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Monti Carossino e Alpe anello per Acquedotto 600 e Cascate Geirato da Molassana

Monti Carossino e Alpe anello per Acquedotto 600 e Cascate Geirato da ...

Percorso Inedito
21-03-2021
Molassana (60) –Sentiero Acquedotto 600 (150-190) – Cartagenova (250) – Prati Casalini (285) - Cascate del Geirato (305) – Colle del Canile (655) – Monte Alpe (799) – Monte Carossino (839) – Sentiero Aq2 (455-60) – Molassana (60).
17 km circa.
900 m. circa.
soundofsilence.
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E, per escursionisti medi, fino ai piedi della prima cascata del Geirato (anzi direi praticamente T (turistico), dato il poco dislivello e la semplicità ed evidenza del sentiero), EE la risalita della prima cascata su sentierino ripido e leggermente esposto. EE, per escursionisti esperti, quindi il sentiero che risale il torrente, non molto evidente, e a tratti ripido e scomodo, questo fino a che seguiamo il torrente, poi si procede quasi senza traccia ma su terreno comunque non difficile e non troppo infrascato, dove la difficoltà maggiore è costituita da un tratto assai ripido e scivoloso presso una frana poco prima di raggiungere la sterrata del sentiero Aq2, ma si tratta comunque di un percorso in cui occorre esperienza per sapersi orientare e scegliere correttamente dove passare, un EE quindi decisamente impegnativo. EE anche la discesa alla seconda cascata, da fare a vista senza sentiero, su terreno ripido, ma non difficile. Tutto il resto E.
dall’uscita di Genova Est si prende a sinistra e si risale la Valbisagno in sponda sinistra (non idrografica), percorrendo prima Via Piacenza, poi, al bivio con Via Emilia, si mantiene la destra, in via Emilia appunto. Si percorre quindi Via Emilia fino ad una rotonda, dove continuiamo nella stessa direzione, ma non sulla prima a destra (sempre Via Emilia), ma imbocchiamo la più interna Via Molassana, dove subito parcheggiamo nel grande parcheggio cintato sulla destra.
dal parcheggio continuiamo a percorrere Via Molassana, arrivando ad una rotonda, da dove si diparte sulla sinistra Via Geirato, dalla quale torneremo, mentre noi continuiamo dritti sempre in Via Molassana, per ancora un’ottantina di metri, imboccando quindi Via San Felice sulla sinistra. Pochi metri di Via San Felice e imbocchiamo una scalinata sulla destra (via Cotella). Dopo 200 metri rincrociamo nuovamente Via San Felice, che attraversiamo solamente per continuare sull’altro lato riprendendo ancora la scalinata di Via Cotella. Dopo ulteriori 100 metri attraversiamo nuovamente Via San Felice e continuiamo per altri 170 metri sulla scalinata fino ad incrociare il sentiero dell’Acquedotto, che imbocchiamo verso sinistra. Percorriamo quindi circa 130 metri in piano sul sentiero dell’Acquedotto e ci troviamo ad un bivio, dove prendiamo a destra Via alle Brughe, seguendo le indicazioni per il sentiero dell’acquedotto storico del 600. Seguiamo quindi il nuovo sentiero indicato con abbondanti segnavia “pallino blu”, sbucando quindi subito nuovamente in Via San Felice, percorrerne un breve tratto verso sinistra e riprendere quindi a destra Via alle Brughe, che, in breve, si trasforma in sentiero. Attraversiamo quindi, sempre seguendo i bollini blu, due cancelli apribili, passando poi a sinistra dei resti, spesso interrati, dell’acquedotto del 600. Su percorso sempre abbastanza pianeggiante giungiamo quindi ad un bivio segnalato che indica a sinistra un percorso alternativo, mentre noi proseguiamo a destra sul percorso principale. Subito dopo passiamo a sinistra di un’area picnic, quindi attraversiamo un ponticello e affrontiamo un breve tratto di salita con il quale giungiamo ad un bivio, dove lasciamo a sinistra il percorso dell’acquedotto ed imbocchiamo invece a destra per Cartagenova. Cento metri e incontriamo un nuovo bivio, dove in realtà entrambe le direzioni vanno bene, io ho preso comunque a destra, prima in leggera discesa, e quindi in salita tra le prime case di Cartagenova, per poi attraversare un’ultima volta Via San Felice riprendendo subito un viottolo tra le case, dove troviamo anche le prime indicazioni per i Prati Casalini, qui indicati a 45 minuti di cammino. Passate quindi le ultime case di Cartagenova il viottolo si trasforma in sentiero, segnato con segni gialli, sempre pianeggiante, ed arriviamo ad un tornante dove il sentiero scavalca il Fosso del Rio, che possiamo andare a visitare brevemente sulla destra in quanto presenta, a pochi metri dal sentiero, una bella cascata. Visitata la cascata riprendiamo il sentiero giungendo quindi in breve ad un bivio segnalato, dove dobbiamo prendere a sinistra, sempre per i Prati Casalini. Duecento metri dopo il bivio passiamo quindi a fianco di una casa abbandonata e, poco dopo, il sentiero si biforca: a sinistra il vecchio percorso che porta al primo dei due prati, ora interrotto da una frana, mentre a destra il nuovo percorso che seguiamo (in ogni caso anche prendendo a sinistra vi è una deviazione che riporta a destra). Pochi metri e una deviazione a sinistra su una chiusa di pietre consente di tornare indietro brevemente fino al primo prato. Visitato il primo prato riprendiamo a seguire i segni gialli e giungiamo subito al secondo più grande prato. Qua i segni gialli continuano verso destra, non so per quanto in effetti, ma io ho invece attraversato il prato più o meno al centro, ritrovando quindi