Giro del Bric del Frate




Percorso in macchina: Uscita al Casello di Finale e deviazione a sinistra per Finalborgo, qui bisogna fare la prima scelta: se siete partiti presto e intendete camminare veloce potete parcheggiare qua, nel parcheggio a fianco a Porta Testa, io consiglierei però di proseguire in auto, il giro non è lungo ma le deviazioni, soprattutto le grotte, prendono parecchio tempo, e tutto sommato così facendo vi perdete solo la vista di Castel San Giovanni.
Se decidete di parcheggiare qua, il sentiero parte dalla Piazza del Tribunale ed è segnato con 2 pallini rossi, altrimenti proseguite in auto fino alla svolta sulla destra (non tanto visibile, a dir la verità, almeno finche non la si è passata...) per la Chiesa di Perti e Castel Gavone. Davanti alla Chiesa di Perti potete parcheggiare e seguire i 2 pallini rossi all'indietro (verso sud) per fare una breve visita a Castel Gavone e alla bellissima Torre dei Diamanti (così detta per bugne sfaccettate che la coprono tutta), dopodichè potete tornare indietro alla macchina.
Qui si prospetta un'altra ardua decisione, proseguire a piedi, allungando così il percorso, tra andata e ritorno, di circa 3 Km di strada asfaltata, oppure proseguire fino a Case Valle (non facendo caso al divieto di transito per i non residenti, che d'altronde, nessuno rispetta senza alcuna conseguenza...) per il parcheggio definitivo (ammesso che siate partiti presto e troviate ancora posto, in questo caso potete proseguire ancora in macchina e qualsiasi parcheggio fino alla fine della strada asfaltata va bene), cosa che, di nuovo, vi consiglio, a patto che diate un'occhiata, mentre passate alla splendida chiesetta di Nostra Signora di Loreto (Detta normalmente dei 5 Campanili), a patto che siano finiti i lavori di restauro. Arrivati a Case Valle, riconoscibile perchè è l'unico agglomerato di case presente sulla strada, lasciate definitivamente la macchina.


