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Monti Gabberi e Gevoli anello e Grotta Tanaccio da La Culla

Monti Gabberi e Gevoli anello e Grotta Tanaccio da La Culla

Percorso Inedito
06-01-2019
La Culla (475) – Case ai Lecci (595) – Monte Gabberi (1110) – Grotta del Tanaccio (775) – Monte Gevoli (690) – Foce Farnocchia (865) – Sennari (700) – Sant’Anna di Stazzema (650) – Miniera Sant’Anna (500) – La Culla (475).
18 Km circa.
1150 m. circa.
Psiconauta e soundofsilence.
Scarica la traccia Gps
al limite dell’EE, per escursionisti esperti, l’ultimo tratto di salita al Gabberi con qualche saltino ed una cengia leggermente esposta. F (alpinistico facile) la discesa dalla Grotta della Vulva su sentiero attrezzato lungo le falesie, comunque non necessaria visto che, perlomeno dove ci siamo fermati noi, non ha portato da nessuna parte. Il tratto è ben attrezzato con corde ma vi sono alcuni saltini scivolosi da affrontare con prudenza e che presentano qualche difficoltà, direi quindi che è più appropriata come impegno la valutazione F che un EE. Tutto il resto E, per escursionisti medi, tranne l’ingresso nella miniera, anch’esso EE, come pure la risalita, non necessaria al torrione andando verso alla Foce Farnocchia.
Da Genova in autostrada fino all’uscita Versilia (Forte dei Marmi). Dall’uscita si continua in direzione sud per 1,5 Km e poi si gira a sinistra in viale Apua verso Pietrasanta; dopo 2 Km. si svolta a destra sull’Aurelia che si segue per 500 metri, per poi girare a sinistra per Monteggiori, raggiunto il quale, dopo 5 Km., si prosegue ancora per ulteriori 3 Km. fino a giungere in località La Culla. Qui si trova un buon parcheggio 70 metri dopo il cartello indicante il sentiero per il Monte Gabberi.
dal parcheggio torniamo indietro 70 metri sulla strada asfaltata, quindi imbocchiamo il sentiero segnato sulla sinistra in salita. Dopo una trentina di metri troviamo subito un bivio a destra, segnato con scritte rosse sui sassi, che ignoriamo. A quota 615 circa giungiamo ad un gruppo di case in rovina (Case ai Lecci), che possiamo visitare meglio con una piccola deviazione a destra. Riprendiamo quindi a salire ignorando un paio di deviazioni a destra verso Greppolungo, per giungere quindi a quota 860 circa, nei pressi di un riparo sottoroccia con una bella acquasantiera attiva. Poco dopo l’acquasantiera si inizia a salire più ripidamente fino ad arrivare ad una bella cengia calcarea inclinata (975 m. circa di quota), dalla quale, sporgendosi un po’, si gode un bel panorama su quasi tutte le Apuane principali. Da qui, in breve, giungiamo alla croce di vetta del Monte Gabberi, dalla quale proseguiamo in cresta, facendo attenzione a non girare a destra, seguendo invece i segnavia in uno stretto passaggio tra le rocce non così evidente.Dopo poco più di 100 metri dalla vetta troviamo comunque a sinistra il bivio per Foce Farnocchia, che ignoriamo, continuando a scendere dritti. A 935 metri di quota circa, troviamo un secondo bivio a sinistra per Foce Farnocchia, che useremo al ritorno, mentre noi continuiamo dritti a destra. Duecentosessanta metri circa dopo il bivio, ed a quota 905 circa, notiamo a sinistra una specie di cupa e misteriosa conca boschiva ricoperta di muschio che andiamo brevemente ad esplorare, scoprendo così imponenti scanalature nella roccia decisamente spettacolari. Riprendiamo quindi il sentiero, trovandoci pochi metri sotto la vetta del Monte Gegoli o Gevoli, che possiamo raggiungere seguendo brevemente il crinale un poco infrascato (noi l’abbiamo fatto comunque al ritorno). Tornati sul sentiero