una chiara traccia nel bosco, che, in 200 metri circa, ci porta alla prima cascata del Geirato. Risaliamo con un sentierino sulla destra la piccola cascata ed arriviamo ad una cascata decisamente più alta e suggestiva, oltre la quale non è possibile proseguire, perlomeno direttamente. Riscendiamo quindi alla prima cascata e prendiamo un sentierino a destra appena visibile. Il sentiero risale ripidamente il versante riaccostandosi poi al torrente e giungendo in vista di una seconda molto bella cascata, immediatamente soprastante a quella appena visitata. La traccetta scende quindi alla sommità di questa seconda cascata, ma da qui è impossibile scendere alla base, occorre invece tornare indietro sul sentierino e scendere per il pendio a sinistra appena questo diventa meno ripido. Scesi alla meglio al torrente occorre risalirlo abbastanza facilmente per qualche decina di metri, arrivando così alla base della seconda cascata. Visitata la seconda cascata ritorniamo al sentierino e torniamo nuovamente alla sommità della cascata e da qui continuiamo su traccetta sull’immediata sinistra del torrente. Proseguiamo quindi ancora per qualche decina di metri lungo il torrente, ammirando ancora un paio di bei laghetti, per poi lasciare il corso d’acqua quando i versanti diventano più ripidi. Risaliamo quindi alla meglio il versante verso sinistra, seguendo varie traccette, forse di animali, che ci guidano a scegliere i punti migliori di passaggio. Nella salita manteniamo comunque più o meno la direzione nord-ovest e giungiamo infine ad un punto più ripido sulla sinistra di una frana, dove, per non passare proprio sul ciglio dove continuava la traccetta che stavo seguendo, ho dovuto passare su un terreno assai ripido e scivoloso per un breve tratto, dopo il quale si continua più facilmente traversando verso destra. Il sentiero Aq2 è però ormai vicino e traversando ancora verso destra per evitare altri tratti ripidi, lo raggiungiamo senza ulteriori difficoltà e lo imbocchiamo verso destra. Seguiamo quindi il sentiero Aq2, in questo tratto costituito da una sterrata pianeggiante, fino a giungere ad una costruzione dell’acquedotto, a sinistra della quale troviamo una bella concrezione colorata formata dalle acque percolanti del Geirato. Qui finisce comunque la sterrata ed inizia il sentiero che continuiamo a seguire nella stessa direzione fino al Colle del Canile, dove incrociamo l’altavia. Imbocchiamo quindi l’altavia in salita verso sinistra, sulla sinistra anche di una staccionata. Dopo poco più di 200 metri troviamo un bivio, dove continuiamo a destra sull’AVML, con la quale proseguiamo fino in vetta al Monte Alpe e oltre. Giungiamo quindi al bivio per la vetta dell’evidente Motne Carossino, dove lasciamo l’altavia a sinistra e saliamo a destra il crinale. Giunti in vetta scendiamo quindi sull’altro versante, fino a giungere ad un crocevia di sentieri, dove imbocchiamo il secondo sentiero a sinistra (segnato X rossa), mentre il primo sarebbe l’altavia. Seguiamo quindi la X rossa nel bosco per sbucare quindi sul crinale prativo tra il Monte Mezzano ed il Monte Alpe, che seguiamo verso destra per un centinaio di metri, giungendo così ad un nuovo bivio, dove prendiamo a sinistra il sentiero in discesa, lasciando a destra quello che sale il crinale del Monte Mezzano. Il sentiero prosegue quindi parallelo al crinale fino ad una piccola costruzione, quindi scende verso sinistra fino a raggiungere il sentiero Aq2, che imbocchiamo verso destra su sterrata. Seguiamo quindi la sterrata fino ad un traliccio Enel, dove la lasciamo a destra, proseguendo invece dritti a sinistra seguendo le indicazioni del sentiero Aq2 verso Molassana. Il sentiero scende quindi nel bosco attraversando prima un ponticello ed arrivando poi ad intercettare Via Castello di Pino, che imbocchiamo verso sinistra in discesa. Seguendo sempre i segnavia biancorossi Aq2, passiamo poi in salita Cà di Sciaretta, con la quale scendiamo lungamente, per poi imboccare salita San Giacomo di Molassana, con la quale sbuchiamo in prossimità di un ponte in ferro sul Rio Maggiore, che attraversiamo. Attraversato il ponte imbocchiamo verso sinistra Via Inferiore Rio Maggiore, con la quale ci immettiamo in Via Geirato, che seguiamo verso destra fino a raggiungere, presso una grande rotonda, Via Molassana, che imbocchiamo verso destra, tornando quindi sui nostri passi fino alla macchina.
giro che permette di collegare in un anello più punti di interesse, al prezzo di una ripida, ma non impossibile, risalita fuori sentiero. Veramente suggestive le cascate del Geirato, un posto selvaggio e pittoresco praticamente in città, interessante l’acquedotto del 600 anche se non spettacolare, posto indubbiamente rilassante i Prati Casalini, ideali per un picnic sull’erba, carina e panoramica la cresta erbosa tra l’Alpe ed il Carossino, infine il sentiero Aq2 di cui nell’occasione ho percorso una metà al ritorno imboccandolo verso ovest, non presenta forse grandi punti di interesse, ma niente vieta di imboccarlo verso est e percorrerne la metà più interessante.
Percorso Inedito
21-03-2021
Molassana (60) –Sentiero Acquedotto 600 (150-190) – Cartagenova (250) – Prati Casalini (285) - Cascate del Geirato (305) – Colle del Canile (655) – Monte Alpe (799) – Monte Carossino (839) – Sentiero Aq2 (455-60) – Molassana (60).
17 km circa.
900 m. circa.
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