Descrizione: prendete il sentiero che entra tra le case ed è segnato con 3 pallini rossi. Appena usciti dalle case occorre fare attenzione e svoltare a destra in salita, la deviazione non è molto evidente, ma se non vedete più i pallini rossi è segno che non l'avete presa...
Il sentiero sale per un centinaio di metri di dislivello e poche decine di metri prima di scollinare, appena superata una bastionata rocciosa affiorante, c'è la prima deviazione da fare: si prende una evidente traccia in discesa che passa poi tra 2 rocce formanti una piccola strettoia e si arriva quindi all'ingresso della Grotta dell'Edera. La risalita della grotta è assolutamente consigliabile, ma non facile, almeno per le mie scarse doti alpinistiche....
C'è una corda però che aiuta nell'impresa e c'è però anche un sottile strato di fango che invece non aiuta tanto...
In ogni caso, se l'ho fatto io più volte, anche se sempre con un pò di apprensione, lo può fare chiunque....
La vista dell'arco naturale che sovrasta le pareti a pozzo della camera superiore ripaga però dell'impresa....
Tornati, forse, sani e salvi al sentiero vi è subito sopra una deviazione meno evidente che porta sulla base del finestrone della camera superiore della grotta, seguendo questa deviazione è possibile anche prendere a destra in salita, in corrispondenza di una depressione sul terreno, e in leggera arrampicata, seguendo con un po’ di senso di orientamento le varie esili tracce di avvicinamento alle pareti usate dai rocciatori, arrivare in cima al pozzo della camera superiore della grotta e volendo camminare anche sull’arco.
Tornati, nuovamente, al sentiero principale, si prosegue ancora qualche metro in salita e in corrispondenza dello scollinamento si fa una nuova breve deviazione a destra in salita per vedere i miseri resti del Castrum Perticae e, soprattutto la bella Chiesa di Sant'Antonino, costruita, tra l'altro su una grotta-cunicolo di 60 metri di sviluppo. Dalla cripta della Chiesa è possibile accedere all'interessante grotta, ma si tratta, in questo caso, di una grotta al limite della speleologia, dove oltre alla lampada frontale e il casco, sarebbe consigliabile l'uso di una tuta e, magari, sempre parametrandosi alle mie capacità alpinistiche di una corda...
Tornati al sentiero principale lo si percorre fino al bivio segnato con cartello sulla sinistra dove occorrerà prendere il sentiero segnato con 2 rombi vuoti per il Bric del Frate, prima però ci sono alcune cose che è possibile e direi quasi doveroso fare in questo tratto di sentiero...
Innanzitutto ci sono due grotte di facile percorrenza, con lampada e casco comunque: la grotta dell'Acqua e la Grotta del Morto. Per trovarle la cosa migliore è tenere gli occhi aperti lungo il sentiero e individuare sulla roccia i segni ad u rovesciata, che indicano appunto l'inizio delle deviazioni per le grotte.
Purtroppo la Grotta del Morto non è più bella come una volta: come altre grotte nel finalese, è diventata recentemente, forse in ossequio al nome, una grotta morta, cioè non più percorsa dall'acqua e le stalattiti e le concrezioni non brillano più come una volta; inoltre scavi speleologici nel tratto terminale hanno distrutto alcune belle colonnine.... In ogni caso qualcosa resta ancora da vedere, sempre che ci si accorga (e non è facilissimo) che la grotta prosegue sulla sinistra (guardando verso l'interno) e non si limita al solo camerone d'ingresso....
Arrivati quindi al bivio predetto, invece di prenderlo subito, occorre procedere poche decine di metri per arrivare prima ad un belvedere sui frati (sono 3 o 2, a seconda delle interpretazioni, arditi pinnacoli di roccia) e quindi ai frati stessi, di cui uno si può scalare facilmente e l'altro, il più bello, si può, anzi direi si deve, osservare da tutte le angolazioni, grazie a una traccia che permette di farne il giro; a fianco ai frati vi è anche una comoda radura (con tra l'altro una piccola grotticella a fianco) dove è possibile fermarsi a mangiare.
Tornati indietro e imboccato il sentiero per il Bric del Frate contrassegnato dai due rombi rossi si presenta dopo qualche centinaio di metri un'altra ardua scelta:
sulla sinistra vi è una deviazione segnata in blu che porta direttamente a Pian Marino, tagliando via il Bric del Frate, che viene comoda se si è in ritardo, ma che non è per niente interessante, se si eccettua la presenza della Grotta della Pozzanghera poco prima di arrivare a Pian Marino, appunto. E' quindi consigliabile non prendere la deviazione blu e, se proprio si vuole vedere la predetta Grotta, fare una deviazione da Pian Marino, raggiunto invece passando dal Bric del Frate. La Grotta della Pozzanghera si trova in fondo a una depressione ed è facilmente percorribile (con lampada) anche se un pò scivolosa perchè ricoperta di fango per tutto il centinaio di metri circa di sviluppo. Proseguendo invece sui rombi rossi si incontra prima un sentiero (quasi una strada, se ricordo bene) sulla sinistra che scende direttamente a Pian Marino, evitando la vetta del Bric del Frate, ma non è certo la scelta da fare, e, poi, sulla destra, poche centinaia di metri prima della vetta una evidente deviazione in discesa che porta, se non si sbaglia strada, alla Grotta del Frate, che vale sicuramente la pena di visitare, se non altro per la bella finestra in parete sormontata da un oblò naturale... Per giungere alla Grotta del Frate occorre scendere qualche centinaio di metri per la predetta deviazione e poi seguire una traccia a sinistra e seguire sentiero che costeggia parete e dopo pochi metri si giunge alla grotta, forse....
