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Monte San Martino e Grotte Rocca Olgisio anello da Chiarone

Monte San Martino e Grotte Rocca Olgisio anello da Chiarone

13-04-2019
Chiarone (230) – Grotta delle Sante (475) – Rocca d’Olgisio (515) – Grotta della Goccia (520) – Monte San Martino (475) - Dente Cariato (455) – Grotta Nera (335) – Chiarone (230).
9 Km. circa, ma prende più tempo di quanto la distanza richiederebbe per le numerose cose da vedere.
700 m. circa.
EM, Ornella e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
in genere EE, per escursionisti esperti, specie in condizioni di terreno umido, essendoci vari tratti ripidi e fangosi. Due\tre tratti leggermente esposti salendo da Chiarone, due evitabili, quello per la visita allo Spigolo della Lucertola ed una prima crestina di arenaria a cui il sentiero passa sotto a sinistra, mentre una seconda crestina di arenaria è obbligatoria, ma è anche la meno impegnativa. Un poco delicata anche la salita non obbligatoria alla rupe davanti allo spigolo della Rocca d’Olgisio, ripida e potenzialmente scivolosa, da fare con attenzione. Da fare con attenzione anche la crestina sopra la Grotta della Goccia, decisamente esposta, ma anche questa non obbligatoria. La cosa più difficile ed esposta del giro è però la salita alla vetta del Monte San Martino, gli ultimi metri della quale presentano una paretina di un paio di metri poco appigliata, da affrontare con attenzione, più facile invece la cima gemella e leggermente meno elevata. Infine si trova un tratto un po’ scomodo ed obbligatorio scendendo dal Dente Cariato verso la Grotta Nera, si tratta di alcuni passaggi stretti e ripidi tra rocce che obbligano ad usare le mani.
Da Genova si segue la SS45 (Via Emilia) per Piacenza, passando da Bargagli, Scoffera, Torriglia, Montebruno, quindi si passa per Gorreto, Ottone. Giunti poi a Ponte Organasco iniziamo a salire alti sul Trebbia per poi scendere a Marsaglia ed arrivare quindi a Bobbio. Da Bobbio in poi la strada si fa molto meno tortuosa e la percorriamo per 5 Km, per lasciare quindi la SS45 e la Valle del Trebbia, per prendere a sinistra per Mezzano Scotti. Saliamo quindi fino al Passo della Caldarola e quindi scendiamo sempre sulla Sp65 fino al bivio per Casaleggio e Vidiano, dove continuiamo a sinistra sulla Sp60. Giunti infine al fondovalle, prendiamo a sinistra per Chiarone e, dopo poco più di un Km, subito passato un ponte, parcheggiamo in uno slargo sulla sinistra.
dal parcheggio proseguiamo su asfalto per una cinquantina di metri, quindi prendiamo a destra il ripido sentiero segnato. Dopo una sessantina di metri è possibile una breve deviazione a destra per portarsi all’attacco della via di arrampicata sullo “Spigolo della Lucertola”. Visitato lo spigolo ritorniamo sul sentiero e riprendiamo a salire e, dopo ulteriori 100 metri, una deviazione a destra consente di visitare anche la cima del predetto spigolo, decisamente spettacolare. Finita la visita allo spigolo, riprendiamo a salire e, a quota 400 circa, incontriamo un bivio. Qui noi abbiamo deciso di prendere a destra e riscendere praticamente al punto di partenza, per ammirare i calanchi che in salita ci sono stati nascosti proprio dallo spigolo della lucertola che abbiamo fiancheggiato sulla sinistra, ma, indubbiamente, non è necessario e permette di risparmiare quasi 200 metri di dislivello. La discesa comunque offre qualche punto di vista interessante dei calanchi e, giunti al fondovalle, il sentiero gira a destra prima di giungere all’asfalto e passa immediatamente sotto le formazioni calanchive, per poi giungere alla strada con un tratto un po’ infrascato. Ci troviamo quindi nuovamente sulla strada proprio nel punto in cui abbiamo parcheggiato e, da qui, risaliamo per il sentiero già percorso precedentemente e ci riportiamo al bivio dal quale siamo tornati indietro. Proseguiamo stavolta sul sentiero 209 verso la Rocca d’Olgisio, che iniziamo a scorgere da una sottile crestina di arenaria, che preferiamo percorrere invece che il sottostante sentiero sulla sinistra. Dopo questa prima crestina facoltativa il sentiero affronta un tratto