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Monti Tambura e Roccandagia anello per Focetta Acqua Fredda da Campocatino

Monti Tambura e Roccandagia anello per Focetta Acqua Fredda da Campoca...

Percorso Inedito
17-11-2018
Campocatino (980) – Passo Tombaccia (1350) – Sella Roccandagia (1645) – Roccandagia (1710) – Sella Roccandagia (1645) - Monte Tambura (1895) – Passo Tambura (1635) – Finestra Vandelli (1430) – Focetta Acqua Fredda (1590) – Campocatino (980).
15 Km circa.
1350 m. circa.
Em e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
E, per escursionisti medi, fin quasi al Passo Tombaccia, poi EE, per escursionisti esperti, per qualche facile tratto attrezzato. E, tendente all’EE, la salita alla Sella di Roccandagia, senza particolari difficoltà, ma su sentiero a tratti un po’ ripido. F (alpinistico facile) la salita alla Roccandagia, con primo tratto di cresta esposto ma facile e quindi un tratto più ripido con un paio di saltini di I – I+, ma non esposto. EE la traversata fino alla Tambura, senza particolari difficoltà, ma assolutamente priva di sentiero se non alcune vaghe tracce ogni tanto. E quindi la discesa dalla Tambura al Passo omonimo e quella fino al Rifugio Nello Conti. Dal Rifugio EE la risalita fino alla Focetta dell’Acqua Fredda, con alcuni ripidi tratti attrezzati. Al limite dell’EE anche la discesa successiva alla Via Vandelli che presenta un breve tratto attrezzato. E quindi la Via Vandelli. E sarebbe anche il sentiero 147 che ci riporta a Campocatino, se non fosse per un unico tratto attrezzato di 7-8 metri, che è sicuramente il più difficile della giornata Si tratta in effetti di traversare praticamente nel vuoto attaccandosi al cavo e, quindi, scendere un ripido e scivoloso canalino, sempre con cavo.
Da Genova in autostrada prima sulla A12 e quindi sulla A15 (La Spezia – Parma) fino ad Aulla. Si prende quindi la strada per il Cerreto (ss63) in direzione Fivizzano fino al bivio con la sr445 (strada regionale della garfagnana) in località Gassano. Si segue la sr445 in direzione di Piazza al Serchio e Castelnuovo Garfagnana fino a Casola in lunigiana, dove si svolta a destra passando a fianco di una caratteristica torre sulla sede stradale imboccando così la SP59 per Minucciano; giunti a Minucciano continuiamo fino a Gorfigliano e, da qui, verso Vagli, prendendo quindi a destra per Campocatino, poco prima di giungere a Vagli di Sopra. In breve giungiamo quindi a Campocatino, dove parcheggiamo nell’area apposita.
Dal parcheggio prendiamo la strada lastricata che attraversa il bel paesino e, in breve, incrociamo i cartelli del sentiero 177, che imbocchiamo verso destra. Seguiamo quindi i segnavia biancorossi del sentiero 177 che ci porta ad attraversare un bel bosco di faggi e quindi al Passo Tombaccia a quota 1350. Qui possiamo notare a destra l’affilata, vicina e breve cresta del Monte Tombaccia, che abbiamo provato anche a scalare, ma abbiamo desistito a pochi metri della vetta per la grande esposizione, nonche i passaggi intorno al III grado, sicuramente almeno un PD. Dopo il non evidentissimo passo il sentiero inizia ad affrontare alcuni tratti attrezzati con cavo metallico, prima in salita e poi in discesa. Affrontiamo quindi un tratto abbastanza pianeggiante passando sopra una vecchia cava e, a quota 1410 circa, lasciamo a destra il sentiero 177, per imboccare una traccia sulla sinistra segnata con segni azzurri. Seguiamo quindi gli evidenti segni risalendo un ripido canale e, quindi, giungendo in vista del ripido prato che sostiene la rocciosa Sella di Roccandagia, alla quale arriviamo abbastanza facilmente seguendo il sentierino che lo attraversa. Dalla sella si prende a sinistra seguendo scrupolosamente e con la massima attenzione il filo di cresta, che, dopo un tratto pianeggiante e affilato, si impenna contemporaneamente allargandosi e portando quindi abbastanza facilmente alla cresta sommitale, di cui la roccia più sporgente costituisce la vetta. Ritorniamo quindi sui nostri passi e scendiamo il breve