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Pania della Croce anello per Rifugio Rossi e Borra Canala da Piglionico

Pania della Croce anello per Rifugio Rossi e Borra Canala da Piglionic...

04-10-2008
Piglionico (1130) – Rifugio Rossi (1595) – Foce del Puntone (1615) – Callare Pania (1830) – Pania della Croce (1859) – Pizzo delle Saette (1720) – Borra di Canala – Piglionico (1130).
10,2 Km. circa – io ne ho fatti di più essendo andato, per errore, anche al Passo Uomini della Neve e aver fatto anche parte della cresta est verso la vetta della Pania.
850 m. circa.
soundofsilence.
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E, per escursionisti medi fino alla Pania della Croce, quindi EE, per escursionisti esperti la cresta per il Pizzo delle Saette e la discesa su ghiaione della Borra di Canala.
Da Genova si imbocca l’autostrada per Livorno e la si segue fino a Massa, dove si esce. Da Massa si seguono le indicazioni per Castelnuovo Garfagnana e si passa da Pariana e Antona per arrivare alla Galleria del Vestito e all’immediatamente successivo omonimo passo. Si prosegue quindi per Arni e dopo poco più di un Km dal paese ci si immette sulla SP13 che si imbocca verso sinistra. Si passa quindi il Lago di Isola Santa e si giunge a Castelnuovo, dove si prende la strada provinciale di Monteperpoli. Dopo un Km e mezzo la si lascia girando a destra per Montaltissimo (seguendo per Molazzana). Superato Montaltissimo ci si immette sulla provinciale di Molazzana e la si imbocca verso destra. Si giunge quindi a un ulteriore bivio a destra si va verso Eglio e Sassi, mentre noi dobbiamo prendere a sinistra (un cartello segnala per il Rifugio Rossi) per Piglionico. Si supera ancora un bivio sulla destra per Alpe Sant’Antonio, proseguendo invece dritti per la cappelletta di Piglionico. L’ultimo tratto di strada è più ripido e bisogna stare attenti ai profondi canali di scolo dell’acqua, ma soltanto le ultime centinaia di metri sono sterrati, però in piano e con fondo buono. Si parcheggia sul lato della strada pochi metri prima della capelletta. Fare attenzione che 4 Km prima di arrivare occorre munirsi di biglietto al parcometro ivi presente, al costo di 3 euro giornalieri.
dal parcheggio proseguiamo lungo la sterrata che si trasforma in breve in sentiero e quindi ci porta ad un bivio: a destra il sentiero 127 per la Borra di Canala, a sinistra il 7 per il Rifugio Rossi , che imbocchiamo. Seguiamo quindi il sentiero 7 prima fino al Rifugio Rossi e poi dritti fino alla Foce del Puntone. Dalla Foce continuiamo dritti ancora sul 7 per poco più di 100 metri, quindi svoltiamo a destra sul 126 che ci porta al Callare della Pania, dal quale, seguendo il crinale verso sinistra, arriviamo facilmente alla vetta della Pania della Croce. Dalla vetta torniamo indietro sui nostri passi continuando poi dritti sul crinale, invece di scendere a destra da dove siamo venuti. Percorriamo quindi la lunga Cresta delle Saette fino a giungere, con qualche difficoltà, alla vetta dell’omonimo Pizzo. Ripercorriamo quindi a ritroso parte della cresta (circa 250 metri), fino ad un bivio a sinistra in discesa, segnato da una freccia blu; imbocchiamo tale bivio ed iniziamo la discesa verso la Borra di Canala. Raggiungiamo quindi il grande ghiaione, che comunque si scende facilmente, e lo percorriamo col sentiero 139, che seguiamo senza bivi fino a quota 1100 circa, dove troviamo il sentiero 127 che va a destra, mentre noi continuiamo a sinistra sempre sul 139, col quale torniamo quindi a ricongiungerci al percorso dell’andata poco prima di Piglionico, che in breve raggiungiamo.
anello classico per salire alla Pania della Croce, che presenta bei panorami dalla vetta e dai crinali, nonché qualche bella vista sulla Vetricia, ma indubbiamente è molto più interessante l’attraversamento diretto di quest’ultima, come descritto in altre pagine di questo sito.
04-10-2008
Piglionico (1130) – Rifugio Rossi (1595) – Foce del Puntone (1615) – Callare Pania (1830) – Pania della Croce (1859) – Pizzo delle Saette (1720) – Borra di Canala – Piglionico (1130).
10,2 Km. circa – io ne ho fatti di più essendo andato, per errore, anche al Passo Uomini della Neve e aver fatto anche parte della cresta est verso la vetta della Pania.
850 m. circa.
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Pania della Croce anello per Rifugio Rossi e Borra Canala da Piglionico


