Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Rocche del Reopasso e Monte Castello anello per Acquapendente, ferrata e Griffoglietto da Vobbia

Rocche del Reopasso e Monte Castello anello per Acquapendente, ferrata...

Percorso Inedito
28-04-2016
Vobbia (440) – Cascata Acquapendente (550) – Monte Castello (935) – Anchise (870), Biurca Sud (925) e Biurca Nord (930) per la Ferrata Deanna Orlandini – Carrega del Diavolo (950) – Bric degli Alberi (765) – Bric Rebora (790) – Minceto (620) – Griffoglietto (545) – Vobbia (440).
23,5 Km.
1000 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
il sentiero dell’Acquapendente è a tratti ripido e non evidentissimo, ma direi che si resta nell’E, per escursionisti medi, da annoverare tra le difficoltà però il guado iniziale che pur breve e con acqua non particolarmente alta, richiede comunque o di attraversare a piedi nudi o, per esempio, di munirsi di ghette, io ho attraversato invece di corsa, bagnandomi i pantaloni, ma senza che entrasse acqua negli scarponi. EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura, quindi casco, imbragatura, set da ferrata e guanti) la ferrata Deanna che, se si evitano attraverso le opportune varianti i tratti più difficili, non presenta grosse difficoltà; in ogni caso il punto più difficile si ha forse subito appena cominciano le attrezzature dell’Anchise, prendendo a destra infatti, anche se si evita il difficile “buco”, il primo salto presenta comunque appoggi molto piccoli, in questo modo chi supera senza problemi questo primo tratto può essere tranquillo per il resto; da segnalare comunque, salendo alla Biurca Sud, un paretina verticale di 4-5 metri, pur ben appigliata, che però può un po’ impressionare i meno esperti. EE, per escursionisti esperti, sicuramente poi la non facile salita alla Carrega del Diavolo per il sentiero normale, che, soprattutto in discesa, richiede attenzione e prudenza. Tutto il resto E. Per chi volesse poi osservare la cascata dell’Acquapendente dall’alto consiglio un’estrema prudenza in quanto il torrente in questo tratto è scivolosissimo (ed una scivolata qui sarebbe pericolosissima), meglio quindi passare sulla sinistra del corso d’acqua, dove la puddinga non è ricoperta di muschio, ma meglio ancora tenersi a debita distanza dal salto.
Da Genova ad Isola del Cantone sulla A7 per Milano. All’uscita di Isola del Cantone si prende a destra seguendo le indicazioni per Vobbia, si passa quindi a fianco del lago di Vobbietta e si prosegue lungo la Sp8, passando a fianco anche del Ponte di Zan (cartello giallo indicatore). Da questo punto in poi incominciamo a scorgere i torrioni del Castello della Pietra, e, 500 metri dopo, notiamo sulla sinistra un ampio parcheggio con magnifica vista sul predetto castello; ancora 700 metri e grandi cartelli sulla sinistra segnalano l’inizio del sentiero sempre per il Castello della Pietra; da qui dobbiamo procedere ancora per 500 metri per parcheggiare quindi in uno slargo sulla destra riconoscibile anche per un cartello ivi posto indicante pericolo di frana per i successivi 2 Km.
