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Forre di Persignano anello da Riofi

Forre di Persignano anello da Riofi

Percorso Inedito
14-03-2009
Riofi (145) – Gavardole – Strada provinciale 7 fino a Malva – Sentiero Forre di Persignano – Cresta delle Balze – Gavardole – Riofi (145).
8 Km. circa il percorso fatto da noi.
300 m. circa.
Erika e soundofsilence.
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tutto E, per escursionisti medi, tranne la cresta delle Balze che ha difficoltà ed esposizione paragonabile ad un F (alpinistico facile).
da Genova si segue la A12 fino a Spezia e poi Viareggio, dove si imbocca la A11 per Firenze. Arriviamo quindi fino a Prato e quindi a Campi Bisenzio, dove lasciamo la A11, per prendere la A1 in direzione Roma fino all’uscita di Valdarno. Usciti dall’autostrada prendiamo a sinistra per San Giovanni e Figline e, giunti alla prima rotonda, continuiamo dritti per Figline, lasciando a sinistra deviazione per San Giovanni. Alla seconda rotonda prendiamo invece a destra per Persignano, ed alla successiva continuiamo a seguire per Persignano, prendendo ancora a destra e così pure a quella ancora dopo. Giungiamo quindi ad un bivio non segnalato, dove prendiamo a destra su un ponte, ed alla curva destra successiva troviamo sulla sinistra uno spiazzo in cui parcheggiare.
Imbocchiamo la strada campestre che si trova di fronte al parcheggio sull’altro lato della strada principale, e che sale a sinistra di un agriturismo e, in breve, giungiamo sul crinale: qui lo sguardo spazia ampio e libero sul complesso delle Balze vicine e distanti. Proseguiamo dritti, confortati anche da alcuni segnavia bianchi e rossi, che ci illudono che, per una volta, riusciremo a non sbagliare strada; ben presto ci accorgiamo però di essere stati troppo ottimisti, quando la traccia termina di fronte a un recinto che delimita una proprietà con pecore al pascolo. I sentieri delle Balze, purtroppo, esistono solamente sulla carta, la realtà invece è ben diversa, in quanto le varie proprietà e la vegetazione si sono ben presto riprese quanto la tracciatura originaria aveva tolto loro e solo dove i sentieri delle Balze coincidono con quelli CAI sono stati mantenuti in piena percorribilità (vedi Acqua Zolfina). Nel dubbio, quindi, sulla traccia da seguire, proviamo a scavalcare la recinzione e, oltre un breve boschetto, intravediamo invitanti contrafforti di Balze e saremmo tentati di proseguire in questa direzione, ma l’abbaiare sempre più ravvicinato di alcuni cani, in parte a guardia del gregge e in parte della non lontana sottostante fattoria, ci aiutano nella decisione da prendere… Pochi passi prima del recinto troviamo infatti un’ampia carrareccia in discesa che in breve ci porta alla provinciale n° 7. Qui proviamo a chiedere notizie alla pratica gente del luogo sulle Forre di Persignano: i primi contadini che incontriamo dicono di non saperne niente, per nulla sconfortati dall’insuccesso perseveriamo nel chiedere e otteniamo un prezioso consiglio: "Continuate lungo la strada e in cinque minuti arriverete a Persignano, dove un pannello indicatore vi toglierà ogni dubbio". Sicuri ormai di aver risolto i nostri problemi proseguiamo baldanzosi per Persignano. Non ci è difficile trovare il pannello questione, ma, dopo aver cercato di farlo coincidere, inutilmente, per una buona mezz’ora, con la nostra cartina, ci accorgiamo che trattasi di percorsi per Mountain Bike, tra l’altro seguenti nella quasi totalità le strade asfaltate… Non ci resta quindi che proseguire sulla strada, alla ricerca del Cimitero di Malva, che, dovrebbe essere, secondo la nostra guida, il punto di arrivo dell’escursione prevista e che contiamo, adesso, di percorrere all’incontrario, visto che all’"indiritto" non c’è riuscito… Seguendo l’asfalto incontriamo pure qualche segnavia che invita a deviare fuori strada e, poi, soprattutto, ormai nell’abitato di Malva, un’evidentissima strada bianca (anzi verde…) in discesa in un bellissimo canyon tra le balze… La strada in questione non presenta alcun segnavia e, a prima vista, può sembrare una strada privata, ma, nonostante alcuni manufatti presenti in loco, nient’altro conferma questa ipotesi, la tentazione quindi di imboccarla è forte ma, a questo punto, voglio