Il messaggio è stato inoltrato correttamente!


 - 

Laghetti del Nervi e del Garega dal Cimitero di Nervi

Laghetti del Nervi e del Garega dal Cimitero di Nervi

Percorso Inedito
22-02-2020
Cimitero Nervi (35) – Chiesa San Rocco (210) – Laghetti torrente Nervi (90-160) - Laghetti Rio Garega (90-430) – Cimitero Nervi (35).
13 Km circa quelli fatti da me, che, eliminando qualche esplorazione infruttuosa, si possono ridurre a 12.
750 circa quelli fatti da me, una cinquantina in meno se si evita qualche esplorazione infruttuosa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, il percorso fino al primo Lago del Torrente Nervi (Lago delle Oche), poi EE, per escursionisti esperti, ma piuttosto scarso come EE, fino al secondo guado (quello sul cemento di uno sbarramento), tratto comunque facile, ma che i passaggi nel torrente, facoltativi e uno obbligatorio rendono un poco più delicato per la scivolosità delle rocce, perlomeno nello stato attuale. Superato il secondo guado le cose diventano decisamente più complicate, il sentiero diventa più difficile da seguire, un po’ infrascato e con almeno un passaggio esposto e un poco delicato (una corda qui potrebbe anche aiutare), quindi un EE pieno e per persone un po’ avventurose. Il tentativo poi di risalita verso la Cappella di Santa Maria Maddalena, lo sconsiglierei vivamente, specie in queste condizioni di scivolosità, trattasi infatti di bosco molto ripido e fangoso e che nella parte alta non consente passaggio per l’infrascamento (o almeno io non l’ho trovato). La risalita del Rio Garega è E fino all’ultimo laghetto, a parte le brevi deviazioni per visitare i laghetti che sono tutte EE, in quanto comportano tratti ripidi, scivolosi e guadi precari, la parte successiva, fino al rudere di una casa è EE per alcuni tratti ripidi, ma il sentiero risulta comunque abbastanza agevole e ben segnato; dopo il rudere le cose peggiorano molto, in quanto il terreno diventa molto più ripido, la traccia evanescente, i segnavia pochi ed uscire dal sentiero comporta fastidiosi passaggi in arbusti spinosi e il rischio di scivolare su erba e fango, si rimane nell’EE direi, anche se usare le mani su erba e cespugli può sicuramente capitare, ma è un EE indubbiamente assai scomodo. E invece il ritorno al parcheggio per la strada classica. Attenzione poi a non seguire la mia traccia GPS nel percorso del ritorno al rudere perché comprende l’attraversamento di un paio di roveti, cosa tra le meno piacevoli mai capitatemi in un’escursione…
Da Genova fino all’uscita di Nervi in autostrada A12, si continua quindi in Corso Europa verso Est, fino alla fine del predetto Corso, dove si prende a destra scendendo la rampa che porta a Nervi. Qui giriamo subito a sinistra in Via del Commercio e la percorriamo fino al cimitero dove però non è più possibile parcheggiare, essendo diventato riservato ai mezzi AMT, proseguiamo quindi lungo la via e parcheggiamo alla prima possibilità sulla destra.
dal parcheggio torniamo indietro su asfalto fino al Cimitero, quindi imbocchiamo a sinistra Via Molini di Nervi, che seguiamo per 380 metri circa, giungendo così ad un crocevia dove imbocchiamo a sinistra Via San Rocco, che seguiamo dritti in salita per circa 580 metri, fino all’omonima Chiesa. Presso la Chiesa imbocchiamo la sterrata più a sinistra, che corre pressochè in piano.e si trasforma quindi in sentiero anche un poco infrascato, sempre in piano o in leggera discesa. Passiamo quindi a fianco ad un rudere e poi sopra la galleria del viadotto autostradale e quindi scendiamo con un paio di tornanti a ricongiungerci con il sentiero classico per i Laghetti di Nervi, che imbocchiamo verso destra. Passiamo quindi subito a fianco ad un doppio ponte sulla sinistra, che percorreremo in seguito, e giungiamo al primo laghetto, chiamato Lago delle Oche. Qui il sentiero continua attraversando il torrente (volendo, subito dopo l'attraversamento un sentierino un pò infrascato sulla destra continua qualche metro a fianco dello stesso e poi si esaurisce nel letto stesso, letto che si può percorrere fino ad un grazioso laghetto a cuore, ma non è semplice data anche la scivolosità delle rocce nella stagione umida, utili stivali e anche una breve corda per risalire un saltino di un metro al ritorno che non presenta appigli e ha spesso gli appoggi estremamente scivolosi) verso sinistra, per poi giungere ad un secondo guado, su sbarramento di cemento, verso destra. Da qui in poi il sentiero segue il torrente, ma diventa meno chiaro e più infrascato e non sempre si capisce quando passare nel torrente e quando vi è una traccia a lato. Comunque dopo un primo tratto a destra del torrente, guadiamo e superiamo un ripido punto scivoloso e poi proseguiamo più facilmente fino a dei ruderi, dopo i quali scendiamo, con qualche difficoltà