possiamo ancora notare, un’ottantina di metri dopo, sulla destra, una grotta a pozzo coperta da rami con lo scopo di impedire di cascarci dentro. Ancora 80 metri dopo il pozzo, troviamo un bivio a sinistra, mentre noi proseguiamo dritti a destra. Continuiamo quindi a scendere fino a quota 840 circa, dove troviamo un nuovo bivio: a sinistra continua il sentiero che dobbiamo seguire, mentre a destra, una breve deviazione ci porta ad una curiosa finestra di roccia che visitiamo brevemente. Riprendiamo quindi il sentiero segnato e, 160 metri dopo il predetto bivio, ne troviamo un altro (quota 800 circa), dove lasciamo il sentiero segnato per prendere a destra la deviazione per la Grotta del Tanaccio. Dopo circa 300 metri di sentiero in leggera discesa, arriviamo in vista di imponenti falesie, dove, a destra, si apre la grande apertura della Grotta del Tanaccio, mentre, pochi metri più avanti, troviamo la Grotta della Vulva. Visitate le due grotte che non necessitano di nessuna attrezzatura, si può proseguire, come abbiamo fatto noi, in ripida discesa, poi anche attrezzata, lungo le spettacolari falesie. Noi ci siamo fermati poco dopo averne girato lo spigolo, ma si poteva continuare e, forse, si possono trovare altre grotte, ma il percorso si faceva lungo e abbiamo preferito tornare indietro. Torniamo quindi sui nostri passi fino al precedentemente descritto bivio per Farnocchia, che imbocchiamo a destra. Scendendo lungo il nuovo sentiero, notiamo un imponente torrione a sinistra, al quale giungiamo con una ripida deviazione, ma non ne vale la pena, che non se ne hanno viste migliori. Tralasciamo quindi un bivio a sinistra per il Monte Gabberi e, quindi, giungiamo al bivio per il paese di Farnocchia sulla destra, mentre noi prendiamo a sinistra in salita, verso la Foce di Farnocchia. Giunti alla Foce con una salita a tornanti non molto ripida, lasciamo a destra la cresta per il monte Lieto, ed a sinistra il sentiero proveniente dal Gabberi, per prendere al centro in discesa per Sennari e Sant’Anna. Passata quindi una fonte con grotta chiusa da cancello, giungiamo sull’asfalto in corrispondenza dell’abitato di Sennari. Qui seguiamo l’asfalto per circa 450 metri, per prendere quindi in discesa sulla sinistra il sentiero segnato verso Sant’Anna, che raggiungiamo dopo circa 500 metri. A Sant’Anna prendiamo quindi la strada asfaltata verso sinistra che ci porta fino a La Culla dove abbiamo parcheggiato. Lungo la discesa, a quota 650 circa, notiamo a sinistra, subito sotto la strada, una galleria di miniera, che visitiamo brevemente, anche se non per intero, che ci sarebbero voluti gli stivali, dato lo strato di fango sul fondo; a fianco della galleria vecchie strutture della miniera ed il torrente Canale dei Mulini, dalle acque, rese ferruginose dagli scarti della miniera, di color giallo intenso.
gita interessante con molte cose da vedere, alcune indubbiamente inusuali e suggestive, come il trono nella grotta del Tanaccio, o le onde di pietra andando verso la predetta grotta, forse un po’ noioso il ritorno su asfalto, parzialmente evitabile imboccando a Sant’Anna il sentiero per Valdiscastello fino alla prima reimmissione sulla strada. Bel panorama di vetta, anche se le cime principali sono un po’ distanti.
Percorso Inedito
06-01-2019
La Culla (475) – Case ai Lecci (595) – Monte Gabberi (1110) – Grotta del Tanaccio (775) – Monte Gevoli (690) – Foce Farnocchia (865) – Sennari (700) – Sant’Anna di Stazzema (650) – Miniera Sant’Anna (500) – La Culla (475).
18 Km circa.
1150 m. circa.
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