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Monte Zatta anello da Arzeno

Monte Zatta anello da Arzeno

28-03-2010
Arzeno (600) – Pian d’Oneto (830) – Passo del Biscia (890) – Monte Chiappozzo (1127) – Prato Pinello (1391) – Zatta est (1404) e ovest (1355) – Monte Cian (1109) – Monte Camilla (1001) – Case Visagna (700) – Reppia (540) – Arzeno (600).
17,3 Km.
1070 metri, compresi vari saliscendi per le cime minori.
Maury76 e Soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, con qualche passaggio da prestare attenzione, specie con terreno scivoloso, soprattutto per salire al Chiappozzo; Un passaggio attrezzato con catena e staffe presso la cima dello Zatta che non dà assolutamente problemi per, l’appunto, abbondante attrezzatura e la mancanza di esposizione.
Da Genova a Lavagna in autostrada e quindi si imbocca la Sp33 verso Cogorno che si segue fino all’incrocio con la Sp26 per Ne’ che si imbocca e non si lascia fino all’arrivo ad Arzeno dove si posteggia nei pressi dell’incrocio con la via che porta alla Chiesa.
Dal parcheggio si imbocca il sentiero segnato cerchio rosso vuoto per Pian d’Oneto e il Passo della Biscia. Il sentiero è segnato anche come A11, segnavia che dovrebbe marcare tutto l’anello da noi effettuato, ma che, invece nella zona di cresta, è sostituito da A10, per poi riprendere più avanti, di nuovo come A11. Posto che, dato che siamo a levante, un A12 sarebbe più indicato, resta un mistero questo parziale cambio di denominazione… Giunti a Pian d’Oneto i segnavia abbandonano la sterrata e fanno passare per il magnifico prato carsico, subito dopo però, forse per par condicio, abbandonano anche il prato (almeno noi non ne abbiamo più visti…) e ci costringono a continuare a vista. Non un problema sicuramente: la strada asfaltata sulla destra fa da guida, dobbiamo infatti convergervi al Passo della Biscia, ed è un piacere attraversare a piacimento il verdissimo altopiano a cui fanno degna corona le cime del Chiappozzo e, più distante, dello Zatta.Giunti al Passo della Biscia si devia verso ovest (nord-ovest per la precisione), sempre seguendo il cerchio rosso, che, poco prima, avevamo reincocciato. Il sentiero quindi sale fino in cima al Chiappozzo, bella montagna con evidenti fenomeni di carsismo, caratterizzata da una spettacolare lunga cresta sommitale, invisibile salendovi da sud-est, da dove, invece, la cima mostra il suo profilo più aguzzo. Bel panorama sullo Zatta, Il Verruga, il Porcile (a fianco del quale spuntano aguzze le Apuane) e il promontorio di Portofino; oggi poi, anche un bel colpo d’occhio sulle Marittime fino al Monviso… Dal Chiappozzo si scende per un centinaio di metri, sempre su una panoramicissima cresta per riprendere poi a salire, continuando sulla cresta, fino al Monte Prato Pinello e il poco distante Zatta di Ponente. Da qui in poi begli scorci sulle stratificazioni costituenti i "Gradoni dello Zatta". Dallo Zatta cambiano anche e aumentano i segnavia: non più il cerchio, ma il quadrato rosso pieno, l’uguale rosso e persino l’AVML con la sua varietà di indicazioni; il segnavia da tenere d’occhio è, comunque, l’= che porta fino a Reppia e anche l’A11, qui, per l’occasione, trasformato in A10. Prima di giungere allo Zatta di ponente si può brevemente salire su una bella e gradonata cima sormontata da una grande croce, ma non recante alcuna indicazione sul nome… Brevemente, quindi si arriva anche allo Zatta e si inizia la discesa, subito ripida, ma poi, via via, sempre più comoda e larga. Nella prima parte magnifici scorci sui Gradoni e tutta la cresta dello Zatta. Per allietare la discesa si, può, come abbiamo fatto noi salire su varie cimette da cui il sentiero passa a breve distanza: Il Cian e il Monte Camilla quelle nominate, ma subito prima anche una terza elevazione rocciosa, sicuramente più meritevole… Particolarmente ameno, comunque il diversivo al Camilla, nel senso che se ne sarebbe volentieri fatto "ameno", dato l’ultimo tratto intricato di vegetazione, tra l’altro, infestata di processionaria… Dal Camilla in poi riscendiamo senza traccia, se non quella costituita dallo slalom tra gli alberi infestati, fino al sentiero che seguiamo fino a Case Visagna prima e Reppia poi, con un ultima gradevole risalita di un centinaio di metri. Da Reppia si torna ad Arzeno su strada asfaltata; si può scegliere, comunque, tra 2 soluzione equivalenti: o dalla Piazza della Chiesa si seguono i cartelli per Case Soprane e Arzeno, per poi, al bivio prendere per Prato e in breve Arzeno, o si segue la strada percorsa in macchina all’andata che passa più in basso ed è contrassegnata sempre dall’A11.
gita molto bella e varia, sempre panoramica e con alcune cose molto interessanti come il pittoresco Pian Oneto, i gradoni dello Zatta ed il carsico Monte Chiappozzo.
28-03-2010
Arzeno (600) – Pian d’Oneto (830) – Passo del Biscia (890) – Monte Chiappozzo (1127) – Prato Pinello (1391) – Zatta est (1404) e ovest (1355) – Monte Cian (1109) – Monte Camilla (1001) – Case Visagna (700) – Reppia (540) – Arzeno (600).
17,3 Km.
1070 metri, compresi vari saliscendi per le cime minori.
Maury76 e Soundofsilence.
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Monte Zatta anello da Arzeno


Gita molto bella, panoramicissima e in ambienti spettacolari tanto che, nemmeno la crisi di astinenza di Maury, che, dopo un mese senza gite, si getta alla conquista di ogni gradino di marciapiede come fosse il K2 riuscirà a rovinare. Rimarranno invece ricordi indelebili il delizioso Pian d’Oneto, il carsico e slanciato Chiappozzo e la lunghissima cresta mirabilmente gradonata dello Zatta; il tutto esaltato da una giornata molto nitida, almeno sul lato monte, che ha permesso bellissimi scorci sulle Apuane e le Alpi Marittime; un po’ meno nitida la vista sul mare: un promontorio di portofino che si fosse stagliato in maniera più decisa, invece di una sbiadita visione all’orizzonte, avrebbe chiuso degnamente un panorama assai pittoresco. Purtroppo, invece, il rovescio della medaglia sarà che, troppo impegnato a guardare il panorama, non troverò mai la giusta concentrazione per sbagliare strada… Conscio però di non essere in buona forma affiderò il compito delle ‘piacevoli divagazioni’ a Maurizio, che farà del suo meglio (evidentemente ha avuto un buon maestro…) portandomi a rotolare allegramente nella processionaria sul monte Camilla. Punto nell’orgoglio da questa talentuosa trovata, reagirò da par mio scorticandomi un braccio in un abilmente adocchiato rovo solitario, che, pur non essendo una corona di spine, risulterà perfettamente adatto allo spirito di "Gita Crucis" che, solitamente, inizio a coltivare con successo in questo periodo dell’anno… Disgraziatamente però, proprio quando le cose iniziavano a mettersi per il meglio, ci accorgiamo di essere ormai quasi arrivati e anche il disperato tentativo in extremis di allungare di 2 Km la gita passando per Case Soprane fallirà miseramente…