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Monte Chersogno da Borgata De Costanzi

Monte Chersogno da Borgata De Costanzi

18-10-2009
Borgata De Costanzi (1680) – Grange Chiotti (1975) – Colle Chiosso (2435) – Passo Chersogno (2885) – Monte Chersogno (3026) e ritorno per lo stesso percorso.
18 km. circa.
1350 m. circa.
19 (gita sociale CAI sezione ligure) e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
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EE, per escursionisti esperti, a tratti la salita alla vetta, perché molto ripida, ma nessuna difficoltà reale, tutto il resto E, per escursionisti medi, almeno in condizioni estive, in condizioni quasi invernali come lo abbiamo trovato noi le difficoltà aumentano e può necessitare di avere i ramponi al seguito.
Da Genova a Savona coll’autostrada dei fiori (A10) e quindi fino a Mondovì con la Savona-Torino (A6). Da Mondovì si segue per Cuneo e, da Cuneo, per Caraglio, Dronero e Val Maira. Si Risale la Val Maira fino a Prazzo, dove, superata la Chiesa, si prende a destra la strada per San Michele. Superato quindi San Michele continuiamo fino ad un bivio, dove lasciamo a sinistra per Villa, Ponza e Pellegrino, prendendo a destra per San Vittore, Castelli e De Costanzi. Continuiamo quindi fino all’ultima località, Borgata De Costanzi, dove inizia il divieto di circolazione, se no sarebbe possibile continuare fino a Grange Chiotti, ma alcuni lo fanno comunque.
a distanza di tanti anni non provo neanche a descrivere il percorso, direi che la traccia GPS, le indicazioni in loco, nonchè il qui presente racconto dovrebbero essere più che sufficienti.
facile 3000, perlomeno in condizioni estive, ma secondo me non tanto interessante, anche se con la neve non prevista la gita mi era piaciuta, ma credo che senza perda abbastanza.
18-10-2009
Borgata De Costanzi (1680) – Grange Chiotti (1975) – Colle Chiosso (2435) – Passo Chersogno (2885) – Monte Chersogno (3026) e ritorno per lo stesso percorso.
18 km. circa.
1350 m. circa.
19 (gita sociale CAI sezione ligure) e soundofsilence.
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Monte Chersogno da Borgata De Costanzi


Che(r)-sogno o Che(r)-incubo? Nel dormiveglia di un partenza mattutina uno strano biancore si staglia nel buio delle 7, stiamo forse sognando? Le previsioni parlavamo di una giornata perfettamente serena, come possono esserci così tante nuvole all’orizzonte già a quest’ora? Col freddo che fa se non c’è neanche il sole geleremo! Bastano i brividi che ci dà questo pensiero per svegliarci quel tanto per capire che non si tratta di nuvole… Ma come, ma quando, ma quanto è nevicato? Non era previsto, il meteo dava tutta la settimana di bel tempo… Eppure non stavamo sognando più il cielo si schiariva più il bianco aumentava, c’era neve ben sotto i 2000 metri… Come faremo ad arrivare a 1700 con la macchina, a portare le catene non ci ho proprio pensato e non sono il solo… Nonostante i dubbi si va comunque avanti con la rassegnazione tipica delle gite sociali quando si va incontro al diluvio, anche se in direzione opposta c’è il sole… Arriviamo quindi a Prazzo, in Val Maira, con un temperatura di –3 e 6 metri da salire su una strada non promette niente di buono. La salita sarà in effetti abbastanza problematica, con 6 persone a bordo la mia macchina non ce la fa a superare i tratti innevati più ripidi e devo far scendere i passeggeri a spingere… Niente però può fermare una gita sociale e, poco prima delle 9,30, arriviamo nel bianco assoluto di Borgata De Costanzi a 1700 metri. La temperatura è –5, sarà per questo che ci sbrighiamo a partire e alle 9,30 siamo in marcia sulla strada bianca (non solo perché sterrata…). Tutt’intorno soltanto bianco, sembra di essere in Norvegia… Mi ero ripromesso di fare almeno una gita sulla neve quest’inverno, ma non credevo di mantenere la promessa così presto… Alle casette in pietra della Grange Chiotti (2020) abbandoniamo la strada per iniziare la salita su sentiero. Il sole ci scalda e la fatica per avanzare sulla neve ci fa sentire più caldo di quel che immaginavamo e qualcuno riesce pure a mettersi in maniche corte… Tutt’intorno un immacolato manto bianco e la magnifica piramide del Chersogno che ci sovrasta: tutto sommato anche io che amo di più la montagna d’estate, quando la neve non nasconde i colori e le forme delle rocce dei prati e dei laghi non riesco a rimanere insensibile al fascino di questa soffice coltre bianca e non mi lamento per l’inaspettata nevicata. Qualche preoccupazione però sulle condizioni del sentiero per la vetta e per la fatica in più che stiamo facendo e per come troveremo la strada con la macchina se facciamo troppo tardi la sera non posso fare a meno di averla. E non avrò del tutto torto: le condizioni difficili costringeranno purtroppo a rinunciare alla vetta 5 di noi (se non sbaglio), e anche la fatica si farà sentire più di quanto giustifichino i 1300 metri di dislivello: la salita dopo il Colle Chiosso e il pianoro che porta al bivacco Bonfante è molto ripida e con la neve, se non si è particolarmente scattanti, si rischia di scivolare più indietro di quel che si sale e, dopo il Colle del Chersogno, questo problema si accentuerà molto di più… Per arrivare in vetta impiegheremo infatti 4 ore, sicuramente almeno un’ora in più di quello che ci avremmo messo col sentiero pulito e rimpiangeremo che le condizioni della strada (e il divieto di transito) non ci abbiano permesso di lasciare la macchina fino a Grange Chiotti (veramente qualcuno c’è anche arrivato e senza catene…). Anche la sosta in vetta sarà particolarmente breve: non più di mezz’ora e, per chi è arrivato dopo, anche molto meno… Riuscirò a malapena a mangiare un boccone e fare qualche foto (questa volta veramente soltanto qualche…) e non riuscirò invece a mettermi i ramponi decentemente (chissà per quale premonizione me li sono portati…), tanto che nella discesa ne perderò prima uno e poi l’altro… Non che i ramponi fossero indispensabili (utili magari sì nel pezzo fino al Colle del Chersogno), ma decido di metterli per aprire meglio la strada a quelli che mi seguono. Dalla vetta bel panorama caratterizzato da alcune cime con spiccata individualità come l’Oronaye, i 2 Chambeyron, La Marchisa, la Rocca Gialeo, il Pelvo e il Viso. La discesa su neve sarà divertente e veloce fino al Colle Chiosso e senza problemi, dopo la traccia sarà praticamente pulita, così come la strada susseguente non presenterà quasi più tracce di neve, rivelando una bella sterrata facilmente percorribile in auto (a parte il divieto…).