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Cima Scalieret dal Rifugio Micheluzzi

Cima Scalieret dal Rifugio Micheluzzi

24-07-2007
Rifugio Micheluzzi (1845) - Passo Ciaregole (2282) - Passo Dona (2516) - Lago Antermoia (2495) – Passo Antermoia (2770) – Cima Scalieret (2887) – Passo Antermoia (2770) - Lago Antermoia (2495) - Passo Dona (2516) - Passo Ciaregole (2282) - Rifugio Micheluzzi (1845) - Campitello (1500).
21,5 Km.
1100 m. circa.
Andrea e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
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E, per escursionisti medi fino al Passo Antermoia, EE, per escursionisti esperti, fino alla Cima Scalieret.
da Campitello di Fassa attraverso Via Rodella (che si imbocca dalla piazza centrale del paese) si raggiunge il punto di partenza del servizio jeep per il Rifugio Micheluzzi. All’epoca in realtà si poteva andare un poco più avanti, non so adesso.
dal Rifugio Micheluzzi continuiamo su sterrata per raggiungere la Baita Brach, quindi si arriva ad un bivio, dove lasciamo la sterrata a destra, per salire a sinistra al Passo delle Ciaregole. Dal passo continuiamo dritti in salita sul sentiero sulla destra, diretto al Passo Dona (nr. 580), con il quale arriviamo al Passo Dona. Dal Passo continuiamo sullo stesso sentiero raggiungendo in breve il Rifugio Antermoia e, quindi, il vicino lago. Dal Lago continuiamo sull’unico sentiero fino al Passo Antermoia, da qui una traccia non segnalata sulla sinistra porta alla Cima Scalieret, riconoscibile per la grande croce visibile in lontananza. Giunti alla cima ritorniamo per lo stesso percorso fino al Rifugio Micheluzzi, e, non volendo usufruire nuovamente del servizio Jeep, torniamo a piedi fino alla macchina a Campitello.
bellissime viste sul gruppo del Catinaccio e sul Passo Valbona ed il suo arco naturale che sembra sfidare le leggi di natura, rilassante e pittoresca lunga risalita della Val Duron.
24-07-2007
Rifugio Micheluzzi (1845) - Passo Ciaregole (2282) - Passo Dona (2516) - Lago Antermoia (2495) – Passo Antermoia (2770) – Cima Scalieret (2887) – Passo Antermoia (2770) - Lago Antermoia (2495) - Passo Dona (2516) - Passo Ciaregole (2282) - Rifugio Micheluzzi (1845) - Campitello (1500).
21,5 Km.
1100 m. circa.
Andrea e soundofsilence.
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Cima Scalieret dal Rifugio Micheluzzi


Il progetto originario prevedeva la salita al Catinaccio d’Antermoia con la possibilità, forze permettendo, di salire anche la Cima Scalieret; abbiamo abbandonato poi la salita al Catinaccio sia perché mio figlio era un po’ stanco, sia per l’abbondante presenza di cumuli pomeridiani, che oltrechè consigliare un più rapido svolgimento della gita, mi faceva preferire il bellissimo panorama dalla Scalieret sulla vicina Cima Catinaccio e cime circostanti, piuttosto che un panorama, magari più ampio, ma più a rischio di copertura dal Catinaccio d’Antermoia. Sarebbe stato forse più logico raggiungere le cime in questione da Gardeccia, il che avrebbe permesso di risparmiare 100 metri in salita e, allo stesso prezzo di 8 euro, ci avrebbe consentito anche il ritorno in pulmino, risparmiando così anche 400 metri di discesa al ritorno, ma ho scelto l’approccio dalla Val Duron per poter studiare la possibilità di una gita alle strane formazioni rocciose visibili in lontananza dal Passo Ciaregole. Arriviamo quindi al Rifugio Micheluzzi con la Jeep alle 9,30 (è bene arrivare presto se si vuole approfittare del ‘servizio’ jeep, perché c’è sempre coda e alle 9,50 finisce, non importa da che ora si è lì…). Salendo il più rapidamente che riusciamo in 1 ora e mezza siamo al passo Dona, nonostante i cartelli indicatori al Micheluzzi prevedessero 3 ore, ma, in effetti, le segnalazioni della tempistica in loco non paiono tanto precise. Dopo una sosta ristoratrice al Rifugio Antermoia ripartiamo alle 11,30 verso la meta e in un’ora siamo al passo Antermoia; da qui una traccia non segnalata sulla sinistra porta alla Cima Scalieret, riconoscibile per la grande croce visibile in lontananza. Abbiamo qualche piccola difficoltà nel superare un nevaio con tracce poco marcate subito dopo il passo (comunque evitabile), ma, poi, la via fino alla cima è decisamente semplice e in 35 minuti siamo in vetta. Il panorama è fantastico soprattutto sulla Cima Catinaccio e le Torri del Vajolet, nonché su alcune formazioni rocciose a sinistra delle Cime di Valbona che sembrano sfidare la legge di gravità. Per il ritorno evitiamo di dirigerci direttamente al Passo Antermoia ma prendiamo un sentierino che evita il nevaio e sbocca qualche decina di metri sotto il passo in questione sul versante della Valle del Vajolet; da qui, scendendo ancora qualche decina di metri, si ha una vista più ravvicinata sulle strane formazioni rocciose di cui ho parlato in precedenza, soprattutto su un bell’arco naturale. Ritorniamo quindi fino a Campitello per la medesima strada, non usando più la Jeep per il ritorno, visto anche quanto ci è costata all’andata.