prato dalla Sella Roccandagia, qui, ad una settantina di metri dalla Sella, ed a quota 1600 circa, proprio dove finiscono le rocce a sinistra del canalino erboso appena sceso, iniziamo a traversare a sinistra su traccia molto vaga ed incerta, passando alla base degli evidenti torrioni che caratterizzano la cresta verso la Tambura, che, forse, possono anche essere affrontati più direttamente, ma non nelle condizioni odierne di terreno a tratti ghiacciato. Descrivere la successiva traversata verso la vetta della Tambura è piuttosto difficile, data l’assenza di una traccia precisa e la nebbia che abbiamo incontrato, in ogni caso la direzione da tenere è sud-ovest e basta evitare alla base i risalti della soprastante cresta, salendo per canali e crestine più abbordabili, tentando magari di seguire vaghe tracce di passaggio, ma credo non sia un problema se le si perdono, che credo il terreno consenta di salire più o meno dappertutto, eccetto forse il filo di cresta, ma non so giudicare esattamente data la scarsa visibilità trovata. Giunti in ogni caso sotto la cupola sommitale della Tambura abbiamo raggiunto la parte finale della cresta a sinistra e siamo giunti facilmente in vetta. Dalla vetta prendiamo a sinistra (sud), il facile sentiero che porta a scendere al Passo della Tambura. Giunti al Passo scendiamo sul versante mare lungo la Via Vandelli, fino a giungere, a quota 1430 circa, all’evidente sella prativa a sinistra della Finestra Vandelli. Traversiamo quindi la Finestra e passiamo subito sopra ai Campaniletti, per poi giungere e passare sopra anche al Rifugio Nello Conti. Dal Rifugio iniziamo a salire ripidamente verso la Focetta dell’Acqua Fredda, affrontando anche alcuni tratti attrezzati presso una baracca dei cavatori. Giugngiamo quindi all’aerea Focetta, dove prendiamo a sinistra, seguendo il filo di cresta e i segnavia. Il sentiero sale per superare a destra alcuni dossi della cresta, quindi, dopo un tratto attrezzato, scende alla sottostante via Vandelli, che imbocchiamo verso destra in discesa. Scendiamo quindi sulla via Vandelli, passando anche vicino a due grotte (a pozzo) sulla sinistra. Scendiamo quindi per una prima serie di tornanti e, dopo un tratto rettilineo, per una seconda serie che ci portano alla Cava di Formignacola, dove lasciamo la marmifera a destra, per prendere a sinistra il sentiero 147 (come segnalato dai cartelli che avvisano anche del non elementare tratto attrezzato). Seguiamo quindi il nuovo sentiero e, dopo poco più di 300 metri, giungiamo al ripido tratto attrezzato, superato il quale il sentiero scende ripido e un po’ scivoloso ancora per qualche decina di metri, per poi iniziare una lunga traversata in falsopiano, e anche con tratti in salita, verso Campocatino, al quale arriviamo poco dopo aver lasciato a destra il bivio per l’Eremo di San Viano (che, nell’occasione, non abbiamo avuto tempo di visitare).
interessante giro che permette di concatenare due belle cime delle Apuane. Un poco deludente l’attraversamento della Carcaraia, ma forse è stata colpa della scarsa visibilità e anche del ghiaccio, che ci ha sconsigliato di tenerci alti sulla cresta. Suggestiva invece la Focetta dell’Acqua Fredda con la vista sul maestoso Alto di Sella, come anche interessanti i Campaniletti, la cupola sommitale quasi “lunare” dalla Tambura e l’affilata cresta della Roccandagia. Volendo il giro può essere abbreviato, soprattutto nel dislivello, non scendendo alla Finestra Vandelli sul versante mare, ma continuanto invece sulla Via Vandelli sull’altro versante, può essere una soluzione per fare prima e faticare meno, ma si perderebbero alcuni panorami meritevoli, quindi non lo consiglio.
Percorso Inedito
17-11-2018
Campocatino (980) – Passo Tombaccia (1350) – Sella Roccandagia (1645) – Roccandagia (1710) – Sella Roccandagia (1645) - Monte Tambura (1895) – Passo Tambura (1635) – Finestra Vandelli (1430) – Focetta Acqua Fredda (1590) – Campocatino (980).
15 Km circa.
1350 m. circa.
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