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Monte Fasce anello per il Bric Ciurli e il Monte Pertuso da Nervi

Monte Fasce anello per il Bric Ciurli e il Monte Pertuso da Nervi

Percorso Inedito
24-11-2020
Cimitero Nervi (35) – Risalita Torrente Ciurli (20-225) – Bric Ciurli (325) – Cresta Monte Moro (575) – Monte Fasce (825) – Monte Croce (775) – Monte Pertuso (600) - Cappella Santa Maria Maddalena (340) - Chiesa San Rocco (210) – Cimitero Nervi (35).
14,8 Km circa.
1000 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
EE, per escursionisti esperti, in genere la risalita del Torrente Ciurli su traccia nella seconda parte stretta e difficile da individuare, nonché in alcuni punti ripida e scivolosa, così fino al bivio per Case Fasciuoli, perché l’ultimo breve pezzo, oltre alle difficoltà elencate, presenta un passaggio su roccia, forse evitabile da sopra, non esposto, ma direi di III per la mancanza di appigli per le mani, si tratta di un passaggio di un metro, ma è piuttosto ostico. Oltre a questo durante la risalita vi sono le varie deviazioni per i laghetti tutte EE e forse anche qualcosa di più, F (alpinistico facile), per alcuni passaggi in cui si usano le mani, mai superiori al II, normalmente di I, però sempre abbastanza delicati per la ristrettezza della traccia spesso scivolosa ed esposta sul torrente, niente di impossibile, ma punti che richiedono attenzione. EE anche il guado del torrente Ciurli, tecnicamente facile, ma esposto in quanto sul ciglio di una cascata e con la vegetazione che lascia ben poco spazio e alla quale è difficile appigliarsi essendo in prevalenza rovi. Dopo il guado la situazione migliora molto, vi è una traccia abbastanza individuabile e senza grosse difficoltà fino alla vetta del Ciurli, ma direi che restiamo nell’EE, dato comunque una certa ripidità e la necessità di orientarsi. Direi poi E, per escursionisti medi, il successivo crinale fino alla Cresta Monte Moro e quindi al Fasce, prima su traccia evidente, quindi su sentiero segnato. E poi dal Fasce al Croce. EE quindi la discesa verso il crinale del Monte Pertuso, ripida e senza sentiero, E poi il successivo crinale fino al Monte Pertuso, su traccia abbastanza chiara e senza difficoltà. Discorso a parte merita poi la discesa dal Monte Pertuso fino al torrente, sconsiglio assolutamente di effettuarla come abbiamo fatto noi che ci siamo diretti fino a dei ruderi da cui la prosecuzione attraverso alte fasce ricoperte di spine è risultata veramente difficile e scomoda, tanto da costringerci a cambiar strada, superate in ogni caso le fasce la discesa resta impegnativa, EE senza traccia e su prati ripidi e a tratti scivolosi, ma assai più abbordabile. F poi la risalita del torrente e quella al sentiero, con alcuni punti in cui usare le mani e assai ripida e scivolosa, anche se con passaggi non sempre obbligati. EE poi il sentiero fino alla Cappella della Maddalena, facile ma un po’ stretto e un poco esposto, E tutto il resto del ritorno.
Da Genova fino all’uscita di Nervi in autostrada A12, si continua quindi in Corso Europa verso Est, fino alla fine del predetto Corso, dove si prende a destra scendendo la rampa che porta a Nervi. Qui giriamo subito a sinistra in Via del Commercio e la percorriamo fino al cimitero, per poi proseguire ancora 500 metri, fino all’innesto di Via Superiore Torrente Nervi, dove troviamo un piccolo slargo vicino ai bidoni della spazzatura e qui parcheggiamo.
