Grotta dell’Edera – Arma do Prinsipaa - Grotta Pollera - Arma Sotterrà – Grotta del Frate – Grotta di Montesordo e Arma del Buio da Case Valle




Giovedì 10 Dicembre 2015: Case Valle (135) – Finestra Grotta dell’Edera (245) – Arco Grotta dell’Edera (260) – Grotta dell’Edera (230) – Arma do Prinsipaa (260) – Grotta Pollera (315) – Montesordo (330) – Arma Sotterrà (295) – Grotta del Frate (305) – Pian Marino (285) – Grotta Sant’Eusebio (270) – Grotta di Montesordo (270) – Arma do Buio (170) – Case Valle (135).


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: il percorso pulito sarebbe di circa 8 Km, io invece ne ho fatti oltre 11 per varie esplorazioni e errori di percorso, alcuni anche non descritti in quanto non hanno portato a nulla di interessante


Dislivello: 650 m. circa.


Difficoltà: Il percorso non presenta vere e proprie difficoltà tecniche, gli unici punti un poco più ripidi e al limite dell’EE sono nel salire all’Alveare e nella risalita dell’arco della Pollera, solo qualche punto un pò esposto poi, ma sicuro, sulla finestra e sull’arco della Grotta dell’Edera, qualche punto poi decisamente infrascato per la Grotta di Montesordo e per la vetta del Montesordo, nonché tra la Grotta del Frate e la sterrata che riporta a Pian Marino, punti dove è necessario anche un buon senso dell’orientamento, cosa comunque abbastanza indispensabile lungo tutto il percorso, essendo parecchi sentieri e bivi non segnalati; per tutto questo direi che trattasi più di un percorso EE, che E, pur trattandosi di un EE semplice, dove le difficoltà maggiori sono nell’orientarsi a vista senza contare sulle segnalazioni dei sentieri in molti tratti assenti. Discorso diverso meriterebbe poi la risalita della Grotta dell’Edera, che io in questa occasione non ho effettuato dato il tempo ridotto ed essendoci stato già parecchie volte, che è sicuramente EE e anche qualcosa in più, nonostante la presenza di una corda per la risalita del ripido e scivoloso muro di 3 metri che permette il passaggio al piano soprastante e quindi ad uscire tramite uno stretto passaggio nel meraviglioso pozzo che costituisce la sala superiore della grotta. Infine per la visita alle grotte è sempre necessario munirsi di casco e lampada, anche se non in tutte sono indispensabili.


Percorso in macchina: Da genova in autostrada fino all’uscita di Finale Ligure. Dallo svincolo ci si immette sulla sp490 che si imbocca verso sinistra in discesa verso il mare. Dopo 1,5 Km circa si prende a sinistra per Finalborgo e si gira immediatamente nuovamente a sinistra di fronte alla porta del borgo per continuare sulla sp17 in direzione parallela e opposta alla sp490 appena percorsa. Dopo 2 Km. circa imbocchiamo una stretta stradina in salita sulla destra (Indicazioni x Osteria Castel Gavone e Azienda Turistica 5 Campanili). Percorriamo la predetta stradina per circa 1,5 Km arrivando quindi alla Chiesa di Perti, dove troviamo un cartello segnalante divieto di cricolazione ai non residenti, che però è più un pro forma per evitare responsabilità da parte del Comune, visto che tutti passano tranquillamente oltre e non vengono assolutamente date multe; proseguiamo quindi oltre per 1 Km circa, dove in corrispondenza di alcune case sulla destra (Case Valle) parcheggiamo negli appositi spazi (non molti comunque, conviene arrivare presto).


