Giro del Montecucco




Domenica 24 gennaio 2010: Giro del Montecucco e Arma do Gallin da Orco.


Partecipanti: Federica, Erika e Davide.


Lunghezza: 5 Km circa, ma dipende dal giro che si fa, io ne ho fatti una dozzina anche tornando indietro parecchie volte…


Dislivello: 200 m. circa.


Difficoltà: Si potrebbe dire T data la lunghezza e il dislivello limitato; anche le difficoltà sono poche, solo il tratto per l’Arma do Gallin è un po’ stretto e con qualche spina, per buona parte del percorso però mancano i segnavia e la natura del tracciato non è quasi mai paragonabile a una comoda autostrada quindi propenderei comunque per l’E.


Racconto: Prendere 2 piccioni con un fava, si dice così, solo che i piccioni, dopo aver mangiato la fava, mi sono volati via…
Dopo tante esplorazioni andata bene, ‘finalmente’ un insuccesso…. Eppure era quella più semplice, c’ero già stato 6 anni fa e avevo già fatto il giro che avevo in mente, solo che mi aveva guidato un profondo conoscitore del finalese e, così, non avevo memorizzato bene il percorso, tanto che anche i miei appunti pubblicati sul mio sito sono risultati un po’ imprecisi… Ecco, la descrizione sul sito, da qui nasce il primo piccione: in settimana ho ricevuto una mail da un visitatore che mi chiede, appunto, chiarimenti sul percorso per la Grotta delle Stalattiti e il Canyon del Montecucco, non essendo riuscito a trovarli con le mie indicazioni…
Gli rispondo che non so dargli maggiori indicazioni e gli do il numero di telefono del mio amico di Finale e gli propongo anche di andare ad esplorare insieme; non ricevo risposta, ormai ci sono abituato, anche se mi stupisce sempre: io rispondo sempre a tutti…
In ogni caso il tarlo ormai me l’ha insinuato e prendendo spunto, ecco il secondo piccione, dal fatto che mia figlia mi ha fatto saltare la gita a Capo Mortola all’ultimo momento il sabato, le propongo, per domenica, un’altra caverna del drago, dopo che si era divertita molto alla Strapatente qualche mese fa…
Partiamo quindi all’ultimo momento, non studiando abbastanza il percorso (se mi fossi inserito il waypoint e la quota della Grotta delle Stalattiti prendendo i dati dal catasto credo che le cose sarebbero andate meglio) e confidando sulla nostra memoria (anche mia moglie aveva partecipato alla gita in questione).
Tarda partenza familiare verso le 10 e parcheggio verso le 11 sulla sterrata in partenza dalla Pizzeria il Rifugio a Orco. C’è un ampio e comodo parcheggio con sbarra (aperta), ma, chissà perché, nessuno lo usa e si rischia la macchina cercandolo invece sugli ultimi metri della strada che sono sconnessi e sterrati…
Così faccio anch’io e quindi partiamo seguendo la traccia che prosegue nella direzione (sud) della strada sterrata. Dopo 500 metri dalla Pizzeria e un po’ meno dal parcheggio (ma dipende dove ci si ferma) si incontra uno slargo nel sentiero, una specie di piccola radura, e dopo altri 300 metri un chiaro bivio: una traccia procede dritta a destra e un’altra gira decisamente a sinistra verso le pareti; la descrizione sul mio sito non è molto chiara su questo punto si legge tra le righe che bisogna andare dritti, ma non lo dice apertamente… Col senno di poi devo dire che la descrizione si rivela, comunque, decisamente appropriata perché entrambe le direzioni vanno bene e sono state percorse nella gita a cui si riferiscono…
Noi, in ogni caso, tiriamo dritti; la deviazione a sinistra ci avrebbe portato, invece, in breve all’Arma do Gallin e, quindi, non sbagliando strada come ho fatto io nel pomeriggio, al Canyon e alla Grotta del Montecucco (in ordine inverso). Andare dritti invece dovrebbe andare benissimo, sempre col senno di poi e con un po’ di incertezza residua (visto che non ci sono arrivato…), per la Grotta delle Stalattiti…
