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Monte Tardia di Levante anello per Roccia Malpasso e Rocca dei Gatti da Via Sambugo

Monte Tardia di Levante anello per Roccia Malpasso e Rocca dei Gatti d...

Percorso Inedito
26-01-2021
Via Sambugo (225) – Roccia Malpasso (563) – Monte Pidocchio (816) – Monte Tardia di Levante (878) – Passo Tardia (862) – Ex Casa del Dazio (750) – Rocche du Prou Ballou (571) – Costa dei Gatti (640-565) – Bric Rocca dei Gatti (653) – Via Sambugo (225).
11,4 Km. circa.
1000 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
La risalita da Via Sambugo verso la Roccia Malpasso è EE, per escursionisti esperti, soprattutto per le difficoltà di seguire il pur segnato percorso, per cui consiglio di avere con sé traccia GPS. La salita alla vetta è invece F, alpinistico facile, per qualche passo di I Grado non esposto. Discorso a parte merita la deviazione non necessaria verso la partenza della Via Andrea e Paolo, che è un EE più sostenuto, dove si trova un caminetto di I grado e alla fine un passaggio un po’ esposto, ma agevolato da un cordino. E, per escursionisti medi, quindi il successivo tratto dalla Roccia Malpasso fino al bivio per il crinale del Monte Pidocchio, E anche questo, nonostante l’ultimo tratto fuori sentiero. E ancora la discesa dal Pidocchio, mentre EE è la risalita al Monte Tardia di Levante effettuata sulla cresta e fuori traccia, non passaggi particolarmente impegnativi, ma necessità di scegliere il percorso migliore. E poi il successivo tratto in discesa al Passo Tardia e dal passo fino alle Rocche du Pro Ballou, dove la salita alla vetta è da considerarsi EE per qualche metro di cresta un poco stretta ed esposta. E quindi la Costa dei Gatti, mentre la salita alla Rocca dei Gatti presenta un avvicinamento EE per traccia non evidentissima, seppur in parte segnata, e quindi la necessità di scegliere il punto in cui salire, salita che va classificata F, forse F+ (soprattutto per l’assoluta mancanza di indicazioni) per un passaggio di II, nonché altri di I fino alla cresta, la quale presenta comunque alcuni passi esposti.
Da Genova in autostrada A10 fino all’uscita di Voltri\Prà, si continua quindi verso ovest sull’Aurelia fino al bivio a destra per Via delle Fabbriche, che imbocchiamo. Continuiamo quindi sulla strada principale fino al bivio a sinistra per Sambuco, che imbocchiamo (Via Moretti), lasciando a destra la strada principale che sale a Fiorino. Proseguiamo quindi in Via Moretti fino a scendere ad un ponte, dopo il quale imbocchiamo subito a sinistra procedendo dritti fino a Case Brusinetti, dove la strada compie un tornante e prende il nome di Via Sambugo, che percorriamo fino al suo termine in uno spiazzo presso un ponte sul Rio Gava, dove parcheggiamo.