arrivare al punto di partenza del sentiero segnato per rendermi conto del percorso di quest’ultimo e decidere poi se questa è effettivamente la strada migliore e più scenografica da percorrere. Ancora 400 metri di asfalto e arriviamo al bivio per il cimitero, segnalato soltanto da un segnavia su un palo. Dal cimitero il panorama sul canyon delle Balze è veramente mozzafiato, decidiamo quindi di proseguire senza indugio, seguendo i segnavia, che in breve, però, ci riportano sull’asfalto e dopo nemmeno 100 metri siamo di nuovo all’ingresso del canyon descritto in precedenza; ormai è deciso scendiamo da qui, ma un’occhiata a quello che dovrebbe essere il percorso descritto sulla guida e sulla cartina la diamo comunque. Facciamo quindi un salto sulla piazza principale di Malva e iniziamo la discesa sulla via Ribuia, ma continuare ci farebbe perdere la parte iniziale del canyon e quindi torniamo subito indietro. Il percorso nel canyon è breve, ma veramente spettacolare, dopo circa 500 metri giungiamo, in effetti, ad un altro recinto, che delimita un magnifico prato (anche più bello di Pian Marino a Finale…) sormontato sempre dalle Balze di Persignano. Il recinto in questione non è altro che il lato est di quello incontrato in questione, ma, stavolta, non ci pensiamo neanche un attimo prima di scavalcare: è troppo bella la vista che abbiamo di fronte… I pensieri ci vengono però subito dopo, perché, appena scavalcato, neanche ci fosse un allarme, ci vediamo correre incontro un cane ululante: un attimo di smarrimento, il cane è ancora molto lontano, vorremmo tanto proseguire, ma, purtroppo si avvicina così velocemente che ci tocca tornare subito sui nostri passi… Imbocchiamo quindi subito una strada in leggera salita sulla sinistra, delusi dall’insuccesso e dalla visuale limitata dalla vegetazione. Dopo pochi metri un bivio sulla destra ci dà però l’occasione di ridiscendere sul grande prato: facciamo qualche foto e, poi, visto che in questo punto il prato è molto stretto e subito inizia sull’altro versante la ripida salita verso la cresta delle Balze, decidiamo di tentare un attraversamento veloce, confidando che il cane non ci seguirà nella salita. Non serve poi un attraversamento neanche tanto veloce perché del cane non vediamo più traccia, ma la salita verso la cresta ci consente bellissimi punti di vista sulle Balze del Canyon. Troviamo quindi una serie di tracce che si mantengono in quota: il panorama è splendido e contiamo di riuscire a ritornare al primo recinto, tenendoci lontani dai cani e dalla fattoria. Passata una Balza, con scavata galleria e scala per l’accesso, la traccia si divide in 2: salire in cresta alle Balze o mantenersi più bassi rischiando l’incontro coi cani? Decidiamo senza esitazione per la cresta, ma, forse, erano meglio i cani… In effetti, quasi, senza rendercene conto, il sentiero diventa sempre un poco più difficile, stretto, incerto, franoso e spinoso e così ci ritroviamo fregati, come la rana scaldata poco a poco che non si accorge di essere cotta; Il panorama è sempre bellissimo, ma, adesso, ce ne rendiamo meno conto… Percorrere la cresta delle balze di Persignano non è impossibile, ma non mi sento di consigliarlo: forse con ginocchia più in forma delle mie ci si sentirebbe più sicuri, ma è certo che si avanza su una traccia strettissima e precaria, in ogni caso credo sia stato un’ottimo allenamento per le creste del Barigazzo, gita prossimamente in programma….Si tratta comunque, certamente, della cosa più rischiosa che abbia mai fatto, e, a mio giudizio, solo il fatto che il pericolo non fosse mortale, ma solamente di farsi discretamente male, ha reso fattibile (almeno da noi) la cosa… Quando ormai crediamo di esserne fuori, avendo abbandonato la cresta principale e avendo il sentiero pochi metri sotto di noi, un ultimo passaggio reso insidiosissimo dalle spine: unica cosa a cui tenersi, un paio di guanti da lavoro avrebbe aiutato non poco… Finalmente sul sentiero!!!! Il recinto l’abbiamo passato da sopra e in breve ci troviamo a un bivio: sulla sinistra attraverso le vigne si torna in pochi metri al crinale delle Gavardole percorso all’andata, mentre sulla destra si scende verso la località chiamata Fossato. Prendiamo a sinistra e, in breve, siamo alla macchina.