A 200 metri da questo bivio se ne trova un altro, stavolta a destra, un’evidente traccia in discesa. Non c’è però il grosso ometto di pietra a cui faccio riferimento nel mio sito, però, viste a posteriori le coordinate della Grotta in questione, mi sa che era proprio quello giusto… Noi invece tiriamo diritto, non riconoscendo per niente la deviazione… Altri 200 metri e ci sarebbe un’altra deviazione, stavolta a sinistra, ma è abbastanza invisibile se non la si conosce, e, quindi, non la vediamo e se anche l’avessimo vista non l’avremmo certamente presa, non essendo citata nei miei appunti… Proseguiamo quindi dritti avventurandoci, da questo punto in poi, su terreno sconosciuto (sicuramente non ero andato oltre questo bivio nel 2004), senza saperlo e sempre alla ricerca di un bivio a destra segnato da un grosso ometto di pietra che non troveremo mai…
La traccia prosegue chiara dopo aver attraversato un grosso Ciappo con qualche incisione (450 metri dal bivio ‘nascosto’) e incrocia quindi dopo 170 metri il sentiero segnato quadrato rosso. A questo punto siamo sicuri di aver sbagliato, 6 anni fa non avevamo percorso alcun sentiero segnato, ma decidiamo comunque di completare il giro del Montecucco imboccando il quadrato sulla sinistra per andare verso la Chiesa di San Lorenzino. Ci vorranno 2 Km e qualche Ciappo scolpito per giungere sulla strada asfaltata di Orco. Qui lascio la Erika e la Federica camminare col loro passo e approfitto della loro lentezza per correre di nuovo al punto di partenza (circa 500 metri di strada asfaltata e qualche altro di sterrata) e cercare di appurare dove abbiamo sbagliato.
Prendo quindi a sinistra verso le pareti al primo bivio e in breve (ripida salita verso est e poi in piano verso nord) arrivo all’Arma do Gallin: qui il sentiero è stretto e con un po’ di vegetazione e prosegue in piano, poi si allarga improvvisamente in una traccia di terra rossa che gira verso sud. Qui, probabilmente, il secondo sbaglio della giornata: per andare alla Grotta e al Canyon avrei dovuto continuare a nord, probabilmente la traccia stretta continuava in tale direzione, ma io non me ne accorgo e mi faccio ‘ingolosire’ dall’evidente traccia rossa…
Dopo qualche centinaio di metri la traccia rossa biforca chiaramente: la traccia di destra porta, in breve, al bivio ‘invisibile’ (di cui ho parlato in precedenza) e al sentiero dell’andata; la traccia di sinistra, invece, sale verso est e presenta varie deviazioni che si perdono tutte nelle sterpaglie… Se non altro qui troverò il grosso ometto di pietra (che si sia spostato?) proprio dove una delle tracce finisce nelle sterpaglie, mi viene quasi da pensare che indichi una grotta, nascosta però da rovi ivi posizionati ad arte, strani tipi gli speleologi…
Dopo quest’altro infruttuoso tentativo torno quindi alla macchina, non prima di aver provato anche a trovare l’accesso diretto al Canyon salendo direttamente alle pareti dalla zona del parcheggio: secondo la mia descrizione ci dovrebbe essere una corda su una paretina di dieci metri a consentire l’accesso, ma, anche qui, dato il tempo limitato, senza successo…
In conclusione la gita non è stata un gran successo, anche per la piccola che non ha visto la Grotta del Drago, e le nuove tracce percorse non si sono rivelate molto interessanti, quasi sempre nel bosco, ma ormai credo di avere tutte le indicazioni necessarie per trovare tutto quanto mi ero prefisso, visto anche che tracce da percorrere in zona me ne rimangono proprio poche, e, quindi, a breve vorrei tornarci…




Torrione con Madonnina sul Montecucco



San Lorenzino primo piano più da vicino dal quadrato rosso



Porta in ruderi presso San Lorenzino