Ritornati indietro si guadagna la vetta del Bric del Frate, altro bel posto dove si può mangiare. Si prosegue quindi in discesa per il bel sentiero di crinale (leggermente esposto in qualche punto, ma senza difficoltà) che scende a Pian Marino.
Siamo a Pian Marino, altro ottimo posto per fare una sosta e magari anche per una partita a calcio..... si tratta di uno dei più bei prati della Liguria; da qui volendo, come prima descritto, si può fare una deviazione per la Grotta della Pozzanghera e quindi riprendere i 2 pallini rossi verso sud. Si prosegue lungo il sentiero in discesa fino a che si incontra una piccola salita, una cinquantina di metri dopo questo punto si può fare una deviazione verso la Grotta Sant'Eusebio, forse la più difficile da trovare, ma si dovrebbe essere aiutati nell'impresa da un segno di grotta inciso sulla corteccia (le ultime volte che sono passato non l'ho più visto però...) di una albero e successive frecce su successivi alberi, mentre si sale verso le pareti rocciose seguendo una evanescente traccia tra la vegetazione...
La Grotta Sant'Eusebio, come la successiva Arma do Prinsipaa è chiusa da un bel muro, ma è meno scenografica di questa. Tornati sul sentiero si prosegue in discesa fino ad incontrare un bivio, anzi un trivio, sulla destra la strada segnata con i 2 pallini rossi che riporta alle macchine, sulla sinistra un piccolo sentierino che volendo, porterebbe anch'esso alle macchine, solo con qualche difficoltà e tempo in più, mentre sempre a sinistra un poco più indietro, rispetto alla direzione in cui stiamo andando, sale il sentiero per l'Arma Pollera, deviazione da non perdere.
L'Arma Pollera è una delle grotte più importanti del Finalese e anche tra le più lunghe, percorrerla per intero richiede se non abilità speleologiche e una corda di sicurezza per lo scivolo iniziale (ma c'è chi dice che non serve) almeno andare con qualcuno che la conosce per non perdersi... La visita della sola parte iniziale è comunque interessante per l'imponente arco posto all'ingresso e l'elegante colonna nel vano iniziale. Ridiscendendo verso il sentiero principale si può deviare a sinistra in corrispondenza di alcuni gradini scolpiti nella roccia, circa a metà della discesa, e raggiungere in una cinquantina di metri l'Arma do Rian. Purtroppo anche questa grotta non ha più le colorazioni rossastre di qualche anno fa, non essendo più percorsa dall'acqua, vi è comunque qualche concrezione morta e una seconda parte accessibile con un cunicolo, che purtroppo non ho ancora fatto, ma mi riprometto prima o poi di fare, quando capita l'occasione e mi ricordo di portarmi la tuta...
Ridiscesi a valle si prende l'altra deviazione di sinistra in piano per andare all'Arma do Prinsipaa, la si segue per alcune decine di metri fino a trovare un bivio, dove occorre prendere la traccia a sinistra che va seguita per alcune altre decine di metri fino a trovare il segno di grotta su una roccia e quindi si segue la ripida deviazione sulla sinistra fino alla grotta; vicino alla grotta vi è la bella e caratteristica parete gialla dell’alveare caratterizzata da miriadi di buchi simili a cellette delle api, per raggiungerla si prende uscendo dalla grotta la traccia a sinistra per qualche decina di metri, fino a quando si intravede, in alto, la macchia gialla dell’alveare e, quindi, si sale alcune decine di metri e infine in leggera arrampicata la si raggiunge; poco sotto l‘alveare seguendo il sentiero in discesa si trova una stretta voragine nella roccia di cui non si vede il fondo. Questa era l'ultima deviazione, ammesso che non ci si perda....
Tornati al sentiero principale, seguendo sempre le 2 palle rosse, si arriva in breve prima al parcheggio (da dove partono anche i sentieri per la Rocca di Perti, ma questa è un'altra storia...) e poi si segue la strada asfaltata per circa un km per tornare alle macchine a Case Valle, ammesso che si sia parcheggiato lì...
Come accennato prima è anche possibile continuare sulla traccia presa per andare all'Arma do Prinsipaa, ma ci mette molto più tempo per la vegetazione, i saliscendi e la probabilità di perdersi (grazie a vari bivi non segnalati), anche se esistono vari punti in cui si può scendere a valle, tenendo però di riferimento le pareti rocciose come guida da seguire non dovrebbe essere troppo difficile ritornare alla Grotta dell'Edera e da qui a Case Valle. Interessante, se si decide di seguire questa traccia incerta è la possibilità di visitare l'Arma del Buio, anche se per entrarvi occorrerebbe una muta da sub o una tuta speleo in una stagione più calda dell'attuale, visto che già dall'ingresso la grotta è completamente allagata; a parte l'acqua la grotta non dovrebbe presentare altre difficoltà, a meno che non si voglia arrivare fino al collegamento con la Pollera, ma anche questa è una grotta che ho nel taccuino delle cose che vorrei fare prossimamente...




