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Barcun da Scignua anello in Val Gargassa dal Campo Sportivo

Barcun da Scignua anello in Val Gargassa dal Campo Sportivo

Percorso Inedito
02-01-2010
Campo calcio Rossiglione (315) – Muso del Gatto (355) – Barcun da Scignua (465) – Veireira (400) – Campo calcio Rossiglione (315).
7 Km.
150 m.
Lusciandro e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
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Il tratto fuori sentiero per salire al Barcun da Scignua e quindi ricongiungersi al sentiero segnato 3 bolli gialli è molto ripido e, in alcuni punti (evitabili comunque), scivoloso per la puddinga disgregata. Si possono sicuramente scegliere diverse vie di salita sia su prato ripido che su roccia più o meno solida, tutti abbastanza facili, mai sopra il primo grado; è consigliabile comunque, almeno la prima volta, percorrere l’itinerario in salita e in condizioni di tempo asciutto… Si tratta comunque di un EE, per escursionisti esperti, fuori sentiero, breve, ma che necessita di un minimo di dimestichezza con terreni impervi. Il resto del sentiero è un normale E, per escursionisti medi, pur con un breve tratto attrezzato all’inizio, dove più che l’uso dei cavi, abbastanza superflui, è necessaria un minimo di attenzione.
Da Genova in autostrada fino a Voltri dove si prende la A26 e si esce a Masone, continuando quindi per Campoligure e Rossiglione, dove si gira a sinistra sulla sp41 per Tiglieto e la si segue per circa 1,7 Km fino ad imboccare una breve discesa sulla sinistra che porta al campo di calcio di Rossiglione. Qui si parcheggia.
Partenza quindi alle 14,55 dal campo di calcio di Rossiglione e in 20 minuti siamo nei pressi del Muso del Gatto seguendo le X gialle; qui studiamo il punto migliore di salita che si trova circa 200 metri prima del predetto ‘Muso’ in corrispondenza di una stretta gola di un torrente in secca che individuiamo come miglior punto di salita. I primi passi li facciamo su erba e quindi su puddinga, alla destra della gola nella quale ci immettiamo dopo poche decine di metri. La salita è resa scomoda da qualche spina ma non presenta grandi difficoltà e in un solo punto bisogna usare le mani. All’uscita della gola ci si trova su un prato molto ripido dove i miei scarponi lisci hanno difficoltà a tenere, tanto che mi aiuto con gli alberi e l’erba… A questo punto vi sono 2 possibilità, proseguire dritti o tagliare sulla sinistra su un’esile traccia che porta ad un’evidente colletto che si apre tra le formazioni di puddinga, permettendo di passare dal versante nord a quello sud della cresta facente capo al Barcun da Scignua. Scegliamo la seconda ipotesi: giunti al colletto lo si scavalca facilmente e ci si trova in terreno più roccioso, ma più pianeggiante e aperto. Ci troviamo subito sotto alla faccia sud del Barcun e Lusciandro ne approfitta per salirci e farsi fare una foto nel buco… L’ambiente è spettacolare con panorama aperto verso la Val Gargassa sotto di noi, il Barcun da Scignua e un torrione di puddinga a fianco, dopo ‘qualche’ foto decidiamo di proseguire in salita: il passaggio si restringe per un crepaccio nella puddinga che ci obbliga a un passaggio breve ma leggermente esposto, superando il quale scavalchiamo la cresta del Barcun e ci riportiamo sul versante nord; decidiamo invece di ridiscendere verso la gola da cui siamo venuti per goderci anche il punto panoramico precedentemente descritto sui torrioni e l’arco. Il terreno aperto permette di scegliere se scendere sui ripidi prati a destra, sulla puddinga sbriciolata e scivolosa al centro o sulla puddinga più solida a sinistra. Scelta la via di mezzo arriviamo facilmente all’evidente terrazzo panoramico in questione e fatte le foto di rito, purtroppo con già poca luce, risaliamo sulla destra, cioè sulla puddinga più solida. L’ultimo tratto, se ci si tiene, sulla destra prevede un po’ di facile arrampicata, preferiamo invece traversare più facilmente a sinistra e ricongiungerci al sentiero segnato. Sono le 16,10 e non c’è tempo di salire anche alla Rocca dei Corvi decidiamo quindi di scendere a Vereira per le 3 palle. Dopo un breve attimo di smarrimento al guado, dove è difficile individuare il punto esatto dove attraversare per non perdere i segnavia, ritroviamo il sentiero sopra di noi, grazie alla traccia GPS che mi ero portato dietro, e scendiamo velocemente a Vereira, dove notiamo che i lavori di restauro di perlomeno una casa, sembrano a buon punto, se non terminati. Non c’è però tempo per verificare e imbocchiamo velocemente le X gialle per ritornare lungo il torrente e arrivare al campo sportivo alle 17,10.
interessante variante ai giri classici della Val Gargassa che consente di salire al Barcun da Scignua e di ammirarlo insieme ai torrioni circostanti.
Percorso Inedito
02-01-2010
Campo calcio Rossiglione (315) – Muso del Gatto (355) – Barcun da Scignua (465) – Veireira (400) – Campo calcio Rossiglione (315).
7 Km.
150 m.
Lusciandro e soundofsilence.
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Barcun da Scignua anello in Val Gargassa dal Campo Sportivo


