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Monte Contrario traversata creste ovest ed est dal Rifugio Donegani

Monte Contrario traversata creste ovest ed est dal Rifugio Donegani

Percorso Inedito
27-10-2019
Rifugio Donegani (1120) – Rifugio Orto di Donna (1485) – Passo delle Pecore (1600) – Monte Contrario (1788) – Foce di Monte Cavallo (1700) – Rifugio Orto di Donna (1485) – Rifugio Donegani (1120).
8 km. circa, ma il tempo necessario per percorrere la cresta alpinistica allunga assai la durata della gita rispetto a quanto si potrebbe supporre.
700 m. circa.
Em e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
per me le creste est ed ovest valgono un PD (alpinistico poco difficile), che se forse le difficoltà alpinistiche non raggiungono il III grado (ma su qualche breve passaggio si potrebbe discutere), la costante esposizione ed il terreno spesso precario per roccia infida e pareti di erba e terra. a volte più impegnative ed insidiose di quelle di roccia, mi consigliano di non sottostimare la via con un F+ (alpinistico facile superiore). Vi è da dire poi che i passaggi più difficili si trovano all’inizio delle due creste e il più difficile in assoluto è per me la prima paretina di roccia, erba e terra, che si affronta all’inizio della cresta ovest, quindi si può valutare subito se si è in grado di proseguire il percorso. Si tratta di una paretina di 7-8 metri con passi di II grado (II+ volendo), ma con appigli più di erba e terra che di roccia, esposta e con passaggi assai precari, dove è bene ponderare ogni movimento. Il resto del percorso è decisamente più semplice ma è sicuramente EE, per escursionisti esperti, la discesa dalla Foce di Monte Cavallo, senza sentiero e con necessità di scegliere il percorso migliore, ma mai troppo ripida, né difficile. Tutto il resto E, per escursionisti medi.
Da Genova in autostrada prima sulla A12 e quindi sulla A15 (La Spezia – Parma) fino ad Aulla. Si prende quindi la strada per il Cerreto (ss63) in direzione Fivizzano fino al bivio con la sr445 (strada regionale della garfagnana) in località Gassano. Si segue la sr445 in direzione di Piazza al Serchio e Castelnuovo Garfagnana fino a Casola in lunigiana, dove si svolta a destra passando a fianco di una caratteristica torre sulla sede stradale imboccando così la SP59 per Minucciano. Poco dopo Minucciano (1 Km circa) si svolta a destra sulla strada segnalata per Orto di Donna e Val Serenaia che si percorre per 5 Km, fino a giungere al Rifugio Val Serenaia. Giunti al Rifugio proseguiamo su strada asfaltata, compiendo un tornante verso destra ed arrivando in poco più di 500 metri al parcheggio del Rifugio Donegani, dove lasciamo la macchina.
dal parcheggio imbocchiamo il sentiero di fronte al Rifugio che taglia la marmifera, per raggiungerla nuovamente dopo poco più di 100 metri. Iniziamo quindi a salire la marmifera verso sinistra, ignorando i bivi segnalati a destra per la Foce Giovo. Seguiamo quindi fedelmente la marmifera, attraversando varie cave e giungiamo infine al Rifugio Orto di Donna. Dal Rifugio ignoriamo il sentiero a destra verso il Grondilice e proseguiamo dritti fino al vicino bivio per il Passo delle Percore; qui lasciamo a sinistra il sentiero segnato verso Foce Cardeto, salendo invece dritti sulla continuazione della marmifera, che sale a tornanti verso il Passo delle Pecore. La marmifera si esaurisce quindi e saliamo gli ultimi metri su ripido sentiero fino al passo. Dal Passo prendiamo la chiara traccia verso sinistra, che si dirige verso la parete ovest del Monte Contrario. Dopo un primo breve tratto facile ci troviamo il percorso sbarrato dalla paretina descritta nelle difficoltà. Superata la paretina si continua su ripido ed esposto pendio erboso, ma, per fortuna, ben tracciato. Giungiamo quindi all’inizio della cresta rocciosa che presenta subito un salto assai impegnativo ed esposto, che però si può aggirare sulla sinistra, tramite