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Monte Tugello anello per la cresta nord da Case Eremiti

Monte Tugello anello per la cresta nord da Case Eremiti

Percorso Inedito
10-05-2018
Case Eremiti (540) – Monte Tugello (830) per cresta nord e discesa per = giallo – Case Eremiti (540).
10,4 Km. circa.
800 m. circa.
Maury76 (http://finoincima.altervista.org/) e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
F, alpinistico facile, la cresta nord del Tugello con un inizio che meriterebbe forse una valutazione superiore, dovendosi superare un caminetto con due passaggi di III, ma, forse, è possibile passare più a destra, ma nell’occasione comportava un altro guado e abbiamo preferito salire da lì. Il resto della cresta presenta passaggi frequenti di I, a volte su erba a cui tenersi, cengette un poco esposte e qualche raro passaggio di II. EE il tratto nel bosco del sentiero = giallo che abbiamo percorso in discesa dal Tugello, in quanto occorre senso dell’orientamento per non perderlo, o, preferibilmente, traccia GPS. EE, per escursionisti esperti, la risalita del Gorzente e direi F la discesa e risalita al punto panoramico sulle vaschette sulfuree, tutto il resto E, per escursionisti medi. Tra le difficoltà poi bisogna annoverare quelle relative ai guadi, che, forse, in periodi meno piovosi sono più facile, ma che oggi hanno invece richiesto di togliersi scarpe e calza e studiare i passaggi per non rischiare di bagnarci ben di più che appena sopra le ginocchia come siamo riusciti a fare nell’occasione.
da Genova a Busalla con la A7, a Busalla proseguiamo verso nord (direzione Arquata Scrivia) per qualche Km, quindi, a Borgo Fornari, prendiamo a sinistra la salita della Castagnola (indicazioni per Voltaggio e Gavi). Saliti e scesi dala Castagnola, proseguiamo verso nord (direzione Gavi) e, quindi, giriamo a sinistra per il Parco delle Capanne Marcarolo. Superiamo quindi un guado (non percorribile in caso di forti piogge), quindi seguiamo la stretta stradina salendo fino a Case Eremiti, da dove proseguiamo per quasi 500 metri, fino ad uno slargo sulla sinistra in esatta corrispondenza dei cartelli di inizio sentiero a destra, dove parcheggiamo.
dal parcheggio imbocchiamo il sentiero in leggera discesa segnato = giallo e diretto ai Laghi della Lavagnina. Scendiamo quindi perdendo circa 100 metri di quota fino ad un guado, dove attraversiamo il Torrente Eremiti e, quindi, giunti sull’altra sponda risaliamo per circa una ventina di metri, per poi scenderne circa un’ottantina. Giunti al termine della discesa ci troviamo alla confluenza del torrente Eremiti (che fin qui abbiamo seguito), nel Gorzente. Qui dobbiamo lasciare il sentiero segnato, per scendere nel vicino letto del Gorzente e guadarlo nel punto più opportuno. Nello scendere al Gorzente guadiamo verso sinistra la cascatella che deposita concrezioni ocra sulfuree sulle rocce con cui il Torrente Eremiti vi si getta. Scelto il punto del guado dobbiamo comunque attaccare la cresta del Tugello praticamente di fronte alla cascata appena guadata, individuando un ripido caminetto a destra di una difficile placca rocciosa. Si tratta di un ripido caminetto con 2-3 passaggi intorno al III grado, in cima al quale ci troviamo sul crinale nord del Tugello dove iniziamo a seguire una ripida e appena visibile traccia erbosa, molto sovente interrotta da roccette con passaggi di I e II grado. La traccia non è segnata in alcun modo, ma è semplice da seguire trattandosi di seguire scrupolosamente l’evidente filo di cresta, al massimo discostandosi pochissimi metri per evitare qualche risalto più ostico. Noi ci siamo distaccati dal filo, passando più in basso a sinistra, solo in un tratto, ormai quasi alla fine della cresta, per evitare una lama di roccia che ci sembrava