Partito da Genova alle 7,15, arrivo a Piglionico intorno alle 10,10, facendo l'autostrada fino a Lucca este risalendo poi la Garfagnana per Molazzana e quindi seguendo le indicazioni per Alpe Sant'Antonio - Piglionico e Rifugio Rossi. Ci si poteva sicuramente mettere meno di 3 ore, ma sono andato decisamente piano, anche perchè poco invogliato dal tempo che più mi spostavo verso est, più peggiorava, così, nella speranza, di attendere il previsto miglioramento ho rallentato il più possibile... Per una volta il piano è riuscito perfettamente e sono arrivato a tempo col sole... Partenza dalla macchina alle ore 10,21 e arrivo al Rifugio Rossi alle 11, passato il rifugio continuo sul sentiero 7 anche dopo la vicina Foce del Puntone, mentre avrei dovuto svoltare sul 126 per la vetta della Pania, arrivo così invece sulla cresta sud dove il sentiero diventa una traccia, ma è comunque, anche per me, impossibile perderlo visto che segue perfettamente il filo di cresta... Arrivato così ad oltre metà cresta mi sorge il sospetto che non sia questa la via normale alla vetta, aiutato in questa deduzione da 2 persone sopra di me munite di casco e che stanno indossando l'imbragatura... Decido così di tornare indietro a cercare il sentiero giusto, che, a dire la verità, è decisamente molto evidente, anche se non reca indicazioni per la vetta della Pania. Prendo così il predetto sentiero 126 che risale una pietraia di facile percorrenza e in breve sono sulla cresta, questa volta nord, della Pania, dalla quale si arriva in men che non si dica sulla vetta. Vista di vetta molto bella a nord sul gruppo Sagro, Alto di Sella, Grondilice, Pisanino e Roccandagia, sulle Isole di Portovenere, mentre a sud si dominano il Lago di Massaciuccoli, il forato (di cui non si vede il buco) e il bellissimo Procinto, purtroppo in controluce per venire bene nelle foto... A completare la vista di una giornata decisamente nitida le isole: Elba, Capraia, Gorgona decisamente ben distinguibili, mentre, con un pò di fantasia, si intravede anche la Corsica... Dopo una lunga sosta in vetta riparto indeciso se fare la cresta per il Pizzo delle Saette o tornare al Rifugio Rossi e fare o La Pania Secca o un'esplorazione dell'altopiano carsico della vetricia: la soluzione viene però da sola in quanto, appena partito, incontro 2 persone che mi accompagnano sulla predetta cresta. La cresta per il Pizzo è un poco esposta, ma senza alcuna difficoltà e permette comunque di scegliere vie alternative di percorrenza, leggermente più problematica la salita, e soprattuto la discesa, al Pizzo stesso per la notevole pendenza, ma affrontata con un poco di prudenza anche questa non dà problemi. Scendo poi alla Borra di Canala attraverso un sentiero segnato da una freccia blu a metà della cresta tra la Pania e il Pizzo stesso. La discesa non presenta problemi: c'è solo un punto in cui si devono usare le mani, sopratutto se si ha uno zaino grosso, ma ila parte più difficile resta 'l'ascenzione' al Pizzo delle Saette. Si arriva quindi all'incrocio col sentiero 139 che scende la Borra di Canala. Discesa veloce della summenzionata Borra, ghiaione divertente da fare di corsa, per arrivare poco dopo la fine del lungo ghiaone all'incrocio col sentiero 127 che con un pò di saliscendi, in 10 minuti a buona andatura, mi riporta a Piglionico. In conclusione purtroppo il tempo perso la mattina per l'errore di sentiero mi ha impedito di salire anche alla Pania Secca ed esplorare, un pò, eventualmente, la Vetricia, rimando il tutto al 19/10, quando vorrei approfittare di una visita guidata gratuita al predetto altopiano (di solito non amo le visite guidate, ma l'idea che posso comunque tornarci da solo quando voglio me la rende più accettabile...) offerta dalle guide del parco in tale data e abbinarla quindi alla salita alla Pania Secca. Per questo fine settimana (domenica sicuramente, sabato ho un impegno) invece devo decidere tra la ferrata del Procinto, quella del Forato partendo da Cardoso o, se il tempo si mantiene caldo, un ritorno nelle alpi liguri, per esempio sul Pizzo d'Ormea, quindi, se qualcuno fosse interessato, si faccia pure avanti...