Monte Chiodo – Monte Penna - Laghetto del Penna




Sabato 11-12-2010: Casa Forestale - Passo del Chiodo - Monte Chiodo - Passo del Chiodo - 'La Nave' - Laghetto del Penna - Passo dell'Incisa - Monte Penna - Casa Forestale


Partecipanti: Fede78, Lusciandro e Soundofsilence.


Lunghezza: 11,4 Km puliti per un percorso che ha senso solo per evitare il sentiero attrezzato che va in vetta al Penna da nordest (che ghiacciato come l’abbiamo trovato è decisamente pericoloso se non si è attrezzati di picozza/e e ramponi) e nel contempo vedere il laghetto e ‘la nave’; altrimenti senza ghiaccio/neve conviene completare una specie di 8 traversando la cima del Penna con i 2 sentieri che vi giungono. Noi abbiamo fatto invece 13,5 Km tentando di salire al Penna anche dal sentiero attrezzato.


Dislivello: 550 metri, noi ne abbiamo fatto 750 grazie al tentativo di salita in vetta da nordest.


Difficoltà: A parte il sentiero attrezzato per il Penna (che, comunque, non è necessario fare e che noi abbiamo tentato solo per testardaggine o stupidaggine o incoscienza, agli eventuali lettori l’ardua sentenza…) E, EE il sentiero attrezzato in condizioni normali, F e forse anche F+ nelle condizioni ghiacciate in cui l’abbiamo trovato.
EE potrebbe quasi essere anche la salita al Chiodo in quanto senza sentiero, anche se il percorso risulta evidente, seppur non perfettamente sgombro da vegetazione e un po’ ripido nella parte finale, dove occorre anche scegliere la miglior via per passare.


Percorso in macchina: Da Genova si possono scegliere vari percorsi, più o meno tutti equivalenti.
Per chi soffre le curve conviene andare in autostrada fino a Lavagna risalire quindi a Borzonasca e poi a Parazzuolo per la Sp586 dove ci si ricongiunge con il percorso alternativo che da Genova arriva a Bargagli e quindi scende in val Fontanabuona per la Galleria delle Ferriere per poi risalire il Passo della Scoglina e arrivare infine al predetto bivio di Parazzuolo.
Da Parazzuolo si procede verso Rezzoaglio e ci si ricongiunge, dopo poco, anche con l’altro itinerario alternativo che da Genova porta alla Scoffera e quindi prosegue sulla SS45 della Val Trebbia fino al bivio con Fontanigorda che si imbocca per prendere poi per Casoni e valicare il Passo del Fregarolo per quindi ricongiungersi con il percorso che sto descrivendo.
Giunti quindi a Rezzoaglio si prende a destra per Santo Stefano d’Aveto e dopo 9 Km. si prende a destra per Amborzasco e si prosegue sulla SP75 fino al parcheggio presso la Casa Forestale del Penna.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si prosegue a piedi sulla strada provinciale fino al Passo del Chiodo (1,2 Km. circa). Dal Passo del Chiodo si continua in discesa sulla strada asfaltata sulla sinistra (diretta al passo del Tomarlo) per circa 400 metri fino a giungere alla base della ‘parete’ sud del Monte Chiodo che si trova subito a sinistra della strada. Si sale a vista in vetta e si ritorna sui propri passi fino al passo del Chiodo; qui si prende la sterrata immediatamente a sinistra della strada asfaltata percorsa all’andata (indicazioni per la nave e segnavia 831).
In breve si raggiunge ‘La Nave’, una profonda depressione sul fondo della quale è stata piazzata una croce e, superatala, si incontra un bivio segnalato. A sinistra si continua sul triangolo giallo diretto alla vetta del Penna e a destra si va verso la Casa Forestale con sentiero sempre segnato triangolo giallo. Si prende quindi a destra e dopo un poco si abbandona anche il triangolo giallo per seguire invece il pallino dello stesso colore che non ricordo bene dove si incrocia ma passa molto vicino al laghetto del Penna e ne consente quindi la visita.
Dopo il lago si riprende a seguire il Pallino giallo che porta sulla sterrata per il Passo dell’Incisa, poco distante dalla Casa Forestale. Si imbocca la sterrata verso sinistra, dirigendosi al predetto Passo. Giunti al Passo si prende il sentiero segnato sulla sinistra (croce gialla) che porta sulla vetta del Penna.
Si ridiscende quindi per la stessa via e si segue la sterrata a ritroso fino alla Casa Forestale e quindi al parcheggio.