dal parcheggio imbocchiamo subito il sentiero sulla sinistra, chiuso da un cancello in legno e segnato con bolli rossi. Il sentiero corre parallelo al torrente, prendendo leggermente quota, ed è possibile scendere, con deviazioni non facilissime, alle varie cascate. Dopo meno di 400 metri affrontiamo il guado di un affluente, il rio Fò in cui prestare un minimo di attenzione per un passaggio stretto. Passiamo quindi sopra ad una bella doppia cascata alla quale si può scendere e quindi il sentiero raggiunge il torrente in corrispondenza di un’altra cascata. Qui si continua salendo a sinistra sulle rocce seguendo sempre i bolli rossi e, subito dopo, troviamo un bivio: a destra, paralleli al torrente, ci si dirige fino all’inizio della Via Andrea e Paolo, mentre a sinistra si risale verso la Roccia Malpasso. La deviazione verso la via Andrea e Paolo è lunga circa 400 metri e permette di visitare alcune interessanti cascate (con ulteriori deviazioni) e si conclude presso un bella finestra nella roccia, ma non è comunque funzionale al giro e quindi si può decidere se effettuarla o no, tanto più che presenta alcune difficoltà in più rispetto al resto del percorso. Se in ogni caso si decide di effettuare tale deviazione, occorre prestare molta attenzione ai bolli rossi, specie nel momento che, dopo poco più di 200 metri, la traccia inizia a salire a sinistra smettendo di seguire il torrente. Lasciato il torrente si sale dritti fino ad un caminetto con passi di I grado, oltre il quale occorre piegare a destra, nuovamente paralleli al torrente, per giungere quindi in vista di una nuova zona rocciosa sormontata da una finestra nella roccia. Qui inizia la Via Andrea e Paolo e noi possiamo raggiungere la finestra, attrezzata con un cordino per l’esposizione, e, volendo, proseguire ancora qualche metro per aver miglior punto di vista sui torrioni soprastanti, per poi tornare sui nostri passi fino al bivio. Dal bivio, indubbiamente più evidente in discesa, prendiamo a destra una traccia nell’erba cercando di non perdere i bolli rossi che anche qui segnano il percorso. Dopo un iniziale traverso su erba la traccia sembra perdersi (in realtà vi sono due tracce nell’erba e, al bivio, occorre prendere la soprastante a destra) e bisogna dirigersi alla ripida pietraia soprastante e, percorrendola, si ritrova traccia e segni rossi. Giungiamo quindi in corrispondenza di un caratteristico riparo in legno incastonato nella roccia, dal quale saliamo ancora per 50 metri su chiara traccia nel bosco, per poi lasciarla, in corrispondenza di un segnavia su un albero, e dirigerci a sinistra per guadare il Rio dei Fo (volendo, prima del guado, si può fare una deviazione lungo il torrente per raggiungere un’ulteriore cascata). Effettuato il guado si prosegue nella stessa direzione affrontando un breve passaggio ripido dove si usano le mani con le radici di un albero e, quindi, si piega a destra, giungendo in breve ad una torretta di cemento. Dalla torretta proseguiamo seguendo sempre i segnavia fino a raggiungere nuovamente il Rio Fo, per poi piegare a destra uscendo dal bosco su terreno aperto. Siamo ormai a pochi passi dal crinale, ma bisogna fare attenzione a non perdere il sentiero, che qui si infila nuovamente nella vegetazione in un tratto un po’ infrascato e di difficile individuazione, per sbucare quindi, dopo pochi metri sul crinale, dove i bolli rossi vanno in entrambe le direzioni: a destra si va alla Roccia Malpasso, a sinistra verso la Costa dei Gatti. Ci dirigiamo quindi a destra e, seguendo il crinale, si può ragigungere il punto più alto, che non è però la vetta, posta più avanti e più a picco sulla vallata. Per raggiungere invece la vetta della Roccia Malpasso occorre, dal crinale, scendere a destra qualche metro, fino a trovare una traccia che corre parallela sotto le rocce, per quindi salire ad un colletto roccioso (passi di I grado) e quindi arrivare facilmente in vetta piegando sul crinale verso destra. Visitata quindi la Roccia Malpasso sono tornato sui miei passi ed ho cominciato a seguire il sentiero in direzione Costa dei Gatti. Il sentiero corre adesso in direzione sud, ma bisogna prestare attenzione per seguire la traccia giusta, che passa a sinistra e sotto di alcuni ruderi, passati i quali occorre guadare nuovamento il Rio dei Fo, Una volta guadato il sentiero esce dal bosco e diventa assai più