ripido e percorre subito una nuova crestina, stavolta obbligatoria, ma meno esposta della precedente. Giungiamo così ad un grande prato antistante alla Rocca d’Olgisio. Qui, con una discesa sulla destra, visitiamo l’interessante Grotta delle Sante (Faustina e Liberata), con gradini e numerose incisioni. Visitata la grotta raggiungiamo le mura della Rocca, dove risalendo una rupe sulla destra, possiamo portarci in corrispondenza di un torrione d’angolo sulla Rocca Stessa, interessante punto panoramico. Riscesa la rupe, passiamo sulla sinistra della Rocca, su un altro bel prato. Si giunge quindi sulla cresta strapiombante di arenaria che sovrasta la Grotta della Goccia. Qui il sentiero passa prudentemente sotto a sinistra, ma noi preferiamo percorrere la panoramica ed esposta cresta. Percorsa la cresta, un sentierino a destra, con tubi di ferro a fare da corrimano, consente di giungere in pochi metri alla Grotta della Goccia. Visitata la Grotta ritorniamo sul sentiero 209 e continuiamo nella stessa direzione (sud-est). In poco più di 250 metri giungiamo immediatamente sotto ed a sinistra ad un altare a strapiombo. Visitato l’altare, il sentiero inizia a scendere ripidamente nel bosco, ma vicino al ciglio delle falesie di arenaria. Centoventi metri dopo l’altare, in corrispondenza di una specie di selletta (in ogni caso nel primo punto dove si può farlo, che prima a destra del sentiero c’era lo strapiombo delle falesie), una traccetta non evidentissima sulla destra consente di giungere ad una bella grotta senza nome, la più profonda di quelle toccate in questo giro. Visitata anche questa grotta, riprendiamo la discesa fino al guado del Rio Tinello e, quindi, lasciamo il sentiero 209 a sinistra, per prendere a destra il 211 che sale verso il Monte San Martino. A quota 415 circa, troviamo un bivio, dove prendiamo a destra continuando sul 211, e lasciando a sinistra un sentiero che salta la vetta del monte. Da qui poco più di 150 metri ed a quota 440, lasciamo a destra il sentiero che scende alle case di Roccapulzana, e continuiamo a sinistra sul 211. Dopo qualche decina di metri giungiamo quindi in vista delle due cime del Monte San Martino, alle quali passiamo in mezzo tramite uno stretto e spettacolare canyon che ci costringe a togliere lo zaino. Superato il canyon, possiamo salire alle due cime del Monte San Martino, con molta attenzione però, soprattutto per quella più alta. Visitate le vette continuiamo sul sentiero 211 che passa quindi in mezzo a dei vasti ed interessanti scavi, ma purtroppo ricoperti da teloni. Passati gli scavi giungiamo all’interessante emergenza rocciosa denominata “Dente Cariato”, oltre la quale troviamo un tratto un po’ più impegnativo e scomodo, dove scendiamo usando le mani. Continuiamo quindi a scendere, ora più facilmente e a quota 330 circa, incontriamo, proprio sul sentiero, la Grotta Nera e, quindi, raggiungiamo una cappelletta, poco sopra la strada asfaltata, alla quale scendiamo con una ripida scalinata. Imbocchiamo quindi l’asfalto verso sinistra e, in 1 Km circa, arriviamo al parcheggio.
giro breve, ma decisamente interessante per le molte cose da vedere, tutte indubbiamente interessanti. Spettacolari le grotte e le altre formazioni di arenaria e soprattutto l’impressionante canyon in vetta al Monte San Martino, ma oltre al valore paesaggistico questo giro unisce quello storico-archeologico per le numerose testimonianze del passato più o meno remoto, riscontrabili nelle incisioni nelle grotte e sullo spettacolare altare, senza dimenticare la pittoresca Rocca d’Olgisio, un giro quindi che non annoia mai. Volendo lo si può abbinare come abbiamo fatto noi, con la salita alle vicine Pietra Parcellara e Perduca, con un breve spostamento in macchina.
13-04-2019
Chiarone (230) – Grotta delle Sante (475) – Rocca d’Olgisio (515) – Grotta della Goccia (520) – Monte San Martino (475) - Dente Cariato (455) – Grotta Nera (335) – Chiarone (230).
9 Km. circa, ma prende più tempo di quanto la distanza richiederebbe per le numerose cose da vedere.
700 m. circa.
EM, Ornella e Soundofsilence.
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