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Monte Sillara anello per Rocca Pumaciolo e Laghi Sillara da Prato Spilla

Monte Sillara anello per Rocca Pumaciolo e Laghi Sillara da Prato Spil...

09-10-2010
Prato Spilla (1350) - Passo Giovarello (1762) – Monte Bragalata (1835) – Monte Losanna (1836) – Passo di Compione (1794) - Monte Nuda di Iera (1840) - Monte Sillara (1861) – Monte Paitino (1817) – Rocca Pumaciolo (1714) - Sella Rocca Pianaccia (1710) - Laghi Sillara (1730) - Laghi Compione (1675) - Lago Verde (1485) - Prato Spilla (1350).
18,5 Km fatti da noi, 17,3 puliti da varie deviazioni e indecisioni.
1000 metri circa.
Alec, Em, Lusciandro, Scinty e Soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, con qualche difficoltà di orientamento nella zona di Sella Rocca Pianaccia. In realtà abbiamo smarrito il sentiero anche salendo al Lago Martini ma qui, probabilmente, per colpa nostra per aver seguito troppo fedelmente una traccia GPS scaricata da internet, invece di seguire semplicemente il sentiero 705. Alla Sella di Rocca Pianaccia, invece, c’è sicuramente carenza di segnalazioni (anche in qualche altro punto a dir la verità, perfino per esempio alla partenza da Prato Spilla…), ma, forse, con un po’ più di calma una traccia verso i Laghi Sillara l’avremmo pure trovata, invece di procedere a vista. Un poco più impervia e scomoda la zona della Rocca Pumaciolo e la prima parte del sentiero verso la Rocca Pianaccia, ma si resta comunque ampiamente nella portata dell’escursionista medio.
Da Genova in autostrada sulla A12 per Spezia fino a Vezzano Ligure, dove si passa alla A15 per Parma, che si percorre fino ad Aulla. Ad Aulla si prende la Sp665 passando per Licciana Nardi, Tavernelle e per il Passo del Lagastrello, si raggiunge quindi, sempre sulla medesima strada, Rigoso e un 1 Km e 300 metri dopo si svolta a destra per Prato Spilla. Da qui, in poco più di 4 Km si arriva all’ampio parcheggio davanti al portale del parco. In tutto circa 145 Km che si percorrono in 2 ore circa.
Si supera il portale e si rimonta la pista sulla destra, sul bordo vi sono le segnalazioni del sentiero n 705 che si devono seguire fino a raggiungere il crinale al Passo del Giovarello. Giunti al Passo si percorre il sentiero 00 di crinale raggiungendo prima il Monte Bragalata (segnalato: Anticima Bragalata), poi una cima senza nome, poi il Monte Losanna. Seguendo sempre il crinale si raggiunge poi il Passo Compione, il Monte Sillara e infine il Monte Paitino. Si scende quindi dal Paitino sempre sul sentiero 00 e dopo 200 metri si incontra un bivio, dove si lascia a sinistra lo 00 e si imbocca il sentiero 737 per la Rocca Pumaciolo. Dalla vetta in circa 200 metri si scende a un bivio dove si prende a destra il sentiero 711. Si segue il 711 fino alla sella di Rocca Pianaccia. Alla Sella di Rocca Pianaccia ci dovrebbe essere un sentiero per il Monte Sillara, noi non l’abbiamo visto, ma, probabilmente c’è. In ogni caso bisogna dirigersi in salita dritti verso sud-sud-ovest fino a trovare una deviazione sulla sinistra per i Laghi Sillara (anche questa non l’abbiamo vista, ma una volta che si vedono i laghi non dovrebbe essere difficile dirigervisi…) a quota 1800 circa. Si scende quindi qualche decina di metri fino a raggiungere i Laghi e li si costeggiano sul sentiero che passa sulla sponda nord-est; si continua sullo stesso sentiero, superati vari laghetti, fino al Lago di Compione (poco prima il sentiero è diventato il 709) dove il 709 svolta bruscamente verso nord (non facile vedere questa deviazione, molto meno evidente del sentiero che prosegue senza segnavia verso il monte Bragalata). Imboccata la deviazione verso nord che dovrebbe passare vicino al Lago Frasconi (ma non si riesce a vederlo…) la si segue fino a raggiungere un bivio dove si incrocia il sentiero 711 che si imbocca verso destra. Seguendo il 711 si raggiunge quindi il Lago Verde e superatolo sotto la diga si lascia prima a sinistra il 709a e si continua sullo stesso sentiero che diventa però 711, tralasciando ancora una deviazione sulla destra che costeggia il lago sulla sponda est. Nel giro di neanche 400 metri dal lago si incontra il terzo bivio: sulla sinistra il 707 porta al Lago Ballano, sulla destra il 707a, permette di abbreviare un poco il percorso, saltando la visita al predetto lago. Noi prendiamo il 707a e lo seguiamo fino ad immeterci nuovamente sul 707 (da imboccare verso destra), che in poco meno di 700 metri ci riporta alla macchina, passando anche attraverso a un parco avventura.
La giornata limpida, almeno al mattino, ci ha permesso una fantastica vista sulle apuane, appena accarezzate da una suggestiva nebbiolina, veramente notevole! Bellissima poi dalle cime la vista sui Laghi Martini, Compione e Sillara, per non parlare poi dei magnifici Lagoni immersi in una tavolozza di colori autunnali… Grazie a questi panorami nessuno di noi si è pentito, credo, di aver rinunciato alle Marittime e alle Apuane… Certo, in una giornata meno splendida, qualche rimpianto ci sarebbe pure venuto, come abbiamo potuto saggiare al ritorno, quando la nebbia e il brutto tempo hanno preso il sopravvento, rendendo cupa e un po’ noiosa la visita ai laghi, che invece avevamo visto così splendenti dall’alto… Da segnalare comunque, al ritorno, interessanti fenomeni di erosione, simili alle marmitte dei giganti, presenti su moltissime rocce della zona.
09-10-2010
Prato Spilla (1350) - Passo Giovarello (1762) – Monte Bragalata (1835) – Monte Losanna (1836) – Passo di Compione (1794) - Monte Nuda di Iera (1840) - Monte Sillara (1861) – Monte Paitino (1817) – Rocca Pumaciolo (1714) - Sella Rocca Pianaccia (1710) - Laghi Sillara (1730) - Laghi Compione (1675) - Lago Verde (1485) - Prato Spilla (1350).
18,5 Km fatti da noi, 17,3 puliti da varie deviazioni e indecisioni.
1000 metri circa.
Alec, Em, Lusciandro, Scinty e Soundofsilence.
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Monte Sillara anello per Rocca Pumaciolo e Laghi Sillara da Prato Spilla