chiaro. Passiamo quindi sopra un torrione a sinistra, che volendo possiamo scendere a visitare, e, continuando in leggera salita, giungiamo ad un incrocio presso la Rocca dei Gatti. Seguendo dritti il crinale ci si dirige verso la vetta della Rocca dei Gatti, mentre a destra sono presenti due sentieri: il primo che piega in direzione opposta a quella da cui siamo venuti, sale il crinale verso il Monte Pidocchio, mentre il secondo percorre in discesa la Costa dei Gatti. Imbocchiamo quindi il primo dei due sentieri, mentre dal secondo torneremo. Saliamo quindi il crinale verso il Monte Pidocchio, crinale percorso in parte dal sentiero segnato, che in qualche punto se ne discosta, per lasciarlo poi verso destra presso la cima, ma noi seguiamo invece integralmente il crinale, che non presenta comunque soverchie difficoltà. Giunti alla Campana di vetta del Pidocchio scendiamo quindi sull’altro versante, seguendo il crinale verso il Monte Tardia. Scesi alla cresta tra i due monti iniziamo a risalire seguendo il più fedelmente la cresta sulla destra, salita leggermente più difficile che quella col sentiero normale, ma che offre visuali migliori. Superate alcune anticime si giunge quindi in vetta, dalla quale continuiamo sull’ampio crinale in direzione ovest verso il Passo Tardia, che in breve raggiungiamo. Dal passo prendiamo il sentiero a sinistra, segnato con X e anche M rossa, che torna indietro parallelo al crinale appena percorso. Seguiamo quindi i due sentieri fino alla Ex Casa del Dazio, dove si separano, a destra la M, mentre noi prendiamo a sinistra la X. Traversiamo quindi col predetto sentiero sotto la vetta del Monte Pennone, fino ad arrivare in vista delle Rocche du Prou Ballou a quota 630 circa. Qui lasciamo il sentiero segnato per dirigerci direttamente alle Rocche sulla sinistra percorrendo ripidi ma facili prati. In breve raggiungiamo le Rocche di cui possiamo visitare la sommità con un breve percorso di cresta. Visitate le Rocche invertiamo quindi marcia imboccando il sentiero che percorre la Costa dei Gatti, parallelo e sottostante, ma in senso inverso, a quello appena percorso. Il chiaro sentiero, che però non è segnato, guadagna gradualmente quasi un centinaio di metri per arrivare alla selletta presso la Rocca dei Gatti da dove abbiamo iniziato la salita al monte Pidocchio. Qui, prima di tornare sui nostri passi fino alla macchina, vale la pena di salire alla vetta. Dalla selletta scendiamo qualche metro verso destra, in direzione della Rocca dei Gatti, ma poco sotto il crinale, per raggiungere una chiara radura pianeggiante. Da qui si diparte una traccia segnata in rosso, che corre parallela sotto il crinale della Rocca in questione. Seguiamo quindi la predetta traccia per 200 metri abbondanti, per individuare quindi sopra di noi una pietraia non troppo ripida dove la vegetazione lascia ampio spazio a vedere il percorso fino praticamente al crinale. Qui abbandoniamo il sentiero per salire la pietraia e quindi piegare verso destra cercando di individuare dove è meglio passare. Dopo una prima parte facile affrontiamo quindi due o 3 saltini di roccia, di cui uno di II, per giungere quindi sul crinale, dove percorriamo la cresta verso sinistra, con la dovuta attenzione, dato alcuni punti esposti, fino a giungere alla vetta. Torniamo poi sui nostri passi fino alla selletta (portare un cordino da una decina di metri potrebbe non essere una cattiva idea, magari anche per scendere senza tornare indietro) e quindi fino alla macchina.
interessanti strutture rocciose e ambiente selvaggio a pochi passi, anzi dentro la città, in particolare la Roccia Malpasso e il Bric Costa dei Gatti. Molto belle poi alcune cascate del Rio Gava, anche queste visitate in una gita successiva, mentre la zona di crinale dal Pidocchio al Tardia offre belle viste sulla città e sul mare. In definitiva una gita varia, ma impegnativa, che sa offrire un ambiente alpestre a pochi passi dal mare e dentro alla città.
Percorso Inedito
26-01-2021
Via Sambugo (225) – Roccia Malpasso (563) – Monte Pidocchio (816) – Monte Tardia di Levante (878) – Passo Tardia (862) – Ex Casa del Dazio (750) – Rocche du Prou Ballou (571) – Costa dei Gatti (640-565) – Bric Rocca dei Gatti (653) – Via Sambugo (225).
11,4 Km. circa.
1000 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
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