Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Monti Tardia anello per i Laghi della Tina dal Curlo

Monti Tardia anello per i Laghi della Tina dal Curlo

Percorso Inedito
19-05-2018
Curlo (290) – Riparo Pianella (395) – Laghi della Tina (340) – Rocca Spaccà (495) – Passo Gava (730) – Monte Tardia di Ponente (910) – Monte Tardia (850) – Passo Tardia (845) - Monte Tardia di Levante (870) – Cima di Mezzo (580) – Fonte Brassetto (535) – Curlo (290).
16 Km.
1050 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, la risalita del Lerone oltre il Lago della Tina, infrascato, senza traccia e con alcuni passi di I grado, comunque non difficile ed intuitivo. Tutto il resto E, per escursionisti medi, con un minimo di attenzione nella discesa dal Tardia di Levante, senza traccia e su terreno un po’ accidentato, ma non ripido, con necessità soprattutto di senso dell’orientamento. Senso dell’orientamento che comunque è necessario per tutto il giro, data la miriade di sentierini tra cui districarsi…
Da Genova in autostrada fino ad Arenzano, quindi prendiamo a destra in salita e, dopo pochi metri, quasi in cima alla salita, prendiamo a destra (indicazioni per Carabinieri e Parco del Beigua tra le altre). Quindi, dopo una svolta a destra della strada ignoriamo subito la prima deviazione a sinistra, per prendere, poco dopo, la seconda in ripida salita (Via Pecorara, indicazioni per il ristorante “L’Agueta du Sciria” e per il centro ornitologico Vaccà.). Giungiamo quindi ad una biforcazione della strada, dove prendiamo a destra, ne incontriamo quindi una successiva, dove prendiamo nuovamente a destra e, subito dopo, una terza, dove ancora prendiamo a destra seguendo anche il cartello per il centro ornitologico, arrivando infine al termine della strada, dove parcheggiamo negli spazi a disposizione.
prendendo a riferimento la sbarra che chiude la continuazione della strada da cui siamo venuti torniamo indietro una settantina di metri e quindi imbocchiamo sulla destra un piccolo sentierino nell’erba che corre sulla destra di un recinto. In poco più di 150 metri scendiamo ad una sterrata, che imbocchiamo verso destra. Percorriamo quindi la sterrata per circa altri 150 metri, per prendere quindi a destra un sentiero in salita (Cartello x centro ornitologico Vaccà). Giungiamo quindi ad una radura con una casa gialla e subito ci immettiamo su una sterrata che imbocchiamo verso sinistra (presenti segnavia M bianca). Giungiamo quindi sulla sinistra di una piccola elevazione (Bric Cravo), verso il quale si dirige un sentierino e, pochi metri dopo, ci troviamo ad un incrocio segnalato da alcuni cartelli; qui prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per il Riparo Pianella. Dopo poco più di 350 metri, passiamo sulla sinistra del predetto riparo, costituito da una casa in pietra, e, pochi metri dopo, ci immettiamo su una nuova sterrata, che imbocchiamo verso destra, ma solo per poco, perché prendiamo subito a sinistra un sentierino in discesa, con indicazioni per il Lago della Tina. Dopo trecento metri ci immettiamo su un nuovo sentiero, che seguiamo verso destra, per poi trovare poco dopo un nuovo bivio, dove seguiamo a sinistra il cartello per il Lago della Tina (a destra indicazioni per la località Ruggi). In breve arriviamo presso il torrente (in località Passu du Figu, come segnalato da un cartello) e qui prendiamo a destra, lungo il torrente, seguendo il cartello per il Lago della Tina. Passando quindi sulle sponde di alcune cascatelle e laghetti giungiamo al Lago della Tina, dove il sentierino finisce. Ammirato il profondo lago torniamo sui nostri passi per una sessantina di metri e, quindi, dove ci sembra più opportuno, risaliamo la sponda sinistra per alcuni metri e, quindi, procediamo paralleli al torrente verso sinistra, seguendo una quasi invisibile traccia nella fitta vegetazione. Dopo poco comunque arriviamo sopra il Lago della Tina, qui possiamo scendere facilmente al torrente soprastante, per ammirarlo anche dall’alto. Continuiamo poi la risalita del torrente per vedere altri interessanti laghetti. Dopo una prima parte facile giungiamo ad un bel laghetto circolare, a monte del quale il torrente forma un piccolo canyon. Per proseguire qui occorre risalire sopra alla sponda sinistra (destra idrografica), e quindi ridiscendere presso il successivo lungo laghetto, al di sopra dell’incassata cascata in cui termina il canyon. Da qui non ho proseguito oltre, pur essendo possibile facilmente, ma sarebbe interessante provare a proseguire e quindi raggiungere il soprastante sentiero senza tornare indietro, sarà per un’altra volta. Visitati quindi i laghetti, torniamo al Passu du Figu e guadiamo il torrente continuando a seguire il sentiero sull’altra sponda. Giungiamo quindi al bivio per il Rifugio Sambugo a sinistra, mentro noi continuiamo a destra seguendo il cartello per