dal parcheggio un sentierino un po’ infrascato, ma comunque individuabile, scende al sottostante torrente Vobbia; giunti al torrente continuiamo per qualche metro verso sinistra, per superare uno sperone di rocca sulla sponda opposta che renderebbe vano il guado, e guadiamo invece in corrispondenza di uno slargo sull’altra sponda. Appena giunti sull’altra sponda si prende immediatamente a sinistra il sentiero indicato anche da un ometto di pietra, tacche bianche sugli alberi comunque indicano il percorso. Dopo 300 metri circa dal guado ci troviamo ad attraversare un nuovo rio, stavolta asciutto e, dopo ulteriori 270 metri, ci troviamo proprio di fronte al Castello della Pietra, in un punto panoramico che è il migliore che si possa trovare sulla pittoresca fortezza. Trecentoventi metri dopo il punto panoramico, e a quota 560, una deviazione sulla sinistra consente di raggiungere un nuovo punto panoramico, stavolta sulla cascata dell’Acquapendente; non è facile comunque intuire la deviazione e anche io sono riuscito ad individuarla solo dopo essere giunto alla cascata e quindi tornato indietro a cercare il punto panoramico; ad ogni buon conto dalla deviazione al punto in cui il sentiero guada il rio che poi si getta nella cascata ci sono solo 100 metri. Visitato quindi il punto panoramico e, per chi vuole, anche la cascata dall’alto (cosa per cui, come spiegato nelle difficoltà, è necessaria un’estrema prudenza), si riprende a salire più ripidamente fino a giungere ad un punto in cui è piazzata una panchina, da cui si godeva una buona vista sul castello della Pietra, vista ora occultata dalla vegetazione, per cui occorre scendere un poco in basso fuori sentiero (non troppo possibilmente….) per vedere il castello. Dalla panchina il sentiero continua più pianeggiante fino a ricongiungersi, nei pressi dei cartelli indicanti la ferrata Deanna, al sentiero proveniente da Crocefieschi e segnato con un quadrato giallo vuoto. Imbocchiamo quindi il nuovo sentiero in discesa (anche se qui ila traccia è piuttosto pianeggiante) verso sinistra e dopo 270 metri, presso una panchina, lasciamo sulla sinistra il nuovo (nel tracciato originario non era stato ancora attrezzato questo tratto) tratto della ferrata che sale alla vetta dell’Anchise, continuando invece la discesa verso Crocefieschi. Percorriamo quindi poco più di 300 metri e lasciamo sulla sinistra la sterrata che va verso il Monte Castello, che useremo per il ritorno, e, da qui, altri 800 circa per giungere ad un nuovo bivio su una strada asfaltata sulla sinistra (Via Alpicella) per il Monte Castello, che stavolta imbocchiamo. Il bivio è indicato anche da una piccola scritta bianca sull’asfalto, indicante appunto Monte Castello, e il percorso è segnato con segnavia biancoazzurri. Dopo pochi metri di asfalto si continua a sinistra su sentiero, sempre segnato in bianco e azzurro. Dopo oltre 700 metri di sentiero giungiamo su un poggio panoramico che ci offre una magnifica vista sul Reopasso; dal poggio poi torniamo brevemente indietro e compiamo un tornante seguendo sempre i segnavia e in 350 metri circa arriviamo sulla vetta del Monte Castello, ove troviamo le fondamenta di una torre. A pochi metri dalla vetta un’area picnic poi offre una bella vista sul Reopasso, goduta della quale si inizia la discesa che in 350 metri riporta sul sentiero quadrato giallo vuoto proveniente da Crocefieschi e che imbocchiamo in salita verso destra. Trecento metri e ci troviamo nuovamente alla deviazione per il tratto di ferrata che affronta l’Anchise e stavolta lo imbocchiamo. Dopo un tratto di ripido sentiero iniziano le attrezzature, subito biforcantisi in due percorsi: prendiamo quindi a destra, evitando il difficile “buco” sulla sinistra, superando comunque una paretina non semplicissima, e procediamo poi più facilmente verso la vetta, dove ancora le attrezzature si biforcano e ancora prendiamo più facilmente a destra. Dalla vetta si scende su ghiaietto ripido e abbastanza scivoloso, ma