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Monte Reixa anello per Bric Riondo e Rocca Vaccaria dal Rio Secco

Monte Reixa anello per Bric Riondo e Rocca Vaccaria dal Rio Secco

Percorso Inedito
31-01-2021
Rio Secco (285) – Bric Castelnegro (458) – Case Soggi (430) – Monte Scarcella (830) – Bric Riondo (978) – Monte Reixa (1183) – Passo Vaccaria (1112) – Rocca Vaccaria (1167) – Rocche del Groppazzo (1120) – Passo Vaccaria (1167) – Cà du Bullu (980) – Rifugio Gilwell (875) – Sambuco (380) – Rio Secco (285).
15,2 Km circa.
1150 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino al bivio per il Bric Castelnegro, ma con attenzione a non perdere la traccia per bivi non segnalati. F, alpinistico facile, sostenuto la salita al Bric Castelnegro anche se le difficoltà alpinistiche ad una parete di I di 7-8 metri, con forse un primo passaggio che potrebbe essere di secondo, ma l’ambiente è severo, a tratti esposto, senza tracce di passaggio ed è opportuno saper valutare bene dove passare per non trovarsi in difficoltà alpinistiche rilevanti o in una giungla inestricabile. E quindi sentiero da Case Soggi al bivio per il Bric Riondo. La salita per la cresta al Bric Riondo non presenta poi soverchie difficoltà ed è pure presente una chiara traccia e numerosi ometti, oltre che è intuitivo seguire il crinale, a tratti ripido, ma sempre percorribile, direi quindi che rimaniamo nell’E, ma alcuni tratti ripidi potrebbero meritare l’EE, per escursionisti esperti, ma sono direi evitabili passando a lato. Tutto il resto del percorso decisamente E, non ci sono difficoltà di sorta, se non individuare la vetta delle Rocche del Groppazzo, piuttosto anonima per farle un complimento…
Da Genova in autostrada A10 fino all’uscita di Voltri\Prà, si continua quindi verso ovest sull’Aurelia fino al bivio a destra per Via delle Fabbriche, che imbocchiamo. Continuiamo quindi sulla strada principale fino al bivio a sinistra per Sambuco, che imbocchiamo, lasciando a destra la strada principale che sale a Fiorino. Proseguiamo quindi sulla stretta stradina fino all’ultimo tornante prima della fine della strada a Sambuco (circa 1 km. prima). Il tornante è riconoscibile perché è un tornante isolato, dopo i primi in serie all’inizio della salita e anche per un grande pannello riguardante il Rio Secco. Parcheggiamo quindi qui negli spazi presenti a destra ed a sinistra.
Dal parcheggio imbocchiamo quindi il sentiero che corre a sinistra del Rio Secco, segnato con un bollo blu, e lo seguiamo per circa 50 metri (volendo si può seguire per un poco di più il corso del torrente per visitare alcune cascatelle e laghetti) per guadarlo quindi e continuare poi sul sentiero che sull’altra sponda si dirige verso destra e in pochi metri raggiunge una carrareccia. Imbocchiamo quindi la carrareccia verso destra e quindi prendiamo un sentiero a sinistra, segnato da un cartello che indica per il Faiallo. Seguiamo quindi il sentiero, facendo attenzione ai segnavia, in quanto si incontrano alcuni bivi non segnalati, in particolare, 135 metri dopo una prima accentuata curva a sinistra del sentiero, dobbiamo curvare decisamente a destra, ignorando la traccia che prosegue dritta. Il sentiero quindi, dopo poco, curva nuovamente verso destra e quindi si dirige al soprastante crinale, sul quale troviamo una baracca e un’edicola votiva. Qui è possibile deviare a destra su tracce di una vecchia carrareccia e seguirla fino all’inizio del crinale del soprastante ed evidente Bric Castelnegro. All’inizio del crinale abbandoniamo quindi la carrareccia, o quello che ne rimane, per iniziare a salire sul ripido crinale su una prima zona pietrosa. Arriviamo quindi ad una paretina che ci sbarra la strada e che superiamo arrampicando. Si continua quindi sul crinale più facilmente, ma troviamo poi una nuova parete a sbarrarci la strada. La nuova parete sembra più ostica ma non infattibile, tuttavia non si capisce bene se superatala non si rischi di trovarsi in difficoltà maggiori, quind ho preferito evitare il risalto roccioso scendendo qualche metro sulla destra e cercando di trovare i migliori passaggi tra la vegetazione piuttosto invadente. Superato così il primo risalto ne evito anche uno successivo, sempre sula destra, passandovi sul fianco roccioso e quindi risalgo ad un colletto con il quale guadagno nuovamente la cresta che poi riesco a seguire piuttosto fedelmente, vegetazione permettendo, fino alla vetta, caratterizzata da alcuni lastroni piatti. Torniamo quindi poi sui nostri passi fino all’edicola votiva, dove una sterrata prosegue verso alcune case e quindi porta ad una strada asfaltata, che imboccata verso sinistra, porta in breve al piccolo nucleo di Case Soggi, che attraverso al centro, fino a giungere ad un cancello apribile e continuare poi sul sentiero segnato rombo rosso. Attraversiamo quindi altri due cancelli e, continuando a seguire il rombo rosso, giungiamo a quota 500 circa, sul versante nord del Bric Riondo