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Salti del Diavolo anello da Cassio

Salti del Diavolo anello da Cassio

20-03-2010
Cassio (805) – Ponte Baganza (545) – Sentiero 771 – Chiastre (750) – Anello dente del Gigante – Sentiero 771A – Ponte Baganza (545) – Cassio (815) – Ciastra San Benedetto (815) – Cassio (805).
14 Km., comprese varie, consigliabili, deviazioni.
Circa 750 metri, compresi i saliscendi dovuti alle deviazioni minori.
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E, per escursionisti medi. Qualche passaggio EE, per escursionisti esperti, se si vuole andare in cima ad alcuni dei gruppi rocciosi dei Salti, in particolare è possibile salire quasi in cima sia al gruppo del "Pinguino" che a quello dello "Squalo". Dovrebbe esserci un passaggio EE (un cartello lo segnala) anche per fare il giro della Ciastra di San Benedetto, ma non mi posso pronunciare in merito non avendolo individuato (probabilmente causa neve); ho comunque effettuato lo stesso un giro più ristretto e, anche a causa della neve, lo classificherei comunque EE.
Da Genova fino a La Spezia, dove si devia sull’autostrada per Parma e si esce a Berceto e si prosegue fino all’omonimo paese; qui si prende la SS62, passando per Castellonchio e Cavazzola, fino a Cassio, dove si parcheggia presso il Bar Salti del Diavolo. Il tutto per poco meno di 2 ore di viaggio e circa 160 Km.
di fronte al Bar iniziano i segnavia del sentiero 771 che si deve seguire; dopo poco più di 300 metri un bivio sulla sinistra si può fare una deviazione alla Ciastra di San Benedetto mentre sulla destra il sentiero prosegue verso Chiastre. La deviazione per la Ciastra prende almeno mezz’ora (ma se si esplorano un po’ i dintorni è facile perderci anche più di un’ora, come ho fatto io…), tra andata e ritorno, e merita sicuramente una visita, essendo uno fra i gruppi di salti più belli, se non il più bello, in ogni caso si può decidere se farla all’andata o al ritorno. Continuando invece sulla destra si inizia a scendere verso il torrente Baganza e dopo altri 400 metri si incontra un bivio sulla sinistra, dove prosegue la via Francigena e si trova la prima area pic-nic. Proseguendo invece dritti si arriva in breve in vista del torrente, che si scavalca su un caratteristico ponte "molleggiato". Vi è da dire comunque che questa prima parte fino al ponte non è molto interessante perché passa assai distante dal crinale dei Salti e offre ben pochi panorami, si potrebbe certamente studiare un percorso più diretto e, magari, direttamente sul crinale dei Salti, che, almeno nella prima parte, sembra decisamente percorribile. 100 metri dopo il ponte il sentiero si divide in 2: a sinistra il 771 e a destra il 771A. I due sentieri possono essere usati per fare un anello che si conclude poco sotto Chiastre; in ogni caso il 771 è molto più interessante e diretto della variante A, che passa assai distante dai Salti. Proprio per questo può essere interessante sostituire il 771A con un percorso non segnato che passa a est delle formazioni rocciose e che permette anche, volendo, di salire in cima al gruppo dello "Squalo". Imboccando comunque il 771 si arriva dopo circa 300 metri ad un bivio: sulla destra il sentiero in ripida salita si avvicina al primo gruppo di Salti (il Gruppo del "Pinguino") mentre sulla sinistra una sterrata non segnata prosegue verso un torrente. Guadando alla meglio il torrente si arriva su un magnifico prato con vista sui salti con una casa all’estremità nord; da qui è possibile continuare su sterrata e, volendo, salire anche sul Gruppo dello "Squalo" come accennato anche qualche riga sopra. Lasciando invece perdere questa deviazione non segnata il 771 porta alla base del gruppo del Pinguino. Qui è possibile arrampicarsi brevemente per averne una vista finalmente libera dalla vegetazione. Proseguendo il 771 si trasforma in sterrata che passa sotto allo spettacolare gruppo dello "Squalo"; qui è interessante avvicinarsi risalendo il pendio, per avere una impressionante vista da sotto e libera dalla vegetazione. Poco dopo si incontra una sterrata sulla destra in leggera discesa. E’ assolutamente doveroso percorrerne almeno un breve tratto (50 m.) per avere una grandiosa vista globale sul gruppo dello "Squalo", forse la più notevole di tutto il percorso. Ritornati sul 771, in 200 metri da questo bivio, si arriva all’incrocio col 771A. Ancora 500 metri e si arriva sulla strada asfaltata a Chiastre. Da qui, seguendo la provinciale verso sinistra si arriva in breve al Bar la Baita, da dove si prende la sterrata che sale verso il Dente del Gigante. Passate le case il sentiero si divide in due consentendo così di fare un anello. I 2 sentieri si riuniscono poco prima del Dente del Gigante e proseguono brevemente fino ad un’area pic-nic dove il percorso segnato termina. Anni fa avevo proseguito ancora, godendo di alcuni interessanti panorami sul gruppo del Colnello, ma, attualmente, non vi è alcuna traccia chiara e sebbene, sia comunque possibile andare avanti, la discreta presenza di neve e l’ora ormai tarda me lo hanno sconsigliato. Tornando indietro lungo il sentiero più a ovest, quello che passa più in alto è possibile deviare ancora più a ovest (sinistra) per percorrere gli ampi prati che schiudono una bella vista sul Dente del Gigante e il Gruppo del Colnello, sarebbe, anzi, consigliabile percorrere il sentiero alto (quello, salendo, più a destra) all’andata e fare il ritorno "a vista", passando per i predetti prati e tenendosi a sinistra del sentiero percorso all’andata per tornare a Chiastre, il che permette sicuramente panorami migliori del poco interessante sentiero basso. Da Chiastre il ritorno si può fare come descritto in precedenza o attraverso il 771A o a vista seguendo sterrate e prati che consentono nuovi e interessanti punti di vista, mentre, attraversato il ponte, il sentiero è, purtroppo, unico.
bellissime sculture naturali i Salti del Diavolo, anche se non è sempre facile trovare i punti panoramici giusti.
20-03-2010
Cassio (805) – Ponte Baganza (545) – Sentiero 771 – Chiastre (750) – Anello dente del Gigante – Sentiero 771A – Ponte Baganza (545) – Cassio (815) – Ciastra San Benedetto (815) – Cassio (805).
14 Km., comprese varie, consigliabili, deviazioni.
Circa 750 metri, compresi i saliscendi dovuti alle deviazioni minori.
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Salti del Diavolo anello da Cassio


