Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Rocche del Reopasso anello per Camarza da Crocefieschi

Rocche del Reopasso anello per Camarza da Crocefieschi

Percorso Inedito
28-12-2014
Crocefieschi (740) – Rocche del Reopasso (956) – Camarza (440) – Crocefieschi (740).
9,6 Km.
700 m.
Laura e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
EE, per escursionisti esperti. Il punto più difficile è sicuramente la salita alla cima principale, la Carrega del Diavolo, che, seppur attrezzato con catena (e alberello) è esposto e non semplicissimo. Tutto il resto non presenta particolari difficoltà tecniche e non si devono praticamente mai usare le mani, ma il terreno è a tratti un po’ esposto e può impressionare l’escursionista non molto esperto. La parte EE in ogni caso inizia dal colletto del Reopasso, da cui un pendio molto ripido porta alla prima Biurca. Si segue volendo, poi, il tracciato della ferrata (attrezzato ma semplice) per pochi metri per giungere al Rifugio prima e alla seconda Biurca poi. Nessun problema poi nel tratto fino ai pressi della Carrega del Diavolo, dove invece il terreno diventa più ripido e nuovamente attrezzato, ma con difficoltà decisamente maggiori.
Da Genova a Busalla in autostrada A7, quindi si prende per Sarissola e Camarza e passate le suddette località si prosegue in salita verso crocefieschi e neanche 200 metri dopo aver svalicato si parcheggia a destra nell’ampio spazio a disposizione.
Si torna indietro per neanche 200 metri sull’asfalto fino al valico, dove si prende a destra la via principale del paese, dove si trovano anche i segnavia. Si prende quindi a sinistra passando a fianco della Chiesa che si lascia sulla destra (poco prima una fontanella), e si continua a salire seguendo i segnavia, fino ad arrivare sotto la struttura rocciosa chiamata “anchise” (incudine) e in vista della Biurca, inconfondibile piramide rocciosa in conglomerato, ove si trova incastonato il Rifugio “Città di Busalla”; dopo pochi metri si incontra un bivio: sulla destra vi è il vecchio inizio della ferrata Deanna, che invece attualmente inizia prima, percorrendo anche il tratto dell’Anchise, mentre sulla sinistra continua il sentiero segnato per il Reopasso. Il sentiero a destra prosegue comunque oltre l’inizio della ferrata e arriva in effetti fino a Vobbia; trattasi in effetti del sentiero dell’Acquapendente, interessante per una bella cascata e per i punti panoramici sul Castello della Pietra, i migliori che si possono trovare. In questo caso seguiamo la deviazioni a destra per circa 750 metri di falsopiano per giungere al primo dei predetti punti panoramici, ove trovasi altresì una panchina; da qui in poi il sentiero inizierebbe a scendere, ma noi torniamo invece indietro fino al bivio dove proseguiamo quindi in direzione Reopasso. In 300 metri si arriva quindi al Colletto del Reopasso, dove si prende a destra in ripida salita (quasi arrampicata) e si risale il pendio molto ripido e, a tratti, scivoloso per la presenza di ghiaietto, fino al tratto attrezzato finale (semplice) che porta alla vetta della prima Biurca. Da qui si può proseguire lungo la ferrata (attrezzata ma semplice, anche se un po’ aerea) e inpochi metri arrivare prima al Rifugio e quindi alla seconda Biurca. Si torna quindi indietro alla prima Biurca dove si prende a destra il sentiero che prosegue verso la Carrega del Diavolo, la vera cima del Reopasso. In circa 250 metri si arriva quindi sotto la Carrega del Diavolo e, volendo, si può percorrere il difficile (gli ultimissimi metri soprattutto) tratto attrezzato fino in vetta. Tornati alla base della Carrega si può proseguire per altri 150 metri per arrivare ad un altro punto panoramico sul Castello della Pietra. Si torna quindi indietro fino alla Biurca, dalla quale si ridiscende al Colletto del Reopasso, dove si continua dritti per Camarza, lasciando a destra il sentiero per Minceto, e a sinistra quello percorso all’andata per Crocefieschi. Si scende quindi per il sentiero segnato fino a Camarza, dove si imbocca la strada asfaltata che si segue in salita per circa 3,5 Km, fino al parcheggio.
Il Reopasso è sicuramente una delle più belle montagne di tutto l’appennino ligure e vale sempre una visita. Il breve percorso da Crocefieschi è sicuramente il più interessante, seguito da quello dell’Acquapendente, più monotono e boscoso, ma con viste incomparabili sul Castello della Pietra. La discesa a Camarza offre qualche punto di vista leggermente diverso soprattutto sull’Anchise, ma forse non vale la risalita sugli oltre 3 Km di asfalto. Essendo però molto peggio come percorrenza su asfalto, a meno di non organizzare con due macchine, la traversata Crocefieschi – Acquapendente, questa resta la possibilità migliore per fare un percorso ad anello e “rimediare” alla brevità della salita da Crocefieschi. Sono in ogni caso contento di averlo fatto, anzi mi stupisce di aver aspettato tanti anni prima di provare un nuovo sentiero su questo monte che merita invece sicuramente di essere esplorato da tutte le parti… Interessante anche la salita in inverno che, evitando neve e ghiaccio, che obbligherebbero ai ramponi, risulta assai affascinante per la nitidezza dei panorami e, in questo caso, anche per la presenza di brina e/o neve sugli alberi, a conferire un ulteriore tocco di magico ad un ambiente che lo è già di per sé…
Percorso Inedito
28-12-2014
Crocefieschi (740) – Rocche del Reopasso (956) – Camarza (440) – Crocefieschi (740).
9,6 Km.
700 m.
Laura e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Leggi il racconto
Torna all'escursione

Rocche del Reopasso anello per Camarza da Crocefieschi


Grazie a mia figlia Laura per avermi chiesto di portarla in montagna in queste tristi e solitarie vacanze di Natale. Dopo mesi di apatia bisogna pur ripartire e imparare di nuovo a ritrovare piacere in quello che si è trasformato in un istante da passione irrinunciabile a fastidioso impegno senza senso… La forza dell’amore… Non è forse a questo che pensiamo quando ne ne parliamo, e per fortuna, ma pure da queste cose, come in un negativo di una foto, se ne può vedere la grandezza… Bello quindi riimparare a vivere attraverso agli occhi meravigliati di mia figlia, ma non è così facile…. Ogni tanto infatti mi ricordo di quello che non è e non sarà mai più… La montagna invece è e sarà, per sempre, la più grande sicurezza che abbiamo, fondata sulla roccia, ma essa stessa pure tutt’altro che immutabile, che le sue stesse forme sono più frutto di distruzione che di creazione… Anche la mia anima distrutta risorgerà quindi bellissima? Ne dubito, ma sono qua per dargliene comunque occasione…