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Monte Argentea anello per i Laghi della Tina e il Sentiero Collain dal Curlo

Monte Argentea anello per i Laghi della Tina e il Sentiero Collain dal...

Percorso Inedito
17-04-2021
Curlo (290) – Passo Gua (350) – Laghi della Tina (325-385) – Cascata Rio della Gava (445) – Rocca Spaccà (515) – Cascata Lerone (585) – Casa della Gava (705) – Passo Crocetta (1070) – Rifugio Argentea (1095) – Monte Argentea (1082) – Colletassa (925) – Rocche dell’Aguggia (848) – Sentiero Collain (800-480) – Passo du Figu (325) – Passo Gua (350) – Curlo (290).
18,4 Km. Circa.
1000 m. circa.
Amerigo, Ivonne, Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino al Lago della Tina, F, alpinistico facile, la risalita del torrente e quindi quella al sentiero, in quanto trattasi di percorso senza traccia, con tratti ripidi, alcuni saltini in cui usare le mani, alcuni tratti un poco esposti e alcuni guadi in cui prestare attenzione, niente di veramente difficile, ma nel complesso impegnativo. EE, per escursionisti esperti, la breve traccia per la Cascata del Rio della Gava, con tratti scivolosi e guadi in cui prestare attenzione. E il resto del sentiero fino alla Cascata del Lerone, a cui si scende tramite un tratto molto ripido (F) in cui bisogna usare le mani anche con l’erba. E il successivo tratto fino all’imbocco della cresta del Monte Argentea. EE la rocciosa cresta dell’Argentea in cui occorre essere a proprio agio sugli spuntoni di roccia che la compongono e la successiva ripida discesa per il sentiero Stella Bianca. E poi il tratto successivo dalla Colettassa fino all’imbocco del Collain. EE il sentiero del Collain, facile, ma un po' infrascato e non sempre facile da individuare. Tutto il resto E.
Da Genova in autostrada fino ad Arenzano, quindi prendiamo a destra in salita e, dopo pochi metri, quasi in cima alla salita, prendiamo a destra (indicazioni per Carabinieri e Parco del Beigua tra le altre). Quindi, dopo una svolta a destra della strada ignoriamo subito la prima deviazione a sinistra, per prendere, poco dopo, la seconda in ripida salita (Via Pecorara, indicazioni per il ristorante “L’Agueta du Sciria” e per il centro ornitologico Vaccà.). Giungiamo quindi ad una biforcazione della strada, dove prendiamo a destra, ne incontriamo quindi una successiva, dove prendiamo nuovamente a destra e, subito dopo, una terza, dove ancora prendiamo a destra seguendo anche il cartello per il centro ornitologico, arrivando infine al termine della strada, dove parcheggiamo negli spazi a disposizione sulla destra.
prendendo a riferimento la sbarra che chiude la continuazione della strada da cui siamo venuti torniamo indietro una settantina di metri e quindi imbocchiamo sulla destra un piccolo sentierino nell’erba che corre sulla destra di un recinto. In poco più di 150 metri scendiamo ad una sterrata, che imbocchiamo verso destra. Seguiamo quindi la sterrata, segnata T e C2, lasciando a destra il bivio per il Centro Ornitologico Vaccà, quindi passando un guado e, dopo poco meno di 700 metri dal guado, giungiamo al Passo Gua, dove delle 3 possibili direzioni, prendiamo quella di centro (ma anche quella a destra va bene, essendo praticamente parallela). Mantenendoci quindi sempre sul sentiero principale, ignorando alcuni bivi a sinistra ed uno a destra, in circa 1,3 Km ci ricongiungiamo al sentiero segnato T e C2 e subito dopo incontriamo un nuovo bivio, dove prendiamo a sinistra seguendo un cartello che indica per il Lago della Tina, nonché il segnavia T. In 700 metri di sentiero in leggera discesa giungiamo quindi al guado del Passo du Figu, qui le T rosse piegano a destra e noi le seguiamo lungo il torrente Lerone. Passando quindi sulle sponde di alcune cascatelle e laghetti giungiamo al Lago della Tina, dove il sentierino finisce. Ammirato il profondo lago torniamo sui nostri passi per una sessantina di metri e, quindi, dove ci sembra più opportuno, risaliamo la sponda sinistra per alcuni metri e, quindi, procediamo paralleli al torrente verso sinistra, seguendo una quasi invisibile traccia nella fitta vegetazione. Dopo poco comunque arriviamo sopra il Lago della Tina, qui possiamo scendere facilmente al torrente soprastante, per ammirarlo anche dall’alto. Continuiamo poi la risalita del torrente per vedere altri interessanti laghetti. Dopo una prima parte facile giungiamo ad un bel laghetto circolare, a monte del quale il torrente forma un piccolo canyon. Per proseguire qui occorre risalire sopra alla sponda sinistra (destra idrografica), e quindi ridiscendere presso il successivo lungo laghetto, al di sopra dell’incassata cascata in cui termina il canyon. Da qui è possibile proseguire ancora una sessantina di metri fin sotto ad una cascatella, che però risulta difficile superare, ma sarebbe forse possibile guadare il torrente pochi metri più a valle e risalire sull’altra sponda, noi invece abbiamo preferito ridiscendere più a valle (poco più di 100 metri dal punto in cui siamo arrivati), fin sotto il laghetto circolare, dove il guado è più semplice. Guadato quindi il torrente risaliamo il versante più o meno in direzione sud, cercando di passare nei punti meno ripidi, fino a giungere ad una pietraia piuttosto instabile, che possiamo risalire in un solco centrale dove le pietre sono più assestate, o sull’erba