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Monte Pertuso anello per la Cappella della Maddalena da Nervi

Monte Pertuso anello per la Cappella della Maddalena da Nervi

Percorso Inedito
21-11-2020
Nervi (30) – Chiesa San Rocco (210) – Cappella Santa Maria Maddalena (340) – Ginestrato (410) – Monte Pertuso (600) – Case Panisciuoli (375) - Cappella Santa Maria Maddalena (340) - Chiesa San Rocco (210) – Nervi (30).
11,8 Km. il percorso pulito, 14,3 quelli fatti da me per essere tornato indietro da San Rocco a prendere le cesoie lasciate in macchina, più varie esplorazioni e/o errori di percorso. Tenere presente che data la natura del terreno e l’assenza di tracce e/o indicazioni per buona parte del percorso comportano un tempo di percorrenza indubbiamente molto maggiore di quello che ci vorrebbe per compiere una destanza ed un dislivello del genere.
800 m. il dislivello pulito, 1150 quelli effettuati da me per i motivi spiegati sopra.
Daniela, Ornella e Soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Da Nervi fino alla Cappella di Santa Maria Maddalena E, per escursionisti medi. EE, per escursionisti esperti, il tratto successivo fino all’inizio del crinale per Ginestrato. Dall’inizio del crinale per Ginestrato si abbandona qualsivoglia traccia o segnavia e il terreno è ripido e/o insidioso, l’orientamento non è difficile, ma occorre pur sempre esperienza per scegliere dove passare. Valuterei questo tratto quindi F, ci sono punti di I e forse II dove mettere le mani, altri in cui occorre tenersi all’erba per superare ripidi pendii scivolosi, ma tutto sommato la parte più difficile e disagevole sono i primi passi in cui si abbandona il sentiero, che sono i più ripidi e scivolosi, nonché quelli dove non si ha ben chiara la direzione da seguire. EE poi il sentiero verso il crinale del Monte Pertuso ed il Monte Pertuso stesso, ma decisamente semplice ed evidente, mentre si fa più ripido e quindi EE decisamente più sostenuto in discesa dal Monte fino a Case Panisciuoli. Di nuovo F la traversata seguente senza traccia e su pendii erbosi scivolosi e ripidi in cui può servire tenersi all’erba, non saranno passaggi d’arrampicata, ma l’impegno è uguale, se non maggiore. F anche la risalita del torrente ed il ritorno sul sentiero, su pendii terrosi assai ripidi e scivolosi e con qualche passaggio un poco esposto, può essere utile una corda per aiutare i meno avvezzi a tale tipo di terreno.
Da Genova fino all’uscita di Nervi in autostrada A12, si continua quindi in Corso Europa verso Est, fino alla fine del predetto Corso, dove si prende a destra scendendo la rampa che porta a Nervi. Qui giriamo subito a sinistra in Via del Commercio e la percorriamo fino alla curva a sinistra prima del cimitero, dove, sulla destra, è presente un parcheggio delimitato da una ringhiera, dove lasciamo la macchina (subito prima comunque di un’officina Ford e di un negozio di costumi Viva Brasil).