Racconto: Ottimistica partenza alla volta della Val d’Aveto: la pioggia di mercoledì sembra, guardando le webcams, aver sciolto tutta la neve e noi vogliamo cogliere l’occasione di fare un’ultima gita in ‘quota’. Il programma prevederebbe prima una salita di riscaldamento al Monte Tomarlo dall’omonimo passo e, quindi, il Monte Chiodo e il Penna con partenza dal Passo del Chiodo, appunto. Giunti però alla Casa Forestale del Penna incominciamo a renderci conto della differenza tra la realtà virtuale delle Webcams e le condizioni della strada: subito dopo la predetta Casa Forestale un cumulo di neve, infatti, impedisce di proseguire e, oltre questo la strada è completamente ghiacciata. Parcheggiamo quindi qui, rinunciando, gioco forza, all’ascesa del Tomarlo. Mentre ci prepariamo per partire alla volta del Monte Chiodo, frotte di alpinisti ci passano a fianco, attrezzati di tutto punto con ghette, ramponi, picozze e quant’altro, proprio come se dovessero andare sul K2… tanto che incomincio a preoccuparmi di essere finito nel posto sbagliato il giorno sbagliato…
Per scacciare i cattivi pensieri ci dirigiamo quindi subito in direzione opposta, verso il Monte Chiodo, sperando, che, come dice il proverbio: Chiodo scacci chiodo…
Ma se dal Chiodo passiamo indenni, ci accorgiamo invece ben presto, andando verso il Penna, che la neve scampata alla pioggia di mercoledì è rimasta proprio tutta qui sul versante nord del Penna. Decido quindi di fingermi alpinista e mettermi i ramponi già sull’asfalto verso il Passo Chiodo, mentre Lusciandro, che evidentemente ha più dignità di me, attenderà fin oltre ‘La Nave’; fin dove sarebbe arrivata la dignità della Fede non ci è invece dato saperlo visto che lei i ramponi non li ha proprio…
Giungiamo quindi al Colletto tra il Penna e il Pennino e ci fermiamo ad osservare 2 alpinisti che risalgono il canalino. L’osservazione non ci è di grande insegnamento perché quando ci tocca passare dalla teoria alla pratica, ci blocchiamo a metà tra il colletto e la vetta, facendocela un poco sotto, non tanto per paura, quanto per arguto espediente alpinistico volto a sciogliere un po’ di ghiaccio…
Il ghiaccio però non si scioglie abbastanza e la versione ufficiale che forniremo anche ai 2 predetti alpinisti sarà che torniamo indietro per cavalleria, onde non lasciare da sola la Fede che non ha i ramponi…
Onde rimediare alla figuraccia e fare una migliore impressione sugli alpinisti decidiamo di ricorrere a un nuovo e quantomai ingegnoso espediente alpinistico per far ridiscendere la Fede, che ormai sperava solo nel soccorso alpino, fino al bivio per la Casa Forestale: tiro infatti fuori la mia corda da stendere e io e Lusciandro ne afferriamo ciascuno una estremità, mentre la Fede si piazza in mezzo, con la corda che le passa in vita, proprio come fosse una molletta, solo con molta meno presa…
Detto così, può sembrare magari un gioco, ma quanta tecnica, freddezza, coordinazione e affiatamento ci vogliono, per compiere questa manovra facendo cadere nel precipizio soltanto una guida sull’appennino parmense e non la Fede…. Momenti tragici in cui solo la nostra provata esperienza alpinistica ci ha permesso di prendere, in pochi istanti, la decisione giusta…
Dopo la paura, arriva però il meritato trionfo e conquistiamo la bianca vetta del Penna, scalando l’invitta parete ovest, lasciando per primi le nostre impronte sulla vergine coltre bianca. In discesa poi troveremo già i primi ripetitori che, rincuorati dal nostro successo, troveranno il coraggio di cimentarsi sulll’ormai aperta via…


Conclusioni: Parecchi anni che non andavo sul Penna e, per cambiare, ho voluto provarlo in veste invernale: meglio sarebbe stato farlo però immediatamente dopo una nevicata, quando il manto nevoso conserva ancora tutto il suo candore. Nonostante questo molto interessante la visita al bel laghetto, da dove si ha anche una bella vista sull’inconfondibile profilo della vetta;, merita sicuramente di tornarci a vederne i colori quando non è ghiacciato.
Il Monte Chiodo non aggiunge moltissimo, ma offre comunque un panorama piacevole in una giornata nitida come quella che abbiamo trovato. Per il resto la classica escursione al Penna, sulla quale non c’è molto da aggiungere, non essendo più una novità per nessuno: una montagna sicuramente caratteristica, ma che offre, probabilmente vedute migliori di sé salendo, invece, all’Aiona




Vista sud dal Chiodo



Maggiorasca e Tomarlo dal Chiodo



'La nave'



Gendarme Penna e Aiona che spunta più da vicino



Laghetto Penna visto tra gli alberi



Laghetto Penna dalla sponda nord



Laghetto Penna dalla sponda ovest più da lontano



Laghetto e Penna più da vicino



Laghetto Penna dalla sponda sud più chiara più da lontano



Laghetto Penna dalla sponda sud più chiara più da sinistra



Laghetto Penna dalla sponda sud più da lontano



Laghetto e Penna senza rami



Serie di crinali e mare dal Penna



Serie di crinali e mare dal Penna più da vicino



Monte Ragola dal Penna



Serie di crinali e mare d'oro dal Penna



Ramaceto e nebbia dal Penna più da vicino



Lesima con dietro Cervino e Monterosa dal Penna



Serie di crinali e mare d'oro dal Penna più scura



Serie di crinali e Ramaceto dal Penna