bellissimo angolo di balze, ma parecchie difficoltà a districarsi tra le proprietà private, o quantomeno recintate, e per una cresta delle balze piuttosto ostica, ma se si riesce a farlo ne vale sicuramente la pena. In teoria, se le cose non sono cambiate, partendo da Riofi, converrebbe, una volta raggiunto il recinto, di osservare bene in alto a sinistra, dove si intravede la traccia che si dirige alla cresta delle Balze, raggiuntala, dovrebbe essere possibile continuare più in basso della via percorsa da noi, ma, comunque abbastanza in alto da potersi tenere a distanza dai cani e, quindi, scendere nel canyon e percorrerlo fino al termine, risalire a Persignano e proseguire fino al cimitero di Malva.
Percorso Inedito
14-03-2009
Riofi (145) – Gavardole – Strada provinciale 7 fino a Malva – Sentiero Forre di Persignano – Cresta delle Balze – Gavardole – Riofi (145).
8 Km. circa il percorso fatto da noi.
300 m. circa.
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Forre di Persignano anello da Riofi


Il sentiero che avremmo dovuto fare, il sentiero che abbiamo fatto o il sentiero che sarebbe meglio fare? Quale raccontare? Al posto della dicotomia di routine tra i primi due, addirittura una tricotomia (non c’entra niente la depilazione però, a parte i capelli e altre parti del corpo non particolarmente necessarie rimasti attaccati alle spine sul percorso…)!!! Una scelta difficile sicuramente, ma, quando si tratta di sentieri, si sa, io non butto via niente, neanche centinaia di foto tutte uguali (come qualcuno avrà ben avuto modo di apprezzare) e, quindi, mi sa che finirò per raccontarli tutti e 3, per la gioia dei miei sfortunati lettori… In ogni caso lettore avvisato, mezzo fregato, quindi veniamo pure al dunque. E’ la terza volta che torno alle Balze del Valdarno dipinte dal Leonardo nella Gioconda: dalla seconda era ormai passato parecchio tempo, troppa era sta la delusione, dopo il fantastico Sentiero dell’Acqua Zolfina, per il Sentiero delle Fate, pur descritto entusiasticamente sulla mia guida, che mi ero ormai convinto di aver visto il meglio delle Balze e che non ci fosse più motivo di tornare… Invece, col tempo, si dimenticano le delusioni e, complice mia moglie, che voleva un sentiero facile e poco faticoso per riprendere a camminare, decidiamo di dare ancora una chance al Valdarno… Naturalmente il sentiero facile e poco faticoso sarà tale solo sulla carta, come tutte le volte che ci illudiamo di evitare i problemi, ma, nonostante questo, anche Erika, sarà molto soddisfatta della gita e, quasi un miracolo, non si lamenterà neanche un po’ per le impreviste difficoltà… Ma torniamo invece all’inizio per non rovinare troppo la suspence: partenza alle 8,30 da Genova e uscita dall’autostrada a Valdarno e quindi ancora pochi Km per arrivare a Riofi, presso un agriturismo di cui non ricordo il nome. Trovato un ampio parcheggio di fronte, sul lato destro della carreggiata, in corrispondenza di cartelli indicanti una pizzeria che non sembra essere, purtroppo, più in attività. Alle 11,30 partiamo quindi, muniti di guida e cartina ufficiale delle Balze. Imbocchiamo la strada campestre che sale a sinistra dell’Agriturismo e, in breve, giungiamo sul crinale: qui lo sguardo spazia ampio e libero sul complesso delle Balze vicine e distanti. Proseguiamo dritti, confortati anche da alcuni segnavia bianchi e rossi, che ci illudono che, per una volta, riusciremo a non sbagliare strada; ben presto ci accorgiamo però di essere stati troppo ottimisti, quando la traccia termina di fronte a un recinto che delimita una proprietà con pecore al pascolo. I sentieri