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Monti Alpesisa e Lago anello per Sentiero Acquedotto e Canate da San Siro

Monti Alpesisa e Lago anello per Sentiero Acquedotto e Canate da San S...

Percorso Inedito
08-02-2020
Abbazia San Siro di Struppa (165) – Oratorio San Rocco (140) – Ponte Cavassolo (140) – Canate (535) – Colle Est di Monte Lago (855) – Monte Lago Est (910) – Colle Est di Monte Lago (855) – Monte Lago (950) – Monte Alpesisa (990) – Monte Piano di Croce (785) – Monte Caviglia (460) – San Cosimo di Struppa (230) – Abbazia San Siro di Struppa (165).
19,9 Km. circa.
1150 m. circa.
soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fino al Ponte Canale a Cavassolo, EE, per escursionisti esperti, la parte successiva fino al Colle Lago Est, non ci sono particolari difficoltà, ma il sentiero è a tratti un po’ infrascato, un poco esposto, spesso assai ripido. E poi Fino al Monte Caviglia, mentre la discesa, in prevalenza lungo un metanodotto, presenta alcuni tratti molto ripidi in cui prestare attenzione e anche un paio di salti da evitare, quindi EE fino al raggiungimento dell’abitato, tutto il resto E.
da Genova si percorre la Val Bisagno seguendo prima Lungobisagno Dalmazia e quindi Via Adamoli, quindi, all’altezza di Via Gualco, si prende il ponte a sinistra e si imbocca la strada per Creto e Montoggio, percorrendola quindi per circa 1,5 Km., fino all’Abbazia di San Siro di Struppa, presso la quale parcheggiamo.
dal parcheggio visitiamo l’Abbazia, quindi, spalle alla facciata dell’edificio, imbocchiamo a sinistra ed in discesa, Salita Bertora e giungiamo quindi ad incrociare la strada percorsa in macchina che attraversiamo tagliandone il tornante sulla continuazione della salita appena percorsa. Giunti di nuovo sull’asfalto, lo imbocchiamo verso sinistra e lo seguiamo per qualche metro, fino ad alcuni lavatoi sulla sinistra, dove saliamo alcuni gradini, in corrispondenza degli stessi, per iniziare a percorrere uno stretto lastricato che corre parallelo e sopraelevato alla strada asfaltata. Dopo pochi metri notiamo un pannello indicatore del sentiero dell’acquedotto ed iniziano pure i segnavia biancorossi che dobbiamo seguire. Subito vediamo in lontananza un primo viadotto (Ponte Rio Torbido), che in breve raggiungiamo e percorriamo, passiamo quindi a fianco ad un’area picnic con pergolato (siamo qui in Via Aicardi), quindi procediamo pressochè in piano, immettendoci in Via Inferiore Gambonia, fino ad un bivio, dove lasciamo a sinistra l’asfalto di Via Trossarelli, e continuiamo invece sul sentiero sottostante, per immetterci poco più avanti sull’asfalto di Via dei Filtri. Dopo 100 metri in Via dei Filtri possiamo scegliere se continuare dritti, o percorrere la vecchia strada a sinistra che compie un tornante e si riimmette sulla nuova, non che ci sia molta differenza; poco più avanti troviamo un nuovo bivio, dove io ho preso il sentiero a destra, ma forse è meglio prendere a sinistra (in ogni caso le due strade si riuniscono dopo poco) per visitare direttamente i ruderi dell’Oratorio di San Rocco, piuttosto che tornare indietro qualche metro alla riunione dei due percorsi. Visitati i ruderi dell’Oratorio, si può scegliere tra due sentieri paralleli, anche se quello superiore è per le mountain bike, e io ho scelto di seguire quello sotto a destra, ma, comunque, dopo circa 600 metri, i due percorsi si riuniscono e, ancora trecentocinquanta metri dopo, giungiamo al Ponte Canale di Cavassolo, dove troviamo il bivio sulla sinistra per il Monte Lago. Percorriamo quindi prima il ponte e visitiamo la cappella sulla sinistra, per tornare indietro quindi ed imboccare a sinistra il sentiero 1 di Quotazero per il Monte Lago. La nuova traccia corre stretta ed in piano, parallela al sottostante Rio Canate, ed, in alcuni punti, la troppa vegetazione costringe a qualche passo un po’ esposto, mentre in altri, buchi nel lastricato richiedono comunque attenzione. Dopo quasi un km in questa guisa, una freccia ci fa scendere a destra sull’asfalto di via Cavassolo, che iniziamo a percorrere verso sinistra. Continuiamo quindi per circa 800 metri su asfalto e quindi proseguiamo sul sentiero Quotazero sulla sinistra, sentiero che continua ancora in piano lungo il torrente Canate, compiendo anzi alcuni guadi in un verso e nell’altro. Giunti in un tratto in cui l’alveo è particolarmente largo, il sentiero vi passa dentro e qui è possibile effettuare con prudenza una deviazione a sinistra per risalire una cascatella gialla (probabilmente sulfurea) che forma alcuni bei laghetti, per risalire ai quali occorre usare le mani facendo molta attenzione a non scivolare sulle pietre umide. Visitate le cascatelle riprendiamo a seguire il sentiero che continua ancora a seguire il torrente pressochè in piano per oltre un km, dopo il quale