Giro del Bric del Frate




Domenica 5 Febbraio 2012: Montesordo (220) – Arma do Prinsipaa (270) – Parete dell’Alveare (270) – Arma do Rian (270) – Grotta Pollera (310) – Pian Marino (290) – Bric del Frate (388) – Grotta del Frate (310) – I Frati (250) – Grotta del Morto (270) – Grotta dell’Acqua (270) – Sant’Antonino (290) – Grotta dell’Edera (240) – Case Valle (140) – Montesordo (220).


Partecipanti: Aldo51, Fede78 e soundofsilence.


Lunghezza: 8 Km. circa, escluso i percorsi in grotta.


Dislivello: 600 metri circa, contando tutti i saliscendi.


Difficoltà: E sicuramente il giro senza le deviazioni per le grotte e il giro dei Frati. Le deviazioni possono sono invece quasi tutte EE, sia per qualche passaggio un po’ scomodo e dove si devono usare le mani, sia perché ci vuole un po’ di senso dell’orientamento e la traccia è spesso assente, ma, in ogni caso, non si tratta di grosse difficoltà e molti classificherebbero comunque E anche le deviazioni. La visita delle grotte richiede uso di casco e lampada frontale (nonché pile e luce di riserva – non che siano grotte lunghissime, ma, comunque, rimanere senza luce all’interno non è una cosa che mi sento di augurare a nessuno…) ed è quasi sempre assai semplice: fanno eccezione la Grotta del Morto con un passaggio un poco stretto in cui occorre procedere a carponi , ma soprattutto Grotta dell’Edera che anche fosse all’aperto, sarebbe comunque un EE pieno ed esposto; in grotta le cose si complicano ulteriormente dato il fango che rende più scivoloso il percorso. Ad aiutare è però presente una corda (anzi 2), delle quali però è bene non fidarsi completamente perché non sempre sono in ottimo stato (nell’occasione ne abbiamo trovato una che si sta sfilacciando e che, prossimamente potrebbe cedere…).


Percorso in macchina: Da Genova fino all’uscita di Finale Ligure sulla A10. All’uscita dell’autostrada si prende a sinistra in discesa e si prosegue per quasi 2,5 Km fino al bivio sulla sinistra per Finalborgo (originale rotonda in loco), dove si prende a sinistra, e, quindi, di fronte a Porta Testa, di nuovo a sinistra per 2 Km, fino a trovare un bivio con segnalazioni per Castel Gavone e l’omonima osteria. Imboccata la secca svolta a destra (che occorre anticipare per tempo per non fare manovra) si sale fino alla chiesa medievale di Perti. Qui si potrebbe parcheggiare (e dovrebbe, visto il successivo divieto di circolazione, ma non è un problema proseguire: tutti continuano e nessuno ha mai dato multe.) e fino alla precedente volta che sono stato qua consigliavo pure di farlo, magari temporaneamente, per fare un salto a vedere Castel Gavone e la sua splendida Torre dei Diamanti (costellata di sfacettature di ispirazione moresca, esempio unico almeno in liguria), ma, adesso che è recintato, potrebbe anche essere inutile. Proseguendo invece si incontra sulla destra la bella Chiesa dei 5 Campanili (Nostra Signora di Loreto) che può meritare una breve sosta fotografica. Dopo poco più di un Km si giunge a un gruppo di case (Case Valle) dove anche si potrebbe parcheggiare (spiazzo sterrato non molto grande davanti alle stesse), ma noi, anche perché distratti, abbiamo proseguito fino al termine della strada dove un più ampio spiazzo sterrato consente di posizione più macchine (che di solito ci sono e non sempre si trova posto se non si arriva presto). Qui abbiamo parcheggiato.