Accompagnato dagli apprezzamenti letti prima di partire su Quotazero mi sono sentito decisamente meno solo: in effetti, dato il brutto tempo e una settimana passata con gravi problemi familiari, solo all’ultimo decido di partire e non so se l’avrei fatto se non avessi dato prima un’occhiata al forum… Sarà pure una compagnia virtuale, ma, con un po’ di fantasia, passare il viaggio a raccontarmi perché torno per la quarta volta ai Salti del Diavolo aiuta decisamente a migliorare l’umore…La prima volta, 20 anni fa, mi sono bastate 2 righe lette su un depliant per partire immediatamente, con solo mezza giornata a disposizione, ma queste sono le partenze migliori quando tutto è un’incognita, una scoperta, un dono…Poi sono tornato, oltre 10 anni dopo, con la voglia di mostrare ad altri questo bellissimo posto e mi sono accorto che qualcun altro aveva avuto la mia stessa idea, trovandovi un sentiero in costruzione… Oggi torno perché il sentiero è ormai completo e voglio percorrere le parti che mi mancano, soprattutto il collegamento tra Cassio e il torrente Baganza, scavalcabile ora facilmente con il nuovo ponte, ma oggi torno anche perché ho tutto un forum con me, o, forse, non tutto, ma qualcuno comunque leggerà queste informazioni, qualcuno, forse, un giorno, proverà le mie stesse emozioni percorrendo questi sentieri e questo è più forte di ogni esitazione, so che non sono solo: sì forse può sembrare, ma è solo una questione di sincronia e queste righe possono farmi credere di creare una sintonia di emozioni che possa superare un piccolo disguido temporale… Sentirsi in compagnia è dunque piacevole e da il coraggio di fare cose per cui, altrimenti, difficilmente, si trova la voglia; la compagnia però comporta anche responsabilità e rende più spiacevoli le brutte figure e, così, a costo di deludere e stupire i miei affezionati lettori eviterò accuratamente qualsiasi errore di percorso… Siccome però la classe non è acqua troverò comunque altri espedienti per rendere più interessante e più lunga la gita…In effetti, non sarebbe stato giusto e leale risparmiare tempo mangiando la pizza camminando, rimedierò, quindi, dimenticando le racchette da trekking a Chiastre, con la scusa di avere le mani libere per mangiare…Dopo questo piacevole inconveniente mi diletterò ancora a affondare in un metro di neve, rimasta apposta per me, nel sentiero basso per il Dente del Gigante e nel giro attorno alla Ciastra di San Benedetto; per affondare invece in un metro di fango dovrò metterci del mio e inventarmi una deviazione per accedere, attraverso un guado e la risalita di una ripa fangosa, franata e franante, ai magnifici prati che contornano il podere dal quale i Salti appaiono, e solo da qua, come onde increspate dal vento… D’altronde, ad ogni passo, i Salti cambiano forma e vale la pena di vagare un po’ in giro sulle tante sterrate e tante tracce, soprattutto quando il terreno sarà un po’ più asciutto e i prati più verdi…In conclusione, lasciando per un attimo perdere le mie fantasie semi-patologiche, posso dire che sono stato contento di tornare, sfruttando una finestra di tempo accettabile, seppur grigio, anche se buona parte dei tratti nuovi non sono risultati particolarmente interessanti (il tratto da Cassio al Ponte e il 771A per il Casino Pallavicino), ma il giro attorno alla Ciastra da San Benedetto, anche da solo, vale la visita e i Gruppi dello Squalo e del Pinguino sono uno spettacolo che anche col brutto tempo non si dimentica facilmente… Una citazione a parte merita il ponte sul Baganza: non sarà un ponte Himalayano, ma ci si rimbalza meglio che sui tappeti elastici, ai bambini sarebbe piaciuto moltissimo…