un sentierino che risale poi a destra in cresta dopo pochi metri, con passaggi decisamente più facili, ma anche un po’ precari per la terra, anzi il fango, e le rocce poco affidabili. In cresta si procede decisamente più semplicemente, anche se l’esposizione è sempre presente. Si arriva quindi nei pressi di un anticima, davanti a noi un ultimo tratto di cresta orizzontale e quindi la cupola sommitale del Monte Contrario. Questo ultimo tratto di cresta è facile in effetti, ma termina su un salto strapiombante, occorre quindi evitarla, scendendo a sinistra una ventina di metri su sentierino un po’ accidentato e, quindi, traversare in orizzontale fino alla base della cupola sommitale, che si risale su assai ripidi, ma gradinati, pendii erbosi fino in vetta. Dalla vetta scendiamo sull’altro versante tenendoci un poco a destra del crinale roccioso, per un primo canalino erboso e quindi traversiamo a sinistra per riportarci sul crinale. Si scende su prati ripidissimi, ma percorsi da buona traccia e si imbocca quindi un canalino ripidissimo ed esposto (in cima al quale troviamo anche un cordino sul quale è possibile passare una corda in doppia per una discesa più tranquilla), ma sempre ben tracciato. All’uscita del canalino il pendio si fa ancora più ripido e precipite, ma la traccia curva a destra in orizzontale, per poi superare un saltino roccioso scomodo (II grado) e un poco esposto e quindi riprendere a scendere i ripidi pendii erbosi che ci portano al cospetto di un grande torrione che ci sbarra la strada. Il torrione si supera risalendolo a destra della cima, con una paretina da affrontare di circa 10 metri, con passaggi di II abbastanza esposti, ma con roccia migliore che in altri punti. Giunti in cima, anche se non proprio in vetta al torrione, la traccia prosegue sulla sinistra, subito un po’ meno evidente e ci porta all’ultimo salto roccioso a pochi metri dalla Foce di Monte Cavallo. Si tratta di un salto strapiombante, ma per fortuna basso, con difficoltà direi superiori al II, anche se forse non un III pieno, soprattutto perché basso ed affrontato in discesa, può darsi anche che in salita possa dare più problemi. Giunti così alla Foce di Monte Cavallo si prende a sinistra scendendo la stretta gola con percorso obbligato nei primi metri e poi su ampi pendii dove non è presente alcuna traccia, ma è possibile passare quasi dappertutto, data la non eccessiva pendenza. Meglio comunque traversare verso destra, dove il pendio è ancora più agevole, e, quindi, scendere dritti, o come meglio si ritiene seguendo la conformazione del pendio, fino al sottostante sentiero segnato, che si imbocca verso sinistra. Il nuovo sentiero traversa pressochè in orizzontale nel bosco per circa 600 metri sbucando in fine su una breve pietraia, passata la quale si giunge al Rifugio Orto di Donna, dal quale torniamo sui nostri passi fino alla macchina.
sicuramente il Monte più difficile da raggiungere tra quelli da me saliti in Apuane, ma ne varrebbe la pena solo per l’incomparabile vista sulle gobbe del Cavallo, non che tutto il resto non meriti, che l’itinerario è sempre panoramico e selvaggio, ma, certo, non per tutti, che bisogna soprattutto essere abituati all’esposizione e all’infido terreno apuano. Volendo è possibile rendere l’itinerario ancora più indimenticabile continuando sulla cresta ovest del Cavallo e quindi salirne le gobbe e scendere alla forcella Porta, come descritto in altra pagina di questo sito.
Percorso Inedito
27-10-2019
Rifugio Donegani (1120) – Rifugio Orto di Donna (1485) – Passo delle Pecore (1600) – Monte Contrario (1788) – Foce di Monte Cavallo (1700) – Rifugio Orto di Donna (1485) – Rifugio Donegani (1120).
8 km. circa, ma il tempo necessario per percorrere la cresta alpinistica allunga assai la durata della gita rispetto a quanto si potrebbe supporre.
700 m. circa.
Em e soundofsilence.
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