immediatamente a sinistra. Superata la pietraia ancora pochi ripidi metri e intercettiamo il sentiero segnato C2 che imbocchiamo verso sinistra. In circa 500 metri pianeggianti raggiungiamo un primo ponte, dove, sulla destra del quale è possibile fare una breve deviazione per raggiungere una bella cascata. Lo stretto sentierino richiede attenzione e ci è risultato impossibile giungere alla base della cascata, sbarrata da rocce con passaggi di III e assai scivolose, ma si riesce comunque ad averne una bella vista da vicino. Torniamo quindi sui nostri passi e attraversiamo il ponte, giungendo dopo 150 metri ad un nuovo ponte, stavolta sul Rio Lerone. Passato anche il secondo ponte proseguiamo ancora poco più di 100 metri, per notare a destra un sentierino poco evidente, ma segnato da un cartello recante la scritta: Rocca Spaccà e qualcos’altro come squadra antincendio. Imbocchiamo quindi il sentierino sulla destra che sale assai ripido e non sempre evidentissimo e in 250 metri circa giungiamo al caratteristico passaggio della Rocca Spaccà, dopo il quale il sentiero si fa più evidente. Proseguiamo poi per poco meno di 300 metri giungendo in vista di un’alta cascata, alla quale possiamo scendere con attenzione per prati molto ripidi. Visitata la cascata risaliamo al sentiero che, in breve raggiunge il sentiero A, che imbocchiamo verso destra, guadando subito il torrente sopra la cascata appena visitata. Percorriamo quindi il sentiero A per poco meno di 400 metri, giungendo così ad un bivio, dove lasciamo a destra la A e prendiamo a sinistra per il Passo della Gava, giungendo in breve ad un laghetto artificiale ed al soprastante Rifugio Cà della Gava, dove prendiamo a sinistra il sentiero segnato con una V bianca. Dopo 1,4 Km giungiamo ad un trivio, dove prendiamo il sentiero più a sinistra, lasciando a destra la M e la V che salgono verso il Passo Vaccaria. Dopo altri 900 metri ci troviamo ad un nuovo bivio, dove a sinistra è segnalato Monte Argentea, ma noi prendiamo a destra per passare anche da rifugio e, in 1,2 Km circa, raggiungiamo il crinale in corrispondenza del Passo Crocetta, dal quale continuiamo verso sinistra fino a raggiungere il vicino Rifugio Argentea. Dal Rifugio continuiamo verso sud in direzione della vetta, che possiamo raggiungere seguendo il roccioso crinale (EE), o più facilmente seguendo il sentiero principale che passa a sinistra del crinale. Raggiunta la vetta scendiamo sul ripido sentiero che passa leggermente a destra e segnato con una Stella Bianca, sentiero non consigliabile in caso di terreno non asciutto. Dopo 350 metri di ripida discesa giungiamo quindi al ripiano prativo della Colletassa, dove prendiamo a sinistra il sentiero A. Dopo circa 550 metri il sentiero svolta decisamente a sinistra (nord), qui una breve deviazione sulla destra ci consente di arrivare alla vicina vetta delle Rocche dell’Aguggia, raggiunta la quale torniamo a percorrere il sentiero A. Percorriamo quindi ulteriori 400 metri sul sentiero A in direzione nord, quindi il sentiero svolta a destra e guada il rio Collain e, 40 metri circa dopo il guado, dobbiamo fare attenzione ad individuare sulla destra una traccetta non segnata che dobbiamo imboccare. La traccetta, da seguire con attenzione in quanto non sempre evidente, prosegue per circa 250 metri più o meno parallela al Sentiero A, quindi piega a destra, in direzione sud, convergendo a sinistra verso il Rio di Montegrosso, che viene raggiunto dopo circa 170 metri. Guadiamo quindi il Rio facendo molta attenzione a reperire il sentiero sull’altra sponda, che non è molto chiaro il punto in cui guadare. Dal guado ancora poco più di 400 metri di sentiero in direzione sud-est (con un punto decisamente non chiaro dove abbiamo ritrovato il sentiero a fatica) ci portano ad incrociare il sentiero dell’Ingegnere, che imbocchiamo verso sinistra. Poco più di 100 metri sul sentiero dell’Ingegnere e ci troviamo ad un bivio, dove lo lasciamo a destra, per proseguire a sinistra sul sentiero C5. Sul sentiero C5 passiamo un paio di guadi ed ignoriamo un paio di bivi a sinistra, per scendere quindi al Passo du Figu, da dove torniamo sui nostri passi fino ad un bivio, dove imbocchiamo il sentiero sulla sinistra, parallelo a quello percorso all’andata. Il nuovo sentiero raggiunge quindi una sterrata nei pressi del Riparo Pianella, sterrata che seguiamo verso destra per circa 800 metri, fino a raggiungere il Passo Gua, da dove torniamo sui nostri passi fino al parcheggio.
certamente un giro che riesce meglio fatto dopo giornate di pioggia, in quanto indubbiamente le cascate ne guadagnano non poco, ma in ogni caso un giro vario ed ad ampio respiro, sempre panoramico e mai noioso. Il tratto fuori sentiero lungo il torrente Lerone sicuramente merita la fatica per i bei laghetti ed il canyon sopra il Lago della Tina.
Percorso Inedito
17-04-2021
Curlo (290) – Passo Gua (350) – Laghi della Tina (325-385) – Cascata Rio della Gava (445) – Rocca Spaccà (515) – Cascata Lerone (585) – Casa della Gava (705) – Passo Crocetta (1070) – Rifugio Argentea (1095) – Monte Argentea (1082) – Colletassa (925) – Rocche dell’Aguggia (848) – Sentiero Collain (800-480) – Passo du Figu (325) – Passo Gua (350) – Curlo (290).
18,4 Km. Circa.
1000 m. circa.
Amerigo, Ivonne, Maury76 e soundofsilence.
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