Ferrata Ferrari – Ferrata Mazzocchi – Monte Maggiorasca




Martedì 18 Maggio 2010 Priè – Valle Tribolata – Ferrata Ferrari – Monte Roncalla – Passo Roncalla – Bivacco Sacchi – Ferrata Mazzocchi – Monte Bue – Monte Maggiorasca – Prato Cipolla – Rocca d’Aveto – Priè


Partecipanti: Gambeinspalla, Soundofsilence.


Lunghezza: 14 Km.


Dislivello: 900 metri circa.


Difficoltà: E, escluse le 2 ferrate, nessuna difficoltà di orientamento né tecnica, solo qualche difficoltà per chi come me ha una cartina dove i sentieri segnati sono molti meno di quelli reali e con segnavia diversi… In ogni caso la buona segnaletica sul posto (ottimi i cartelli indicanti le direzioni) ci ha evitato sbagli irrimediabili.
Le 2 ferrate a me sono parse difficili, nonostante quanto avevo letto in proposito non fosse dello stesso parere. Paragonandole alla classificazione presente nelle dolomiti di ferrate azzurre, rosse e nere, a me queste sono apparse sicuramente rosse e non tra le più facili di questa categoria. Per quanto riguarda la ferrata Ferrari il tratto attrezzato è breve e i passaggi ostici sono pochi, secondo me 2 (più una terza variante in cima, però evitabile), e se si fa una media del percorso ne risulterà un percorso facile, ma se si tiene invece conto, per classificarla, dei passaggi più difficili, a mio parere, il livello si alza molto. Il primo passaggio complicato è costituito da un caminetto leggermente strapiombante che costringe a tirarsi su a forza di braccia, il secondo da una spaccatura, per uscire dalla quale non sono riuscito a trovare alcun appiglio e ho dovuto persino fingermi alpinista (o così almeno è sembrato a me che non mi vedevo…) vincendo l’ostica fessura con una tecnica ad incastro/contrapposizione (quale sarà il termine giusto???) che non so proprio da dove mi sia uscita… Infine il diedro finale (evitabile mediante una variante più semplice) che, pur sembrandomi più facile dei due passaggi testè descritti, innalza comunque la media del percorso… Qualche difficoltà di orientamento poi all’inizio a seguire i bolli gialli nel bosco in assenza di una chiara traccia sul terreno.
La ferrata Mazzocchi, anch’essa non molto lunga, è mediamente molto più difficile, non presentando tratti semplici o non attrezzati come la Ferrari, mentre come massime difficoltà è solo leggermente più difficile della precedente.
In particolare, a me, il passaggio più difficile è sembrato un traverso quasi all’inizio da eseguirsi su cavo (e catena, pare aiuti…) non orizzontali, ma discretamente inclinati e senza alcun appoggio utile per i piedi… 
A parte questo, vari altri passaggi impegnativi tra cui si distingue l’ultimo per arrivare in cima attraverso una paretina strapiombante di 2 metri, dove occorre di nuovo forza e, magari, velocità, per non stancarsi le braccia, come ho fatto io… Ci sarebbe poi, poco dopo della segnalata via di fuga (bollini gialli) una variante ancora più difficile, a detta di Gambeinspalla, ma di questa non posso dire niente non avendola, direi per fortuna, fatta…


Percorso in macchina: Da Genova si possono scegliere vari percorsi, più o meno tutti equivalenti. Per chi soffre le curve conviene andare in autostrada fino a Lavagna risalire quindi a Borzonasca e poi a Parazzuolo per la Sp586 dove ci si ricongiunge con il percorso alternativo che da Genova arriva a Bargagli e quindi scende in val Fontanabuona per la Galleria delle Ferriere per poi risalire il Passo della Scoglina e arrivare infine al predetto bivio di Parazzuolo.
Da Parazzuolo si procede verso Rezzoaglio e ci si ricongiunge, dopo poco, anche con l’altro itinerario alternativo che da Genova porta alla Scoffera e quindi prosegue sulla SS45 della Val Trebbia fino al bivio con Fontanigorda che si imbocca per prendere poi per Casoni e valicare il Passo del Fregarolo per quindi ricongiungersi con il percorso che sto descrivendo.
Giunti quindi a Rezzoaglio proprio in corrispondenza del cartello che segna 15 Km da Santo Stefano d’Aveto è estremamente vantaggioso ignorare le segnalazioni che invitano a proseguire dritti a destra e svoltare invece a sinistra fino a ritrovare, 2 km dopo, le segnalazioni per Santo Stefano che indicano di svoltare a destra; questa volta si seguono le indicazioni e in 5 Km si arriva a Santo Stefano, risparmiandone così circa 8… Da Santo Stefano si seguono le indicazioni per Rocca d’Aveto e si lascia la macchina in località Priè, 800 metri prima del parcheggio di Rocca d’Aveto appunto e 150/200 metri prima della biforcazione della strada in 2 carreggiate a senso unico. Qui inizia il sentiero sulla sinistra (poco visibile dalla macchina, a dir la verità), in corrispondenza di un piccolo slargo in cui si può parcheggiare.