Gita nata come compromesso per evitare il freddo e la neve previsti sulle Marittime e il troppo caldo probabile sulle Apuane. Indubbiamente ad evitare il caldo ci siamo pienamente riusciti: troveremo in effetti 3 gradi alla partenza di Prato Spilla e, salendo, la temperatura certo non aumenterà, ma, in compenso, inizierà a soffiare un gelido e fortissimo vento da nord che ci costringerà ad usare tutto lo (scarso) vestiario che ci siamo portati, confidando, da esperti alpinisti, nel mite clima delle basse quote... Ma un prode alpinista in vista della vetta il freddo non lo sente proprio! Ci saranno, in effetti, così tante vette che, se fossi un vero alpinista, avrei dovuto sentire perfino caldo: non so Alec, ma io, nonostante le vette, proprio caldo non posso dire di averlo sentito… Il vero alpinista si vede però anche sulla via del ritorno perché, dopo aver conquistato tutte le cime del circondario, perde interesse e non vede l’ora di tornare a casa a pianificare nuove imprese: così mentre io, che non perdo occasione per dimostrare che alpinista non sono, cerco di allungare il percorso il più possibile alla ricerca di laghi, laghetti, pozzanghere e sputi di nessun interesse alpinistico, il prode Alec mostra chiari segni di impazienza pensando a nuove eroiche gesta da compiersi davanti a una tavola imbandita… Neanche la mirabile visione di Lusciandro adagiato, a mò di sirenetta, su uno scoglio in mezzo a una pozza d’acqua, riuscirà a intenerire l’integerrimo alpinista e a distoglierlo dal fiero proposito di un veloce ritorno… Dovremo quindi, per farlo contento, abbreviare un poco il percorso, rinunciando alla prevista visita del Lago Ballano…