Percorso a piedi: si prende il sentiero segnato a destra (nord-est) che taglia un pezzo della soprastante sterrata per ritornarvi sopra dopo 200 metri. Si attraversa quindi un rio e, subito dopo ci si imbatte in un trivio: a sinistra il sentiero per Pian Marino e a destra il sentiero che dobbiamo imboccare per andare a vedere l’Arma do Prinsipaa. 150 metri su questa traccia pianeggiante e quindi occorre svoltare a sinistra sul ripido versante soprastante in corrispondenza di una non chiarissima traccia, riconoscibile però perché inizia con un facile saltino di roccia con albero che permette di aiutarsi. Si prosegue seguendo l’esile traccia dirigendosi alla base delle soprastanti pareti (direzione nord-est-est), dove si trova la grande apertura murata dell’Arma del Prinsipaa. La grotta è orizzontale e semplice ma la grande stanza finale, dopo il regolare corridoio che vi ci conduce, richiede di illuminazione, mentre si può anche fare a meno del casco data l’ampiezza degli ambienti. Uscendo dalla grotta si segue una traccia verso sinistra tenendosi, dove si può, in vista, se non alla base, delle pareti e in neanche 100 metri si arriva alla bellissima parete bucherellata detta dell’Alveare.
Dall’Alveare si torna sui propri passi fino al trivio citato, dove si prende a destra verso nord, ma dopo neanche 30 si fa una nuova deviazione verso destra per l’evidente sentiero sulla destra che conduce alla Pollera. Dopo una cinquantina di metri, in corrispondenza di alcuni gradini scavati nella roccia, si prende una traccia a destra che, sempre in una cinquantina di metri, porta all’Arma do Rian. L’Arma do Rian è meno ampia della Prinsipaa ed è opportuno mettere il casco; la visita non presenta comunque problemi e termina di fronte a un cunicolo riservato a chi abbia perlomeno una tuta e un minimo di esperienza speleo. Si torna quindi indietro cinquanta metri per continuare, verso destra, la salita alla Pollera, distante ancora un centinaio di metri. Il sentiero segnato anche con tacche di vernice porta all’ampio ingresso della cavità, impreziosito da un arco naturale sulla sinistra. La visita si limita alla sala iniziale, impreziosita da una bella colonna, perché la discesa dello scivolo sulla destra richiede corda e esperienza speleo.
Ritorniamo quindi sul sentiero principale e prendiamo a destra, in leggera salita verso Pian Marino. Saltiamo la deviazione per la Grotta Sant’Eusebio, meno interessante e meno visibile delle altre, e giungiamo in poco più di 500 metri al grande prato di Pian Marino. Si attraversa il vasto prato e quindi si prende il sentiero per il Bric del Frate. Dalla vetta dello stesso si imbocca verso sud il sentiero segnato con 2 rombi rossi vuoti. Dopo circa 200 metri si incontra un’ampia deviazione a sinistra in leggera discesa, un poco nascosta dalla vegetazione (quota 340 circa); la si imbocca e la si percorre per poco meno di 200 metri, scendendo fino a quota 300 circa: qui si prende un’evidente deviazione a sinistra (attualmente segnata con tacche arancioni e, poco più avanti, con la scritta grotta) che in 60 metri circa, dirigendosi verso le pareti rocciose, porta alla Grotta del Frate (che non è la prima apertura che si vede, ne quelle leggermente più in alto in parete, ma la seconda). La visita non richiede il casco e nemmeno la lampada è indispensabile, data l’ampia finestra in parete da cui entra luce e che costituisce il maggior punto di interesse della visita.
Visitata la grotta si risale al bivio a quota 340 e si prende verso sinistra il sentiero segnato 2 rombi rossi che porta, in quasi un Km, a incrociare il sentiero segnato 3 pallini rossi. Qui si segue per pochi metri verso sinistra ancora i 2 rombi per fare una breve visita ai magnifici pinnacoli rocciosi dei Frati; attualmente un breve sentiero segnato (70 metri in tutto) ne fa il giro (un passaggio EE per attraversare sotto il pinnacolo principale e un altro per salire quasi in cima al secondo pinnacolo, dove si conclude il sentiero segnato); alla partenza dell’anello è presente una radura con una piccola grotticella sulla destra. Visitati i Frati (poco prima dell’anello vi è anche un punto panoramico un po’ esposto che consente di vederli tutti e 3 insieme) si torna al bivio e si imboccana i 3 pallini rossi. Si percorrono 180 metri di tale sentiero e, poi, ci si accinge a visitare la Grotta del Morto.
Detta Grotta si può intravvedere pochi metri sopra al sentiero (dipende dallo stato della vegetazione soprastante), ma un segno di grotta, u rovesciata, può aiutare ad individuare il punto in cui bisogna abbandonare il sentiero e salire sulla destra per una ventina di metri di dislivello, su incerta e ripida traccia, fino all’ampio ingresso. La visita richiede uso di casco e illuminazione, a parte che per l’ampia sala iniziale. Dopo la predetta sala iniziale la grotta continua verso destra, guardando dall’interno verso l’uscita, attraverso uno stretto passaggio tra massi di crollo e, subito dopo, occorre chinarsi per superare un abbassamento della volta in un passaggio reso stretto anche dalla presenza di una bella colonnina. Superato questo breve passaggio gli ambienti si fanno di nuovo ampi e possiamo ammirare le stalattiti soprastanti e, scendendo, verso il non distante fondo della grotta, alcune colonnine (purtroppo quelle più belle che c’erano una volta sono state distrutte da scavi speleologici) e colate concrezionali.
Usciti dalla grotta si continua sui 3 pallini rossi per un breve tratto di poco più di 50 metri; qui dovremmo trovare un’altra segnalazione di grotta e deviando di nuovo brevemente verso le pareti dovremmo trovare la grotta dell’Acqua. La visita richiede ancora casco e illuminazione, presentando anche alcuni punti un po’ più bassi nel corridoio di destra che termina con una parete concrezionata. Visitata anche questa cavità si continua sul sentiero segnato fino a giungere a un valico. Qui si devia a sinistra su sentiero sempre segnato che in poco più di 100 metri porta ad attraversare prima i resti del Castrum Perticae, di origine medievale, e quindi l’altrettanto antica Chiesa di Sant’Antonino, nella cui cripta sottostante si trova anche un cunicolo/grotta di una sessantina di metri, che richiede però per la visita esperienza ed attrezzatura speleo. Si torna quindi al valico e si inizia la discesa verso Case Valle.
Si inizia appunto, ma dopo soli 80 metri la si lascia per una evidente deviazione in discesa sulla destra (subito dopo la quale, se non la si è riconosciuta, il sentiero attraversa una zona rocciosa ed esposta a balcone sulla sottostante vallata). La deviazione prima in discesa, poi in piano, e quindi di nuovo in discesa in una specie di canyon tra 2 grossi massi, porta in circa 215 metri alla Grotta dell’Edera, la cui risalita, come detto in precedenza, è assai impegnativa, ma vale sicuramente la pena per lo splendido e inaspettato spettacolo offerto dalla sala superiore. Superata la prima paretina con l’ausilio della corda presente, si continua in molto ripida, e scivolosa, salita fino ad uno stretto passaggio che dà accesso alla sala superiore: un bellissimo pozzo a cielo aperto, sormontato da un fantastico arco naturale, sicuramente la cosa più bella della gita, insieme, forse, ai pinnacoli dei frati.
Si ridiscende quindi, con prudenza, alla sala inferiore e si torna al sentiero segnato 3 pallini, che si segue, in discesa, fino a Case Valle. Da qui si torna al parcheggio tramite la strada asfaltata.