Percorso a piedi: Da Priè si segue il sentiero segnato triangolo giallo vuoto fino all’incrocio con le tre palle gialle che proseguono dritte, mentre il triangolo svolta a destra verso il Groppo Rosso; pochi metri prima di giungere alla Valle Tribolata si raggiunge il bivio sulla destra per la Ferrata Ferrari segnalato da un cartello. Si seguono, con qualche difficoltà, i bolli gialli nel bosco che portano alla targa di inizio della ferrata e, quindi, tramite questa, si giunge in cima al Monte Roncalla.
Da qui ci si dirige verso destra (sud) con il sentiero che scende a Rocca e Santo Stefano d’Aveto fino a raggiungere un bivio con segnalazione per il Passo Crociglia (sentiero 01) che avremmo dovuto prendere, sbagliando invece proseguiamo fino al bivio (solo 100 metri dopo) per il rifugio Astass che imbocchiamo. Giunti al Rifugio Astass si devono seguire le indicazioni per il Prato della Cipolla, fino da incontrare un bivio dove occorre prendere a destra, sempre per il Prato della Cipolla.
Si prosegue quindi fino alla Fontana Gelata (ruscello), dove si seguono le indicazioni per il Bivacco Sacchi che si raggiunge con una ripida salita (Bella vista sul Dente delle Ali); da qui, in breve all’attacco della Ferrata, seguendo i bolli gialli.
La ferrata porta in cima al Groppo delle Ali, un ampio prato panoramico. Dalla cima si può proseguire a sinistra (sud), come abbiamo fatto noi, per la Cima del Monte Bue, distante un centinaio scarso di metri di dislivello e una decina di minuti, seguendo gli unici segnavia, oppure si potrebbe proseguire verso ovest, su una traccia non segnata, per giungere al Dente della Cipolla e al suo ponte tibetano.
Dal Monte Bue si scende alla sella col Maggiorasca e da qui alla vetta a vista, o seguendo il rombo giallo. Si ritorna quindi alla sella predetta e si scende, col rombo giallo, al Prato della Cipolla, purtroppo rovinato dalle infrastrutture sciistiche… Dal Prato della Cipolla si scende seguendo le indicazioni per Rocca d’Aveto e il cerchio giallo vuoto fino a tornare al punto di partenza a Priè.


Racconto: Il mio rapporto con le ferrate è sempre stato di odio/amore: odio per le difficoltà, amore per i bellissimi posti che spesso mi permettono di raggiungere e attraversare e che altrimenti non sarei in grado…
Sul campo ciò si traduce in un ‘leggero’ terrore che mi fa sperare in qualsiasi evento possa ritardare o impedire il fatale cimento… All’uopo mi porto dietro una cartina in cui ho opportunamento sostituito i segnavia numerici con i simboli del gioco del tris…
Questo ci permetterà una piacevole, quanto inutile, visita al Rifugio Astass, che però, purtroppo, non basterà a perderci definitivamente…
Chissà perché io, che sono in grado di perdermi persino sull’Altavia, non riesco a farlo proprio adesso che mi servirebbe tanto? Mi tocca dunque rassegnarmi al mio infausto destino? Come un condannato a morte assapora gli ultimi momenti di vita così cerco di perdere il più tempo possibile provando a fare una matassa con l’imbragatura e il kit da ferrata, ma non è proprio giornata…
Non mi resta che levarmi il dente il prima possibile, mando avanti quindi il prode Gambeinspalla e vado incontro al mio destino…
La disperazione però aguzza l’ingegno e approfitto, appena posso, dello sguardo fiero di Gambeinspalla sempre proteso verso la vetta, per sfruttare tutte le vie di fuga a fianco del terribile mostro d’acciaio…
Riuscito quindi così a giungere vivo alla meta, faccio il solito solenne e ‘vano’ giuramento che mai più tocchero ferro, ma come fidarsi di un ‘drogato’ di montagna come me…


Conclusioni: Giro molto bello che permette di toccare, o almeno avvicinare, molti dei punti più suggestivi della Val d’Aveto: con poco sforzo, in effetti, si possono raggiungere oltre alla Valle Tribolata, il Dente delle Ali, il prato della Cipolla e il Maggiorasca anche il Lago Nero e il Groppo Rosso.
Panoramicamente però le ferrate aggiungono poco o niente, tanto che, per chi non sia appassionato di tale tipo di percorsi, ritengo molto più suggestivo evitare la ferrata Ferrari e fare il percorso prima attraverso la Valle Tribolata e quindi il crinale Rocca Marsa – Ciappa Liscia – Roncalla.
Con questo non voglio dire che la Ferrari non offra un bel panorama (specie sulla valle Tribolata), solo che dal sentiero è migliore…
Discorso leggermente diverso per la Ferrata Mazzocchi che percorre un ambiente sicuramente più severo, che qualche emozione la dà, oltre a qualche bella vista sul Dente delle Ali.
A rovinare la bellezza degli ambienti purtroppo parecchi scempi ambientali: dai ripetitori del Maggiorasca alle infrastrutture sciistiche, nuove e dismesse, che rovinano il Monte Bue e il Prato della Cipolla.




Groppo Rosso da Priè



Parete Groppo Rosso da Priè più chiara



Valle Tribolata con Rocca Marsa sullo sfondo più da vicino



Valle Tribolata dalla Ferrari



Davide sulla Ferrari con Valle Tribolata sullo sfondo



Ciappa Liscia e Rocca Marsa dal Roncalla più da lontano



Dente delle Ali dal bivacco Sacchi leggermente più da lontano



Dente delle Ali tra gli alberi dal Bivacco Sacchi



Andrea su scala terminale Mazzocchi



Dente delle Ali e Monte Nero dalla Mazzocchi



Lago e Monte Nero dal Groppo delle Ali



Monte Armano e Monte Nero dal Groppo delle Ali



Dente della Cipolla dal prato più da vicino



Dente della Cipolla dal prato ancora più da vicino



Dente Cipolla da prato dopo più da lontano



Dente Cipolla da prato dopo primo piano più da vicino



Dente Cipolla da prato dopo ancora più da vicino



Croce Martincano da Rocca d'Aveto più da lontano



Maggiorasca e Croce Martincano da Rocca d'Aveto più da lontano



Maggiorasca da Rocca d'Aveto



Maggiorasca e Croce Martincano da Rocca d'Aveto più da vicino



Groppo Rosso da Rocca d'Aveto