Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Cimon del Latemar per la Ferrata dei Campanili dal Passo Feudo

Cimon del Latemar per la Ferrata dei Campanili dal Passo Feudo

29-07-2009
Arrivo seggiovia Gardonè (2200) – Rifugio Torre di Pisa (2670) – Forcellone (2590) – Forcella dei Campanili (2575) – Ferrata Campanili – Cimon del Latemar (2842) – Forcella Grande (2650) - Ferrata Campanili - Forcella dei Campanili (2575) - Forcellone (2590) - Rifugio Torre di Pisa (2670) - Arrivo seggiovia Gardonè (2200).
Lunghezza complessiva del percorso andata e ritorno 15,5 Km. Tempo salita fino al Cimon 3 ore e 15 minuti, ritorno dal Cimon al Passo Feodo in 2 ore e 50 minuti.
1000 metri.
Andrea e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
E, per escursionisti medi fino alla Forcella dei Campanili, EEA (escursionisti esperti con attrezzatura) la ferrata dei Campanili, che comunque, almeno fino alla Forcella Grande, è un ferrata decisamente facile.
da Canazei si scende la Val di Fassa fino a Predazzo, dove raggiungiamo la funivia Predazzo – Gardonè, presso la quale parcheggiamo. Saliamo quindi con la telecabina e quindi con la successiva seggiovia, fino a sopra il Passo Feudo.
dall’arrivo della seggiovia saliamo verso nord seguendo le indicazioni per il Rifugio Torre di Pisa. Giunti al Rifugio continuiamo verso la Forcella del Camoscio e quella dei Campanili, ma prima di arrivarvi, troviamo la deviazione a sinistra sul sentiero 18 per la Forcella del Camoscio, che ignoriamo continuando dritti. Giungiamo quindi alla Forcella dei Campanili, dove inizia l’omonima ferrata, che si sviluppa su una cengia prevalentemente in piano sotto le vette del Latemar. Giunti sotto la vetta del Cimon, prendiamo una traccia a sinistra per salirvi in cima, scendiamo quindi alla forcella che la separa dalla cima successiva, che saliamo senza difficoltà, per quindi riscendere alla ferrata che continuiamo a percorrere fino alla Forcella Grande, punto in cui la ferrata scende verticalmente (e difficilmente) al sottostante Bivacco Rigatti e, da qui, torniamo sui nostri passi, evitando la salita al Cimon, fino alla seggiovia.
bellissima e facile ferrata e anche il resto del percorso è comunque all’altezza, ci troviamo veramente in un mondo fiabesco di guglie e torrioni.
29-07-2009
Arrivo seggiovia Gardonè (2200) – Rifugio Torre di Pisa (2670) – Forcellone (2590) – Forcella dei Campanili (2575) – Ferrata Campanili – Cimon del Latemar (2842) – Forcella Grande (2650) - Ferrata Campanili - Forcella dei Campanili (2575) - Forcellone (2590) - Rifugio Torre di Pisa (2670) - Arrivo seggiovia Gardonè (2200).
Lunghezza complessiva del percorso andata e ritorno 15,5 Km. Tempo salita fino al Cimon 3 ore e 15 minuti, ritorno dal Cimon al Passo Feodo in 2 ore e 50 minuti.
1000 metri.
Andrea e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
Torna all'escursione

