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Monte e Cintura Procinto anello da Stazzema

Monte e Cintura Procinto anello da Stazzema

02-11-2008
Stazzema (540) – Rifugio Forte dei Marmi (865) – Foce Procinto (1100) – Monte Procinto (1173) - Foce Procinto (1100) – Casa Giorgini (700) – Stazzema (540).
8,1 Km. circa.
900 m. circa.
Em e soundofsilence.
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EE, per escursionisti esperti la Cintura del Procinto, dato qualche punto un poco esposto, la ferrata per la vetta è abbastanza semplice, ma certamente molto esposta, specie nella prima parte e ci sono poi un paio di saltini non semplicissimi, tutto il resto è E, per escursionisti medi.
Da Genova sulla A12 fino all’uscita di Versilia (Forte dei Marmi). All’uscita dell’autostrada si prende verso nord seguendo le indicazioni per Serravezza e Stazzema. Dopo 2,5 Km si svolta a destra e si prosegue verso est giungendo a Serravezza, da dove continuiamo fino a Ponte Stazzemese. A Ponte Stazzemese lasciamo a sinistra la strada per Cardoso e saliamo invece a destra per Stazzema. Al penultimo tornante prima di arrivare a Stazzema, prendiamo a destra (segnalazioni biancorosse dei sentieri e per Casa Giorgini sul muretto a sinistra) una strada asfaltata. Passiamo quindi sulla sinistra di una segheria, poi affrontiamo un tornante, ignoriamo un bivio in discesa a sinistra e, infine, all’imbocco del successivo tornante, ci manteniamo sulla destra, giungendo quindi al termine dell’asfalto, dove parcheggiamo.
dal parcheggio continuiamo seguendo il sentiero 6 sulla destra della strada, ma, dopo pochi metri, lo lasciamo per prendere il nr. 5 diretto al Rifugio Forte dei Marmi. Seguiamo quindi tale sentiero fino al predetto rifugio, che raggiungiamo con una breve deviazione a destra sul nr. 121. Ritornati sul 5 lo seguiamo fino ad un bivio, dove prendiamo a sinistra per la Foce del Procinto, lasciando a destra il 5 che si dirige al Callare di Matanna. Giunti alla Foce prendiamo il sentiero a sinistra ed, in breve, arriviamo all’attacco della Ferrata Bruni. Percorriamo quindi la Ferrata fino in vetta e quindi scendiamo dallo stesso percorso, per poi continuare a destra il giro della Cintura del Procinto, ritrovandoci poi alla Foce, dalla quale torniamo sui nostri passi fino al bivio col sentiero 5b, che imbocchiamo sulla destra poco dopo aver passato il bivio per il Rifugio Forte dei Marmi, visitato all’andata. Col 5b ci immettiamo più avanti nel sentiero 6, che seguiamo in discesa fino a Casa Giorgini, dove lasciamo a sinistra il 6 e riprendiamo il 5b con il quale scendiamo su una marmifera, che imbocchiamo verso sinistra in discesa e con la quale torniamo in breve al punto di partenza.
gita che percorre ambienti bellissimi come la cintura del Procinto, ma che non posso giudicare appieno dato che in vetta non abbiamo visto niente causa nebbia, emozionante comunque la salita in mezzo alle pareti.
02-11-2008
Stazzema (540) – Rifugio Forte dei Marmi (865) – Foce Procinto (1100) – Monte Procinto (1173) - Foce Procinto (1100) – Casa Giorgini (700) – Stazzema (540).
8,1 Km. circa.
900 m. circa.
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Monte e Cintura Procinto anello da Stazzema


