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Quota 1872 Cavallo e Tambura anello da Resceto

Quota 1872 Cavallo e Tambura anello da Resceto

Percorso Inedito
16-05-2011
Resceto (500) – Focolaccia (1642) - Forcella Porta (1745) – Quota 1850 e Quota 1872 Cavallo – Monte Tambura (1890) – Passo Tambura (1635) – Via Vandelli – Resceto (500).
15 Km circa.
1700 m. circa.
Em, Lusciandro e Soundofsilence.
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Direi tutto E, per escursionisti medi, tranne la salita verso il Cavallo. Qualcuno qualifica EE, per escursionisti esperti, la salita alla Focolaccia tramite il 166, ma a me è parso non ci siano particolari difficoltà: in qualche punto il sentiero è un po’ ripido, ma alla tranquilla portata di ogni escursionistra medio allenato, qualche attenzione in più ci vuole sulla cresta della Tambura, ma, in condizioni normali, anche questa non va oltre l’E. La salita verso il Cavallo si effettua su traccia, seppur non evidentissima e decisamente ripida, si può classificare EE, ma non è un EE particolarmente difficile, perlomeno nelle condizioni in cui l’abbiamo trovato noi (terreno asciutto e con erba molto bassa; l’erba alta potrebbe infatti creare qualche problema), questo almeno fino alla forcella tra la prima gobba e la coda del Cavallo; la salita alla prima gobba, anch’essa, contrariamente a quanto altri dicono, non mi è sembrata né particolarmente difficile, né particolarmente esposta: indubbiamente siamo ad un livello superiore di difficoltà rispetto alla salita fino alla forcella, ma si tratta comunque di camminare, seppur con attenzione, e usare le mani può essere d’aiuto, ma non necessario e, per quanto riguarda l’esposizione, seguendo la via giusta, non mi è parso sia molta, contrariamente a quanto dicono altre relazioni; più esposta forse, ma semplice, in quanto in piano, la Coda del Cavallo. Il discorso sicuramente cambia in caso di terreno umido o erba alta, in questo caso è assolutamente sconsigliabile tentare la salita. In cima alla prima gobba ci siamo fermati: la discesa successiva, in effetti, è molto più esposta e pericolosa, oltre a richiedere sicuramente l’uso delle mani (I grado) e sarebbe consigliabile assicurarsi con corda a uno dei massi sulla vetta, cosa che ci ripromettiamo di fare prossimamente.
Da Genova in autostrada fino a Massa. All’uscita di Massa si prende a sinistra via degli Oliveti; si arriva quindi sull’Aurelia e la si segue per circa 1 Km., per poi svoltare a sinistra, prendendo la SP5 e seguendo le indicazioni per Resceto. In pochi Km. si arriva, appunto, a Resceto, dove si parcheggia in un’ampia piazza poco prima che inizi il divieto di circolazione sulla via Vandelli; il parcheggio è ampio ma noi l’abbiamo trovato quasi pieno alle 8, è quindi necessario arrivare presto.
Si segue la Via Vandelli (sentiero 35) fino al bivio col sentiero 166, che si imbocca a sinistra. Poco dopo si ignora il 166bis e si continua sul 166 fino ad arrivare alla strada marmifera nei pressi della cava della Focolaccia. Si segue la marmifera in salita fino a giungere al bivacco Aronte. Dal Bivacco parte sulla sinistra il sentiero 167 che si imbocca, arrivando il breve all’evidente Forcella Porta. Dalla Forcella si prosegue, prima in leggera discesa e poi pressochè in piano per poco meno di 400 metri fino a che il sentiero 167, in corrispondenza di una spalla erbosa in discesa dalla prima gobba del Cavallo, inizia a scendere decisamente: sulla destra una esile, ma evidente traccia risale ripidamente; la si segue e, dopo un centinaio di metri si nota che si riunisce con un’altra traccia proveniente, a mezza costa, da destra; quest’ultima traccia (la si può usare per il ritorno per perdere meno quota nel ritorno alla Forcella Porta) è pure segnata con macchie rosse che continuano poi anche su quella su cui siamo, frammiste a rari ometti. Si continua quindi in ripida salita, tra varie tracce tra le quali non è facile distinguere quella segnata, ma tutte percorribili. Giunti alla forcella sulla sinistra si può percorrere la cresta sulla destra che costituisce la Quota 1850 del Cavallo, con bellissima vista sulle gobbe e poi, ritornati alla forcella, si può salire sulla sinistra, alla prima gobba, seguendo, come guida, le 2 evidenti spaccature/venature nelle altrettante placche rocciose che si incontrano nel breve percorso per la vetta. Il ritorno si effettua per la medesima via, si può però deviare, come accennato, in precedenza, per la traccia a mezza costa che riporta nei pressi della Forcella Porta. Dalla Forcella si ridiscende alla cava e si segue il sentiero 148 sulla cresta della Tambura. Dalla vetta si prosegue in cresta, scendendo fino al Passo Tambura, dove si prende a destra la via Vandelli che riporta, in circa 5 Km al bivio col sentiero 166, seguito all’andata, da dove si ritorna, in breve, al punto di partenza.
Finalmente una gita a 5 stelle! Ci voleva proprio in questa stagione che promette sempre molto, ma che, tra tempo instabile e neve residua, mantiene spesso poco… Fantastica la vista sulle Gobbe del Cavallo dalla Coda e anche dalla prima gobba, nonché la vista sul Pisanino e sul Grondilice. Molto bella anche la Punta Carina e le guglie circostanti salendo alla Focolaccia; e, infine, la lunare e splendida Tambura e il magnifico panorama che offre.Sicuramente una delle gite imperdibili delle Apuane, fra le prime 3 più belle, insieme al Forato e le Panie attraverso la Vetricia.
Percorso Inedito
16-05-2011
Resceto (500) – Focolaccia (1642) - Forcella Porta (1745) – Quota 1850 e Quota 1872 Cavallo – Monte Tambura (1890) – Passo Tambura (1635) – Via Vandelli – Resceto (500).
15 Km circa.
1700 m. circa.
Em, Lusciandro e Soundofsilence.
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Quota 1872 Cavallo e Tambura anello da Resceto


Ci è voluto più di un anno di inseguimento, ma, finalmente, l’ho raggiunto, il Cavallo! In realtà, se a parole e nei pensieri non vedevo l’ora di andarci, all’atto pratico ho sempre trovato qualche scusa per andare da un’altra parte, temendo le conseguenze, di un’eventuale caduta, da Cavallo appunto… Stavolta però non avevo scelta: il meteo era bello solo in apuane e c’era un Lusciandro ansioso di perdere la sua verginità Apuana e proprio col cavallo (de gustibus…)…. Perfino Enrico è riemerso dalle nevi al solo sentir nominare l’elegante quadrupede…. Non avendo quindi scampo mi attrezzo del minimo indispensabile con ramponi e picozza da erba, imbragatura completa, imbranatura, completa pure quella, corde, cordini, moschettoni, nonché santini e varie immagini sacre di San Giuda (la rupe), protettore degli alpinisti imbranati… In realtà la ‘bestia’ si rivelerà più domestica del previsto, forse anche grazie al pelo rasato di recente, e potrò montargli prima sulla coda e, poi, visto che non si muove, anche sulla groppa. Avendo però lasciato le redini, pardon, la corda, sulla sella (tra la prima gobba e la coda) ci accontentiamo e rinunciamo a salire anche sulla testa. Resta poi la Tambura, dove recupero, con successo, la caduta non fatta da cavallo, ma la cosa non mi turba per niente, sono troppo felice per i panorami già visti…