Cimon del Latemar per la Ferrata dei Campanili dal Passo Feudo


Finalmente la ferrata dei Campanili, dopo vari tentativi infruttuosi gli anni scorsi, stupenda! Ma un mistero ancora irrisolto… Sicuramente inizia dalla Forcella dei Campanili, come suggerisce anche il nome, ma dove finisca nessuno lo sa… Noi, almeno nei fatti, abbiamo votato per la conclusione sul Cimon del Latemar, mentre la maggioranza era per farla finire sul più distante, ma più basso Schenon; logicamente dovrebbe finire al Bivacco Rigatti, dove si può prendere la via del ritorno sul sentiero 18, ma, in realtà, continua oltre, almeno sulle cartine, sia al Bivacco sia allo Schenon, arrivando almeno a Cima Pope… Partendo invece dall’inizio l’escursione parte con l’ovovia e successiva seggiovia a Predazzo che ci porta ai 2150 metri circa del Passo Feodo. Ciò consente di risparmiare circa 150 metri di dislivello rispetto al Passo Pampeago, dove si potrebbe arrivare con la macchina, ma permette sicuramente anche di risparmiare molta più strada e tempo, essendo abbastanza lungo percorrere la sterrata fino al predetto passo; soluzione intermedia, non verificata, potrebbe essere quella di arrivare in macchina fino alla partenza della seggiovia e prendere solo quella. Passando dalla teoria alla pratica: partiamo alle 10 dal Passo Feodo e in 48 minuti siamo al Rifugio Torre di Pisa e dopo breve sosta ripartiamo cercando di arrivare alla Forcella dei Campanili il più presto possibile, ormai questo tratto, pur bellissimo per le guglie e le finestre naturali (soprattutto la fantastica e sconosciuta finestra del latemar, che campeggia nelle cartoline del rifugio, ma che ben pochi sanno come raggiungere) che lo costellano, lo conosciamo troppo bene… Prima di mezzogiorno siamo dunque alla Forcella dei Campanili in circa 55 minuti dal Rifugio Torre di Pisa. Qui ci imbraghiamo, stranamente in fretta e senza contrattempi, e iniziamo la ferrata che è subito splendida, costellata com’è di guglie di tutte le forme. Il percorso segue in gran parte strette e spettacolari cenge orizzontali affacciate su orridi precipizi, dai quali, ogni tanto, spunta una guglia che sembra avere le fondamenta nel cielo stesso... Arrivati poco sotto la vetta del Cimon e ormai affamati, decidiamo di abbreviare il percorso seguendo una scorciatoia verso la cima: da qui gran bella vista su tutto il gruppo del Latemar e sugli altri ferratisti in Cima allo Schenon di fronte a noi… Eppure la nostra guida dice che la ferrata termina sul Cimon… Che ci sia qualche confusione tra tutti questi on? Ma sarà poi proprio questo il Cimon? Nessun libro o scritta di vetta a confermarlo solo una madonnina e l’impressione di essere più in alto dei ferratisti di fronte a me sul presunto Schenon… Nonostante la confusione, penso, sono comunque orgoglioso di essere riuscito a fare la mia solita figura che che fa rima anch’essa con Cimon e Schenon… I dubbi sugli on li risolverò soltanto al ritorno al Rifugio Torre di Pisa, che riporta una fotografia che non lascia dubbi che la vetta da noi arditamente conquistata era proprio il Cimon (2841) e che gli altri ferratisti erano invece effettivamente sullo Schenon (2791). Tornando a noi, dopo lunga sosta di meditazione in vetta per capire dove ci trovavamo scendiamo alla forcelletta sottostante sulla sinistra scendendo, da cui spunta una bellissima torre, sormontata, come nei lego, da un’altra più piccola, una meraviglia… Dalla forcelletta saliamo anche sulla cima adiacente, leggermente più bassa, del Cimon: non si sa mai che aggiungendo un’altra vetta azzecchiamo quella giusta… In ogni caso di questa seconda cima non sono riuscito ancora a trovare il nome, neppure consultando le cartine a casa, avrò conquistato una vetta inviolata? Scendiamo poi alla ferrata, rendendoci conto che questa effettivamente continua ancora verso est. Nonostante il parere contrario di mio figlio che si ferma in loco, decido di andare a vedere quanto continua la ferrata. Arrivo ben presto in vista della Forcella Grande, ma mio figlio mi aspetta e la ferrata sembra qua presentare il suo tratto più difficile e così decido di tornare, la finirò un’altra volta, magari partendo dal Lago di Carezza per completare il giro prendendo il sentiero 18 dall’inizio. Ritorno quindi da mio figlio, leggermente spazientito, e torniamo dalla stessa via, anche per ammirare meglio le guglie, leggermente coperte dalla nebbia all’andata…