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Monte Tambura anello da Campocatino

Monte Tambura anello da Campocatino

26-09-2009
Campocatino (980) – Passo Tombaccia (1370) – Monte Crispo (1834) – Monte Tambura (1890) – Passo della Tambura (1625) – Eremo San Viano (1100) – Campocatino (980).
13,2 Km. circa.
1100 m. circa.
Em e soundofsilence.
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praticamente tutto EE, per escursionisti esperti, con la presenza di vari tratti attrezzati, di cui il più difficile è l’ultimo, sul sentiero 147, del quale in effetti si viene pure avvisati da una scritta presso la Cava Formignacola; tale tratto è piuttosto esposto e scivoloso quindi va affrontato con attenzione.
Da Genova in autostrada prima sulla A12 e quindi sulla A15 (La Spezia – Parma) fino ad Aulla. Si prende quindi la strada per il Cerreto (ss63) in direzione Fivizzano fino al bivio con la sr445 (strada regionale della garfagnana) in località Gassano. Si segue la sr445 in direzione di Piazza al Serchio e Castelnuovo Garfagnana fino a Casola in lunigiana, dove si svolta a destra passando a fianco di una caratteristica torre sulla sede stradale imboccando così la SP59 per Minucciano; giunti a Minucciano continuiamo fino a Gorfigliano e, da qui, verso Vagli, prendendo quindi a destra per Campocatino, poco prima di giungere a Vagli di Sopra. In breve giungiamo quindi a Campocatino, dove parcheggiamo nell’area apposita.
Dal parcheggio prendiamo la strada lastricata che attraversa il bel paesino e, in breve, incrociamo i cartelli del sentiero 177, che imbocchiamo verso destra. Seguiamo quindi i segnavia biancorossi del sentiero 177 che ci porta ad attraversare un bel bosco di faggi e quindi al Passo Tombaccia a quota 1350. Qui possiamo notare a destra l’affilata, vicina e breve cresta del Monte Tombaccia, che abbiamo provato anche a scalare, ma abbiamo desistito a pochi metri della vetta per la grande esposizione, nonche i passaggi intorno al III grado, sicuramente almeno un PD. Dopo il non evidentissimo passo il sentiero inizia ad affrontare alcuni tratti attrezzati con cavo metallico, prima in salita e poi in discesa. Affrontiamo quindi un tratto abbastanza pianeggiante passando sopra una vecchia cava e, a quota 1410 circa, troviamo il bivio a sinistra, segnato in azzurro, per la Roccandagia, mentre noi continuiamo dritti sul 177, fino a giungere ad un successivo bivio a destra per il Passo della Focolaccia, mentre noi proseguiamo a sinistra sul crinale della Tambura, toccando prima la vetta del Monte Crispo e quindi quella della principale. Dalla vetta scendiamo a destra al Passo Tambura, dove incrociamo la Via Vandelli, che imbocchiamo verso sinistra. Seguiamo quindi la Via Vandelli (sentiero CAI 35) fino al bivio col 147 che troviamo alla Cava Formignacola, dove vi sono comunque abbondanti segnalazioni. Scendiamo quindi col 147, prestando attenzione nell’insidioso tratto attrezzato, giungendo quindi al bivio per l’Eremo di San Viano (a quota 1150 circa), che andiamo a visitare, per poi riprendere il 147 e seguirlo fino a Campocatino.
giro molto bello per le viste sulla Carcaraia, la salita alla “lunare” Tambura ed il gran bel panorama di vetta e anche l’Eremo di San Viano merita una visita.
26-09-2009
Campocatino (980) – Passo Tombaccia (1370) – Monte Crispo (1834) – Monte Tambura (1890) – Passo della Tambura (1625) – Eremo San Viano (1100) – Campocatino (980).
13,2 Km. circa.
1100 m. circa.
Em e soundofsilence.
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Monte Tambura anello da Campocatino