Percorso a piedi: Dal parcheggio si prende il sentiero segnato (3 bolli rossi) sulla destra e lo si segue fino a a quando il sentiero si allarga e attraversa pressochè in piano una placconata rocciosa a strapiombo (quota 250 circa), arrivo delle vie di arrampicata sottostanti; qui notiamo un largo bivio a sinistra in discesa che, per il momento, tralasciamo, per prendere invece il successivo, sempre a sinistra, circa 50 metri dopo. Detto sentiero ci porta in circa 150 metri ad affacciarsi dalla spettacolare finestra di Grotta dell’Edera, permettendoci di ammirare il verticale pozzo dall’alto. Torniamo quindi sui nostri passi e riprendiamo brevemente in salita il sentiero segnato 3 bolli rossi, per giungere dopo una trentina di metri ad un valico, dove abbandoniamo nuovamente il sentiero segnato per prendere a sinistra il sentiero Fossati, in salita sulle pendici del Bric Scimarco. Percorriamo quindi il Sentiero Fossati, superando una caratteristica radura, per circa 150 metri e prendiamo quindi una deviazione sulla sinistra, riconoscibile anche perché poco più in basso si scorgono le corde che assicurano la traversata dell’arco della Grotta dell’Edera. Effettuiamo quindi il periplo attorno alle pareti precipiti del pozzo di Grotta dell’Edera (attenzione a non sporgersi troppo!) e ritorniamo sul sentiero Fossati che ripercorriamo a ritroso per riportarci al valico, dove percorriamo a ritroso anche il sentiero segnato 3 bolli rossi fino al secondo bivio sulla destra (quello tralasciato poco fa all’andata); imbocchiamo quindi il bivio in questione ed iniziamo la discesa verso l’entrata della Grotta dell’Edera; dopo qualche decina di metri affrontiamo un caratteristico passaggio un poco ripido tra due roccioni, che quasi costituiscono un canyon, e giungiamo quindi all’imbocco della Grotta. Dalla grotta il sentiero prosegue passando sotto le falesie di arrampicata, dopo poco infatti incrociamo un cartello che opportunamente ci ricorda “la parete dimenticata”; qui è possibile una breve digressione semi-alpinistica per salire ad una grotticella gialla. Proseguiamo quindi lungo il sentiero e dopo circa 120 metri dovremmo incontrare un’altra grotticella, che costringe ad abbassarsi un poco per visitarla. Visitata anche questa grotta proseguiamo per altri 200 metri circa lungo il sentiero ed iniziamo a scorgere alcuni bivi sulla sinistra in discesa (portano verso case Buio e all’omonima grotta) che dobbiamo tralasciare; altri 200 metri dalla zona dei bivi e dopo aver goduto della vista di un bel torrione presso case Buio ci troviamo nei pressi dell’Arma do Prinsipaa di cui iniziamo ad intravvedere tra gli alberi il bel muro che ne chiude l’ingresso. Qui, invece di dirigerci subito alla grotta, seguiamo una traccia sulla destra, in salita verso le pareti, che in circa una 40 di metri ci porta alla base del risalto roccioso sopra il quale si trova la caratteristica e spettacolare forma di erosione rocciosa chiamata “l’Alveare”; un breve e facile passaggio roccioso permette di raggiungere ed ammirare la gialla parete cosparsa di miriadi di buchi, proprio come le celle di un alveare. Tornati dall’alveare possiamo quindi visitare anche la pittoresca Arma do Prinsipaa (luce necessaria) e quindi proseguiamo sul sentiero che ci porta poi nuovamente in breve a ridosso delle pareti, dove troviamo subito un’altra piccola grotta e, subito dopo, la più grande Arma do Rian 2, che precede la “sorella maggiore” di circa 30 metri. Superata quindi anche l’Arma do Rian (la cui visita richiede casco e lampada), ci immettiamo dopo poco sul sentiero che proviene dal basso e va verso la Pollera; lo imbocchiamo quindi in salita verso destra e dopo poco meno di 100 metri giungiamo in vista del maestoso antro, ornato sulla sinistra da un arco naturale; la visita completa della Pollera è riservata agli speleologi con attrezzatura ed esperienza, ma noi possiamo facilmente visitare la bella sala iniziale ornata da una graziosa colonna. Visitata eventualmente la grotta seguiamo una traccia (un poco infrascata) che ne risale l’arco e dopo meno di 100 metri incrociamo un sentiero, segnato sulla destra come Sentiero Fossati, (in realtà in questo punto le segnalazioni io non le ho viste, ma, proseguendo, diventano evidenti), mentre sulla sinistra si andrebbe alla Grotta della Pozzanghera, imbocchiamo quindi il sentiero Fossati sulla destra e lo seguiamo per quasi 500 metri, dopo i quali possiamo notare sulla sinistra un bivio segnato con tacche arancioni; prima di imboccare predetto bivio si può fare una breve ma infrascata deviazione sulla destra per giungere sulla cima del Montesordo, cosa che comunque non è detto valga la pena essendo tale sommità non più panoramica di alcuni punti del sentiero appena percorso. Imbocchiamo quindi le tacche arancioni e dopo circa 85 metri possiamo notare sulla destra il bivio per