dal parcheggio si prendono le scalette sulla destra (Via Superiore Costigliolo) e si sale dritti fino ad incrociare Via Molini di Nervi, che imbocchiamo verso destra per percorrere un breve tratto in piano, giungendo quindi ad un incrocio, dove prendiamo a sinistra, riprendendo a salire dritti lungo Via San Rocco di Nervi. Seguiamo quindi la nuova via, una Creuza tra due alti muri, segnata anche col segnavia biancorosso ISC (itinerario storico Colombiano), fino a giungere alla Chiesa di San Rocco. A San Rocca imbocchiamo a sinistra la via per Santa Maria Maddalena, iniziando a seguire il segnavia 2 pallini ed una linea rossa sottostante, contestualmente ad un bollino blu che conduce all’inizio di un percorso di torrentismo nel Torrente Nervi, al quale dobbiamo comunque arrivare. Da San Rocco in poi si procede quindi su sentiero, pianeggiante od in leggera salita, sul quale proseguiamo dritti fino ad un bivio, segnalato con cartelli: a sinistra Santa Maria Maddalena, a destra Casette Scout, ma, in realtà i due sentieri procedono perfettamente paralleli arrivando entrambe alla Cappella, noi comunque obbediamo alla segnaletica e prendiamo a sinistra. Lungo il percorso fino alla Cappella si incontrano comunque numerosi bivi, noi comunque dobbiamo andare sempre dritti seguendo i due segnavia precedentemente specificati. Giunti quindi alla Cappella la visitiamo e ridiscendiamo al sentiero sottostante, che riprendiamo a seguire, guidati adesso dal solo segnavia bollo blu, quando presente. Il sentiero procede più stretto ed a tratti un poco esposto ma prevalentemente in piano, guadando dopo poco il Rio Bolasco e giungendo poi ad una radura, dove sulla sinistra vi è una casa (dove arriveremo al ritorno tra l’altro). In questo punto il sentiero si perde in un infrascamento, ma una nuova traccia che scende a sinistra e poi risale permette di evitarlo. Poco più avanti giungiamo all’alveo secco di un torrente, dove il sentiero compie un tornante e quindi si avvicina al torrente Nervi. Giunti in vista del torrente è possibile scendervi su una traccia appena visibile e passare sull’altra sponda con un piccolo salto, per ammirare la cascata ed il canyon iniziale del percorso di torrentismo. Risaliamo quindi al sentiero e subito arriviamo al guado in corrispondenza dell’inizio appunto del percorso di torrentismo. Qui è possibile risalire un poco il torrente verso monte, circa 30 m., per arrivare ad un bel laghetto, oltre il quale la prosecuzione diventa più difficile, ma non impossibile. Tornati al guado continuiamo sul sentiero, ora segnato con un bollo rosso, sentiero che purtroppo però, dopo poco più di 200 metri si infrasca parecchio e diventa assai complicato proseguire; il tratto infrascato non è probabilmente lungo più di un 50/100 metri, ma abbiamo preferito però proseguire per altro percorso: 100 metri dopo il guado lasciamo quindi il sentiero per prendere a destra in salita su ripide e scivolose balze erbose dirigendoci ad un evidente crinale soprastante. Dopo pochi metri troviamo però una traccetta che piega verso sinistra e continua a traversare fino a giungere ai ruderi di Ginestrato, oltre i quali è impossibile proseguire per un infrascamento veramente terribile, occorre invece, circa 50 metri prima dell’inizio dei ruderi, piegare a destra e raggiungere il predetto crinale, dove il percorso diventa evidente e non molto infrascato. Dopo circa 75 metri raggiungiamo le case superiori di Ginestrato, dove dobbiamo industriarci un poco per proseguire, ma si riesce sempre a trovare un passaggio e anche una certa traccia che evita i punti più infrascati. Successivamente nella salita si incontrano anche vari salti di roccia, tutti o aggirabili o superabili direttamente con passaggi mai superiori al secondo grado non esposto, anzi quasi sempre I. Il percorso segue fedelmente il crinale, tranne in un punto dove incontriamo un roveto e dobbiamo tenerci un poco più a destra, trovando comunque sempre tracce di passaggio. A quota 700 circa incontriamo una chiara traccia proveniente da sinistra diretta al crinale del Monte Pertuso, qui decidiamo di imboccare tale sentiero invece di proseguire dritti sul crinale