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Sentiero degli Orridi di Montechiaro anello dalla Pieve di Sant’Anna

Sentiero degli Orridi di Montechiaro anello dalla Pieve di Sant’Anna...

08-04-2017
Pieve Sant’Anna (200) – Montechiaro (495) – Sentiero degli Orridi – Montechiaro (470) – Sentiero dei calanchi – Pieve Sant’Anna (200).
15 Km. circa.
650 m. circa.
Piera e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
alcuni tratti molto ripidi e che possono essere scivolosi, che si affrontano però in salita che possono essere considerati anche EE, per escursionisti esperti, in particolare la ripida salita su terreno franoso poco prima di giungere a Montechiaro e la risalita al ritorno nei pressi del Cappello dell’alpino, attrezzata anche con scala in legno. EE praticamente anche tutti i punti di interesse, dove occorre attenzione nel non scivolare sulle rocce bagnate, in particolare all’Orrido dei Laghi, dove si fa un tratto di pochi metri con i piedi a bagno su roccia che può risultare scivolosa. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
da Genova fino ad Ovada con l’autostrada A24 per Gravellona-Toce. Da Ovada si segue per Acqui Terme e, quindi, si passa per Terzo e Bistagno, per seguire poi la sp30 fino alla Pieve di Sant’Anna, subito a sinistra della strada su una stretta e breve stradina, dove parcheggiamo.
Dalla Pieve continuiamo in leggera discesa sulla stradina asfaltata, per piegare quindi a sinistra al primo bivio dopo 100 metri. Seguiamo quindi la strada asfaltata in piano e passiamo a sinistra di una torretta dell’Enel, quindi, dopo 600 metri di asfalto, prendiamo la sterrata sulla destra (sempre seguendo i segnavia biancorossi) e, subito dopo una breve discesina per guadare un torrente, iniziamo a salire. Dopo poco meno di 1,5 Km. ci ritroviamo sull’asfalto, che imbocchiamo per una cinquantina di metri verso sinistra per prendere subito sulla destra una traccettina assai ripida e franosa (sempre con segnavia biancorosso). Il sentierino ci porta, dopo circa 350 metri, di nuovo in vista dell’asfalto in corrispondenza del paese di Montechiaro d’Acqui. Qui seguiamo la strada asfaltata verso sinistra, magari tenendoci sul prato appena sotto come suggeriscono i segnavia, per circa 500 metri e, quindi, prendiamo una sterrata in discesa sulla destra, seguendo i segnavia biancorossi del sentiero degli orridi. In questo tratto il sentiero scende verso il fondovalle sfruttando diverse tracce e mulattiere, occorre quindi sempre prestare attenzione ai segnavia (biancorossi n. 577) onde non perdere la direzione giusta. Giungiamo quindi alla caratteristica baracchetta denominata Capanna degli amici, che può offrire un qualche riparo dal sole più che da eventuale pioggia, e, quindi, in breve, tocchiamo il fondovalle, dove iniziamo a seguire il corso del torrente Plissone verso sinistra. Subito però troviamo un cartello in legno che ci segnala un punto di interesse a 70 metri di distanza; seguiamo quindi questa prima deviazione su traccia non molto evidente né molto pulita e giungiamo quindi in una specie di Canyon che possiamo percorrere per un breve tratto, stando attenti alle rocce bagnate e\o scivolose. Tornati dal Canyon riprendiamo a seguire i segnavia lungo il corso del Torrente Plissone. Dopo neanche 250 metri dalla deviazione testè fatta, troviamo un secondo punto di interesse segnalato a 250 metri. In questo punto le indicazioni non sono chiarissime e occorre scendere brevemente al torrente per poi dirigersi verso sinistra (in direzione parallela e opposta a quella da cui siamo venuti) per giungere dopo poche decine di metri alla confluenza di due torrenti; qui dobbiamo seguire a destra l’affluente del Plissone (se andiamo a sinistra sul Plissone ci ritroveremmo a percorrere a ritroso il sentiero da dove siamo venuti. )m dove subito iniziamo dei segnavia biancorossi a farci capire che siamo sulla strada giusta. Seguiamo quindi i segnavia lungo il torrente e lo risaliamo in una gola per circa 250 metri, fino ad un’invalicabile cascata. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla deviazione che abbiamo imboccato e riprendiamo a seguire il torrente Plissone verso nord. Passiamo quindi presso la ricostruzione di un antico pozzo e quindi troviamo una nuova deviazione sulla destra in località nominata “Sarera”. In 80 metri circa arriviamo sotto una cascata (nell’occasione praticamente asciutta) che precipita da un bel anfiteatro roccioso. Ancora quindi 400 metri praticamente pianeggianti lungo il torrente e il sentiero svolta bruscamente a sinistra per salire verso l’Orrido dei Laghi. Dopo 200 metri in salita prendiamo quindi a destra la deviazione segnalata per l’orrido, e ci inoltriamo in una gola via via più stretta, fino a giungere ad una passerella in legno, rinforzata con una griglia di ferro, oltre la quale dobbiamo percorrere alcuni metri nello strettissimo torrente e quindi sbucare in un canyon che termina con una bella cascata. Visitato l’orrido ritorniamo sui nostri passi e riprendiamo a salire, incontrando subito la formazione rocciosa chiamata cappello dell’alpino (cartello e piuma di ferro posticcia), presso il quale dobbiamo prendere a destra su una scala a pioli che ci fa superare abbastanza agevolmente un salto di roccia. Continuiamo quindi la ripida salita fino a giungere ad una carrozzabile asfaltata. Seguiamo quindi la strada asfaltata fino ad incrociarne un’altra, che imbocchiamo brevemente verso sinistra (Ormai in vista di Montechiaro). Dopo pochissimi metri lasciamo in effetti l’asfalto, per scendere sulla destra su una sterrata (sempre segnata in biancorosso e con indicazioni per l’anello dei calanchi, se non subito, più avanti). Seguiamo quindi scrupolosamente i segnavia e le indicazioni per l’anello dei calanchi ai vari incroci e, dopo poco più di un Km. raggiungiamo la strada asfaltata, che imbocchiamo brevemente verso sinistra (40 m.) in leggera salita, per prendere quindi un sentierino nei prati a fianco ad una villa (sempre seguendo i segnavia). Da qui proseguiamo per oltre un Km., seguendo il sentiero dei calanchi, fino a giungere alle case della regione Dogliotti, dove lo abbandoniamo, seguendo invece la strada sulla sinistra, che, in poco più di 200 metri, ci riporta sulla strada asfaltata percorsa all’andata, che ripercorriamo fino alla macchina.
veramente bello e spettacolare l’Orrido dei Laghi, un po’ meno gli altri, ma rendono comunque il percorso più vario e interessanti, per il resto qualche piacevole panorama sulle colline intorno ad Acqui. Penso poi convenga evitare di percorrere il sentiero dopo o durante piogge abbondanti in quanto si passa assai spesso dentro torrenti e corsi d’acqua, che possono sì risultare sì più spettacolari, ma anche più difficili da superare.
08-04-2017
Pieve Sant’Anna (200) – Montechiaro (495) – Sentiero degli Orridi – Montechiaro (470) – Sentiero dei calanchi – Pieve Sant’Anna (200).
15 Km. circa.
650 m. circa.
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