la vetta dello Scimarco (che eventualmente offre una bella vista sui Frati), mentre noi proseguiamo invece a sinistra sulle tacche arancioni, per giungere dopo circa 120 metri all’Arma Sotterraà, direttamente sul sentiero; continuiamo quindi a seguire il sentiero, evidente, ma con le tacche un po’ latitanti, fino a incrociare il sentiero segnato 2 rombi rossi vuoti che imbocchiamo sulla sinistra. Dopo circa 170 metri incontriamo una deviazione sulla sinistra che riporterebbe verso la Pollera e la Pozzanghera, ma noi proseguiamo dritti sul sentiero segnato per incontrare quindi, dopo poco meno di 300 metri una prima deviazione a destra, segnata attualmente con frecce gialle e che porta alla Cavernetta del Muretto, che ignoriamo per percorrere ulteriori 215 metri sul sentiero segnato che ci portano ad una seconda evidente deviazione a destra che imbocchiamo. La larga traccia in discesa ci porta in circa 170 metri ad un nuovo bivio sulla sinistra che imbocchiamo dirigendoci verso le pareti caratterizzate in questo punto da numerosi buchi, i due più a destra di quelli visibili costituenti la Grotta del Fratino (segnata F 225 con pittura blu). Dalla Grotta del Fratino proseguendo una decina di metri lungo le pareti si giunge alla più interessante e grande Grotta del Frate che si può facilmente visitare anche senza casco e lampada. Da qui in poi non è facilissimo orientarsi e seguire una traccia pulita: la traccia più evidente scende parecchio e probabilmente sarebbe più semplice seguirla fino a raggiungere la strada della cava o un soprastante sentiero parallelo e quindi imboccarli verso sinistra, il che comporterebbe però una discesa di oltre 100 metri di dislivello, io invece ho seguito per un breve tratto il predetto sentiero in discesa, per poi risalire fino alle pareti una volta aggiratone lo spigolo e, quindi, ho continuato su una vaga traccia sottostante che si addentra in un fitto bosco e, dopo un po’ di infrascamento, sbuca finalmente sulla sterrata della cava, sulla quale occorre proseguire in salita imboccandola verso sinistra. Passiamo quindi sotto la vetta del Bric del Frate di cui completiamo l’aggiramento e notiamo una piccola grotta sulla sinistra poco prima di immetterci sul sentiero segnato con una croce rossa che imbocchiamo sulla destra in discesa. Il sentiero segnato in breve ci porta ai magnifici prati di Pian Marino, che attraversiamo per poi continuare sul sentiero segnato con 2 bolli rossi. Trecento metri circa dopo aver lasciato Pian Marino, una breve deviazione sulla sinistra (a quota 260 circa, forse segnata, ma non ricordo bene, con qualche tacca di vernice) ci porta in una cinquantina di metri al bel muro che difende l’ampia apertura della Grotta Sant’Eusebio. Visitata la Grotta ritorniamo sui due bolli rossi che dopo 170 metri circa ci presentano sulla sinistra il bivio per la Pollera, che ignoriamo, subito dopo il quale un nuovo bivio porta sulla destra alla Cappella di San Carlo (segnavia 2 bolli rossi), e sulla sinistra va verso l’Arma del Buio (non segnato); prendiamo per il momento sulla destra e giungiamo in poco meno di 150 metri alla Cappella San Carlo, poco prima della quale un bivio sulla destra, infrascato e poco evidente, porta, se si indovina la strada giusta, alla Grotta di Montesordo. Dopo una trentina di metri occorre infatti deviare a sinistra, lasciando la traccia che sembrerebbe andare dritta, per trovarne una pianeggiante, ma sempre infrascata da seguire per meno di 100 metri, fino a quando si scorge sulle vicine pareti una specie di riparo al quale bisogna dirigersi e da qui, in breve, si giunge alla Grotta, caratterizzata da un ampio portale e un ben conservato muro. Dalla Grotta si diparte una chiara e pulita traccia, ma dura poco e si perde nel nulla, occorre quindi tornare come si è venuti, e cioè in mezzo alle spine…. Tornati alla Cappella di San Carlo si torna ancora indietro di pco meno di 150 metri per riportarsi al bivio precedentemente incontrato, dove imbocchiamo a destra il sentiero non segnato che va verso l’Arma del Buio. Seguiamo quindi il sentiero pianeggiante, ignorando due deviazioni a sinistra che portano alle grotte in precedenza visitate (Rian e Prinsipaa) e una terza, ormai in prossimità di Case Buio, che porta comunque al soprastante sentiero percorso all’andata. Neanche 100 metri da questa deviazione e giungiamo a Case Buio, dove prendiamo a sinistra e in meno di 50 metri giungiamo al piccolo ingresso murato dell’Arma del Buio (pochi metri prima ve n’è un altro chiuso artificialmente). Dell’Arma del Buio si può visitare la prima breve parte, perché il resto della grotta è allagato e richiede l’utilizzo di una muta. Si torna quindi a Case Buio e si prosegue in discesa fino alla strada asfaltata, che imbocchiamo verso sinistra e in 500 metri circa arriviamo a Case Valle dove abbiamo lasciato la macchina