Purtroppo impossibilitati a scegliere sabato per la nostra gita settimanale, cerchiamo di anticipare la perturbazione in arrivo da ovest spingendoci a est sulle Apuane. In ogni caso abbiamo anche un piano di riserva che prevede di spingerci ancora più in là, fino alle Balze del Valdarno, se il tempo in Apuane fosse troppo brutto. In realtà, durante il viaggio, quasi spero nel brutto tempo: il dover affrontare una nuova ferrata che non sono sicuro sia alla mia portata, mi mette sempre un pò di ansietà e, quando si avvicina il momento, cresce la preoccupazione e diminuisce l'entusiasmo... Naturalmente quando si spera nel brutto tempo questo non arriva mai... Si spiega così che durante tutto il giorno non becchiamo neanche una goccia di pioggia e, anzi, il pomeriggio avremo anche un pò di sole. Partiti presto da Genova alle 6,10 nell'intento, appunto, di anticipare la perturbazione, parchegggiamo poco dopo le 8 alla fine della strada asfaltata, proprio dove iniziano insieme i sentieri 5 e 6. Alle 8,22 partiamo per il Rifugio Forte dei Marmi seguendo il sentiero 5, che subito si stacca dal 6. In 40 minuti circa siamo al Rifugio, dove chiediamo informazioni sullo stato della Ferrata, dopo le recenti piogge. Otteniamo la rassicurante risposta che avremo l'onore di essere i primi ad andarci dopo le piogge... Ora se per un alpinista è un onore mettere piede per primo su una cima inviolata, per me che alpinista non sono, nè voglio essere, potrebbe anche essere un'ulteriore fonte di preoccupazione, ma, ormai, sono preparato al peggio e non faccio una piega... Dal Rifugio all'attacco della ferrata la via è breve, fin troppo, soprattutto per sperare che nel frattempo piova, e, così in men che non si dica mi trovo a litigare con l'imbragatura. La speranza è, a questo punto, di non riuscire a sbrogliare la matassa informe composta da imbragatura cordini e moschettoni prima dell'arrivo dell'agognata perturbazione, ma, purtroppo ho commesso il fatale sbaglio di portare l'imbragatura di mia moglie che, essendo di quelle nuove, permette di staccare il set da ferrata dall'imbragatura in un attimo e quindi riduce di molto le possibilità di annodarsi in modo inestricabile su sè stessa... Mi trovo così sulla scala d'inizio della ferrata, non prima di averne verificato la solidità con un forte scrollone, dato nella segreta speranza di farla crollare... Parlando un poco più seriamente il primo tratto di ferrata, pur molto verticale, non mi crea alcun problema, dati i buoni appoggi per i piedi e l'abbondanza di cavi catene e pioli tutt'intorno che rendono il pericolo più grave di questo tratto quello di ritrovarsi incatenato tra imbragatura e attrezzature peggio dei maghi che si fanno chiudere nelle casse e sommergere sott'acqua... Passato questo primo tratto diminuisce l'esposizione, ma aumentano le difficoltà. Si incontra prima un saltino di 2 metri che considerando le suole lisce dei miei scarponi e l'umidità della roccia in questione proprio nel punto dove vorrei poggiare il piede, è perlomeno un terzo grado, almeno per me che non ne so niente di alpinismo... Riesco comunque a passare, ma sono già preoccupato per il ritorno, l'appoggio usato per il piede è piccolo, umido e anche un pò in discesa. Dopo un facile tratto su una comoda cengia esposta sull'abisso e alcuni saltini decisamente più facili, in cui anche le attrezzature sembrano quasi superflue, si entra nel canalone terminale e lì, finalmente, mi passano le preoccupazioni per il ritorno, dovendo tornare a preoccuparmi per l'andata... Il canalone terminale in effetti presenta saltini di roccia non impossibili, ma resi viscidi dall'umidità, le foglie e il fango tanto che riesco a superarli solo facendo voto solenne di comprarmi un paio di scarponi nuovi e non Asolo se tornerò intero da questa escursione... Piccola digressione: gli Asolo sono comodissimi, ma le suole mi durano veramente poco, il modello precedente dopo un'anno erano completamente lisce e, stavolta, passato al modello superiore, giustamente, sono lisce dopo appena sei mesi... Passate queste ultime difficoltà si arriva brevemente in vetta, dopo una doverosa visita alla grotticella chiamata Antro di Buden. Il panorama è qualcosa di mai visto, nel senso, però, che non l'abbiamo mai visto, essendosi, nel frattempo, annebbiato tutto il circondario... Ridiscendiamo quindi in fretta e, per fortuna, la discesa non si rivela più difficile della salita, anzi, forse alleggerito dal pensiero di doverla fare di nuovo, mi sembra anche più facile... Considerazioni personali sulla ferrata: A mio modo di vedere questa ferrata è decisamente più difficile di quella del Forato, contrariamente a quanto indicato su alcuni siti come www.vieferrate.it: i punti più difficili sono paragonabili all'inizio della Salvadori (unico punto difficile in quest'altra ferrata), ma tutto il resto della ferrata del Forato è molto più facile, senza contare l'esposizione molto maggiore della prima, che, se a me non a dato fastidio, per altri può essere un problema. Fatta la ferrata facciamo il giro della cintura del Procinto, che ci riserverà panorami molto migliori di quelli della via attrezzata appena percorsa e che risulterà, indubbiamente, pur nella sua brevità, la cosa più interessante della giornata. Per il ritorno abbandoniamo l'idea di salire anche al Monte Croce, data la nebbia che lo avvolge, nebbia che dopo aver deciso così, inizierà, naturalmente a diradarsi... Il cambiare le proprie decisioni è sicuramente sinonimo di intelligenza e ci terrei a cogliere questa occasione, una delle poche che mi capitano, per dimostrare di esserne dotato pure io, ma, nel frattempo, una telefonata di mio figlio al momento giusto mi ha estorto la promessa di tornare presto e quindi iniziamo la discesa verso Stazzema. Decidiamo però di allungare almeno un poco il percorso compiendo un anello col sentiero 5B, che dovrebbe permetterci, quantomeno, qualche bella vista sul Forato, seppure soltanto nel tratto terminale di sterrata che riporta al parcheggio. Così facciamo, anche se la vista è un pò meno aperta di quel che ricordavo, evidentemente non tutti gli alberi hanno ancora perso le foglie necessarie a una incontrastata visione del nostro oggetto del desiderio... In conclusione, anche se la gita, è stata breve, possiamo sicuramente essere soddisfatti di essere riusciti a farla, trovando una finestra di tempo accettabile, sicuramente in questo periodo possiamo dire che c'è andata più che bene....