che si staglia sulla nostra sinistra e differisce dal versante sud percorso in precedenza, per la totale assenza di alberi, probabilmente per il vento fortissimo che spesso si abbatte su questo versante. Qui lasciamo il sentiero segnato e ci dirigiamo verso il crinale del Bric Riondo traversando a piacimento in diagonale verso sinistra (esiste un sentiero segnato con ometti che possiamo seguire, anche se non è facilissimo riconoscerne l’inizio). Giunti al crinale lo seguiamo fedelmente o quasi, aiutati anche da una chiara traccia e vari ometti. Il sentiero affronta direttamente anche i risalti più ripidi che non si rivelano però mai difficili e giunge quindi in vetta al Monte Domenico Scarcella, come da croce con scritta. Ci dirigiamo quindi adesso verso l’evidente Bric Riondo seguendo sempre il filo di cresta anche se qui il sentiero, in alcuni punti più ripidi, si mantiene un poco sotto sulla sinistra, ma anche seguire il crinale fedelmente non comporta problemi. Superata la vetta continuiamo sulla chiara traccia che lascia il crinale per mantenersi a quota costante a sinistra e sotto lo stesso. A un certo punto poi la traccia risale a destra verso il crinale, ma io quel certo punto l’ho mancato e sono risalito un poco più avanti, senza comunque difficoltà, fino a raggiungere nuovamente la traccia sul crinale, con la quale, in breve, giungiamo ad una selletta dove troviamo vari sentieri. Qui imbocchiamo il crinale verso sinistra, seguendo le indicazioni per il Reixa. Saliamo quindi dolcemente, affrontando un breve tratto nel bosco, per poi sbucare in vista dell’anticima del Reixa, dove troviamo una stele di pietra. Dall’anticima si arriva in breve e quasi senza accorgersene alla vetta, dalla quale continuiamo nella stessa direzione, scendendo così al Passo Vaccaria, dal quale si potrebbe direttamente tornare, ma nell’occasione ho approfittato del tempo a disposizione per visitare due vette limitrofe. Dal Passo quindi proseguiamo nella stessa direzione sull’AVML per poco più di 200 metri, per poi imboccare un traccia a destra, o procedere a vista, verso la vicina elevazione soprastante, che in breve si raggiunge. Dalla vetta della Rocca Vaccaria, dove troviamo una Madonnina, scendiamo sull’altro versante, seguendo la traccia che ci riporta sull’Avml. Da qui ho proseguito ancora per poco meno di 200 metri su una traccetta a sinistra dell’Avml per raggiungere un gruppo di rocce che forse sono la vetta delle Rocche del Groppazzo. Raggiunta la presunta vetta ho invertito la marcia e sono tornato al Passo Vaccaria seguendo l’AVML. Dal Passo si prende il sentiero che scende verso destra, dove troviamo dopo poco un bivio segnalato, dove continuiamo dritti, lasciando a destra la M bianca. Il sentiero non è sempre chiarissimo, ma alcuni ometti aiutano, nonché il dirigersi verso il crinale che scende dal Reixa al Passo Saiardo. Raggiunto quindi il predetto crinale poco sotto il passo, intercettiamo qui il sentiero segnato X rossa, che imbocchiamo verso destra in discesa. Superati quindi i ruderi della Cà du Bullu, come da scritta, ci troviamo quindi ad un bivio: a destra si scende direttamente al Passo della Gava (e sarebbe la via più breve per tornare), ma io preferisco nell’occasione esplorare un nuovo sentiero e prende a sinistra per il Rifugio Gilwell. Raggiunto in breve il Rifugio continuiamo intercettando quasi subito il sentiero che collega il Passo della Gava alla zona del Bric Malanotte. Anche qui prendendo a destra verso la Gava si farebbe sicuramente prima, ma io preferisco prendere a sinistra e affrontare un po’ di risalita fino a raggiungere il sentiero che passa alle pendici del Bric Malanotte (segnato quadrato rosso). Raggiunto il quadrato rosso lo imbocco quindi verso destra in discesa e lo seguo senza problemi fino alle Case di Sambuco, dalle quali si scende su strada asfaltata per circa un km. fino al parcheggio.
giro consigliabile d’inverno, quando l’aria tersa offre bellissimi panorami su un mare spesso acceso di bellissimi riflessi dorati, e quando ghiaccio e neve modellati qui dai contrasti termici e dal vento forte ad essi dovuto offrono spettacoli affascinanti. Certo bisogna essere abituati a sopportare i fortissimi venti gelidi che così spesso vi soffiano in questa stagione. Per il resto devo dire che ho trovato interessante il roccioso e impegnativo Bric Castelnegro, anche se la troppa vegetazione ne rovina un po’ le visuali. La cresta del Riondo poi è una bella e panoramica alternativa di salita, ma non offre niente di più in fatto di panorami.
Percorso Inedito
31-01-2021
Rio Secco (285) – Bric Castelnegro (458) – Case Soggi (430) – Monte Scarcella (830) – Bric Riondo (978) – Monte Reixa (1183) – Passo Vaccaria (1112) – Rocca Vaccaria (1167) – Rocche del Groppazzo (1120) – Passo Vaccaria (1167) – Cà du Bullu (980) – Rifugio Gilwell (875) – Sambuco (380) – Rio Secco (285).
15,2 Km circa.
1150 m. circa.
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