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Monti Fasce, Bastia e Cordona anello per i laghetti del Nervi e del Garega da Nervi

Monti Fasce, Bastia e Cordona anello per i laghetti del Nervi e del Ga...

Percorso Inedito
07-03-2020
Monti Fasce, Bastia e Cordona anello per i laghetti del Nervi e del Garega da Nervi
18,9 Km. circa.
1100 m. circa.
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In generale EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura), nel senso che è bene avere con sé stivali per i guadi (almeno nelle condizioni di piena attuali dei torrenti, nell'ultima mia visita non sono serviti) e cesoie per le spine (nell'ultima mia visita la situazione era molto migliore da questo punto di vista, ma non si può contare sia sempre così). La prima difficoltà si incontra nella discesa nel torrente Nervi, dove vi è un passaggio stretto, esposto sul torrente, e bagnato, quindi si procede più facilmente fino ad un guado un po' più complesso, non per difficoltà, ma per acqua alta, prima del ponte che consente di scavalcare il torrente. E il successivo tratto su Via Molinetti fino alla ridiscesa nel torrente Nervi, che presenta nuovamente un guado non semplicissimo e un sentierino a fianco delle acque stretto ed infrascato, EEA quindi (tratto comunque evitabile). Il successivo sentiero che risale il rio Garega non presenta particolari difficoltà e sarebbe E, fatta eccezione per le brevi discese ai laghetti tutte EE (per escursionisti esperti), per ripidità e scivolosità, se non, a volte, anche qualcosa in più. Il sentiero, oltre i laghetti, fino al guado del Rio Nega, pur essendo segnato con tacche gialle, è assai complesso e scomodo e presenta difficoltà di orientamento (la traccia è spesso invisibile e solo le tacche guidano), difficoltà per terreno ripido e su erba scivolosa, difficoltà per le numerose spine, presenti sulla traccia e anche fuori, dove non è difficile finire, e credo che l'impegno richiesto sia più paragonabile ad un F (alpinistico facile), che ad un EE, ed è comunque un terreno a cui bisogna essere abituati. Il tratto successivo, senza segnavia fino al crinale, presenta una prima rampa erbosa assai ripida ed insidiosa per l'erba scivolosa (passaggio rifatto recentemente e trovato decisamente più semplice con erba asciutta e traccetta un po' più marcata), che rappresenta però anche l'unico appiglio, in ogni caso questo tratto è più F che EE secondo me. Il crinale successivo è E, per escursionisti medi, non presenta difficoltà, e, pur non essendoci segnavia, la traccia è chiara. Tutto il successivo percorso, pur con alcuni tratti non segnati, non presenta difficoltà e lo classificherei quindi E.
Da Genova fino all’uscita di Nervi in autostrada A12, si continua quindi in Corso Europa verso Est, fino alla fine del predetto Corso, dove si prende a destra scendendo la rampa che porta a Nervi. Qui giriamo subito a sinistra in Via del Commercio e la percorriamo fino al cimitero dove però non è più possibile parcheggiare, essendo diventato riservato ai mezzi AMT, proseguiamo quindi lungo la via e parcheggiamo alla prima possibilità sulla destra.