Ruggi. Dopo 780 metri da tale bivio giungiamo ad un successivo, decisamente meno evidente, ma comunque segnalato da un cartello che indica Rocca Spaccà a sinistra su un ripido e stretto sentierino. Io in effetti non l’ho visto al primo passaggio e sono sceso fino al successivo e non lontano ponte, anche per cercare di raggiungere la bella cascata che avevo intravisto alle spalle dello stesso, ma ho sbagliato probabilmente, cercando di percorrere il sentierino a sinistra subito prima del ponte (che è interrotto), invece di quello successivo. Sono quindi tornato indietro fino al bivio per la Rocca Spaccà e l’ho imboccato sulla destra. Il nuovo sentiero è stretto, abbastanza ripido e non sempre evidente, ma pulito e segnalato, quindi non vi sono problemi. Passati dopo 200 metri attraverso la caratteristica Rocca Spaccà, ne percorriamo altri 350 per raggiungere il sentiero A, che imbocchiamo verso destra, giungendo subito ad un guado. 350 Metri dopo il guado, lasciamo il sentiero A che scende a destra, per continuare sull’M bianca che continua verso il passo della Gava. Giungiamo quindi presso un’invaso artificiale sulla sinistra (ad uso aerei antincendio) e quivi ci immettiamo su una sterrata, che seguiamo in salita verso sinistra. Seguiamo quindi la sterrata fino al Passo della Gava, scorciandone un tornante con una scorciatoia segnata. Alla Gava imbocchiamo il sentiero più a destra, quello che risale verso il crinale erboso dell’evidente Monte Tardia di Ponente correndo, nei primi metri, parallelo al sottostante diretto al Passo Tardia. Giungiamo quindi in vetta al Tardia di Ponente, per poi proseguire, su chiara traccia (almeno all’inizio), sul crinale verso Est, fino a giungere sulla vetta del Monte Tardia, segnata da un ometto di pietra. Pochi passi dopo il monte, in verità un’elevazione appena percettibile, si giunge al più evidente invece Passo Tardia. Dal passo proseguiamo dritti lungo il crinale, ignorando il sentiero X rossa, per giungere in breve anche al Monte Tardia di Levante. Qui sembra terminare ogni tipo di traccia e dobbiamo quindi scendere in direzione sud-est, puntando verso l’evidente Monte Pigheuggiu, o meglio alla sua immediata destra. In ogni caso io ho sceso il versante tenendomi quasi sul ciglio delle rocce a sinistra per poi intercettare un chiaro sentiero che ho imboccato verso sinistra. Detto sentiero porta fino sotto il Monte Pigheuggiu, dove poi bisogna voltare a sinistra, per raggiungere in breve il sentiero segnato X rossa, che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi la X rossa fino alla casa dell’Ex Dazio, dove prendiamo a destra il sentiero segnato M bianca. Dopo un po’ che percorriamo l’M bianca vi si aggiungono anche dei segnavia gialli, probabilmente indicanti l’elettrodotto, elettrodotto sul quale troviamo anche scritta l’indicazione di una vetta (Cima di Mezzo 565), difficilmente distinguibile in un pendio piuttosto omogeneo… In ogni caso 200 metri dopo la Cima di Mezzo, occorre lasciare il sentiero che stiamo percorrendo, per prendere a destra il sentiero segnato A rossa. Questo nuovo sentiero va seguito lungamente, percorrendo un lungo traverso che ci porta ad attraversare numerose vallette, e obbligandoci anche a qualche risalita (la più lunga di 100 metri), fino a congiungersi con il sentiero V bianca, pochi metri prima della Fonte Brassetto. Passata la Fonte, incontriamo subito il bivio a destra per il Rifugio Scarpeggin, mentre noi continuiamo a sinistra, lasciando la A rossa e cominciando di nuovo a seguire segnavia bianchi. Giungiamo infine all’ultimo bivio, dove cartelli indicano dritti per Pruxa e Santuario Santo Bambino, mentre occorre prendere a destra, un sentierino un poco infrascato che in 850 metri circa ci riporta al parcheggio del Curlo.
giro indubbiamente un po’ complicato dai tanti cambi di sentiero, ma, indubbiamente meritevole, anche più di quello che avrei creduto. Il ritorno al Lago della Tina mi ha consentito in effetti di scoprire anche i soprastanti e altrettanto bei laghetti (vale probabilmente la pena di proseguire oltre cercando di riallacciarsi a monte al sentiero, senza invece tornare indietro come ho fatto io) e visitare poi la caratteristica Rocca Spaccà. Panoramico e rilassante poi il dolce crinale prativo sommitale. Volendo si può ampliare il giro salendo anche altre cime, come il Pigheuggiu e il roccioso Pennone, ma il temporale incombente me lo ha sconsigliato.
Percorso Inedito
19-05-2018
Curlo (290) – Riparo Pianella (395) – Laghi della Tina (340) – Rocca Spaccà (495) – Passo Gava (730) – Monte Tardia di Ponente (910) – Monte Tardia (850) – Passo Tardia (845) - Monte Tardia di Levante (870) – Cima di Mezzo (580) – Fonte Brassetto (535) – Curlo (290).
16 Km.
1050 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Torna all'escursione

Monti Tardia anello per i Laghi della Tina dal Curlo