Racconto: Le tecniche organizzative pre-gita vanno affinandosi sempre più e, quindi, questa volta non ci saranno sms notturni alle 2,40.
Mia moglie potrà così, per una volta, dormire tranquilla…. fino alle 6, poi, in perfetta sincronia, D.H. e F8 inizieranno a sfogare la loro smania messaggistica, repressa a stento durante la nottata, tempestandomi con una serie infinita di SMS. Risolverò brillantemente la situazione inviando a D.H. la risposta destinata a F8 e viceversa.
D’altronde il contenuto degli SMS era assai chiaro: F8 mi scrive che il tempo è bello e si sta preparando, ma che non intende venire, mentre D.H. dice che gli piacerebbe tanto venire ma che la domenica è festa e, quindi, deve lavorare, tanto più che stavolta non gli è neppure riuscito di farsi venire il mal di gola, e termina il messaggio con uno “scusa”, che più che una richiesta di perdono è un empito di ammirevole sincerità nel qualificare la natura del suo scritto…
All’appuntamento alla Saturn trovo quindi A1 e F8 (mi raccomando: leggete Effe per esteso…), la quale ribadisce che non viene, ma che, per il momento, sale in macchina, al massimo torna indietro con il treno.
Giunti a Finale F8 rinuncia anche al treno e dichiara che intende passeggiare tutto il giorno a Finalborgo, in attesa che torniamo a riprenderla. Neanche questa sarà però la soluzione Finale, d’altronde, in questi casi, verrebbe voglia di ricorrere a una “soluzione finale” decisamente più definitiva.
Fallita la visita al Castel Gavone a causa delle nuove recinzioni, torniamo a prendere F8 intenta a passeggiare in tondo. Ripartiamo quindi in macchina e in breve parcheggiamo a Montesordo. F8, infine, si decide a seguirci, giusto per allietarci coi suoi simpatici assiomi sugli schifi riarsi che qui trovano pieno compimento. Dopo le piacevoli visite alle grotte del Prinsipaa, Pollera e Rian decido che è lora di mostrare che sono veramente esperto della zona: nessun altro, infatti, sarebbe stato capace di fare una così bella ravanata nelle spine per trovare la Grotta del Frate quando, poco sotto, hanno disboscato mezzo monte per fare il nuovo sentiero e hanno pure scritto grotta sul bivio....
Il clima gelido (-3 e forte vento ghiacciato) ci spinge quindi, come i nostri lontani antenati, a cercare riparo in una grotta per consumare il solito frugale pasto escursionistico. Quale miglior riparo dunque della Grotta del Frate, l’unica con una seconda entrata, atta a creare un ‘minimo’ di corrente onde non farci crogiolare troppo al calduccio e perdere di vista gli obiettivi della gita. Nella fretta di mangiare tutto senza congelare di più di quanto non siamo già, a F8 casca un ovetto di cioccolato; da perfetto cavaliere, pur al buio, non ho difficoltà a ritrovarlo, d’altronde in terra ce ne sono tanti, e lo porgo subito a F8. Proverò poi ad offrirgli anche un dolcetto al cocco, ma, stranamente, F8 dichiara che non intende più accettare cibo da me….
Ripartiamo quindi alla volta della Grotta dell’Edera, dove incontriamo 2 alpinisti dispersi.
“Dov’è Grotta dell’Edera”, ci chiedono.
“Ci siete dentro….” Rispondo.
Avrò mica trovato 2 nuovi adepti per il mio gruppo, lo stile è perfetto….


