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Penna di Sumbra in traversata da Arni a Capanne di Carregine

Penna di Sumbra in traversata da Arni a Capanne di Carregine

21-11-2009
Arni (950) – Malpasso (1470) – Foce Contapecore (1475) - Passo Fiocca (1554) – Penna di Sumbra (1765) – Colle di Capanne (1430) – Capanne di Carregine (950).
12,5 Km a piedi + 8 in bici.
900 m a piedi + 300 in bici.
Coren, Maury76, Soundofsilence.
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EE, per escursionisti esperti, ma in assenza di neve o erba bagnata un EE decisamente facile, in caso invece di terreno scivoloso, magari resta facile, ma decisamente pericoloso da affrontare senza ramponi, per buona parte della salita da Arni e nella cupola sommitale attrezzata con cavo (praticamente inutile con terreno asciutto).Difficoltà invece ci sono a non perdere la traccia sia salendo da Arni, dove comunque l’orientamento resta semplice per il terreno spoglio, sia scendendo a Carregine dove perdere la traccia nel bosco è abbastanza facile (almeno per noi) e più complicato ritrovarla…
La traversata naturalmente va effettuata con due mezzi, si lascia il primo a Capanne di Carregine ed il secondo ad Arni, da dove si parte. Da Genova in autostrada fino a Massa. Da Massa si seguono le indicazioni per Castelnuovo Garfagnana e si passa da Pariana e Antona per arrivare alla Galleria Monte Pelato (la galleria in questione si riconosce per la lunghezza, oltre 600 metri, e perché dopo la strada inizia a scendere), dopo la quale iniziamo appunto a scendere, passando, dopo circa 2 Km, il bivio a sinistra per Arni e proseguendo quindi sulla strada principale, fino ad innestarci, dopo altri 2,5 Km, sulla SP10 proveniente da Forte dei Marmi, che imbocchiamo verso sinistra e percorriamo per oltre 3 Km per imboccare quindi a sinistra la Strada Comunale per il passo Scale, che percorriamo fino a Capanne di Carregine, dove parcheggiamo il primo mezzo alla partenza del sentiero 145 poco sopra la Chiesa di San Giacomo. Con il secondo mezzo ritorniamo al bivio per Arni e raggiungiamo detta località per parcheggiare quindi il secondo mezzo nei pressi della Chiesa.
da Arni imbocchiamo il sentiero 144 che seguiamo fino al Passo Fiocca, quindi imbocchiamo il 145 sulla destra e lo seguiamo fino a Capanne di Carregine (naturalmente con deviazione alla vetta della Penna di Sumbra).
bella traversata della splendida Penna di Sumbra, che richiede però l’uso di due mezzi, in mancanza, la salita e discesa da Arni comprende i tratti più interessanti paesaggisticamente, anche se pure il successivo tratto fino a Capanne ha i suoi punti di interesse.
21-11-2009
Arni (950) – Malpasso (1470) – Foce Contapecore (1475) - Passo Fiocca (1554) – Penna di Sumbra (1765) – Colle di Capanne (1430) – Capanne di Carregine (950).
12,5 Km a piedi + 8 in bici.
900 m a piedi + 300 in bici.
Coren, Maury76, Soundofsilence.
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Penna di Sumbra in traversata da Arni a Capanne di Carregine


