sue cime. La cresta è interessante e panoramica, ma non troppo spettacolare, meglio riservare questo giro quando il tempo non consigli di dirigersi alle più alte e spettacolari cime della Valdaosta.
27-07-2017
Scalaro (1440) – Alpe Torrione (1615) – Alpe Balma Piatta (1835) – Bec Renon (2250) – Cima Battaglia (2295) – Alpe Cima Bracca (1905) – Cavanna Nuova (1705) – Alpe Fumà Superiore (1630) – Alpe Fumà Inferiore (1585) – Scalaro (1440).
10,4 Km. circa, ma occorre decisamente più tempo di quanto si potrebbe credere a percorrerli dato il percorso disagevole e scomodo, sia in cresta che nella discesa.
1200 metri circa.
Stefs e soundofsilence.
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