Castel Gavone con Torre dei Diamanti in primo piano



Torre dei Diamanti primo piano



Chiesa dei 5 Campanili primo piano



Primo piano parte alta Frate



Primo piano Frate



Vista dei due Frati con alberi ingialliti davanti



Chiesa 5 Campanili primo piano



Chiesa 5 Campanili e sullo sfondo Castel Gavone



I Frati primo piano



Frate visto da sotto in orizzontale



Frate visto da sotto in verticale



Frate visto da sotto e di spigolo in verticale



Frate visto da sotto e parete laterale sulla sinistra in orizzontale



Frate visto da sotto e parete laterale sulla sinistra in verticale



Cima Frate da sotto vista orizzontale



Cima Frate albero e Erika sulla destra



Colonna in grotta Pollera



Colonna in grotta Pollera primo piano sulla destra



Colonna in grotta Pollera primo piano sulla sinistra



Colonna in grotta Pollera vista verso l'interno



Arco e uscita grotta Pollera



Arco Grotta Pollera da dentro



Arco Grotta Pollera più da dentro



Colonna Grotta Pollera



Castel Gavone Torre dei Diamanti



Cripta Chiesa Sant'Antonino



Raggio di sole filtra attraverso arco Pollera



Colonna Pollera da dietro



Colonna Pollera da dietro più da vicino



Altare chiesa Sant'Antonino



Altare chiesa Sant'Antonino vista verticale



Retro chiesa Sant'Antonino



Frate principale da sotto vista verticale



Frate principale da sotto



Frate principale da sotto più laterale



Frate principale da sotto e parete vicina



Frate principale da dietro e parete vicina



Erika e Federica a Pian Marino



Colonna Arma Pollera



Colonna Arma Pollera vista meno centrale



Ermergendo dalle viscere della Chiesa di Sant'Antonino



Torre dei Diamanti e Castel Gavone da destra con monti sullo sfondo



Castel Gavone lato destro



Torre dei Diamanti e Castel Gavone di fronte con monti sullo sfondo



Altare Sant'Antonino



Cripta Sant'Antonino



Sant'Antonino cripta da buco nelle scale



Sant'Antonino cripta da buco delle scale più da vicino



Montesordo attraverso spaccatura in mura Castrum Perticae



Frati vista verticale da belvedere



Frate visto da sotto



Frate maggiore salendo al mediano



Frate maggiore salendo al mediano più da vicino



Frati da belvedere con Bric Spaventaggi e Pianarella sullo sfondo più da vicino



Frati primissimo piano da Belvedere



Frati da belvedere con Bric Spaventaggi e Pianarella sullo sfondo ancora più da vicino



Colonna Pollera da dietro più da lontano



Arco Pollera dall'interno più chiara



Pian Marino