Traversata Penna di Sumbra – Apuane estreme "style": Come tutte le imitazioni alla fine il risultato finale sarà un po’ "tarocco" ma , in effetti, trattandosi di una imitazione non voluta speriamo di meritarci le attenuanti del caso… Il progetto di chiudere l’anello in bicicletta, in effetti, nasce dall’esigenza di ridurre i tempi di percorrenza previsti dalle guide (6 ore per il solo tratto Arni – Capanne) che sommati agli 8 Km con 300 metri di dislivello di asfalto renderebbero la gita un po’ troppo lunga per le ore di luce di questi giorni… Partenza alle 5,30 da Corso de Stefanis, deposito della bicicletta a Capanne di Carregine, alla partenza del sentiero 145 intorno alle 8 (si sarebbe potuto proseguire e lasciare la bici dal cimitero, sovrastante tra i 50-100 metri di dislivello), ritorno ad Arni e partenza effettiva verso le 8,30. Il sentiero parte sopra la chiesa, dicono le guide, e noi eseguiamo alla lettera, ma, in realtà, si trattava invece di proseguire su asfalto qualche centinaio di metri per imboccare il vero inizio del sentiero. Nessun problema comunque perchè salendo dalla chiesa si ritorna in breve su asfalto e all’inizio del sentiero, perdiamo comunque anche qui qualche decina di metri di dislivello… Il tempo sembra reggere nitido e queste piccole perdite di tempo, che caratterizzeranno tutta la giornata, non ci preoccupano più di tanto. Nel primo tratto del sentiero bella vista a sinistra (nord-ovest) su cime rocciose che mi sembrano proprio la Pania Secca e l’Uomo Morto, la posizione e l’altezza non mi convincono molto (dovrebbero essere dalla parte opposta e sembrano un po’ troppo vicini…) ma, sul momento, mi fido di più della somiglianza perfetta che del mio scarso senso dell’orientamento… A posteriori risulterà chiaro che la ‘Pania Secca’ era in realtà il Monte Macina (sicuramente un mia prossima meta dal Passo del Vestito), mentre sull’’Uomo Morto’ non saprei ancora pronunciarmi, d’altronde, di morti, purtroppo, le Apuane ne fanno sempre molti… Saliamo in fretta almeno la prima parte e in 40 minuti siamo già 400 metri sopra Arni, grazie anche al sentiero ripido. Dopo affrontiamo un lungo tratto in cui si sale poco, ma ci si perde parecchio, compresa una digressione in discesa nel bosco del Fatonero, comunque brillantemente rimediata grazie al GPS… Dopo il bosco sempre più belle diventano le viste sulla cupola sommitale della Penna, che grazie alla bella luce novembrina, appare particolarmente plastica, un po’ di nebbia invece verso la costa, che ci impedirà per tutto il giorno di vedere le Isole di Portovenere, ma bellissime viste invece sul Sagro emergente dalla nebbia e dall’altra parte sulla Pania della Croce, il Procinto che emerge come un fantasma e il vero ‘Uomo morto’ che, sul momento, ci meravigliamo di quanto si sia spostato, per essere trapassato si sposta molto più velocemente di noi che siamo abbastanza vivi! In breve raggiungiamo la bellissima sella di marmo del Passo Fiocca da cui il Sumbra si mostra con la sua bella Penna a nord, purtroppo in ombra per fare belle foto… Da qui ripida, ma breve la salita in vetta lungo il canalino erboso attrezzato: dalla vetta ci si spalanca il classico fantastico panorama delle Apuane sul gruppo Sagro, Grondilice, Tambura, Pisanino e Roccandagia, anch’essi molto belli nella nitida luce novembrina; da dietro spuntano Contrario e soprattutto le bellissime gobbe del Cavallo. A nord il Lago di Vagli e l’Appenino che occupa anche tutta la vista a est. A sud il bellissimo, come già detto, gruppo delle Panie e l’Isola d’Elba che emerge dalla nebbia. Il vento in vetta ci fa passare dalla canottiera alla giacca a vento, ma la sosta pranzo è comunque gradevole. Bella la prima parte della discesa in cresta con viste sulla precipite parete sud del Sumbra e l’attraversamento di interessanti zone carsiche, di cui, una nel bosco, poco sotto il sentiero; lasciata la cresta il sentiero si mantiene abbastanza in quota nel bosco a nord, ma è facile perdere i segnavia, in alcuni punti assenti o sbiaditi. Il sentiero prosegue comunque parallelamente alla cresta senza apprezzabili dislivelli per scavalcarla e portarsi sul versante sud al Colle delle Capanne, intorno ai 1400 metri di quota. La discesa sul versante sud è meno interessante ed anche parecchio lunga, dati i lunghi, appunto, tratti in piano, caratteristico comunque l’attraversamento di una profonda stretta e lunga fenditura nella roccia (30 metri) qualche decina di minuti prima di giungere a Capanne, dove giungiamo alle 14,20, dopo 5,50 ore soste comprese. Qui inizia la vera avventura: già consapevoli di dover sostituire una camera d’aria, bucatasi non si sa come restando la bicicletta appesa a 2 ganci per 4 anni nel box, suscitiamo l’entusiamo del pubblico locale, radunatosi intorno a noi per lo spettacolo offerto, quando anche la camera d’aria, pur nuova, si rivela anch’essa bucata… Per non deludere il pubblico, che già incominciava a sfollare, ormai sicuro del risultato finale, tiro fuori allora una vecchia confezione di pezze da attaccare col mastice… L’operazione ci prende parecchio tempo, per lasciar asciugare il mastice due volte, dopo la prima stesura incompleta, ma riesce perfettamente tra la meraviglia del pubblico incredulo, e dopo oltre un’ora di sosta ai box posso ripartire in bicicletta per Arni… Il percorso si rivela più duro del previsto, o forse sono io meno forte di quanto credevo, fatto sta che ci metto 25 minuti invece dei 20 previsti, sicuramente per colpa delle scarpe da escursionismo che non fanno presa sugli attacchi look… In ogni caso, per chi volesse ritentare ‘l’impresa’, il percorso è costituito da circa 2-3 Km discesa da Capanne in cui si perdono tra i 200 e i 250 metri, poi si sale di 150 metri circa per 3-4 Km fino al bivio per Arni con una media del 3-4% di pendenza; dopo il bivio si scende lievemente per un 500 metri per poi risalire duramente, per circa 2 Km, di 150-200 metri con pendenze quindi che si avvicinano al 10% di media.