svoltiamo verso sinistra iniziando a salire ripidamente verso Canate. Si sale sui resti piuttosto ben conservati, ma comunque sconnessi, di una ripida e stretta scalinata che risale le fasce fino a giungere al Paese di Canate, che attraversiamo seguendo i segnavia, fino a trovare un cartello, in corrispondenza di un trivio, dove prendiamo dritti in salita, sempre per il Colle Est del Monte Lago. Si continua quindi a salire sempre molto ripidamente risalendo le fasce, fino al predetto Colle. Dal Colle prendiamo il crinale a destra e saliamo fino in vetta, quindi scendiamo sull’altro versante continuando a seguire il sentiero. A quota 830 circa notiamo un bivio a destra, sbarrato da un cavalletto di legno, e lo imbocchiamo. Il nuovo sentiero comunque segnato con i due bolli blu dello spartiacque, ci riporta in breve al Colle Est, dal quale continuiamo in direzione della vetta principale del Monte Lago, che dopo non molto raggiungiamo. Dalla vetta continuiamo sul crinale dirigendoci verso la successiva e più alta vetta dell’Alpesisa. Si giunge quindi dopo una salita assai ripida sul crinale sommitale, a pochi metri dalla vetta sulla destra, che raggiungiamo con una deviazione, per poi riprendere il sentiero precedente in discesa. Scendiamo quindi sul sentiero segnato due rombi rossi, trovando dopo 400 metri un bivio a destra che ignoriamo, proseguiamo quindi ancora la discesa, non molto ripida in verità, che ci troviamo su una specie di altopiano, ed una brevissima risalita ci porta in vetta al Monte Piano di Croce, non certo molto prominente. Dopo questa vetta iniziamo a scendere un po’ più ripidamente ed entriamo quindi nel bosco, dove incontriamo un paio di case in pietra, poco dopo le quali giungiamo ad incrociare un sentiero; qui è possibile continuare a destra seguitando ancora i due rombi rossi che ci porterebbero facilmente a San Cosimo di Struppa, ma io ho preferito ignorarli e proseguire dritto senza traccia, passando subito a sinistra di un recinto del metanodotto, lungo il crinale erboso del Monte Caviglia. Una traccia appena visibile ci porta quindi fino in vetta, in realtà la vetta è qualche metro a sinistra, raggiungibile ravanando un po’ tra la vegetazione. Dalla vetta iniziamo a scendere sull’altro versante, trovando però subito un salto di un muro di contenimento del metanodotto, che aggiriamo sulla destra sfruttando alcuni alberi per la discesa. La traccia quindi continua seguendo il metanodotto, a tratti semplice, a tratti un po’ più ripida, fino ad arrivare ad un secondo salto, che aggiriamo ancora sulla destra. Dopo il salto, continuiamo sul metanodotto, affrontando un tratto molto ripido ed insidioso per raggiungere una casa presso la quale il metanodotto finisce. Prima della casa giungiamo in effetti ad una sterrata che imbocchiamo verso destra, per poi girare a sinistra e arrivare alla casa, dalla quale inizia una strada lastricata sulla destra che seguiamo (in realtà io ho seguito una scorciatoia, ma non fa differenza), per giungere quindi in salita Ca de Zerbi, sulla quale proseguiamo in discesa nella stessa direzione. Giunti ad un bivio in mezzo alle case, prendiamo a sinistra Salita la Parte, e, quindi, ci immettiamo sull’asfalto di Via Cavassolo, che imbocchiamo verso sinistra. Da Via Cavassolo ci immettiamo quindi in Via Trossarelli, in corrispondenza di un tornante, e imbocchiamo tale via in discesa verso destra. Dopo 250 metri lasciamo via Trossarelli, per prendere a sinistra Salita la Loggia. Giunti al bivio con Salita Calanca, lasciamo a destra salita La Loggia e imbocchiamo la prima, per giungere in breve nuovamente in Via Trossarelli, che attraversiamo per continuare quindi in Salita Calanca, fino a giungere nuovamente sull’asfalto, in Via Inferiore Gambonia, che imbocchiamo verso destra e dove eravamo già passati all’andata in senso opposto. Da qui quindi torniamo sui nostri passi fino al parcheggio.
posti vicino a casa che forse anche per questo non ho mai considerato, ma in effetti non sono il tipo di montagna che preferisco, troppo poca roccia, così ho cercato di creare una gita che comunque offrisse altre cose da vedere, a partire dalla suggestiva Abbazia romanica, l’interessante Acquedotto, nonché il paese quasi abbandonato di Canate. Ne è risultata una gita piacevole e varia, magari non eccezionale, ma sicuramente comoda ed interessante.
Percorso Inedito
08-02-2020
Abbazia San Siro di Struppa (165) – Oratorio San Rocco (140) – Ponte Cavassolo (140) – Canate (535) – Colle Est di Monte Lago (855) – Monte Lago Est (910) – Colle Est di Monte Lago (855) – Monte Lago (950) – Monte Alpesisa (990) – Monte Piano di Croce (785) – Monte Caviglia (460) – San Cosimo di Struppa (230) – Abbazia San Siro di Struppa (165).
19,9 Km. circa.
1150 m. circa.
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