Conclusioni: premesso che ho saltato la visita ad alcune delle cose più interessanti in zona, e non ho nemmeno fotografato tutte le cose più belle che ho visto lungo il percorso, perchè si trattava di un giro volto precipuamente a colmare alcune “lacune” (Grotta Di Montesordo, Arma Sotterrà soprattutto) e a tracciare con il GPS alcuni tratti di sentiero decisamente complicati, resta comunque un giro bellissimo, che può diventare stupendo se integrato con la visita a tutte meraviglie toccate e, magari, integrato con un salto ai vicini Frati e a Sant’Antonino per esempio. Vi è da dire altresì che è piuttosto difficile, se non impossibile, organizzare un giro che tocchi in giornata, e senza tornare indietro più volte, tutte le innumerevoli “meraviglie” che si trovano attorno al Bric del Frate e, quindi, si può sempre integrare o modificare questo giro a piacimento con uno degli altri che ho già qui pubblicato in zona.




Balconata rocciosa presso bivio per l'Edera



Depressione andando verso la finestra dell'Edera



Finestra Grotta dell'Edera vista verticale



Finestra Grotta dell'Edera



Pozzo Grotta dell'Edera dall'alto



Buco laterale in volta Grotta dell'Edera



Pozzo e arco Grotta dell'Edera



Corda su arco Grotta dell'Edera



Bivio per Arco Grotta dell'Edera da sentiero Fossati



Passaggio tra le rocce scendendo a Grotta dell'Edera



'Alveare' presso ingresso Grotta dell'Edera



Grotticella presso Parete Dimenticata



Grotticella andando verso l'Alveare



Uscita Grotticella andando verso l'Alveare



Uscita Grotticella andando verso l'Alveare col flash



Cunicolo in grotticella andando verso l'Alveare



Parete ad alveare presso grotticella



Torrione presso Case Buio



Torrione presso Case Buio e Rocca di Perti



Torrione presso Case Buio primo piano



Arma do Prinsipaa



Accesso ad Alveare col flash



Alveare



Primo piano Alveare



Alveare più da vicino



Grotticella avvicinandosi all'Arma do Rian



Grotta presso Arma do Rian due



Arma do Rian due



Uscita Arma do Rian due



Arma do Rian



Arco Pollera da dietro più da vicino



Arco e ingresso Pollera da dietro



Ingresso Pollera salendo l'arco



Punto panoramico Montesordo vista ovest



Rocca di Perti dal Montesordo



Arma Sotterrà



Interno Arma Sotterrà



Falesia con Grotta del Fratino



Falesia con Grotta del Fratino più da vicino



Grotta del Frate



Tetto e torrione presso vetta Bric del Frate



Tetto e torrione presso vetta Bric del Frate più da vicino



Uscita grotta presso Cava Pian Marino



Cava presso Pian Marino



Pian Marino



Uscita Grotta Pozzanghera



Torrione nei dintorni di Pian Marino



Uscita Grotta Sant'Eusebio col flash



Uscita Grotta Sant'Eusebio



Portale Grotta Montesordo



Grotta Montesordo



Porta le Grotta Montesordo dall'interno



Muro portale e volta Grotta Montesordo



Muro e portale Grotta Montesordo



Portale Grotta Montesordo



Interno Grotta Montesordo



Portale Grotta Montesordo dall'interno



Muro portale e volta Grotta Montesordo vista verticale



Riparo in muretto presso bivio Prinsipaa



Arma del Buio



Interno Arma del Buio



Interno Arma del Buio



Uscita Arma del Buio



Archivolto a Case Buio