delle Balze, purtroppo, esistono solamente sulla carta, la realtà invece è ben diversa, in quanto le varie proprietà e la vegetazione si sono ben presto riprese quanto la tracciatura originaria aveva tolto loro e solo dove i sentieri delle Balze coincidono con quelli CAI sono stati mantenuti in piena percorribilità (vedi Acqua Zolfina). Nel dubbio, quindi, sulla traccia da seguire, proviamo a scavalcare la recinzione e, oltre un breve boschetto, intravediamo invitanti contrafforti di Balze e saremmo tentati di proseguire in questa direzione, ma l’abbaiare sempre più ravvicinato di alcuni cani, in parte a guardia del gregge e in parte della non lontana sottostante fattoria, ci aiutano nella decisione da prendere… Pochi passi prima del recinto troviamo infatti un’ampia carrareccia in discesa che in breve ci porta alla provinciale n° 7. Qui proviamo a chiedere notizie alla pratica gente del luogo sulle Forre di Persignano: i primi contadini che incontriamo dicono di non saperne niente, per nulla sconfortati dall’insuccesso perseveriamo nel chiedere e otteniamo un prezioso consiglio: "Continuate lungo la strada e in cinque minuti arriverete a Persignano, dove un pannello indicatore vi toglierà ogni dubbio". Sicuri ormai di aver risolto i nostri problemi proseguiamo baldanzosi per Persignano. Non ci è difficile trovare il pannello questione, ma, dopo aver cercato di farlo coincidere, inutilmente, per una buona mezz’ora, con la nostra cartina, ci accorgiamo che trattasi di percorsi per Mountain Bike, tra l’altro seguenti nella quasi totalità le strade asfaltate… Non ci resta quindi che proseguire sulla strada, alla ricerca del Cimitero di Malva, che, dovrebbe essere, secondo la nostra guida, il punto di arrivo dell’escursione prevista e che contiamo, adesso, di percorrere all’incontrario, visto che all’"indiritto" non c’è riuscito… Seguendo l’asfalto incontriamo pure qualche segnavia che invita a deviare fuori strada e, poi, soprattutto, ormai nell’abitato di Malva, un’evidentissima strada bianca (anzi verde…) in discesa in un bellissimo canyon tra le balze… La strada in questione non presenta alcun segnavia e, a prima vista, può sembrare una strada privata, ma, nonostante alcuni manufatti presenti in loco, nient’altro conferma questa ipotesi, la tentazione quindi di imboccarla è forte ma, a questo punto, voglio arrivare al punto di partenza del sentiero segnato per rendermi conto del percorso di quest’ultimo e decidere poi se questa è effettivamente la strada migliore e più scenografica da percorrere. Ancora 400 metri di asfalto e arriviamo al bivio per il cimitero, segnalato soltanto da un segnavia su un palo. Dal cimitero il panorama sul canyon delle Balze è veramente mozzafiato, decidiamo quindi di proseguire senza indugio, seguendo i segnavia, che in breve, però, ci riportano sull’asfalto e dopo nemmeno 100 metri siamo di nuovo all’ingresso del canyon descritto in precedenza; ormai è deciso scendiamo da qui, ma un’occhiata a quello che dovrebbe essere il percorso descritto sulla guida e sulla cartina la diamo comunque. Facciamo quindi un salto sulla piazza principale di Malva e iniziamo la discesa sulla via Ribuia, ma continuare ci farebbe perdere la parte iniziale del canyon e quindi torniamo subito indietro. Il percorso nel canyon è breve, ma veramente spettacolare, dopo circa 500 metri giungiamo, in effetti, ad un altro recinto, che delimita un magnifico prato (anche più bello di Pian Marino a Finale…) sormontato sempre dalle Balze di Persignano. Il recinto in questione non è altro che il lato est di quello incontrato in questione, ma, stavolta, non