verso il sentiero che ci porterebbe poi al Monte Cordona come avevamo progettato. La nuova traccia procede chiara e senza problemi e piuttosto pianeggiante fino a raggiungere il crinale, che imbocchiamo verso sinistra, in discesa verso il Monte Pertuso, mentra a destra si salirebbe al Monte Croce. Continuiamo quindi senza difficoltà fino alla vetta del Monte Pertuso e quindi continuiamo ancora sul crinale, che diventa un po’ più ripido, ma sempre evidente e con passaggi non superiori al I, fino a giungere a Case Panisciuoli dove la traccia termina. Qui scendiamo alla meglio alla sinistra della casa per poche decine di metri, quindi pieghiamo a sinistra, iniziando a traversare alla meglio i vari crinali senza perdere troppa quota, ma cercando invece di individuare il percorso migliore. Superati alcuni crinali giungiamo infine in vista di due cipressi solitari e da qui traversiamo in diagonale il successivo pendio che presenta decisamente meno vegetazione, iniziando a scendere verso il torrente, cercando di giungervi al limitare del bosco. Dall’inizio del bosco proviamo quindi a scendere nel torrente, individuando il percorso migliore. Giungiamo quindi al corso d’acqua ed iniziamo a risalirlo verso sinistra, passando sulla sponda destra (sinistra idrografica), quando, in due punti, il torrente effettua un salto, per giungere quindi in vista di un primo laghetto e poi di un secondo più profondo e bello, dove lasciamo il torrente e risaliamo sulla destra un pendio terroso assai ripido, che dopo qualche decina di metri diventa più facile e porta in breve in vista della costruzione che ho citato nella descrizione del percorso di andata. Qui imbocchiamo quindi il sentiero segnato verso destra e torniamo sui nostri passi, volendo fino alla macchina, noi invece abbiamo fatto una variante: al primo bivio dopo quello segnalato dai cartelli Maddalena\Casette Scout, che si trova comunque 450 metri dopo, abbiamo preso a sinistra, seguendo un sentiero in leggera salita che sbuca ad un incrocio, dove si imbocca quindi il sentiero segnato (cerchio rosso puntato al centro) su strette scalette in discesa sulla sinistra. Continuiamo quindi a scendere dritti fino ad incrociare l’asfalto di via dei Marsano, che imbocchiamo verso destra, per poi continuare sulla passeggiata mattonata che in breve ci porta alla Chiesa di San Rocco, dalla quale torniamo sui nostri passi fino alla macchina.
giro non tra i migliori che si possono progettare sul Fasce, ma che si può sfruttare per combinare percorsi decisamente più interessanti, come per esempio tornare attraverso il Monte Cordona e il suo panoramico crinale vista mare, come era anche previsto in realtà, ma che poi abbiamo preferito abortire per studiare meglio la zona. Interessanti comunque alcuni laghetti incontrati nel percorso e i due crinali percorsi che, pur non spettacolari, sono comunque belle creste panoramiche. Un’ulteriore possibilità più interessante, però ancora da realizzare in pratica, ma che non dubito sia possibile date le numerose possibilità di collegamento, sarebbe quella di salire dai laghetti del Nervi e risalire il torrente il più possibile, per poi collegarsi al sentiero percorso salendo uno dei due crinali qui descritti e quindi scendere a piacimento o dalla Cappella della Maddalena o dal Cordona.
Percorso Inedito
21-11-2020
Nervi (30) – Chiesa San Rocco (210) – Cappella Santa Maria Maddalena (340) – Ginestrato (410) – Monte Pertuso (600) – Case Panisciuoli (375) - Cappella Santa Maria Maddalena (340) - Chiesa San Rocco (210) – Nervi (30).
11,8 Km. il percorso pulito, 14,3 quelli fatti da me per essere tornato indietro da San Rocco a prendere le cesoie lasciate in macchina, più varie esplorazioni e/o errori di percorso. Tenere presente che data la natura del terreno e l’assenza di tracce e/o indicazioni per buona parte del percorso comportano un tempo di percorrenza indubbiamente molto maggiore di quello che ci vorrebbe per compiere una destanza ed un dislivello del genere.
800 m. il dislivello pulito, 1150 quelli effettuati da me per i motivi spiegati sopra.
Daniela, Ornella e Soundofsilence.
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