dal parcheggio proseguiamo lungo l'asfalto fino al termine dello stesso di fronte ad un cancello, alla sinistra del quale, attraverso una breccia nella ringhiera, si può scendere al torrente Nervi e segni gialli e rossi ci confermano di essere sul percorso giusto. Percorriamo quindi una breve cengia esposta sul torrente e quindi lo attraversiamo a sinistra su una chiusa di cemento, per poi seguirne il corso sull'altra sponda sopra un muretto sempre di cemento. Risaliamo quindi subito ad una soprastante rampa cementata che attraversiamo per prendere un sentierino a sinistra, sempre seguendo i segni gialli. Arriviamo quindi alla confluenza del Torrente Ciurli nel Nervi, e qui il sentiero costeggia brevemente il nuovo torrente fino ad un bel laghetto profondo con cascata (poco prima di tale laghetto è possibile fare una breve discesa al torrente Ciurli per raggiungere una cascatella). Qui, volendo (altrimenti si continua verso destra sul sentiero principale), possiamo risalire il Torrente Ciurli fino al soprastante piccolo laghetto, dove imbocchiamo un sentierino a destra, sempre con tacche gialle, sentierino che va in entrambe le direzioni e noi lo seguiamo verso sinistra, giungendo ad un nuovo bel laghetto, oltre il quale il sentiero continua, sempre segnato in giallo, ma, nell'occasione, ho preferito ritornare indietro, non avendo tempo di continuare l'esplorazione. Seguo quindi a ritroso il sentiero a tacche gialle e, arrivato al piccolo laghetto da cui sono venuto, invece di scendervi ho continuato sul sentiero che riporta al sentiero principale pochi metri dopo al punto dove l'abbiamo lasciato, e che riprendiamo a seguire. Il sentiero continua quindi sulla sinistra (destra idrografica) del Torrente Nervi di cui, in questo tratto, possiamo ammirare alcuni bei laghetti, per poi percorrere un tratto praticamente dentro il torrente stesso (dove possiamo ammirare anche un bel canyon) ed arrivare quindi ad un nuova chiusa di cemento, che attraversiamo parzialmente; qui occorre in effetti riportarsi sulla riva a sinistra passando nell'acqua dove è più bassa, per poi percorrerla fino ad un successivo ponte, la cui rampa di accesso è resa malagevole da un cancello divelto e dalla vegetazione. Qui ho preferito quindi issarmi sul ponte invece di sfruttare la predetta rampa, attraversato comunque nuovamente il torrente, un sentierino ci porta fino ad un cancello, del quale ci troviamo all'interno. Scavalchiamo quindi la recinzione a sinistra e ci troviamo sulla stretta stradina asfaltata che imbocchiamo verso sinistra e che costituisce il classico percorso per i Laghetti di Nervi. Percorriamo la stradina quindi per circa 400 metri, per prendere quindi una discesa a sinistra che scende in mezzo alle case (in alternativa possiamo più semplicemente proseguire sulla stradina cementata fino al primo laghetto, il Lago delle Oche, e attraversare lì il torrente), per poi arrivare ad un bivio dove prendiamo a sinistra, giungendo quindi ad un cortile chiuso da un cancello apribile. Passiamo quindi il cancello ed arriviamo al torrente, che seguiamo verso destra, affrontando un passaggio nell'acqua un po' scomodo, se ricordo bene, quindi uno stretto sentierino appena visibile sulla destra del torrente che ci permette di superare un grosso lago, per poi giungere in una zona del torrente più percorribile, dove i segni gialli sull'altra sponda ci portano a guadarlo ed ad immetterci su un sentiero, sempre segnato in giallo, che imbocchiamo verso destra, ma che continua anche a sinistra (dove risale la vallata del Rio Orsiggia). Il nuovo sentiero passa quindi a sinistra di un doppio ponte e giunge quindi sull'altra sponda del primo dei classici laghetti di Nervi (Lago delle Oche), che possiamo scendere brevemente a visitare. Il sentiero, sempre segnato con tacche gialle, passa quindi a sinistra di numerosi laghetti color smeraldo (volendo, se le condizioni del torrente lo permettono è possibile passare direttamente nel letto), ai quali si può scendere brevemente per visitarli con corte e ripide tracce. Visitati i laghetti passiamo a sinistra di una casa, dopo la quale proseguiamo per meno di 200 metri fino a passare sopra ad un bel laghetto con cascata, al quale si può scendere solo sopra alla cascata e con prudenza (qui sono presenti segni gialli che guidano anche sull'altra sponda del torrente, ma il sentiero mi