Salita alla Tambura con un occhio di riguardo per la Carcaraia, vasta distesa carsica traforata da innumerevoli pozzi e grotte. Le zone carsiche esercitano sempre un gran fascino su di me: le bizzarre forme di erosione delle rocce, i paesaggi lunari e desertici, nonché se del caso, le concrezioni all’interno delle grotte sono cose a cui non riesco a rimanere insensibile… A Campo Catino si giunge in circa 2,30 di viaggio da Genova passando da Aulla e quindi lasciando la strada principale che attraversa la Garfagnana per dirigersi verso Minucciano, Gramolazzo e Gorfigliano da dove parte la strada che si dirige verso Vagli, nel punto più alto della quale vi è la deviazione di circa 1Km per Campo catino. Contrariamente a quanto letto la strada è completamente asfaltata, ma bisogna pagare 2 euro all’imbocco della predetta deviazione. Campo Catino è un bel paesino in pietra con un grande prato in mezzo e a cui fa da corona la Cima della Roccandagia che da qui appare un po’ diversa da come sono abituato a vederla. Parcheggiata la macchina presso la Statua della Madonna, che, anche oggi, ci concederà benevola la sua protezione, partiamo verso le 9 da quota 1000 per imboccare il sentiero 177 (ampiamente segnalato), che scegliamo per l’andata, giudicandolo più interessante dato il previsto attraversamento della Carcaraia. La prima parte del sentiero sale regolarmente nel bosco fino a svoltare e sbucare di fronte al Pisanino che qui si mostra in tutta la sua imponenza. Siamo a circa 1400 metri di altezza e sono trascorsi circa 40 minuti dalla partenza; da qui in poi il sentiero salirà molto più lentamente, presentando anche lunghi tratti in piano e in breve discesa, inoltre, l’attraversamento della Carcaraia si fa attendere più del previsto e ci tocca attraversare altri tratti nel bosco… Dopo circa 1 ora e 20 ci siamo, ma l’attraversamento sarà molto più periferico di quel che speravamo: il centro della Carcaraia è sopra di noi e sale fino alla vetta della Tambura, tanto che pensiamo quasi di abbandonare il sentiero e salire attraversando direttamente la zona carsica. Restiamo un po’ dubbio, ma poi decidiamo che prima è bene seguire il sentiero ‘normale’, anche per valutare meglio dove salire un’altra volta… Dopo comunque una breve deviazione per osservare meglio il ‘progetto’ di percorso ripartiamo sul sentiero 177. A poco meno di 2 ore dalla partenza siamo sulla cresta (1700), poco sopra il passo della Focolaccia, che il sentiero evita di poco; bella vista sui Campaniletti (peccato per il cielo poco nitido che rende un fantasma il mare sullo sfondo), con il vicino rifugio Aronte. La cresta è veramente bella e spettacolare, come tutto il sottostante pendio ‘lunare’ della Carcaraia appoggiato sotto i bastioni della Roccandagia, offrendo un panorama spettacolare e impressionante. Percorrendo la cresta osserviamo altre possibili vie di attraversamento della Carcaraia e notiamo anche alcune tracce, probabilmente utilizzate dagli speleologi, che verranno bene per un’altra volta: oggi ci limitiamo ai sentieri segnati per avere una prima ‘infarinatura’ della zona… La cresta è lunga e la percorriamo in circa 20 minuti, per essere in vetta (1890) dopo 2 ore e 25 dalla partenza. Il cielo si incupisce un poco ma ancora possiamo apprezzare il bel panorama, pur reso meno vivo dalla scarsa nitidezza. Dopo la sosta pranzo (11,45) scendiamo verso sud dirigendoci al Passo della Tambura, voltandoci ogni tanto in dietro ad ammirare la vetta appena lasciata che acquista, man mano che si scende, un aspetto sempre più ‘lunare’ e impressionante. Dopo 25 minuti siamo al Passo e dopo una sosta di 5 minuti per guardare il panorama versante mare riprendiamo la discesa sulla via Vandelli (versante est). Lungo la mirabile strada incontriamo due profondi pozzi subito a monte della stessa e continuiamo ad osservare l’impressionante versante sud-est della Tambura. Dopo 40 minuti dal passo (12,54) siamo al bivio col sentiero 147 che dobbiamo imboccare per tornare a Campo Catino; un cartello avverte di un breve tratto attrezzato, non sarà questa la parte più fastidiosa del percorso… Il sentiero 147 è in effetti, in alcuni tratti, un po’ invaso da una vegetazione fastidiosa (insieme alle ragnatele), è altresì, sempre in alcuni punti, stretto e un poco esposto. Non ci sono però difficoltà reali e il punto attrezzato è più esposto che difficile, ma i cavi che si usano prevalentemente in traversata, danno la necessaria sicurezza. Dopo 35 minuti siamo ad un bivio che segnala l’Eremo di San Viano. Andiamo a vederlo: una casa di pietra incastonata in una parete a picco ma risulta un po’ coperto dalla vegetazione e non ci fa l’impressione che speravamo… Persi così 20 minuti, riprendiamo a scendere verso Campo Catino che raggiungiamo in 20 minuti alle 14,15. In tutto il giro è lungo 15 Km e presenta circa 1000/1100 (se si va anche all’Eremo San Viano che aggiunge 70 metri) di dislivello, compresa un po’ di risalita effettuata al ritorno dal sentiero 147. In conclusione il giro è molto bello e vale la pena soprattutto per la vista sulla Tambura, la sua cresta e la Carcaraia dall’alto soprattutto e pure per il bel panorama sul Pisanino, fastidiosa solo l’ultima parte sul sentiero 147 che non aggiunge niente panoramicamente ma che è ‘giustificata’ dal sovrastante pezzo della Via Vandelli; in alternativa si può evitare il 147 continuando sulla Via Vandelli fino all’incrocio del sentiero 31 e con questo scendere a Vagli di Sopra, per risalire poi a Campo Catino, allungando però un po’ il percorso.