parecchio ostica. Anche la discesa alla sottostante traccetta non è risultata comunque comoda, almeno nei primi passi. La cresta si esaurisce quindi in più dolci pendii prativi che portano, da quota 700 circa in poi, comodamente, sempre senza traccia, ma non più con percorso obbligato, alla croce di vetta del Tugello. Dalla vetta scendiamo sull’evidente sentiero sul versante opposto (sud), che scende ad una prima selletta, dove ignoriamo una incerta traccia che sembra scendere verso destra. Giungiamo quindi ad una seconda selletta e, pochi metri, dopo la stessa, imbocchiamo a destra un sentiero che torna indietro parallelo a quello che stavamo percorrendo, per poi iniziare a divergerne. Si giunge quindi ad un punto sul limitare di un bosco, dove il sentiero presenta un piccolo tratto franato, facilmente aggirabile. Qui noi, probabilmente sbagliando, abbiamo deviato su un altro sentiero più stretto e in leggera salita, ma evidente per il muretto di sostegno, anche perché, dopo la frana il sentiero che stavamo seguendo presentava un tratto fortemente infrascato, ma comunque superabile. In effetti il nuovo sentiero, dopo poco, si perde nel bosco, e, sotto ad alcuni ruderi, abbiamo dovuto deviare a sinistra per oltre una cinquantina di metri, prima di ritrovare un sentiero più chiaro, marcato con evidenti segni gialli sugli alberi, che poi si riveleranno essere ancora gli = seguiti anche all’andata. Usciti finalmente dal bosco seguiamo un crinale più panoramico e, quindi, guadiamo un torrente (Rio Bargiun o Tugello, non sono sicuro quale dei due sia) e, quindi, scendiamo presso il Gorzente che dobbiamo nuovamente guadare, anche qui con non poca fatica per trovare un punto che non richieda di nuotare…. Guadato il torrente, invece di risalire al sentiero soprastante, continuiamo finche possiamo sulla riva, il che ci consente di ammirare alcune belle marmitte dei giganti. Riusciamo a proseguire lungo il torrente fino a che ci troviamo al margine di un boschetto piuttosto intricato, dove risaliamo al vicino sentiero e iniziamo a seguirlo verso destra. Il sentiero sale alto sul torrente, attraversando un boschetto che ne impedisce al vista. Dopo circa 350 metri da quando ci siamo immessi sul sentiero segnato, ormai fuori dal boschetto e quasi nel punto più alto, notiamo sull’altra sponda del torrente, delle belle vaschette color rosso-ocra, alle quali ci avviciniamo scendendo prima una ripida pietraia e poi traversando con prudenza alcuni passaggi rocciosi verso sinistra, che ci portano ad un belvedere sulle vaschette. Da qui sarebbe possibile, non senza difficoltà, scendere al torrente e tentare di attraversarlo (anche se nell’occasione pareva piuttosto difficile farlo senza risalire ancora lungo il torrente) e, quindi, visitare le vaschette e poi proseguire sulla più facile sponda opposta, oppure proseguire sulla sponda su cui ci troviamo, dovendo però superare un difficile, ma non impossibile, salto di roccia. Noi, data l’ora tarda, abbiamo preferito risalire al sentiero, giungendovi in un punto un poco più avanti da quello in cui l’avevamo lasciato. Da qui, praticamente, il punto più alto del sentiero, inizia la discesa verso il punto in cui avevamo guadato all’andata, giunti al quale torniamo sui nostri passi fino alla macchina.
giro impegnativo e insolito, selvaggio e interessante. Belle vedute sui torrenti sia da vicino che dalla cresta, da dove se ne domina il corso tra le rocce rossastre, come in una cartina geografica tridimensionale. Molto belle e particolari le marmitte dei giganti e le vaschette sulfuree.
Percorso Inedito
10-05-2018
Case Eremiti (540) – Monte Tugello (830) per cresta nord e discesa per = giallo – Case Eremiti (540).
10,4 Km. circa.
800 m. circa.
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