sembra in condizioni piuttosto pericolose), visitato quindi questo laghetto, scendiamo, 30 metri dopo, ad un altro. Riprendiamo quindi il sentiero e, dopo 150 metri, possiamo a scendere ad altri due laghetti, dopo i quali il sentiero piega a sinistra ed inizia a salire più ripidamente innalzandosi rispetto al letto del torrente. Qui una traccia infrascata prosegue dritta costeggiando il torrente e conviene fare una deviazione per seguirla perché porta alcuni interessanti laghetti. Il sentierino in questione arriva subito ad un guado, dove possiamo tornare indietro lungo il torrente per visitare meglio un primo laghetto, dopodichè continuiamo sulla destra del torrente, notando una deviazione a destra poco prima di un secondo bel laghetto. La deviazione, che non consiglio, in quanto quando l'ho percorsa era parecchio infrascata, permette di raggiungere un sentiero a tacche gialle, che, percorso verso sinistra in discesa, consente di ricollegarsi al sentiero principale senza tornare indietro dalla deviazione che stiamo facendo, mentre verso destra non so bene dove porti visto che i segni finiscono presso un traliccio Enel. Giunti al secondo laghetto non si può più proseguire nel torrente, ma un cordino sulla destra su un saltino di roccia (II grado F, ci si aiuta con gli alberi più che col cordino) ci fa capire che si può proseguire, e ne vale la pena. Superato il saltino torniamo quindi nel torrente, superiamo con attenzione una paretina di I grado a fianco di una prima cascata ed arriviamo ad un bellissimo laghetto con tronchi incastrati, oltre il quale non si può proseguire. Visitato anche questo laghetto io consiglierei di tornare indietro al sentiero principale, ma, come detto, vi è anche la possibilità di tornare indietro solo per un pezzo, ma questa variante è scomoda ed insidiosa, oltre a non aggiungere niente. Ritornati quindi sul sentiero principale iniziamo a salire allontanandoci subito dal torrente, per poi proseguire paralleli, ma più in alto. Notiamo quindi le due belle cascate che abbiamo appena visitato e un segno giallo più in basso a destra (doppia freccia nelle due direzioni) indica la variante di cui ho parlato prima e che conviene evitare, proseguiamo quindi arrivando ad un tratto in cui il sentiero passa nel letto di un torrente asciutto, poi affrontiamo un tratto a mezzacosta piuttosto disagevole e poco chiaro per giungere quindi al rudere di una casa, dove il sentiero, se così lo si può chiamare da qui in poi (che non vi è praticamente traccia, ma solo assai sparuti segni gialli) piega decisamente a sinistra salendo ripidamente verso un traliccio dell'alta tensione. Assai difficile in questo tratto seguire i segni, ma bisogna, appunto, raggiungere il traliccio, cosa resa difficile più che dal terreno ripido, dai tanti cespugli spinosi, tra i quali è difficile trovare il giusto passaggio. Dal traliccio si continua dritti (direzione sud, c'è un segno giallo) e pressochè in piano, per una trentina di metri, poi si piega a destra, compiendo un lungo traverso in direzione del torrente Nega, che raggiungiamo ad un guado (Volendo è possibile scendere il torrente Nega per un tratto per visitare un sottostante laghetto con concrezioni colorate, ma la discesa è comunque malagevole ed insidiosa), dove troviamo i segni gialli. I segni gialli continuano anche oltre il guado, ma non si capisce bene dove vadano a finire ed, in ogni caso, il terreno continua ad essere molto malagevole, così ho deciso di abbandonarne la ricerca e ho riguadato il torrente Nega al laghetto subito sopra, per imboccare una chiara traccia che costeggia il torrente fino ad un punto esposto, per poi risalire a sinistra un assai ripido versante prativo e raggiungere il più facile crinale. In alternativa è possibile seguire una via più breve e logica, dirigendosi al crinale già da sopra al traliccio, così facendo si devono superare due barre rocciose, la prima facilmente a destra e la seconda, più alta, attraverso un canalino che la divide a metà e che obbliga però ad un passaggio di II grado, oltre il quale il crinale diventa facile.Giunti, in un modo o nell'altro, al crinale vi è una chiara traccia che lo percorre e che seguiamo più o meno fedelmente fino ad incrociare prima un paio di sentieri che ignoriamo e quindi la strada asfaltata del Fasce, che imbocchiamo verso sinistra per giungere in vetta. Visitata