Dopo la gita al Pracaban che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, perché forse un po’ troppo ‘ordinaria’ in una così splendida giornata, approfittiamo che sono ancora le 14,40, e, salutato Andrea che ha rimediato una storta e preferisce tornare a casa, partiamo il più in fretta possibile per la vicina Val Gargassa, e la splendida Val Gargassa, per fortuna, non delude mai… Più difficile è trovare qualcosa di nuovo in un posto così noto e frequentato, dove anch’io sono stato sicuramente più di 5 volte, grande è quindi la soddisfazione, oltre che per la bellezza dello scenario di castelli incantati di puddinga, nell’essere riuscito a realizzare, proprio come pensato (anzi un pochettino meglio…) questo inedito e spettacolare, seppur breve (circa 300m per circa 100 di dislivello), itinerario fuori sentiero… Già ero sceso dall’alto fino a uno spettacolare punto panoramico da dove il bell’arco naturale del ‘Barcun da Scignua’ (perché visto da sud dal sentiero con i 3 bolli gialli ricorda il profilo di una signora con la gonna) appare affiancato da 2 slanciati torrioni di puddinga, adesso l’intenzione era di rendere più ‘logica’ questa variante trasformandola da un sali e scendi (anzi scendi e sali) in una vera e propria ‘traversata’. Partenza quindi alle 14,55 dal campo di calcio di Rossiglione e in 20 minuti siamo nei pressi del Muso del Gatto seguendo le X gialle; qui studiamo il punto migliore di salita che si trova circa 200 metri prima del predetto ‘Muso’ in corrispondenza di una stretta gola di un torrente in secca che individuiamo come miglior punto di salita. I primi passi li facciamo su erba e quindi su puddinga, alla destra della gola nella quale ci immettiamo dopo poche decine di metri. La salita è resa scomoda da qualche spina ma non presenta grandi difficoltà e in un solo punto bisogna usare le mani. All’uscita della gola ci si trova su un prato molto ripido dove i miei scarponi lisci hanno difficoltà a tenere, tanto che mi aiuto con gli alberi e l’erba… A questo punto vi sono 2 possibilità, proseguire dritti o tagliare sulla sinistra su un’esile traccia che porta ad un’evidente colletto che si apre tra le formazioni di puddinga, permettendo di passare dal versante nord a quello sud della cresta facente capo al Barcun da Scignua. Scegliamo la seconda ipotesi: giunti al colletto lo si scavalca facilmente e ci si trova in terreno più roccioso, ma più pianeggiante e aperto. Ci troviamo subito sotto alla faccia sud del Barcun e Lusciandro ne approfitta per salirci e farsi fare una foto nel buco… L’ambiente è spettacolare con panorama aperto verso la Val Gargassa sotto di noi, il Barcun da Scignua e un torrione di puddinga a fianco, dopo ‘qualche’ foto decidiamo di proseguire in salita: il passaggio si restringe per un crepaccio nella puddinga che ci obbliga a un passaggio breve ma leggermente esposto, superando il quale scavalchiamo la cresta del Barcun e ci riportiamo sul versante nord; decidiamo invece di ridiscendere verso la gola da cui siamo venuti per goderci anche il punto panoramico precedentemente descritto sui torrioni e l’arco. Il terreno aperto permette di scegliere se scendere sui ripidi prati a destra, sulla puddinga sbriciolata e scivolosa al centro o sulla puddinga più solida a sinistra. Scelta la via di mezzo arriviamo facilmente all’evidente terrazzo panoramico in questione e fatte le foto di rito, purtroppo con già poca luce, risaliamo sulla destra, cioè sulla puddinga più solida. L’ultimo tratto, se ci si tiene, sulla destra prevede un po’ di facile arrampicata, preferiamo invece traversare più facilmente a sinistra e ricongiungerci al sentiero segnato. Sono le 16,10 e non c’è tempo di salire anche alla Rocca dei Corvi decidiamo quindi di scendere a Vereira per le 3 palle. Dopo un breve attimo di smarrimento al guado, dove è difficile individuare il punto esatto dove attraversare per non perdere i segnavia, ritroviamo il sentiero sopra di noi, grazie alla traccia GPS che mi ero portato dietro, e scendiamo velocemente a Vereira, dove notiamo che i lavori di restauro di perlomeno una casa, sembrano a buon punto, se non terminati. Non c’è però tempo per verificare e imbocchiamo velocemente le X gialle per ritornare lungo il torrente e arrivare al campo sportivo alle 17,10.