dal parcheggio continuiamo quindi 200 metri fino al termine della strada, dove scavalchiamo la ringhiera sulla sinistra e, seguendo segnavia gialli, passiamo sul bordo del torrente percorrendo una breve cengia esposta. e quindi lo attraversiamo a sinistra su una chiusa di cemento, per poi seguirne il corso sull’altra sponda sopra un muretto sempre di cemento. Risaliamo quindi subito ad una soprastante rampa cementata che attraversiamo per prendere un sentierino a sinistra, sempre seguendo i segni gialli. Arriviamo quindi ad un bel laghetto profondo con cascata (pochi metri prima si può scendere a destra brevemente al torrente, infrascato, e visitare il primo laghetto del Torrente Ciurli). Qui risaliamo direttamente il torrente, possibile anche costeggiarlo a destra con sentierino che parte qualche metro più avanti, per giungere quindi ad un bel laghetto individuabile anche per un albero con a fianco una pietra disegnata con simboli. Da qui proseguiamo ancora lungo il torrente, sfruttando sulla destra una corda per superare un saltino scivoloso, giungendo quindi ad un laghetto allungato e alla cascata che lo chiude a monte, rendendo impossibile proseguire. Torniamo quindi sui nostri passi fino al primo laghetto dove abbiamo iniziato la risalita del torrente e proseguiamo sulla sinistra per pochi metri, per prendere un chiaro sentiero segnato in giallo sulla sinistra. Il sentiero imboccato subito si biforca e noi prendiamo a destra (a sinistra ritorneremmo sul Ciurli) e proseguiamo in salita per oltre 100 metri, dove troviamo un nuovo bivio: a destra il sentiero diretto a Case Fasciuoli, mentre noi imbocchiamo a sinistra un sentiero che si riavvicina al torrente. Dopo altri 100 metri il sentiero gira a destra staccandosi nuovamente dal torrente, ma qui vale la pena di seguire una deviazione infrascata che prosegue dritta e raggiunge subito il torrente, giungendo quindi ad un primo bel laghetto, al margine del quale attraversiamo sull’altra sponda e quindi saliamo, non senza difficoltà, la chiusa soprastante e raggiungiamo un bellissimo laghetto, racchiuso in una profonda forra che rende impossibile proseguire. Visitato il laghetto torniamo quindi al sentiero, che risale un breve tratto, per poi riprendere a proseguire parallelo al torrrente. In breve giungiamo ad un recinto di legno con portale sulla sinistra, mentre a destra vi è una grande scritta Ciurli sulla roccia. Qui sono possibili 3 direzioni: a sinistra dentro il portale si passa davanti ad una casa e si prosegue fino ad un bel laghetto, dritti è la direzione in cui si continua, a destra una scalinata in pietra e il successivo sentiero si esauriscono nel nulla dopo poco. Visitiamo quindi prima il lago a sinistra e quindi torniamo indietro e proseguiamo dritti, su un sentiero che si trasforma da qui in poi in traccia piuttosto evanescente e sempre più difficile da seguire. Cinquanta metri dopo il trivio è possibile fare un’ulteriore deviazione a sinistra al torrente per vedere un laghetto e la cascata sottostante nel laghetto appena visitato dalla casa. Qui è possibile guadare sul ciglio della cascata, ma è un passaggio piuttosto pericoloso perché la roccia è molto scivolosa e il posto per mettere i piedi senza precipitare giù dalla cascata o finire nel lago a monte è parecchio esiguo. Se si guada è comunque possibile proseguire lungo il torrente superando un tratto un po infrascato fino a giungere ad una cascata dove non si può proseguire oltre. Riprendiamo quindi a seguire alla meglio la traccia paralleli al torrente, impresa comunque non facile perché la traccia è sempre meno evidente, ma occorre reperirla per evitare infrascamenti o finire troppo a picco sul torrente. Dopo 180 metri raggiungiamo un primo affioramento roccioso sul sentiero in corrispondenza di un laghetto con cascata nel torrente, qui è possibile girare a destra verso Case Fasciuoli su traccia assai poco evidente, mentre in questo caso proseguiamo dritti giungendo dopo poco più di 30 metri ad un secondo, assai più evidente, affioramento roccioso, il cui superamento non è agevole (passaggio di III grado non esposto). Superato tale passaggio il corso del torrente diventa pianeggiante ed ogni punto, se non fosse per il notevole infrascamento che sembra esserci nella prosecuzione del percorso, è buono per guadarlo, noi però lo guadiamo proprio sul ciglio della cascata, cosa da fare con attenzione date le spine che lasciano il minimo spazio indispensabile per il passaggio. Guadato quindi il torrente troviamo subito una traccetta sull’altro versante che subito piega a destra e quindi compie un tornante verso sinistra (si trovano anche dei bolli rossi se si è fortunati…), direzione che teniamo fino a raggiungere un crinale, che seguiamo verso destra per circa 70 metri e quindi ripiegare a sinistra (direzione sud-est e quindi sud) fino al Bric Ciurli. Spiegato in questo modo il percorso, forse non si capisce molto, ma avendo individuato il Bric Ciurli durante la risalita del torrente, non è difficile seguire le tracce nella giusta direzione. Giunti in vetta in ogni caso si prende il crinale verso destra, percorso da una chiara traccia che arriva senza problemi fino alla vetta di Cresta