la vetta torniamo sui nostri passi sulla strada asfaltata e continuiamo fino a quando si immette sulla provinciale, che imbocchiamo verso destra, per lasciarla subito e prendere il largo sentiero per il Monte Bastia, che ne costeggia il versante occidentale, per poi risalirne la cima brevemente da dietro. Dalla cima scendiamo lungo il crinale fino a ricollegarci al sentiero percorso all'andata pochi metri prima dell'asfalto, che imbocchiamo quindi verso sinistra. Percorriamo quindi un chilometro circa di asfalto fino a giungere sotto al primo monte sulla destra, il Monte Croce, al quale ci dirigiamo seguendo un'evidente traccia che ne percorre il crinale fedelmente, a parte un punto roccioso, che viene evitato sulla sinistra, per poi giungere facilmente in vetta. Dalla vetta si continua a seguire la traccia che segue il crinale sull'altro versante fino a scendere nuovamente all'asfalto in corrispondenza di un'ampia area di sosta che ci permette di non passare sulla strada, che comunque abbandoniamo dopo poco, per prendere a destra il sentiero per il Monte Cordona, che segue sempre il crinale. Giunti in vetta al Monte Cordona scendiamo sull'altro versante, sempre seguendo il crinale, fino ad arrivare in vista di una sella, dove tagliamo per una breve scorciatoia verso destra, raggiungendo il sottostante sentiero segnato (due triangoli storici e ISC- itinerario storico colombiano) che imbocchiamo verso destra, compiendo così un tornante. Continuiamo quindi sul panoramico sentiero per oltre 800 metri, fino a quota 600 circa, dove imbocchiamo a sinistra una traccia che ci porta in vetta, senza grosso dislivello, al Bric Gianesi, del quale seguiamo il crinale, prima in salita, e poi in discesa, per poi procedere su traccia parallela ed assai vicina al sentiero segnato, che raggiungiamo poi facendo pochi metri a destra. Il sentiero segnato arriva quindi alla Crocetta del Monte Giugo, dove troviamo anche una fonte, e qui imbocchiamo il sentiero più a destra (qui può valere la pena, come fatto da me in altra occasione, di prendere il sentiero centrale che percorre il crinale del Monte Giugo, segnato con cerchio rosso puntato, e quindi scendere sull'altro versante fino a ricollegarsi al sentiero principale in corrispondenza della Serra di Cantalupo, come da scritta su palo della luce), che in 1,1 Km ci porta alla Serra di Cantalupo (scritta su palo della luce e crocevia), dove si riimmette da sinistra il sentiero proveniente dal Monte Giugo e a da destra quello proveniente dalla Maddalena. Qui possiamo proseguire dritti arrivando a San Rocco in 700 metri circa, oppure fare un'interessante variante seguendo il segnavia cerchio rosso puntato sulla sinistra, che, attraverso un ripido ma caratteristico sentierino, porta fino alla pittoresca passeggiata proveniente da Sant'Ilario, che percorsa verso destra giunge in breve anch'essa a San Rocco. Giunti così alla Chiesa di San Rocco continuiamo dritti per Via San Rocco fino al suo termine, dove troviamo Via Molini di Nervi, che imbocchiamo verso destra, trovando quindi un bivio dopo pochi metri: qui è meglio prendere a destra Via Molinetti di Nervi (Si arriva comunque al parcheggio anche seguendo Via Molini, solo con qualche metro in più), che passando a sinistra del vecchio Cimitero, scende poi a sinistra, sempre su asfalto, sboccando in breve dove abbiamo parcheggiato.
Giro che unisce la visita, spesso non semplice, di moltissimi bei laghetti dei torrenti Nervi, Ciurli e Garega ad una seconda parte più facile e assai panoramica, sia sulla città che sul mare. Indubbiamente un percorso che ci mostra come un monte così domestico ed invaso purtroppo sulla cima da una selva di antenne, conservi angoli selvaggi e pittoreschi che quasi non si crede possano essere praticamente nel cuore della città. Giro in definitiva consigliatissimo, ma non per tutti, anche se molte delle complicazioni possono essere evitate rinunciando a visitare i laghetti, il percorso che risale verso il crinale del Fasce, pur migliorato nell'ultima occasione che l'ho percorso, resta riservato ad escursionisti molto esperti ed abituati ad orientarsi senza traccia e su terreno scomodo ed impegnativo.
Percorso Inedito
07-03-2020
Monti Fasce, Bastia e Cordona anello per i laghetti del Nervi e del Garega da Nervi
18,9 Km. circa.
1100 m. circa.
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