ci pensiamo neanche un attimo prima di scavalcare: è troppo bella la vista che abbiamo di fronte… I pensieri ci vengono però subito dopo, perché, appena scavalcato, neanche ci fosse un allarme, ci vediamo correre incontro un cane ululante: un attimo di smarrimento, il cane è ancora molto lontano, vorremmo tanto proseguire, ma, purtroppo si avvicina così velocemente che ci tocca tornare subito sui nostri passi… Imbocchiamo quindi subito una strada in leggera salita sulla sinistra, delusi dall’insuccesso e dalla visuale limitata dalla vegetazione. Dopo pochi metri un bivio sulla destra ci dà però l’occasione di ridiscendere sul grande prato: facciamo qualche foto e, poi, visto che in questo punto il prato è molto stretto e subito inizia sull’altro versante la ripida salita verso la cresta delle Balze, decidiamo di tentare un attraversamento veloce, confidando che il cane non ci seguirà nella salita. Non serve poi un attraversamento neanche tanto veloce perché del cane non vediamo più traccia, ma la salita verso la cresta ci consente bellissimi punti di vista sulle Balze del Canyon. Troviamo quindi una serie di tracce che si mantengono in quota: il panorama è splendido e contiamo di riuscire a ritornare al primo recinto, tenendoci lontani dai cani e dalla fattoria. Passata una Balza, con scavata galleria e scala per l’accesso, la traccia si divide in 2: salire in cresta alle Balze o mantenersi più bassi rischiando l’incontro coi cani? Decidiamo senza esitazione per la cresta, ma, forse, erano meglio i cani… In effetti, quasi, senza rendercene conto, il sentiero diventa sempre un poco più difficile, stretto, incerto, franoso e spinoso e così ci ritroviamo fregati, come la rana scaldata poco a poco che non si accorge di essere cotta; Il panorama è sempre bellissimo, ma, adesso, ce ne rendiamo meno conto… Percorrere la cresta delle balze di Persignano non è impossibile, ma non mi sento di consigliarlo: forse con ginocchia più in forma delle mie ci si sentirebbe più sicuri, ma è certo che si avanza su una traccia strettissima e precaria, in ogni caso credo sia stato un’ottimo allenamento per le creste del Barigazzo, gita prossimamente in programma….Si tratta comunque, certamente, della cosa più rischiosa che abbia mai fatto, e, a mio giudizio, solo il fatto che il pericolo non fosse mortale, ma solamente di farsi discretamente male, ha reso fattibile (almeno da noi) la cosa… Quando ormai crediamo di esserne fuori, avendo abbandonato la cresta principale e avendo il sentiero pochi metri sotto di noi, un ultimo passaggio reso insidiosissimo dalle spine: unica cosa a cui tenersi, un paio di guanti da lavoro avrebbe aiutato non poco… Finalmente sul sentiero!!!! Il recinto l’abbiamo passato da sopra e in breve ci troviamo a un bivio: sulla sinistra attraverso le vigne si torna in pochi metri al crinale delle Gavardole percorso all’andata, mentre sulla destra si scende verso la località chiamata Fossato. Prendiamo a sinistra e, in breve, siamo alla macchina, comunque soddisfatti, nonostante qualche apprensione, da una gita veramente molto bella. In conclusione, per chi volesse ripetere la nostra esperienza, partendo da Riofi, una volta raggiunto il recinto, consiglierei di osservare bene in alto a sinistra, dove si intravede la traccia che si dirige alla cresta delle Balze, raggiuntala, dovrebbe essere possibile continuare più in basso della via percorsa da noi, ma, comunque abbastanza in alto da potersi tenere a distanza dai cani e, quindi, scendere nel canyon e percorrerlo fino al termine, risalire a Persignano e proseguire fino al cimitero di Malva.