Monte Moro, dal quale proseguiamo sempre in cresta verso il Monte Fasce, ora su sentiero segnato. Giunti quindi in vista delle grandi antenne le aggiriamo sulla sinistra per poi raggiungere la stradina asfaltata su alcune scalette di cemento. Seguiamo quindi la strada asfaltata in salita verso sinistra, fino a raggiungere la vetta, per poi continuare ancora sulla stradina asfaltata fino a raggiungere la strada provinciale del Monte Fasce che imbocchiamo verso destra e seguiamo per poco più di 1,5 Km, per poi imboccare il sentiero sulla destra che sale il Crinale del Monte Croce. Pochi metri oltre la vetta imbocchiamo il ripido crinale verso destra senza sentiero e lo scendiamo alla meglio, per poi trovare un tratto più pianeggiante e con traccia più marcata che continua fino alla vetta del Monte Pertuso. Dalla vetta abbiamo proseguito ancora 200 metri, fino al primo crinale che si diparte sulla sinistra, cercando di dirigerci verso dei ruderi sottostanti, ma la scelta non è stata azzeccata in quanto la prima parte è molto ripida ed insidiosa fino a raggiungere il primo rudere, poi diventa quasi impraticabile per attraversare le varie alte fasce delimitate da muretti sommersi di spine, consiglio quindi invece di andare oltre il crinale e scendere per ripidi pendi erbosi verso un alto cipresso solitario, dal quale poi tagliare verso il crinale nominato in precedenza, essendo ben sicuri di essere scesi sotto l’ultimo muretto. Raggiunto quindi il crinale occorre scendere dritti per prati e cespugli fino a due cipressi solitari e quindi traversare a sinistra puntando a raggiungere il torrente in corrispondenza del limitare del bosco. Dall’inizio del bosco proviamo quindi a scendere nel torrente, individuando il percorso migliore. Giungiamo quindi al corso d’acqua ed iniziamo a risalirlo verso sinistra, passando sulla sponda destra (sinistra idrografica), quando, in due punti, il torrente effettua un salto, per giungere quindi in vista di un primo laghetto e poi di un secondo più profondo e bello, dove lasciamo il torrente e risaliamo sulla destra un pendio terroso assai ripido, che dopo qualche decina di metri diventa più facile e porta in breve in vista della costruzione sopra la quale troviamo un sentiero che imbocchiamo verso destra. Lo stretto sentiero, segnato con un bollo blu, prosegue senza deviazioni fino alla Cappella della Maddalena, dove si biforca: a sinistra raggiungiamo la cappella, mentre a destra vi passiamo sotto. Entrambe i sentieri poi continuano paralleli, fino a riunirsi dopo oltre 500 metri dalla Cappella. Una volta riuniti i sentieri proseguiamo dritti seguendo il segnavia due palle rosse sopra una linea rossa, il tutto in campo bianco, nonché il bollo blu che indica il percorso da Nervi all’inizio di una discesa torrentistica. Seguiamo quindi i detti segnavia fino alla Chiesa di San Rocco, proseguendo sempre dritti ed ignorando varie deviazioni. Dalla Chiesa continuiamo ancora dritti imboccando Via San Rocco, dove troviamo i segnavia biancorossi ISC (itinerario storico colombiano) che seguiamo in una Creuza tra alti muri. Scendiamo quindi dritti nella Creuza per oltre 500 metri, fino ad incrociare via Molini di Nervi, che imbocchiamo verso destra in corrispondenza di un lavatoio. Dopo 60 metri troviamo un bivio, dove teniamo la destra in via Molinetti di Nervi, lasciando a sinistra Via Molini. Proseguiamo quindi dritti, passando vicini al Cimitero Vecchio, in Via Molinetti fino al suo termine che è proprio in corrispondenza del parcheggio.
il giro, pur impegnativo, come ogni fuori sentiero qui sul Fasce e adatto ad escursionisti esperti e con tendenze esplorative, sarebbe interessante e piacevole per i bei laghetti e le panoramiche creste, ma il ritorno per il crinale sbagliato almeno in parte, lo ha un poco rovinato, o quantomeno non lo rende consigliabile, che essere bloccati tra spine e muretti alti da cui non si trova facilmente una via d’uscita non è il massimo, consiglierei quindi per il ritorno di chiudere l’anello proseguendo dal Croce per il Cordona e da qui scendere verso Nervi per sentiero facile e molto panoramico, che è meglio riservare le esplorazioni e i fuori sentiero all’andata usando sempre invece una via sicura per il ritorno. In ogni caso, per completezza di informazioni la discesa dal Monte Pertuso può essere completata più facilmente come spiegato in altra pagina di questo sito, mentre, probabilmente la via tentata da noi, oltre che venire più facile in salita, risulterebbe assai più semplice se invece di scendere dal primo crinale a sinistra superato il Pertuso, e puntare alle fasce e ai ruderi sottostanti, si continua ancora qualche metro per scendere poi verso un alto e cipresso solitario e quindi traversando a sinistra verso il crinale una volta superate le fasce e i muretti.
Percorso Inedito
24-11-2020
Cimitero Nervi (35) – Risalita Torrente Ciurli (20-225) – Bric Ciurli (325) – Cresta Monte Moro (575) – Monte Fasce (825) – Monte Croce (775) – Monte Pertuso (600) - Cappella Santa Maria Maddalena (340) - Chiesa San Rocco (210) – Cimitero Nervi (35).
14,8 Km circa.
1000 m. circa.
Maury76 e soundofsilence.
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