nel torrente, quindi continuiamo di nuovo a sinistra dello stesso, per riscendervi in corrispondenza di due spit sopra una cascata; riprendiamo quindi in riva sinistra (non idrografica), affrontando un passaggio stretto ed esposto, dove potrebbe essere prudente usare una corda in doppia attorno ad un albero, per quanto la sicurezza che potrebbe dare sarebbe relativa, dato che il tratto è pressochè in piano e, 70 metri circa dopo questo punto esposto, il sentiero termina nel torrente, torrente non risalibile senza bagnarsi, anche con stivali, perlomeno quando non in secca. Qui io ho cercato di risalire il versante di destra onde raggiungere un sentiero verso la Cappella della Maddalena, ma l’impresa si è rivelata improba, dato l'infrascamento, la ripidità e scivolosità del versante, sono quindi tornato indietro fino al ponte doppio nominato in precedenza e l’ho imboccato, prendendo quindi a destra, subito dopo lo stesso. Il nuovo sentiero è segnato con tacche gialle, e passa a sinistra di numerosi laghetti color smeraldo, ai quali si può scendere per visitarli con brevi e ripide tracce. Visitati i laghetti passiamo a sinistra di una casa, dopo la quale si prosegue per un circa 400 metri senza incontrare laghetti degni di nota, per poi giungere agli ultimi due, dopo i quali il sentiero piega a sinistra ed inizia a salire più ripidamente, ma sempre mantenendosi parallelo al torrente. Scorgiamo quindi dall’alto alcune belle cascate nel torrente, a cui sembra esserci un sentiero che ci va, sempre segnato in giallo, ma che non ho avuto il tempo di esplorare e, superato anche un tratto nel letto di un torrente asciutto, giungiamo al rudere di una casa, dove il sentiero, se così lo si può chiamare da qui in poi (che non vi è praticamente traccia, ma solo assai sparuti segni gialli) piega decisamente a sinistra salendo ripidamente verso un traliccio dell’alta tensione. Assai difficile in questo tratto seguire i segni, ma bisogna, appunto, raggiungere il traliccio. Dal traliccio si continua dritti (direzione sud, c’è un segno giallo) e pressochè in piano, per una trentina di metri, poi si piega a destra, compiendo un lungo traverso in direzione del torrente Nega, che raggiungiamo ad un guado, dove troviamo i segni gialli. Qui il torrente forma un paio di cascatelle e laghetti e può anche valere la pena arrivarci, ma dopo continuano le difficoltà a reperire il percorso ed i segni gialli e quindi ho rinunciato a proseguire verso il crinale, anche se da questo punto sembra decisamente possibile, magari rinunciando a cercare i segnavia. Essendo però tardi sono tornato sui miei passi fino al doppio ponte, oltre il quale ho preso a destra, seguendo a ritroso la via classica per i Laghetti, che consta nel seguire senza deviazioni Via Molinetti di Nervi e scorciarne l’ultimo ampio tornante, compiendone uno più breve prendendo a destra Via Superiore Torrente Nervi, che possiamo seguire fino al suo termine o scorciare ancora con la scalinata Passo Torrente Nervi (a sinistra), a seconda di dove abbiamo lasciato la macchina.
la gita aveva lo scopo di raggiungere dai laghetti il crinale Fasce-Bastia-Cordona, ma non mi è stato possibile nell’occasione, dai Laghetti del Torrente Nervi perché è, non dico impossibile, ma sicuramente sconsigliabile in quanto la risalita verso la Cappella di Santa Maria Maddalena è veramente ripida, scivolosa e infrascata, magari sarebbe stato più facile continuare lungo il torrente, ma sarebbero necessitati quanto meno gli stivali e meno acqua, ma non escludo che si possa fare in altre condizioni, dai Laghetti del Rio Garega è invece sicuramente possibile raggiungere il crinale, ma ho preferito tornare indietro perché si faceva tardi e reperire il corretto percorso avrebbe richiesto molto tempo, quindi lo farò in altra occasione (in altra pagina del mio sito trovate comunque l’altra occasione…). Fatta questa premessa il giro è comunque interessante perché effettua una visita completa di tutti i bei Laghetti del Nervi e del Garega (a parte quelli della parte bassa del Nervi, che si possono comunque aggiungere sostituendo il percorso dell’andata con quello sempre descritto in altra pagina di questo sito), ma la parte che raggiunge gli ultimi laghetti del Torrente Nervi non è consigliabile a tutti, dato lo stato del sentiero.
Percorso Inedito
22-02-2020
Cimitero Nervi (35) – Chiesa San Rocco (210) – Laghetti torrente Nervi (90-160) - Laghetti Rio Garega (90-430) – Cimitero Nervi (35).
13 Km circa quelli fatti da me, che, eliminando qualche esplorazione infruttuosa, si possono ridurre a 12.
750 circa quelli fatti da me, una cinquantina in meno se si evita qualche esplorazione infruttuosa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
Torna all'escursione

Laghetti del Nervi e del Garega dal Cimitero di Nervi