senza più tratti di arrampicata e\o attrezzati, e si torna in breve sul sentiero quadrato giallo, che si segue solo per pochissimi metri, perché a destra continua la ferrata che affronta direttamente la cresta che conduce alla Biurca Sud. Dopo un primo breve tratto camminato incontriamo un primo risalto non molto difficile e, successivamente, uno più alto (4-5 metri) e verticale. Dopo questo punto si prosegue praticamente camminando fino alla base della verticale parete finale della Biurca Sud; qui ancora prendo a destra per evitare il successivo tratto di ferrata assai difficile e tramite un traverso attrezzato giungo ad un sentierino che in breve porta al Rifugio Città di Busalla, dal quale si arriva facilmente al colletto tra le due Biurche. Saliamo quindi prima alla Biurca Sud (percorso attrezzato ma facile) e quindi alla Biurca Nord (sempre percorso attrezzato e facile), quindi proseguiamo verso la Carrega del Diavolo prendendo dalla seconda vetta il sentiero a destra in leggera discesa riprendendo a seguire il segnavia quadrato giallo vuoto (a cui da questo punto si associa la doppia X gialla). In circa 300 metri dalla Biurca nord giungiamo quindi sotto la Carrega del Diavolo e iniziamo quindi a salire il tratto attrezzato fino in vetta. Ridiscendiamo quindi con attenzione dalla vetta e prendiamo a destra il sentiero segnato con 2 X gialle. In breve giungiamo ad un nuovo punto panoramico sul Castello della Pietra, punto da cui il sentiero inizia a scendere. Ci immettiamo poi sulla sterrata proveniente da Case Fobè (che seguiremo fino a Minceto) e quindi lasciamo a sinistra il bivio per Bastia, giungendo poi ad un tornante da cui si diparte un sentiero sulla destra. Seguendo questo sentiero si possono raggiungere le vette del Bric degli Alberi e del Bric Rebora, come ho fatto io, ma non lo consiglio in quanto non sono per niente panoramiche. Continuando quindi ancora per circa 2 Km sulla sterrata giungiamo nei pressi di Minceto ad incrociare il sentiero per il Monte Reale che imbocchiamo in salita verso destra. Dopo 800 metri di tale sentiero imbocchiamo a destra la deviazione (segnalata) per Griffoglietto e, con un percorso lungo e tortuoso di quasi 2 Km., giungiamo al paese. Qui, al bivio, prendiamo la strada asfaltata sulla destra (quella sulla sinistra scende a Isola del Cantone, allungando notevolmente il percorso). Dopo circa 160 metri la strada termina curvando a destra in uno spiazzo, mentre noi proseguiamo dritti su sentiero a tratti pure segnato mi pare con con bolli gialli. Nell’ultimo tratto il sentiero tende un po’ a perdersi quando ad ormai un centinaio di metri dalla provinciale, invece di raggiungerla direttamente, piega decisamente a sinistra. Qui, dopo un po’ di divagazioni, ho comunque ritrovato i segni gialli e raggiungo in breve la Sp8, che va imboccata verso destra e seguita fino al parcheggio per poco più di 5 Km.
Giro splendido che consente di cogliere tutto in una volta il meglio del Reopasso e del Castello della Pietra, a mio parere i due posti più belli di tutto l’appennino ligure, peccato per la sterrata un po’ noiosa del ritorno e per i 5 Km di asfalto, che però offrono bellissime viste sul Castello della Pietra, ma, d’altronde in qualche modo bisognava pur chiudere l’anello…. Proverò in futuro a vedere se è possibile tagliare un tratto di sterrata e di asfalto tramite per esempio il sentiero che sale al Bric Rebora e che continua oltre, magari, si spera, scendendo nei pressi del Ponte di Zan.
Percorso Inedito
28-04-2016
Vobbia (440) – Cascata Acquapendente (550) – Monte Castello (935) – Anchise (870), Biurca Sud (925) e Biurca Nord (930) per la Ferrata Deanna Orlandini – Carrega del Diavolo (950) – Bric degli Alberi (765) – Bric Rebora (790) – Minceto (620) – Griffoglietto (545) – Vobbia (440).
23,5 Km.
1000 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Torna all'escursione

Rocche del Reopasso e Monte Castello anello per Acquapendente, ferrata e Griffoglietto da Vobbia