Conclusioni: Il giro del Bric del Frate lo rifaccio sempre con piacere è sicuramente uno dei miei sentieri preferiti, non solo in liguria: è difficile, se non impossibile, trovare un altro sentiero dove ci siano così tante cose da vedere (e pure belle…) in cosi poco spazio. Da non perdere la grotta dell’Edera e i pinnacoli dei Frati, ma anche tutto il resto merita. Nel finalese esistono sicuramente altri bei giri, anche se questo è sicuramente il più bello, tutti consigliabili soprattutto per la stagione invernale, dato il clima mite e le rarissime nevicate, mentre in estate e primavera inoltrata sono posti decisamente troppo caldi. In ogni caso una visita nel finalese è assolutamente da non mancare per un escursionista ligure e non solo.




Chiesa di Perti da sotto



Chiesa di Perti andando verso Castel Gavone



Chiesa 5 Campanili andando verso Castel Gavone



Entrata Arma do Prinsipaa



Corridoio Arma do Prinsipaa



Colonna in Arma do Prinsipaa



Uscita Arma do Prinsipaa dall'interno più da lontano



Volta Arma do Prinsipaa



Doppio buco in Arma do Prinsipaa



Uscita Arma do Prinsipaa dall'interno più da vicino



Parete dell'Alveare



Parete dell'Alveare più da vicino



Parete dell'Alveare primissimo piano particolare



Parete dell'Alveare primissimo piano particolare più da vicino



Parete dell'Alveare primo piano più da lontano



Parete dell'Alveare primissimo piano particolare più da lontano



Parete dell'Alveare primissimo piano particolare più da vicino



Parete dell'Alveare più da lontano



Parete dell'Alveare da sotto



Stalattiti e volta rossa e oro in Arma do Rian



Stalattiti in Arma do Rian



Colonna e uscita Grotta Pollera



Colonna in Grotta Pollera



Fede e Aldo a Pian Marino più da lontano



Oblò e finestra in Grotta del Frate più chiara



I Frati da punto panoramico



2 Frati da sotto



2 Frati da sotto più da lontano



2 Frati da sotto più da lontano



Frate maggiore da sotto



Frate maggiore da sotto di lato



Frate maggiore di lato



Frate maggiore di lato più chiara



Frate maggiore vista verticale



Frate maggiore vista verticale



Colonna in Grotta del Morto



Grossa colonna in Grotta del Morto



Grossa colonna in Grotta del Morto più da lontano



Colonna in Grotta del Morto da dietro



Tetto di stalattiti in Grotta del Morto



Stalattiti in Grotta del Morto



Primo piano 2 stalattiti in Grotta del Morto



Bric Scimarco attraverso mura Castrum Perticae



Bric Scimarco attraverso mura Castrum Perticae più da vicino



Chiesa Sant'Antonino



Grotta dell'Edera da sinistra



Grotta dell'Edera da sinistra



Grotta dell'Edera da sinistra più chiara



Grotta dell'Edera guardando verso l'alto



Grotta dell'Edera guardando verso l'alto più da lontano



3 Buchi in volta Grotta dell'Edera



3 Buchi in volta Grotta dell'Edera



3 Buchi in volta Grotta dell'Edera



3 Buchi in volta Grotta dell'Edera visti da destra



Grotta dell'Edera da destra più da lontano



Fantasma Grotta dell'Edera



Pozzo Grotta dell'Edera



Grotta dell'Edera vista verticale da destra



Arco Grotta dell'Edera



Arco Grotta dell'Edera più chiara



Grotta dell'Edera da destra più da vicino



Grotta dell'Edera da sinistra



Fantasma e pozzo dell'Edera



Fantasma dell'Edera da sotto



Fantasma e pozzo dell'Edera



Fantasma e pozzo dell'Edera più chiara



Grotta dell'Edera vista verticale da sinistra



Grotta dell'Edera da sinistra più chiara



Grotta dell'Edera arco e pozzo da sinistra