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Monte Tardia di Ponente anello per Rocca dell’Erxo dal Curlo

Monte Tardia di Ponente anello per Rocca dell’Erxo dal Curlo

22-02-2009
Curlo (290) – Rifugio Salve o Regina (660) – Passo Gavetta (715) – Rocca dell’Erxo (896) – Tardia di Ponente (928) - Rocca dell’Erxo (896) - Passo Gavetta (715) – Rifugio Scarpeggin (500) - Curlo (290).
8 Km. circa.
650 m. circa.
Andrea e soundofsilence.
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E, per escursionisti medi.
Da Genova in autostrada fino ad Arenzano, quindi prendiamo a destra in salita e, dopo pochi metri, quasi in cima alla salita, prendiamo a destra (indicazioni per Carabinieri e Parco del Beigua tra le altre). Quindi, dopo una svolta a destra della strada ignoriamo subito la prima deviazione a sinistra, per prendere, poco dopo, la seconda in ripida salita (Via Pecorara, indicazioni per il ristorante “L’Agueta du Sciria” e per il centro ornitologico Vaccà.). Giungiamo quindi ad una biforcazione della strada, dove prendiamo a destra, ne incontriamo quindi una successiva, dove prendiamo nuovamente a destra e, subito dopo, una terza, dove ancora prendiamo a destra seguendo anche il cartello per il centro ornitologico, arrivando infine al termine della strada, dove parcheggiamo negli spazi a disposizione.
si segue il sentiero segnato con 2 bolli rossi fino al Passo della Gavetta, quindi 3 bolli rossi fino al Tardia, si ritorna quindi per la stessa strada fino al Passo Gavetta, dove prendiamo la V Bianca e quindi la A Rossa per tornare al Curlo.
difficile dire qualcosa in una gita in cui si è visto poco, causa nebbia, qualche bella zona rocciosa comunque nella zona della Rocca dell’Erxo.
22-02-2009
Curlo (290) – Rifugio Salve o Regina (660) – Passo Gavetta (715) – Rocca dell’Erxo (896) – Tardia di Ponente (928) - Rocca dell’Erxo (896) - Passo Gavetta (715) – Rifugio Scarpeggin (500) - Curlo (290).
8 Km. circa.
650 m. circa.
Andrea e soundofsilence.
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Monte Tardia di Ponente anello per Rocca dell’Erxo dal Curlo


Onde evitare l’ennesimo fallimento decidiamo per una meta meno problematica delle precedenti, d’altronde il tempo nebbioso non invoglia ad esperimenti e altrettanto la presenza di mio figlio che ‘pretende’ di tornare presto… Scelgo quindi i monti di Arenzano che non frequento dall’inverno scorso: Sul monte Tardia non sono mai stato e, data la quota ridotta rispetto alle vette principali, dovrebbe darmi la garanzia di essere libero da neve. Il giro previsto sarebbe di seguire all’andata le 2 palle rosse fino al passo della Gavetta e quindi le 3 palle fino al Tardia, mentre al ritorno dovremmo seguire, arrivati al Passo della Gavetta per la stessa strada, la V bianca e quindi la A rossa e, per un volta, riusciremo a applicare perfettamente la teoria in pratica, ma non c’è da preoccuparsi: evidentemente l’eccezione conferma la regola… In ogni caso la riuscita alla perfezione del progetto non è ascrivibile esclusivamente al caso o alla fortuna, come si potrebbe pensare, non si può in effetti negare un nostro indiscutibile merito nell’aver dimostrato fermezza di fronte ad un escursionista tentatore che, seduto comodamente su una panchina, ci invitava a cambiare i nostri progetti e seguire il sentiero M, a suo dire indiscutibilmente più panoramico… Il rischio di cedere alla tentazione è grave, ma la nebbia incombente che ci circonda ci aiuta non poco nel conservare impavidi la nostra fermezza e proseguire per il percorso prefissato, ciò nondimeno riusciamo a dimostrare la nostra classe di escursionisti esperti nella non facile risposta e, invece di un poco appropriato: "ma quale panoramico d’Egitto, non vedi che non si vede ad un palmo dal naso?", ce ne usciamo con un: "Certamente, non mancheremo di seguire il suo gentile consiglio al ritorno approfittando della migliore visibilità offerta dalla luce pomeridiana…" Lasciato quindi senza parole il predetto sedicente escursionista iniziamo a salire verso la Rocca dell’Erxo. L’ambiente è alpestre ed alcuni punti sono suggestivi, per esempio la zona rocciosa intorno al Rifugio Salve Regina, ma, certo, i panorami che si intuiscono (più che vedono…) non possono stare alla pari con quelli della zona del Rama o dell’Argentea e, anche in una giornata nitida, non penso si possano avere viste meravigliose come quella di Capo Noli che spartisce in 2 il mare e le isole con il contorno delle rocce tormentate della cresta sommitale delle predette cime… In ogni caso era una lacuna da colmare, come quella del Reixa, ultima cima che mi manca tra quelle principali, che, comunque, ero tentato di aggiungere alla gita che sto descrivendo, ma che, data la scarsa visibilità e la evidente presenza di lingue di neve attraverso il sentiero intravisto dalla cima del Tardia, mi è parso meglio rimandare ad un’altra volta.